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Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.
Ma non è facile starci tranquillo.
Non chiedete cosa possa fare il Paese per voi: chiedete cosa potete fare voi per il Paese.

(Cesare Pavese e John Fitzgerald Kennedy)

 
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25 gen alle ore 02:40
Donato D'Orazio La Costituzione Americana e' stata per piu' di duecento anni un punto imprescindibile del mondo giuridico di questo paese. E' stato un documento da seguire ed imparare per le tante nascenti democrazie del mondo intero. Oggi e' sotto assedio. E' picconata da personaggi che hanno il dovere di proteggerla e farla rispettare. Il Senato degli Stati Uniti, quell ramo del congresso che ha il compito di giudicare ed emettere sentenze, ispirandosi principalmente sulla costituzione che I padre di questa nazione hanno scritto per aiutarli a superare, con imparzialita ed onesta' le immancabili difficolta' che un grande paese come questo avrebbe di sicuro incontrato nel corso della sua storia. Ed e' compito di tutti loro che giurano di proteggerla ed eseguirla rispettarla con equanimita' e far si' che chi la tradisce ne paga le conseguenze. In questi giorni una parte cospiqua, forse la totalita' di Senatori repubblicani, hanno perso, forse per servilita' verso un Presidente che ha tradito, per vantaggi personali, il secondo articolo di questa costituzione. Forse per motivi politici di loro convenienza, stanno perdendo la loro dignita', il loro dovere verso il popolo che li ha eletti, abdicando le loro responsbilita' e rinunciando ai loro doveri verso le istituzioni di questo paese. C'e' un processo in corso che ha il compito di giudicare con imparzialita' le accuse di impeachment che vengono dal ramo parlamentare del congresso. Il Senato, ramo investigative del paese, ha il compito di avere a disposizione tutti I documeti necessari per una sentenza giusta. Ha il compito di avere a testimoniare sotto giuramento I principali collaboratori del Presidente.  Solo cosi' possono dare al paese la certezza che hanno fatto il loro dovere. Purtroppo succubi del Presidente  stanno resistendo questo loro sacrosanto dovere. Vogliono fare di questo processo una farsa, un imbroglio per salvare l'insalvabile. Il Presidente ha abusato per vantaggi politici personali il suo potere e ne deve pagare le conseguenze. Mentre nel 1998 il Presidente Clinton ammise le sue colpe e ne chiese scusa al paese, questo energumeno che nella sua vita ha mai ammesso di aver sbagliato, continua, senza vergogna, anche in questo triste caso a spifferare bugie prendendo I suoi seguaci per I fondelli. Sicuramente sara' assolto dai suoi inermi Senatori, sicuramente finira' il suo mandato. Sicuramente la storia lo ricordera' come quel malefico personaggio che ha distrutto una democrazia, che ha diviso il paese, che ha umiliato quell mito americano nel mondo.  Finisco nel dire che e' bello definirsi un genio, ma e' anche bello ed importante essere umile ed ammettere che e' anche un essere umano, e come essere umano puo' anche sbagliare. E come sbaglia Brooklyn,NY.
15 gen alle ore 04:32 Donato D'Orazio Premetto che ogni essere umano ha il diritto di avere una sua opinione. Quello che non dovrebbe mai essere preso in considerazione e' che una opinione detta da un qualcuno possa essere considerata  piu' credibile di qualcun'altro, o, peggio ancora, verita'  indiscutiblile per uno e bugia ed esagerazione per l'altro. Questo e' puro narcisismo, e' egoismo, e' far pesare ad altri la poca educazione ditattica  che loro malgrado non hanno potuto avere. L'educazione, anche se molto importante, racchiude solo una piccola parte della nostra vita  lavorativa, sociale e civica. La cosa piu' importante e' essere obbiettivi nei messaggi che si vuole dare, essere magnanimi nelle cose che scriviamo, essere sempre onesto con il nostro prossimo. Generoso per chi soffre, compassionevole per quegli esseri umani che si trovano in difficolta'. Ha un valore indiscutibile quello di non dimenticare mai chi siamo e da dove veniamo. Avere sempre carattere, abnegazione, e l'onesta' che si vuole trasmettere a chi ci legge ed ascolta. Dare quell'esempio di nobilta' morale a quell prossimo che ne ha bisogno. L'oppinionismo e' qualcos'altra. E' un convincimento personale che pochissime volte puo' essere condivisibile, moltissime volte e' un sciocco stretagemma  per convingere gente di cose inesatte, e bugiarde per vantaggi personali. L'opinionato e' quella persona che malgrado l'evidenza delle cose continua a mentire a se' stesso ed ai suoi coorti una  verita' che e' sotto gli  occhi di tutti. L'opinionato e' quella persona che pur di non ammettere di aver sbagliato si refugia in quella bolla di sapone che non gli permette ne vedere ne di sentire.  L'opionato e' quella persona che scrive o copia delle cose non vere, meschine, che offendono la dignita' di persone per bene.  L'opinionato e' quella persona che vuole insegnare ad altri quello che lui non ha mai fatto. L'opinionato e'  per molti una persona debole che non sa' accettare la pura evedenza. L'opinionato per antonomasia e' quel  personaggio  senza un minimo di ritegno,  bugiardo di natura, che da Washington sta' portanto questo paese sull'orlo di un precipizio politico e costituzionale ed ad un isolamento totale di questo paese dal resto del mondo. Brooklyn,NY.
8 gen alle ore 02:31
Donato D'Orazio Come ogni anno, ormai da tempo remoto, ogni Cittadino del mondo si augura di trovare nel Nuovo Anno una svolta decisiva che dia a tutti un senso di serenita`, un impegno da parte di chi ha il compito di governarci di lavorare  intensamente per trovare un'intesa che mette fine alle tragerdie di guerre, alla fame che impera in molte parte di questo nostro martoriato mondo,  all'ineguazianza che sottopone una parte cospiqua della popolazione terrestre di vivere in uno stato di tragica poverta', mentre una minoranza del mondo gode di ricchezze e potere. Come ci si spera  che il buon senso prevalga sulla malvagia ed ingordizia, Che l'onesta prevalga  sulla disonesta', che la tanto agognata pace abbia il sopravvento  sulle guerre e distruzioni. Purtroppo, in ogni anno Nuovo tutti questi buoni propositi vanno a farsi benedire.  Le guerre continuano a mietere milioni di innocent vittime, la pace un chimerico sogno che non si evverera' mai, la poverta' continua imperterrita in una crudele crescita  ed I ricchi  diventono sempre piu' ricchi. Questo, purtroppo, e' la realta' di oggi. L'America, paese delle favole, la piu' ricca nazione del mondo, ha un tasso di poverta' che compete con le piu' povere nazioni del mondo. Oggi da uno studio del brooking institute si evince che il 44% dei lavoratori americani possono qualificarsi come poveri. Il loro salario annuale e' di diciottomila dollari. Secondo la federal reserve 4 su 10 operai usa nell'anno appena passato non potrebbero sostenere un inaspettato debito di 400 dollari. La paga minima in quasi tutti gli Stati controllati dai generosi repubblicani la paga minima e' di 7.50  all'ora. Nella democratica New York la paga minima e' di 15 dollari all'ora. Ed anche con una paga di 15 dollari all'ora non puoi permetterti di affittare neanche un monolocale. E mentre la povera gente soffre, il nostro presidente, per vantaggi personali, per distrarre il popolo dai suoi continui soprusi si e' inventato un ipotetico "imminente" attacco terrorista per commettere, lui stesso, un atto barbarico verso un generale di una nazione indipendente uccidendolo nell'areoporto di Baghdad. Non c'e' scusa che tenga. Il generale iraniano, anche se era un poco di buono, anche se era la mente dietro attacchi contro le forze della Nato, non era in Guerra con l'America, soprattutto, non c'era un attacco "imminante" che la costituzione del paese avrebbe potuto giustificare. Non per niente tutte le nazioni europee, specialmente quelle che hanno loro militari nel medio oriente, si sono disasociati da questo vile attacco di Trump. Questo atto esecutivo e' un abuso di potere, e' una violenza che porta violenza, e' un pericolo che molti giovani militari della Nato  si troveranno a subire. E' per la popolazione Americana un motivo di ansia, di una magraba certezza che  qualcosa di brutto potrebbe accadere anche in America. soprattutto in una grande metropoli come New York. Tutto questo ha fatto si' che il 71% della popolazione Americana e' contro questo nefasto attacco. Putroppo c'e' il 29% favorevole.  Persone, quest'ultime, vivendo una vita teorica, confondendola con una realta' che per loro e' difficile da comprendere continuano ad oppoggiare un despota che sta' portando questa nazione in un abbisso costituzionale inimmagginabile da grandi presidenti del passato. E mentre tutto questo accade, mentre decine di migliaia di giovani militari americani, nessuno figlio di questi presunti patrioti,  si preparano a partire verso il medio oriente. in un Sito di Facebook si discute di tutti le persone di persuazione Democratica, che secondo la loro sciocca mente, sono colpevoli  principali  della legge sul libero abordo in America. Se non fosse una cosa seria si potrebbe metterla sul ridicolo. Ma questo non e' per niente ridicolo, e' per molte donne  un  sacrosanto diritto che nessuno  si dovrebbe permettere di metterlo in discussione.  Per concludere, questa e' una frase che mi fu suggerita da un caro amico. Un grande giornalista Italiano parlando di facebook disse " FaceBook potrebbe essere utile soltanto se non desse l'opportunita' ad ignoranti  di usarlo scioccamente". Come aveva ragione. Brooklyn,NY.
31 dic 2019 alle ore 02:40
Donato D'Orazio Un'altro anno che se ne va'. Un'altro decennio che si conclude. Un momento nel tempo che ci induce a ricordare, a ripercorrere una vita che per molti di noi e' stato un continuo valicare nelle scoscese strade del destino. A confrontarci con situazioni che molto spesso sono state piu' grandi di noi. Nati in un piccolo ma splendido paesello situato sull'alture della valle peligna, amati dai nostril genitori, educati da veri professionisti, avviati nel credo della nostra religione da sublimi sacerdoti, protetti da una comunita', forse umile, ma di sani principi morali. La nostra infanzia e' stata vissuta con serenita'. Poi il primo anno di scuola, maestri generosi e preparati,ci introdussero nel mondo del conoscere. I nostri primi passatempi consistevano in giochi al nacondiglio o piccolo passeggiate nei vari ruscelli che circondono il paese. Era poco, o quasi niente, ma era quel tanto che ci rendeva felici. Nessuno di noi poteva immagginarsi che da li' a poco una una nuvola minacciosa si potesse abbattere sulle nostre vite. Una nuvola di Guerra e distruzione che cambio' per sempre il nostro destino. Fummo costretti a sperimentare in tenera eta' le brutture della Guerra. A vivere per ben sei settimane, in pieno autunno, in capanne di pietre, tra le fredde montagne del paese, bagnati dalle continue piogge, affamati per giornate intere e privi di ogni igiene, anche la piu' rudimentale. Due giorni prima Natale una burrasca di neve ci costrinse a lasciare quelle capanne ed incamminarci verso le valli sottostante. Sporchi e malandati chiedemmo ospitalita' nei vari borghi che circondono Sulmona. Gente sconosciuta, anche con una certa diffidenza, ci accolsero nelle loro case. La loro ospitalita', la loro bonta', il loro coraggio ed abnegazione praticamente ci salvarono la vita. Verso la fine di Marzo un terrificante bombardamento Americano che ci evito' per poco piu' di un centinaio di metri, che causo' tanta morte e distruzione,mise praticamente fine alla guerra. Dopo poco piu' di un mese potemmo far ritorno nelle nostre case. Ritrovarle completamente saccheggiate di tutto e sapere che I danni maggiori furono fatti da persone del luogo che per egoismo o altro decisero di collaborare con I nemici Tedeschi a discapito dei loro paesani creo' per molti un senso di amarezza che portarono con loro per lungo tempo. Poi la consapovolezza che la guerra era finite, ma i problemi continuavano. Constatare lo stato di degrado di un'Italia completamente distrutta, di un governo fantoccio in cerca di un'identita', di un prossimo avvenire che non dava nessuna garanzia di ripresa, convinse tante persone, forse la maggioranza del paese, a cercare fortuna in paesi lontani.Si cerco' nell'emigrazione un'ancora di salvezza per loro ed I loro figli. Fu questo il periodo piu'  difficile del nostro paesello. Ogni giorno, per diversi anni, qualcuno lasciava per sempre il loro paese, le loro case, la loro identita'. In pochi anni il destino di Cansano cambio' radicalmente, come cambio' per sempre il destino di tanti di noi che dovemmo a malincuore partire. Nazioni sconosciute, a volte inospitali, ci accolsero nei loro confine. Ancora una volta la vita ci imponeva a ricominciare, ad assimilarci a gente di varie nazionalita', di imparare una nuova lingua, a sacrificarci ogni giorno non soltanto per migliorare la nostra situazione, ma anche per sconfiggere l'odio, il rancore, l'abberrante mentalita' di incalliti razzisti che per completa ignoranza offendevano impunemente ogni giorno  la nostra dignita'. La perseveranza, l'onesta', il lavoro ed il rispetto delle regole, in lungo andare, ci permisero di scofiggere la mentalita' di vili persone o personaggi. Oggi, in ogni parte del mondo l'emigrazione italiana viene considerate una parte importante del successo delle loro nazioni. Speriamo sinceramente che questa complicata, difficile, ed a volte dolorosa odissea della nostra vita di emigrante possa essere stata utile per I nostri figli ed in qualche modo anche per il nostro paese. Speriamo che un giorno il mondo sia un posto migliore per tutti. che guerre e poverta' vengono debellate per sempre, e che 'l'odio dia posto alla comprensione ed al rispetto reciproco. Ed in questa ecumenica atmosfera che in questo momento impernia il mondo intero, voglio augurare a tutti un Felica Anno Nuovo, che sia per tutti apportatore di serenita' e salute. Brooklyn,NY.