Celebrazione
Centenario Autonomia Comune di Cansano
Saluto le Autorità istituzionali,
civili, militari e religiose intervenute oggi ad onorare con la loro presenza
la cerimonia per il centenario
dell’autonomia del Comune di Cansano.
Saluto
nello stesso tempo tutti i cittadini che partecipano a questa ricorrenza.
Oggi celebriamo una tappa
fondamentale della nostra storia, l’elevazione del nostro
paese a Comune, la cui autonomia riconosciuta con legge 22 Maggio 1904, ebbe
poi concreta e piena attuazione nel febbraio
Con decreto del 1846 Cansano fu, quindi, riunito a Pacentro.
Tale decisione, però, non
fu accolta con entusiasmo dai cansanesi che
ricordavano la non felice esperienza precedente, tanto che da subito iniziarono
petizioni e pressioni per far sì che Cansano fosse
riunito a Campo di Giove, motivate anche dalla poca distanza che il paese aveva
da quel Comune¸ il che avrebbe consentito una più
fattibile condivisione amministrativa.
Nel 1855, anche a seguito dei
pareri favorevoli dei Decurionati di
Pacentro e Campo di Giove, Ferdinando II con Regio
Decreto dispose che Cansano si aggregasse a Campo di
Giove.
Ma già dopo qualche anno da questa
decisione, nei Cansanesi cominciò a risvegliarsi
quella voglia di autonomia che era rimasta sopita nei
loro cuori ed iniziarono le rivendicazioni, tant’è
vero che, in una delibera del Decurionato di Campo di
Giove del 1859, si legge la proposta di separazione di Cansano
da quel Comune. Ci fu così tutta una serie di richieste e di tentativi per
ottenere il riconoscimento
di Comune Autonomo, sempre accompagnati dalle deliberazioni
favorevoli del Comune di Campo di Giove; ma gli Enti preposti a decidere in tal
senso non ritenevano che Cansano fosse pronto ad autoamministrarsi ed ogni volta respingevano le istanze
presentate. Verso la fine degli anni ‘90 cominciarono a maturare i tempi per la
realizzazione della speranza del popolo cansanese. Il primo passo verso l’autonomia fu
rappresentato da un decreto del 1896, con cui si autorizzava la frazione di Cansano a tenere separate le rendite, e nel 1904, grazie anche all’onorevole
De Amicis, che
presentò in Parlamento il progetto di legge per il riconoscimento di Cansano in Ente Autonomo, con decreto n. 304 si ebbe il
riconoscimento ufficiale, cui fece seguito la delibera della giunta provinciale
del 1907. L’8
Febbraio 1908 si svolse, dunque, nel municipio di Cansano
il primo Consiglio comunale autonomo.
Il desiderio di autonomia
non fu una forma di esasperato egoismo, ma
solo una legittima volontà di essere artefici del proprio destino, con
la convinzione che la gestione diretta della cosa pubblica avrebbe reso
possibile un servizio pubblico migliore, interventi diretti sul territorio,
iniziative a favore della comunità e innalzamento della qualità della vita.
Nel sommario racconto del percorso
che ha portato all’autonomia del nostro Comune, sono stati accennati momenti di
scontri con il Comune di Pacentro, scontri che,
bisogna dire, ci furono anche con Campo di Giove al
momento della determinazione dei confini territoriali; ma la realtà testimonia
che, se ci furono contrasti un tempo, di essi si ritrovano tracce solo in
remote memorie storiche. Di fatto i tre Comuni hanno imparato, negli anni, a
convivere nel reciproco rispetto, sviluppando uno spirito di cooperazione
sempre maggiore, nella consapevolezza che sia questa
l’unica via percorribile per la crescita dei piccoli territori abruzzesi, così
fortemente dotati di bellezze naturali ed energie umane, e tuttavia lasciati
per troppo tempo ai margini del sistema socio-economico nazionale.
Non si può fare a meno di
riflettere un attimo sugli scenari socio-politici che a distanza di un secolo
si contrappongono; infatti abbiamo parlato della
tenacia dei cansanesi nel perseguire la loro
autonomia, mentre oggi che la celebriamo, auspichiamo una sempre maggiore
cooperazione tra i Comuni, che in futuro potrebbe concretizzarsi nella loro
unione, favorita dalle stesse superiori
Istituzioni.
L’unione, la cooperazione sono elementi fondamentali per una possibilità di sviluppo anche all’interno di ogni singola comunità. Infatti, le contrapposizioni spinte all’estremo, il voler primeggiare gli uni sugli altri, porta i paesi inevitabilmente al declino. Bisogna unire le forze, le idee, per avere più forza, per poter guardare con maggiore speranza al futuro. Una conferma di questo ci viene dai giovani del nostro paese, non divisi ma fortemente uniti, pronti a ritrovarsi ed a collaborare quando il momento lo richiede; la loro è una mentalità molto diversa dalla nostra, lontana dai contrasti e dai rancori locali, pronta ad accogliere anche elementi nuovi purchè qualcosa si muova, purchè si avviino iniziative per dare vita al nostro paese che, in effetti, cade in letargo per lunghi periodi dell’anno. Indubbiamente i giovani sono la molla che fa scattare il movimento: essi rappresentano il dinamismo, la vita. Allora non mortifichiamo, non scoraggiamo questa loro volontà di unione e di condivisione di progetti che si nutrono anche di ideali; non offriamo un esempio di scontri, di rancori, di inimicizie radicate; non daremmo loro nulla di positivo, come non porteremmo alcun vantaggio alla vita di Cansano.
Torniamo ora sulla storia del nostro Comune.
Raggiunta l’autonomia, che portò all’elezione del 1° Sindaco di Cansano nella persona del sig. Salvatore Di Gregorio,
iniziò il percorso amministrativo che, già di per sè
non facile, fu
reso ancora più difficoltoso dalla 1^ guerra mondiale e dagli anni del fascismo, durante i quali, interrotte
le libere elezioni, si susseguirono vari podestà fino alla fine della 2^ guerra
mondiale.
E’ doveroso, da parte nostra,
rivolgere un vivo ringraziamento, accompagnato da profondi sentimenti di stima,
a tutti i Sindaci e le amministrazioni che si sono succedute, per la loro opera
e l’impegno profuso nell’amministrare la cosa pubblica. Essi non vanno
giudicati per i risultati ottenuti ma ringraziati per essersi messi al servizio
del popolo ed aver sempre lavorato per il progresso del paese, per migliorare
le condizioni dei loro concittadini cercando di raggiungere obiettivi sempre
più alti.
E’ con grande emozione,
dunque, che vado a leggere i nomi di tutti i sindaci di Cansano
che mi hanno preceduto:
Salvatore Di Gregorio 1908-1912
Panfilo D’Orazio 1912-1914
Giacomantonio
Di Giallonardo 1914-1920
Lorenzo Colecchia 1920- 1922
Giambattista Di Giallonardo 1922-1924
Gregorio
Ruscitti 1924-1925
Dal 1926 al 1943 ci furono vari
podestà nelle persone dei sigg. Francesco Trasmondi,
Domenico De Santis, Ettore Santelli,
Panfilo D’Orazio, Mario Maiello, Silvio Battistella e Beniamino Colecchia.
Dal 1943 al 1945 ci fu vuoto
amministrativo e, dopo la nomina a Commissario Prefettizio dei sigg. Sante Di Giannantonio e Leonardo Tarulli,
si tornò alle libere elezioni; furono eletti sindaci:
Filippo Di Gregorio 1946-1951
Edoardo Mariani 1951-1952
Rocco Chioda 1952-1956
Eduardo Genitti 1956-1964
Sante Di Giannantonio 1964-1980
Sandro Cercone 1980-1990
Geppino Madrigale 1990-1995
Rocco Ciampaglione 1995-2004
Ognuno di questi uomini ha dato
qualcosa alla comunità cansanese ed è anche grazie a
loro che oggi viviamo in un paese che si offre per recitare un ruolo importante
nell’ottica di uno sviluppo turistico.
Ritengo, infatti, che il nostro
futuro possa essere solo e soltanto il turismo. Sappiamo bene che nel passato il paese non
ha dimostrato una grande apertura verso l’esterno, temendo che venisse
intaccata quell’oasi di tranquillità e di pace che
esso rappresentava. Dobbiamo constatare, tuttavia, che questa mentalità per
gran parte conservatrice non ha consentito un reale e concreto sviluppo del
paese. E allora bisogna cambiare, bisogna aprirsi.
Cansano, infatti,
trovandosi in una posizione direi strategica in quanto collocato all’interno
del Parco della Maiella, richiama chiunque ami
immergersi nella pace delle nostre montagne e nei silenzi dei nostri boschi. E’
inoltre presente nel nostro territorio un’area archeologica, in cui si possono
ammirare i segni di un passato che ritorna a vivere, ed un centro di
documentazione con importanti reperti. Nello stesso centro è presente una interessante mostra sull’emigrazione con una vasta
raccolta di immagini fotografiche e documenti, che è stata donata al nostro
paese dall’illustre concittadino Gen. C.A. della G.d.F. Nino Di Paolo. Tutto ciò
ci consente di attirare un turismo a carattere ambientale e socio - culturale.
A questo si aggiunga che ci
troviamo a circa 30 minuti da Roccaraso ed a 5 minuti
da Campo di Giove, paesi dotati di importanti bacini
sciistici. L’aspettativa concreta, legata, negli
ultimi tempi, al crescente interesse per
il nostro paese da parte di molti turisti, è che Cansano possa
rappresentare il posto ideale che permetta di praticare gli sport invernali
preferiti, e nello stesso tempo trovare la tranquillità per ritemprarsi e
rilassarsi. Dovremo pertanto essere pronti a cogliere l’occasione, offrendo le condizioni e gli
strumenti per assecondare questa domanda, non ultimo andando avanti con il
progetto di recupero del centro storico da inserire nel complessivo pacchetto
di offerta per lo sviluppo turistico, cui, con queste potenzialità, possiamo e
dobbiamo puntare. Sono certo che fra non molto a Cansano
vivremo una fase di crescita; la cosa importante sarà vigilare affinchè lo sviluppo non sia selvaggio e speculativo, così
che non vengano meno quelle peculiarità che un piccolo centro è capace di
offrire.
E’ opportuna, in proposito, una
riflessione sullo spopolamento che ha colpito in maniera massiccia il nostro
paese. Qualche cifra per dare l’idea: ai primi del Novecento contavamo
all’incirca 1800 abitanti ; ci fu un brusco calo negli
anni ’50 per via di un continuo flusso migratorio, tanto che nel 1961 eravamo men che la metà; nel
1991 eravamo scesi ancora a 357;
attualmente contiamo 271 abitanti.
Questi dati dimostrano un evidente
e continuo calo demografico ma, cosa ancora più grave, la diminuzione della
presenza giovanile che, sappiamo bene, costituisce l’elemento che assicura la
continuità, il futuro. Dalle tabelle anagrafiche risulta
oggi che il numero dei giovani è di circa 50, dimezzato dunque rispetto agli
anni ’70. Ciò conferma quanto sia necessario e urgente
trovare una via d’uscita per Cansano. Ribadisco, quindi,
che bisogna, soprattutto per bloccare l’emorragia giovanile, dare spazio
ad iniziative e progetti nuovi che potrebbero realizzarsi solo se collegati,
appunto, ad un’economia del turismo: è questo l’elemento su cui dobbiamo far
leva per dare un futuro al nostro paese.
A questo punto, prima di concludere il mio discorso, con il quale ho cercato di
ripercorrere il passato di Cansano e presentare nello
stesso tempo le prospettive per il suo futuro, considerata la solennità del
momento che stiamo vivendo, non posso fare a meno di ricordare tutti coloro che,
oppressi dalla miseria, stretti in una economia di sussistenza, coraggiosamente
si spinsero verso terre lontane, verso mondi totalmente distanti dal loro
ambiente, dalla loro lingua, dai loro costumi. Cansano
è, infatti, fra quei paesi che hanno dato un maggiore contributo
all’emigrazione, soprattutto verso le Americhe, nel periodo che va dai primi
decenni del Novecento agli anni Sessanta. Sull’emigrazione è stato detto e
scritto molto. Noi l’abbiamo vissuta sulla nostra pelle: abbiamo conosciuto il
dolore profondo del distacco, della separazione da familiari ed amici. Abbiamo
visto negli anni le case diventare sempre più vuote e le vie sempre più
silenziose. A quanti intrapresero forzatamente questa strada, affrontarono ogni
sorta di sacrifici e contribuirono poi con le loro rimesse a migliorare la
condizione delle famiglie cansanesi va, dunque, in
questo momento il nostro pensiero ed il nostro grazie, insieme
all’apprezzamento per aver saputo affrontare quei mondi così diversi, inserirsi in essi
e costruire qualcosa di nuovo e di valido per sé e per le stesse comunità
ospitanti.
Oggi la comunità cansanese appare sicuramente cresciuta sul piano sociale e
culturale ed in grado di affrontare il futuro con determinazione e capacità; in
essa coesistono valori cristiani e laici ed è presente
un senso di laboriosità e di rispetto per il lavoro, trasmessoci dai nostri
padri. La volontà di miglioramento, che ha sempre caratterizzato la nostra
gente, non si è esaurita; pertanto possiamo, e a ragione, sperare in un impegno
comune che porti Cansano ad essere uno dei borghi più accoglienti
dell’Abruzzo.