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Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.
Ma non è facile starci tranquillo.
Non chiedete cosa possa fare il Paese per voi: chiedete cosa potete fare voi per il Paese.

(Cesare Pavese e John Fitzgerald Kennedy)

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Ago 17 alle 2:42 A.M. Donato D'Orazio Siamo,ormai in completo turmoil. Grazie ad un presidente opinionato ed incapace ad essere razionale tutto il progresso  fatto in duecento e più' anni di storia si e' fatto andare a benedire. Siamo ritornati agli anni cinquanta/sessanta, dove in america c`era ingiustizia e discriminazione, dove gente comune e leaders etnici, religiosi e politici, perdevano le loro vite pur di conquistare la libertà', il rispetto, l'uguaglianza, i diritti costituzionali di ogni cittadino. Martin Luther King, John F. Kennedy e Robert Kennedy ne sono l'esempio. Persero la vita per mano di fanatici razzisti, KKK e  criminali di razza bianca. Ci sono voluti anni di lotta, di persuasione, di battaglie politiche per avere almeno una parvenza di uguaglianza in questa martoriata nazione. Con le dichiarazioni di Trump dopo gli orrendi fatti di Charlottesville, Va. tutto e' andato alla malora. Nessun Presidente prima di lui ha cosi' impunemente messo alla luce le sue limitate facoltà intellettuale. Nessun  Presidente ha mai messo in dubbio  l'importanza di combattere e vincere l'odio, il rancore, la criminalità di questi odiosi esseri umani. Lui, Donald Trump, ha avuto il coraggio di mettere alla pari chi crea disordini, morte e distruzione con chi invece ci rimette la propria pelle per prevenire tutte queste mostruosita'. C'e' stato in America un grido di disgusto e di apprensione. Tutti,  Democratici e repubblicani, dignitari e gente comune, hanno biasimato il comportamento di un Presidente che non conosce le regole più' basilare di questa democrazia. E' il primo presidente che giorno dopo giorno, col suo comportamento, sta' mettendo la popolazione di questa nazione in un confronto senza fine. C'e' stata un ondata di critiche che son arrivate da tutto il mondo. Ne riporto alcune per dare un'idea di come alcuni politici americani e stranieri hanno reaggito a questa inspiegabile assurdita'. I Presidenti George W. H. Bush e suo padre il Presidente George W. Bush in un comunicato congiunto hanno scritto " Bigotteria razziale e antisemitismo sono semplicemente da condannare e non condividere" Il Presidente Obama parafrasando Nelson Mandela ha detto " Nessuno nasce con l'odio per una persona di diverso colore, o per la storia che ha avuto, o per la religione che pratica. Gli si deve imparare. Se si può' imparare ad odiare, si può' anche imparare ad amare, perché' l'amore viene più' naturale al cuore umano che l'opposto". Nel 1981 in una situazione simile a quella sperimentata a Charlottesville l'allora Presidente Ronald Reagan disse a quei razzisti membri del funesto gruppo dei KKK,  che per di più' gli avevano tutti votato, " Voi siete quelli che sono fuori dai principi fondamentali della nostra società'. Voi siete quelli che con sciocca caparbietà violate il significato del sogno Americano. E questa nazione, per quello che rappresenta, non perdonera' mai la vostra condotta'" Se fosse oggi ancora in vita le stesse cose le direbbe a Donald Trump. Ed alcuni leaders mondiali disgustati dal comportamento di Trump hanno scritto. Il ministro della giustizia tedesca Heiko Mars " E' insopportabile come Trump adesso chiosa sulla violenza durante la marcia dei nazisti in Charlottesville. Nessuno dovrebbe banalizzare l'antisemitismo ed il razzismo dei nuovi nazisti. Quanto si tratta della propaganda e violenza dell'estrema destra non c'e' niente da scusare. Tutti i paesi democratici, compreso Trump, dovremmo insieme prendere una chiara posizione contro questi inumani soprusi razziali". Martin Shulz leader del partito democratico tedesco " Ognuno di noi dovrebbe denunciare per sempre il nazismo. Quello che Trump sta facendo non fa` altro che infiammare gli animi di questi malati estremisti". Il segretario della Nazioni Unite " Razzismo, antisemitismo, islamofobia, nazismo stanno avvelenando la nostra società'". Il primo ministro Inglese Theresa May ha detto " Io non vedo l'equivalenza tra chi propaganda il fascismo ed il nazismo e chi invece l'oppone". Sono tutto dichiarazioni dure. Dichiarazioni che farebbero sicuramente vergognare, ma anche  riflettere , qualsiasi persona, non lo faranno con Donald Trump. Lui e' cosi'. E' stato forgiato in questo modo da suo padre che gli imparo' di non ascoltare nessuno, e, soprattutto, di non ammettere mai che hai torto. In un sondaggio che e' venuto fuori oggi la gran parte degli storici americani hanno voluto fare una graduatoria del migliore e peggiore presidente di questa nazione. Il primo posto a parità' di voti e' stato dato al Presidente Washington ed al Presidente Lincoln. Il peggiore presidente ad unanimità e' stato nominato  il Presidente Donald Trump. Una scelta quest'ultima condivisa dal 66% della popolazione Americana e dal 94% dai cittadini di New York che lo conoscono molto bene. Brooklyn,NY.
Ago 12 alle 6:40 PM Donato D'Orazio Vivere lontano dal paese natio comporta nostalgia, amore incondizionato, speranza che un giorno lo si possa rivedere. Comporta anche la volontà', il desiderio, l'impegno di fare tutto ciò' che sia possibile per far si' che il nostro borgo continua a sopravvivere, che le sue tradizioni vengono continuate, che la sua storia continua imperterrita verso un futuro migliore. Tutto questo ed altro ancora e' stato il nostro credo ed il nostro impegno. Fino ad ora il vero Cansanese, in qualsiasi parte del mondo abbia approdato, ha sempre remato in questa direzione. Non ha mai pensato di fare del male alle sue radici, alla sua storia, alla sua culla natia. Tutte queste certezze si sono frantumate dopo la notizia che un nostro paesano, emigrante come tutti noi, ha pensato di far chiudere un punto importante della vita comunitaria del nostro paese. Senza peraltro una ragione che possa giustificare questo insensato atto deleterio verso, soprattutto, la gioventù' cansanese di oggi. Il famoso PUB di Piazza XX Settembre che per più' di mezzo secolo ha tenuto vivo la vita sociale del paese ha dovuto chiudere battenti. Una decisione non del proprietario del locale che per anni ha sempre cercato con sacrifici non indifferenti di portarlo avanti, di rimodernarlo, di far si' che anche Cansano avesse un punto di riferimento di grande classe che non avesse niente da invidiare ai tanti PUB della zona. Ha chiuso i battenti per un puntiglio del padrone del fabbricato, che senza una plausibile giustificazione ha voluto fare del male al suo paese, alla sua gente, ed anche a se stesso. Le luci si spegnono, il calore umano si dilegua, Cansano, suo malgrado, fa' un passo indietro. Ad Ezio e Greta che con tanto sacrificio ed enorme impegno hanno portato avanti questo progetto vada tutto il nostro appoggio morale ed il nostro sincero augurio che da queste cenere possa sorgere una fiamma che gli dia la forza di ricominciare, con più' fortuna, nel loro meraviglioso cammino. Un vecchio detto cansanese diceva che quando si chiude una porta, si apre sicuramente un portone. Siamo certi che questo portone si aprirà' anche per voi. Noi ve lo auguriamo di cuore. Brooklyn,NY.
Ago 10 alle 4:30 A.M. Donato D'Orazio Siamo entrati in un periodo della storia mondiale in cui un Presidente di una grande nazione democratica come gli Stati Uniti si umilia di fronte ad un piccolo e bigotto dittatore di una insignificante nazione come la Corea del Nord. Una dichiarazione spifferata senza un pizzico di riflessione, senza una consultazione con la sua amministrazione, senza capire l'enorme significato che questa avventata dichiarazione potrebbe portare ad un mondo incredulo e nervoso. Donald Trump, come sempre, ha voluto imporre il suo instinto ai consigli di chi conosce bene gli orrori di una guerra nucleare. Il suo insensato " Reagiremo con fuoco e furia come il mondo non ha mai sperimentato" alle provocazioni del dittatore Nord Coreano ha gettato tutti in uno stato di apprensione e disagio. La sua ignoranza all'immane tragedia che qualcosa di simile potrebbe causare non gli permette di valutare attentamento l'enormità funesta delle sue dichiarazioni. L'enorme potenza militare degli Stati Uniti sicuramente potrebbe annientare completamente il Nord Corea, sicuramente  milioni di persone perderebbero la vita. Ma questo non toglierebbe al fanatico dittatore Coreano la possibilità' di infliggere a nazioni come il Sud Corea, il Giappone, le Filippine, l'Isola di Guam, gli Stati dell'Alaska, California e Washington una perdita inimagginabile di vite umane. Un confronto nucleare di questa portata sarebbe  l'inizio della fine di questo nostro martoriato pianete. Non ci sarebbero vincitori, ci sarebbero solamente vittime innocenti ed incalcolabile distruzione. E' difficile, forse impossibile, dialogare con il Nord Corea, ma ci si deve provare e riprovare. Soltanto cosi' ci sara' un barlume di speranza che una tragedia di immense proporzioni possa essere evitata. Anche se Trump non e' all'altezza di una situazione cosi' complessa da risolvere ha dalla sua parte dei collaboratori che sono in grado di prendersi questa delicata responsabilità'. Lascia che loro lavorano per il tuo bene ed il bene della nazione e del mondo. Invece di confrontarvi giorno e notte con chi non la pensa come voi dovresti imparare ad ascoltare tutti coloro che hanno a cuore il vostro personale successo. Invece di prendervi continue vacanze per perorare i vostri campi di golf, i vostri alberghi, i vostri luoghi di velleggiature dovresti pensare a formulare un programma fattibile in cui voi e non il congresso se ne prenda tutta la responsabilita'. Invece di cercare di governare per quel 36% dei tuoi fedeli, capisca che in una democrazia si deve governare per tutti. Che invece di fare incendiari comizi da campagna elettorale nei capisaldi della vostra base politica capisca che e' ora, dopo sei mesi di potere, di presentarvi davanti alle telecamere per parlare alla nazione, per rassicurarla e non innervosirla, per presentare, spiegare, far capire le vostre intenzioni, chiedere il loro appoggio e seguire, non il vostro  orgoglio ma la volontà' della maggioranza del popolo. Solo cosi' dara` una spinta positiva alla vostra infantile presidenza. Brooklyn,NY.
Ago 3 alle 9:09 PM Donato D'Orazio
La saga Trump continua imperterrita a tenere banco nelle varie agenzie di stampa americana. Poche, forse nulle, le notizie buone per il presidente. Molte ed importanti le notizie brutte e sfavorevoli per un presidente che non riesce ad imparare le cose fondamentali della politica, costituzione e diplomazia  che governano questo paese. Le sue dichiarazioni, per lo più' via tweeter, si rivelano sempre non vere o esagerate. La sua debacle nel riformare la legge sulla salute e' un esempio della sua incapacità' di fare quello che scioccamente dice. Non prendersi le sue responsabilità' gli sta' costando la popolarità' che almeno con i suoi seguaci fino a poco tempo fa' poteva contare. Il licenziamento del capo del FBI Comey, per motivi strettamente personali e' stato l'inizio del suo declino. Le ripetute offese al segretario della giustizia Sessions, un suo fervente collaboratore, passato al lato sbagliato del presidente per la semplice ragione di aver fatto la cosa più' giusta, quella di astenersi dalle investigazioni in corso che vedono in maniera totale implicato la famiglia Trump. La sua partecipazione alla campagna elettorale del presidente non gli permetteva di essere parte integrante di questa investigazione. Per Trump questo non era ammissibile, doveva dimettersi. Sessions non l'ha fatto per motivi di principio ed anche perché' i suoi ex colleghi al Senato gli erano tutti favorevoli. Trump non lo ha licenziato dietro consiglio dei suoi avvocati che vedevano in un atto simile la fine del suo mandato. Il suo discorso al raduno nazionale dei Boy Scout e' stato severamente criticato da tutti, democratici e repubblicani. Criticato per aver deviato da un discorso puramente apolitico ad un discorso da campagna elettorale con offese ingiuste e pesante per Hillary Clinton. Si e' difeso dicendo che il presidente dei Boys Scout americano il giorno dopo gli avrebbe telefonato complimentantosi con lui per il discorso fatto. Tutto una enorme bufala perché' si e' venuto a sapere dallo stesso presidente dei Boy Scout che questa fantomatica telefonata non c'e' mai stata. Ieri in una conferenza stampa con i due senatori che hanno presentato un disegno di legge per ridurre l'immigrazione del 50%, il Pres. ha detto che con questa legge potranno entrare in America soltanto chi sa' parlare la lingua Inglese e chi ha delle alte qualifiche professionali. Si ritorna cosi' nel 1950 quando entravano in America soltanto gli Anglosassoni ed i previleggiati. Ci sono oggi "americani" con la bandiera a stelle e striscie negli occhielli delle loro giacche che si sono dimenticati che se Trump fosse stato presidente in quel periodo a nessuno di loro gli sarebbe stato permesso di chiamarsi americani. Perché' nessuno di NOI avremmo potuto entrare in questa nazione. Fu la determinazione dell'allora senatore John Kennedy che praticamente da solo lavoro' per l'approvazione di una legge che permise a tanti di noi di poter essere parte di questa nazione. Molti tutto questo se ne sono scordati. Io spero che oggi con l'intenzione di Trump questo se lo ricordano. La dichiarazione di Trump di salvaguardare il lavoro per gli americani non sta' ne in cielo ne' in terra. Tanti lavoratori che oggi vengono in America stanno ricalcando il nostro percorso. Nei primi tempi in questa nazione tutti noi accettammo lavori umili che gli Americani non volevano fare. Oggi e' la stessa cosa. E poi perché' il Presidente non dice che nei suoi vari golf club, nei suoi hotel, a Mar-A- Lago lui impiega soltanto emigranti lowcost che lui sfrutta con una misera paga? Tutto questo ed altro ancora stanno contribuento al suo calo di popolarità' che oggi si attesta sul 33%. Il più' basso di qualsiasi presidente che lo ha preceduto. Un indice questo della sua incapacità' ed della sua ignoranza nelle prerogative che questa nazione ha veramente bisogno.
Brooklyn, NY.
Lug 26 alle 8:48 PM Donato D'Orazio Gli Stati Uniti D'America. Una democrazia da imitare e seguire. Una potenza mondiale da invidiare. Una economia esemplare che ha fatto di questa nazione l'emblema del capitalismo che controllava  le sorti di quasi un mondo intero. Tutto raggiunto grazie ad uomini e donne, democratici e repubblicani, che con perseveranza ed impegno hanno nel tempo lavorato per creare una repubblica, non certo perfetta, ma consona il più' possibile alle esigenze dei suoi cittadini. La sua carta costituzionale e' un inno al potere del popolo. E' un monito a chi governa che il potere non e' suo, bensì della gente che rappresenta. I  tre rami del governo, l`Esecutivo, il Legislativo ed il Giudiziario sono la garanzia che ognuno deve essere indipendente dall'altro. IL " Check And Balance", grossomodo il " Controllo ed equilibrio" e' stato il cardine che ha fatto di questa nazione un punto di riferimento per le tante democrazie sorgenti. Oggi, purtroppo, tutto questo sta' cambiando. C'e' caos a Washington, c'e'rancore e perfidia nei nostri rappresentanti. Non c'e' cooperazione, non c'e' l`impegno di lavorare per il bene del popolo, per dare un po' di serenità' a gente povera e sfortunata. La nazione più potente del mondo non ha una legge sulla salute che possa coprire tutti i suoi cittadini. Stanno smantellando quella, che anche non perfetta, almeno dava sicurezza a milioni di cittadini che non potevano permettersi di averne una. Tutto questo per dare ai ricchi uno sconto fiscale che a loro non serve. Si stanno rifuggiando in sotterfugi politici per far approvare una legge che ancora non c'e' e che metterebbe in difficolta' milioni di persone. Una legge che avrebbe un appoggio in negativo del 65%. Questo non e' umanamente giusto. Non e' americano. Qui' non centra essere democratico o repubblicano. Qui ne va di mezzo la coscienza di tutti. La malattia non e' selettiva, può capitare a tutti di ammalarsi, ed avere una assicurazione può' essere il toccasana per una dovuta guarigione. Come non e' giusto discriminare contro chi e' diverso da noi. Oggi con un ordine esecutivo il Pres, Trump ha decretato che i gay e transessuali non possono arruolarsi nell'arma americana. Un decreto che riporta questa nazione indietro di decine di anni. Un decreto che mette in difficolta' le migliaia di soldati che oggi onorevolmente stanno combattendo in tante parti del mondo per questa nazione e per la pace nel mondo. Una nazione che non aiuta i più' deboli e diversi non e' una nazione democratica, non e' una nazione civile, non e' l'America che tutti conoscevamo. Brooklyn, NY.
Lug 22 alle 9:48 PM Domenico Di Giacomo
Quest'anno  tetro, cattivo,  con un dispiacere  dopo l'altro.
    Il bellissimo  giovane Daniele,  ci ha lasciato,  figlio di Giuseppina D'Orazio / Arnone,  dopo pochi mesi di sofferenza dal brutto male,  il mostro incurabile.  Dio l'ha tolto dalla vita terrena per piantarlo come un  fiore nelle sue aiuole del Paradiso.
    Il bel ragazzo intelligente,  allegro, lavoratore da piccolo,  ha lasciato nel pianto tutti noi parenti,  ma,  di piu` la sua mogliettina  incinta, la    bellissima ragazza  Tara,  mamma  e papa` Lillo,  fratello  Mike e nonna Stella,
    Non ci resta di unirci  tutti nella preghiera al Buon Dio,  di alleviare la pena  e  reaggire  con  conforto e coraggio,  e  nelle nostre menti  Daniele,    sempre  ci  sara`.
Staten Island, NY
Lug 19 alle 3:08 A.M. Donato D'Orazio Caro Luciano, se mi permetti vorrei continuare da dove ho finito il precedente post. Ancora una volta l'espressione tanto cara al mio insegnante di matematica "come volevasi dimostrare" va a pennello con la stupidita' e malvagia dei rappresentanti repubblicani al congresso degli Stati Uniti. Per ben sette anni non hanno fatto altro che dire "Replace and Repeal l'Obama care". "Abrogare e sostituire la legge sulla salute" portata avanti dal presidente Obama. Oggi con una maggioranza abbastanza consistente tanto nel parlamento che nel senato non sono riusciti a mantenere ad una promessa che per farsi eleggere avevano fatto ai loro elettori.. Sono degli impostori che non conoscono un bel niente dei problemi sociali del paese, sono degli ideologici che hanno sempre creduto che per essere grandi bisogna aiutare i ricchi a diventare più' ricchi e ad accantonare i poveri perché' sono un peso alla ricchezza del paese. Per loro essere povero e malato e' una colpa. Spendere miliardi per le armi non hanno nessun problema. Spendere un soldo per chi, pur lavorando sodo, pur sacrificandosi ogni santo giorno, non sono riusciti nel sogno americano, questo non e' possibile. Erano pronti a ridurre le spese per il medicaid, un programma che aiuta i più' deboli ad avere un'assistenza medica, di ben 850 miliardi di dollari, ed il medicare, un programma medico che aiuta gli anziani e gli infortunati sul lavoro di ben 250 miliardi di dollari. In qualsiasi paese civile del mondo tutto questo sarebbe a dir poco un'atto ignobile. Qui' in America ci sono persone  che credono in questi parassiti, li sostengono e li eleggono. Magari per poi pentirsi quando un loro caro ne usufruisce di questi dovuti benefici. E che dire del Presidente? Poco o niente. E' un personaggio ambiguo, un personaggio che non ha la minima cognizione di come si governa una nazione civile. Che non si da` mai colpe. Sono sempre gli altri a sbagliare. Caso in punto, oggi, dopo il debacle dell'affordable care act, ha voluto dare tutta la colpa ai leaders del suo partito, anche se lui non ha fatto un bel niente per aiutarli a raggiungere il loro obbiettivo. Se le presa con i democratici perché' si sono opposti all'unanimità' allo scempio che stavano creando nel mettere nel lastrico milioni di povera gente.  Ha raggiunto il massimo di crudeltà' nel dire che lui non sovvenzionera` l'Obama Care. Non pensando minimamente che ciò' facendo milioni di persone potrebbero morire. Dopo sei mesi dalla sua inaugurazione ancora non capisce che non può' essere presidente dei pochi a discapito dei molti. Non per niente la sua approvazione si aggira sul minimo storico del 36%. Brooklyn,NY.
Lug 18 alle 9:28 PM Donato D'Orazio
"Here we go again" Oh, grosso modo " Ecco che ci risiamo" Il partito repubblicano per ben sette anni non ha fatto altro che proclamare, anche a chi non voleva sentirli, che avrebbero abolita e rifatta la legge sanitaria federale che porta il nome "Affordable care Act." Alias "Obama care". Hanno fatto di tutto e di più' per prendere la maggioranza del Congresso e sorprendentemente della Casa Bianca. Nelle elezioni presidenziali del 2016 ci sono riusciti. Grazie soprattutto alle bugie ed ai raggiri che hanno saputo costruire. Avevano finalmente di fronte a loro un'autostrada senza alcun ostacolo che li avrebbe portati a realizzare il loro malsano sogno. La legge Obama sarebbe stata smantellata, le industrie sarebbero tutte ritornate a produrre in America, Il muro al confine col Messico sarebbe stato costruito, per di più' pagato dai messicani, i dodici e più' milioni di illegali sarebbero tutti presi e riportati nelle loro nazioni di origine, le infrastrutture risanate, Hillary Clinton in galera e l'America per incanto sarebbe ritornata grande. Un castello di cartapesta che ha confuso le idee di tante persone e che al primo impatto con la realtà' delle cose si e' disintegrato come neve al sole. L'Obama care che ha dato a venti milioni di persone, per lo più' meno fortunati di tanti di noi, la possibilità' di essere coperti da una assicurazione medica per fortuna non ha avuto l'esito nefasto che questi famigerati leaders repubblicani si aspettavano. Cercare di togliere un beneficio sanitario, che poi, in tutte le nazioni del mondo civile e' un diritto di tutti i cittadini, non e' una cosa facile. Togliere a persone malate la speranza di sopravvivenza non dovrebbe essere mai messo in discussione. Se quello che i repubblicani volevano fare, e potrebbero ancora fare di peggio abolendo senza sostituirla questa legge sulla sanità', molti nostri vecchi e malati, compresi tante nostre conoscenze, si troverebbero in grave difficolta'. Il famigerato muro ai confini col Messico non si farà'. Non si farà' perché' inutile, perché' e' una malsana idea di Trump che verrebbe pagata dalle tasse dei contribuenti Americani e che non porterebbe nessun beneficio a questa nazione. Nella settimana appena passata c'e' stato un appello alle grandi industrie americane con produzione all'estero di ritornare a produrre in America. Alcune lo stanno facendo. In queste alcune mancano inspiegabilmente le tante industrie del nostro Presidente. Ancora producono tutte in paesi orientali. Questo nostro presidente e' il tipico individuo che parla bene e razzola male. L'America e' stata sempre grande, sicuramente non serviva la retorica di Trump per poterlo capire Anzi, per colpa sua, e' da sei mesi a questa parte che questo paese ha perso tutto il suo prestigio di nazione leader. Le infrastrutture sono in uno stato di completo abbandono. Hillary Clinton e' libera ed apprensiva di come stanno andando le cose. I fatti ci dicono che e' stata vendicata dalle malefatte di bugiardi e raggiratori. Gli stessi bugiardi che gridavano nei vari comizii dell'autunno scorso 'Lock her Up" sono quasi tutti nel mirino della giustizia e molto probabilmente alcuni di loro finiranno veramente in galera. Per i dodici milioni di illegali non c'e' stato il grande esodo. Come sempre e' stato fatto, chi ha commesso dei crimini saranno deportati, gli onesti, che poi sono la maggioranza, avranno l'opportunità di legalizzare la loro posizione.Purtroppo siamo in un momento nella storia di questo paese in cui il caos politico messo in mostra a Washington  sta' mettendo a dura prova la pazienza degli americani. Speriamo che tutti si ravvedano, che cominciano a lavorare per il benessere del paese e non per le loro sciocche ideologie che non portano da nessuna parte.

Brooklyn,NY.
Lug 8 alle 6:38 PM Donato D'Orazio
Sin dal lontano 1954, anno in cui misi piede per la prima volta in questa nazione, gli Stati Uniti, erano e sono rimasti per più' di sessantanni la prima potenza economica e militare del mondo. In meno di sei mesi dall'avvento di Donald Trump le cose sono cambiate drasticamente. Il suo America First sta' portando questa nazione in un irreversibile viaggio verso un declino che sara' sicuramente sentito nei prossimi anni. Per una potenza come l'america isolarsi dal mondo non e' nel suo interesse, Al G20, che si concluderà' oggi in Germania, la prima avvisaglia della nostra decadenza. Siamo stati relegati a figura di secondo piano. La Merkel ha preso il posto lasciato vacante dal nostro Presidente. E' lei oggi la persona più' influente dei paesi più' ricchi del mondo. L'accordo di Parigi sul Clima, approvato principalmente dall'insistenza delle precedenti amministrazioni americane, ed ora abolito dall'attuale amministrazione, ha messo l'America alla pari di nazioni come il Nicaragua, la Siria e l'Arabia Saudita. L'Europa, con il resto del mondo, constatato che non potevano più' contare sull'appoggio americano, hanno preso le redine della situazione ed hanno iniziato a concludere accordi climatici ed economici da soli. Tutto questo ha fatto si' che la presenza americana nel G20 appena concluso e' stato per la prima  volta da comprimario. Le precedenti amministrazioni, repubblicane o democratiche, leaders assoluti dei vari convegni precedenti sapevano inculcare fiducia nei loro partners mondiali con la loro onesta', con la loro potenza, con la loro bonaria forza economica che cercavano di condividerla col libero mercato e multilaterale cooperazione. Mr. Trump, presentandosi come nazionalista, unilateralista e protezionista, che intente, come dice lui, salvare i posti di lavoro in america ha fatto un grosso errore. Non si salvano posti di lavoro se non si ha un mercato internazionale che lo sostiene. I recenti eventi politici ed economici nel mondo hanno evidenziato che in questo periodo della storia nessuna nazione e' cosi' indispensabile, cosi' grande, cosi' potente da imporre a tutti gli altri le sue regole. Volendo o nolendo ci serve cooperazione.  Nel persistere con le sue idee, Mr. Trump ha alienato i suoi alleati ed ha fatto di questa nazione una sua isola tutta privata. Per di più' ha commesso il grave errore di ridare credibilità al KGB Putin che negli ultimi tempi ne aveva assolutamente bisogno. La Russia, grazie a Lui, e' ritornata ad occupare un posto di prominenza nel contesto mondiale, un posto che aveva perso con criminali interventi militari in diverse parti del mondo, e soprattutto, per aver interferito nella campagna elettorale americana che di conseguenza ci ha portati ad avere un presidente non all'altezza della situazione. Qualcuno dice che eventualmente questo nostro presidente sara' migliore, io non ne sono tanto sicuro, ma, almeno lo voglio sperare.

Brooklyn,NY.
Lug 1 alle 9:43 PM Donato Di Cicco
OGGI, 1 LUGLIO 2017 LA VERA DEMOCRAZIA MONDIALE COMPIE 150 ANNI.
BUON CENTOCINQUANTESIMO AL CANADA CHE HA DATO, TUTTORA DA' E CONTINUERA' A DARE, A TUTTI COLORO CHE AMANO LA VERA DEMOCRAZIA

Mississauga On Canada
Giu 30 alle 3:58 PM Donato D'Orazio "Il lupo cambia il pelo ma non il vizio". Un saggio proverbio che descrive in un modo netto ed inequivocabile lo stato mentale del nostro Presidente. Qualsiasi altra persona nel mondo se si comportasse come Donald Trump verrebbe consigliata di vedere un psichiatra. Non deve e non può' continuare ad insultare la dignità' delle donne e farla sempre franca. Essere muti di fronte a tanto scempio non e' normale. I repubblicani debbono capire che non possono sempre coprire un bugiardo nel nome di una lealtà' ideologica. Specialmente loro che si fanno sempre paladini del corretto e giusto dovrebbero sapere che la loro ipocrisia non viene per niente ignorata dal popolo che loro dovrebbero rappresentare. L'ultimo tweetter del Presidente contro una giornalista della MNBC non fa' altro che confermare la sua innata tentenza a umiliare le donne che resistono ai suoi avvanzamenti o che si permettono di criticarlo nelle sue decisioni. Quando si vive in una democrazia si deve rispettare il risultato delle elezioni. Lo abbiamo fatto sempre, e lo faremo ancora di più' in avvenire se viene eletto una persona che e' all'altezza del compito che lo aspetta e soprattutto, che abbia la dignità', la conoscenza, l'impegno di capire quello che fa e quello che dice. Non si può' continuamente perdonarlo per le bruttezze a tinte sessuali che lui un giorno si ed un'altro pure scrive sui Social Network. La donna e' l'essere umano che permette a questo nostro mondo di continuare ad esistere, metterla nella gogna da un Presidente di una grande democrazia rispecchia, volendo o nolendo, la dignità' di una intera nazione. Il comportamento dittatoriale del nostro Presidente mi porta a parafrasare un articolo apparso alcuni giorni fa sul New York Times che ho cercato di tradurre per mettere in risalto un pericolo, forse remoto, ma fattibile, che questo Presidente sta' creando nella mente di tanti cittadini.-- " Se qualcuno si domanda come un sistema dittatoriale comincia, dobbiamo guardare a cosa sta succedento negli Stati Uniti. Noi abbiamo un Presidente che chiede espressioni di lealtà' dai suoi sicofanti e forza il suo gabinetto ministeriale di proclamare come grande presidente lui e'. Tutto davanti alle telecamere. Per di più' abbiamo un ministro della giustizia che si rifiuta di rispondere a domande sotto giuramento e che apparentemente dovrebbe avere un problema di memoria. Abbiamo un Senato a maggioranza repubblicana che sta' lavorando secretamente per decidere su una legge sulla salute che influirà negativamente milioni di poveri, malati, vecchi e bambini, tutto questo per dare a ricchi di questa nazione un sgravio fiscale che a loro non serve. Tutti gli Americani: Democratici, repubblicani, indipendenti e verdi dovrebbero essere a dir poco preoccupati per tutto ciò' che sta' accadendo in quest'ultimi tempi a questa nazione. Le offese fanno male quanto vengono da persone scorrette, fanno più' male quanto vengono da chi dovrebbe rappresentare una nazione intera. Brooklyn,NY.
Giu 29 alle 7:17 PM Donato D'Orazio
In un mondo strano, in un mondo in cui il progresso viene identificato in cose più' astratte che concrete, in un mondo in cui la santità' del matrimonio viene spesso  messa in discussione, in un mondo in cui le parole marito e moglie vengono con leggerezza sostituite  da compagno e compagna, dove la fedeltà' ed il rispetto reciproco viene molto spesso criticato e non lodato, e' bello constatare che ci sono ancora giovani di sani principi morali e sociali che continuano a credere in un amore unisono e duraturo, in un matrimonio benedetto dal sacramento della nostra religione e dall'affetto delle loro famiglie e gioiosa participazione della loro comunità'. A Nunzio e Valeria l'augurio sincero di una vita lunga,  felice e salutare, costellata dall'arrivo di tanti  pargoletti e dall'amore dei vostri cari genitori. Con affetto.
Donato D'Orazio.

Brooklyn, NY.

Le feste in onore del nostro Santo Patrono San Giovanni si sono concluse,

(foto di Graziano Bisignani su FB)

Quest'anno cansanonelmondo.it non ha fatto il servizio fotofilmato perchè era impegnato in in'altro evento molto inportante, il matrimonio di mio figlio Nunzio con la sua adorata sposa Valeria. Ringrazio tutti gli ospiti che hanno partecipato e anche chi non ha potuto essere presente alla festa fisicamente ma con l'anima ed il pensiero si. La festa è stata veramente bellissima e questo grazie a tutti, specialmente al gruppo giovanile che fino all'alba del giorno dopo hanno ballato e cantato anche con tuffi nella piscina dell'Hotel Abruzzo a Campo di Giove. Un grazie particolare và a mio genero Francesco Rossetti che durante il pranzo con il suo amato Pianoforte ci ha fatto ascoltare un repertorio stupendo, mio nipote Nicola Amedeo anche lui un egregio pianista con le sue canzoni preferite. Mia figlia Maria Elena che con la sua meravigliosa voce accompagnata da suo marito ha fatto emozionare tutti i presenti durante L'Ave Maria in chiesa. Scusate per non avervi raccontato le festività del nostro paese ma con queste foto che seguono potete immaginare il mio stato d'animo. Grazie di cuore.


Giu 23 alle 4:10 PM Donato D'Orazio Una primavera anomala quella che qui' a New York ci ha appena lasciata. Una primavera in cui acqua, umidita' e freddo ne hanno fatto da padrone. Per l'estate che e' appena cominciata ci auguriamo che sia più' consona alle regole estive di questa città'. Senza, naturalmente, quell'afosa umidità' che sa' quasi sempre  opprimerci nel lungo mese di Luglio. La città', come sempre si prepara per accogliere milioni di visitatori che ogni anno scelgono la grande Mela per le loro vacanze estive. Sono certo che chiunque ha la fortuna di venire troverà' una città accogliente, una città' che fa' del turismo un punto principale del suo programma annuale, una città' che sa' sempre offrire quanto di meglio un turista si aspetta dalle sue vacanze. Anche dal lato della sicurezza che oggi e' il principale motivo che tanta gente preferisce rimanere a casa, qui' a New York troveranno una città' ben preparata al riguardo. Naturalmente la follia di persone malate mentali può' cambiare tutto questo, ma se c'e' una città' che ci si può' di piu' fidare, questa città' e' New York. Per noi cansanesi che la viviamo tutti i giorni e' semplicemente un'altra estate che viene, con tutte le sue gioie, e, purtroppo, anche i suoi dolori. La nostra comunità' che si assottiglia ogni giorno sempre di piu' ha avuto in questi giorni la perdita di un'altro nostro paesano. Francesco Di Camillo ha perso la sua battaglia contro un male cattivo ed incurabile. Un uomo buono che racchiudeva nel suo essere tutto ciò' che di bello c'e' nell'animo e nello spirito di un cansanese. L'onesta', la dedizione alla famiglia, il rispetto verso il prossimo ne hanno fanno di lui l'esemplare prototipo del nostro retaggio e della nostra storia. Alla famiglia tutto l'affetto di una intera comunità', tutto il nostro cordoglio, tutto la nostra stima. A Frank tutta la nostra preghiera ed il nostro arrivederci. Brooklyn,  Ny.
Giu 17 alle 6:27 PM Donato D'Orazio La violenza non ha posto in una democrazia. L'increscioso atto di puro terrorismo perpetrato contro alcuni deputati del partito repubblicano mentre si divertivano ad allenarsi per una partita di Baseball contro i colleghi democratici ha scioccato profondamente la coscienza di questa nazione. Non dovrebbe mai succedere in un paese che ti consente di essere libero e protetto dalla costituzione. Sara' perché  da qualche tempo siamo in un clima di diffidenza, di delusioni, di progettati cambiamenti che verranno a nuocere la vita di tante persone, per lo più' deboli, malati e poco rappresentati. Sara' per la permessivita' che si da a persone con problemi psicologici di avere un'arma da fuoco. Sara' per una retorica poco edificante che sta' permeando in molte persone. Sara' perché' abbiamo eletto a rappresentarci persone non all'altezza della situazione. Fatto sta' che cose assolutamente incresciose si stanno moltiplicando in quest'ultimi tempi. Dobbiamo fermarci, riflettere, ritrovare quella comunione di intenti che fece di questa nazione un esempio da imitare per il mondo intero. Dobbiamo risvegliare le  coscienze di chi sono stati chiamati al gravoso compito di guidare questa nazione nei prossimi anni. Non si può' governare per pochi a discapito di molti. Non si può' accanirsi verso una stampa che non fa' altro che raccontare quello che succede nel nostro paese. Non si deve coltivare l'isolamento perché' la storia ci insegna che fu provato e che diede risultati disastrosi. E, sopratutto, non si possono abbandonare i tanti figli di questa nazione che hanno avuto la sfortuna di non poter raggiungere il sogno americano. I ricchi di questa nazione sono da ammirare, sono una parte importante di questa multietnica societa'. Ma questo non gli da' il privilegio di avere sempre di più' a discapito di chi di piu' non ha mai avuto. La famosa biblica storia del figliol prodico e' ancora più' che valida in questi nostri giorni.  I nostri rappresentanti che ci governano dovrebbero rileggerla, memorizzarla e, sopratutto, applicarla.  Brooklyn,NY.
Giu15 alle 10:17 A.M. LIVIA RUSCITI
A tutti gli Emigranti di Cansano
Carissimi concittadini Cansanesi
È con immenso piacere che vi comunichiamo che dopo tanto tempo, finalmente  iniziano i lavori di rafforzamento locale della chiesa di San Nicola, Santo tanto caro ai Cansanesi e agli Emigranti, chiusa al culto dal terremoto del 6 aprile 2009 perché dichiarata inagibile e quindi inaccessibile.
E’ stato molto duro in questi anni competere con la burocrazia, ma ce l’abbiamo fatta.
Naturalmente ce l’abbiamo fatta soprattutto con il VOSTRO AIUTO.
Con grande riconoscenza desideriamo ringraziare quanti ci hanno dimostrato la loro solidarietà  in occasione della raccolta fondi.
Desideriamo ringraziare tutti, nessuno escluso e,  quanti, in ogni modo hanno tentato l’impossibile per salvare la nostra chiesa.
Siete stati comunque grandi e a tali gesti si può rispondere solo in un modo: ANDREMO AVANTI – INSIEME ANDREMO AVANTI.
Naturalmente questo 1° lotto di lavori riguarderà il rafforzamento locale al fine di evitare il crollo della chiesa, crollo che non ha risparmiato, durante la nevicata dell’anno corso, il tetto della sacrestia.  Per non creare ancora più danni alla chiesa il tetto è stato riparato , sono state sostituite tutte le travi in legno, 15 per l’esattezza, con un costo aggiuntivo per i lavori di circa 5.000,00, speriamo di farcela. 
Grazie Ancora                     
Per il Comitato della Chiesa di San Nicola
Livia Ruscitti

CANSANO
Giu 10 alle 8:07 PM Donato D'Orazio In una nazione come gli Stati Uniti non ci si può' permettere di stare per cosi' lungo tempo in uno stato di completo caos politico, costituzionale ed esecutivo. Mai nella storia di questa nazione ci si e' trovato in una caotica situazione come quella che stiamo sperimentando in questi ultimi mesi. Abbiamo un Presidente non all'altezza della situazione. Un Presidente che e' propenso a dire bugie in continuazione, che sa' ascoltare soltanto chi e' completamente dalla sua parte. In uno spanno di soli quattro mesi e' riuscito ad umiliare questa nazione in convegni nazionali ed internazionali. E' stato costretto a licenziare un suo strettissimo collaboratore come il generale Flynn per aver occultato informazioni che lo vedevano in contatto con l'ambasciatore Russo prima e dopo il giuramento del 21 Gennaio.  Si e' mostrato per quello che realmente e' nella sua participazione alla riunione dei paesi della nato del mese scorso. Ha licenziato il capo della FBI per non ubbidire ai suoi ordini di fermare una  investigazione del Generale Flynn ed  investigazioni del ministro della giustizia Session e di suo genero per contatti poco chiari con esponenti Russi senza peraltro rivelarli alla commissione congressuale che li interrogava sotto giuramento per l'importante carica che ora ricoprono. Ha mentito ai pochi minatori che speravano che lui potesse fare il miracolo di riattivare un'industria ormai superata da nuove tecnologie. Ha mentito quando accusava Wall Street di tutti i mali di questa nazione, per poi rimangiarsi tutto ed affidare ad esponenti proprio di Wall Street le redini economiche di questa nazione. Ha mentito ai vecchi dello Stato della Florida che hanno quasi tutti votati per Lui, come a tutti i vecchi di questa nazione, che hanno creduto alle sue bugie che mai avrebbe toccato le pensioni, l'assicurazione medica, gli aiuti ai meno fortunati, per poi rimangiarsi tutto e fare l'esatto contrario. Ha mentito con le sue dichiarazioni delle tasse. Disse che per il bene della trasparenza l'avrebbe rilasciato dopo le elezioni, per poi, come sempre, rimangiassi tutto e non rilasciarle piu' E continua a mentire ogni giorno in qualsiasi cosa che lo possa incolpare in prima persona. E' un demagogico che sa' ribaltare, almeno cosi' lui pensa, tutto ciò che lui dice e che non viene percepito positivamente dal popolo. Ha avuto, per motivi non certo chiari, parole di lode per il monarca della Arabia Saudita, per un monarca che ben 15 dei suoi sudditi furono principali responsabili dell'orrifico atto terroristico delle torri gemelli dove tremila innocenti persero la vita. Ha invece criticato aspramente il Qatar dove sono stazionati ben 11 mila soldati americani.  Per chi ha la fortuna di conoscere la costituzione americana sa' che il sistema elettorale americano e' fondato sui grandi elettori. Non e' la maggioranza del popolo ad eleggere il Presidente. Se fosse stato cosi' la Clinton avrebbe vinto le elezioni con piu' di tre milioni di voti. Quindi non e' stato il popolo a far vincere Trump bensi' il sistema antiquato che ancora abbiamo. Intutto il Presidente riesci a racimolare un buon 48% dei voti popolari, contro il 52% della Clinton. Oggi in un sondaggio la sua popolarità' e' scesa al 34%. Mai un presidente americano si e' venuto a trovare in una situazione cosi' deficittaria dopo solo quattro mesi di presidenza. E per rincarare la dose oggi si trova a subire ben tre investigazioni. Due dal congresso ed una da uno speciale consulente che potrebbero peggiorare ancora di più' le cose. Deve soltanto sperare che nessuno dei suoi collaboratori faccia un esame di coscienza, perché' se lo facesse sarebbe la fine di Trump presidente, e soprattutto, sarebbe la fine di un incubo per gli Stati Uniti. Anche se dare la presidenza al vice Pence sarebbe come cadere  dal fuoco alla brace Brooklyn,NY.
Giu 10 alle10:50 A.M. Pasquale Di Paolo
La Hillary ha perso.  IL Trump ha vinto.
Cossi` ha voluto il popolo.  GET OVER IT!!!
california
Giu 4 alle 5:25 PM Donato D'Orazio Quasi per coincidenza ho potuto vedere le tante nostalgiche foto della Partaiova. Non essendo nella prima pagina del Sito mi erano sfuggite. Per fortuna me l'ha fatto notare l'amico Leonida Guadagnoli.  La Partaiova e' una sezione del paese che si può' considerare in se' stesso un piccolo borgo. Almeno era cosi' negli anni del dopo guerra. Oggi, purtroppo, e' un susseguirsi di ruderi soli ed abbandonati. Allora era una parte vibrante del paese, dove la vita, anche se dura, viveva e si procreava. In ogni angolo, in ogni casa, in ogni porta c'erano le grida di un bambino, la saggezza di un nonno, le fatiche e tanti sacrifici di genitori. Era una parte del paese dove si sentivano canti di giovane donne, dove ai primi raggi del sole primaverile le vecchie nonne si sedevano davanti casa su piccoli tronchi di alberi per ricamare coperte, lenzuola e copri tavoli che in futuro sarebbero stati parte pregiata della dote delle loro nipotine. Ricordo che ogni anno accompagnando i nostri sacerdoti alla benedizione delle case per la Santa Pasqua, venivo a contatti di ogni famiglia di quel meraviglioso quartiere del nostro paese. In alcune case c'era tanta povertà', mancava quasi tutto, pero' quello che non ho mai notato era la tristezza o preoccupazione.  Erano tutte gente serena, gente forgiate da tante difficolta', mai arrese alle avversità' della vita. Le loro abitazioni erano modeste ma ben mantenute. Dalla luce di una sola lampada si notava subito  l'accortezza di quelle donne nel mantenere pulite le loro case. I loro tavoli coperti da tovaglie uniche, fatte e ricamate da loro. I loro camini decorati da strisce di merletto che erano dei veri capolavori. Le loro camere da letto ben accudite e con copriletto che ci ricordavano la storia del meraviglioso artigianato abruzzese. Guardando quelle foto di case ormai sventrate dall'abbandono e dal tempo mi vengono in mente tutte quelle famiglie che le animavano e le custodivano. Non ricordo tutti i loro nomi, ma ricordo benissimo le loro facce, la loro storia, la loro onesta' e la positività' in cui sapevano prendere le tante avversità' della vita. Con l'avvento della emigrazione tutti se ne andarono, Tutti lasciarono quello che per loro era il loro mondo. Un mondo che loro amavano ma che non gli dava nessuna certezza per un avvenire migliore. Sono approdati in ogni parte del mondo. E per quello che so', sono tutti riusciti con il loro lavoro, la loro onesta', il loro esemplare legame  famigliare a ritagliarsi un posto di prominenza nella nuova comunità' che li ha accolti. Molti non sono più' tornati nel loro paese natio, forse per evenienze della vita, forse per non vedere le condizione disastrate delle loro case natie, ma sono certo, tutti hanno portato nel intimo del loro cuore l'amore e l'affetto per la loro Partaiova. Per quello che scrive Luciano, sembra che un progetto che e' in piedi da molto tempo, per rivitalizzare questa parte importante del paese, si stia concretizzando. Speriamo che chi si prenderà' il compito di realizzare questo progetto sia altamente sensibile a non cancellare l'essenza principale della sua archetettura e della sua storia.  Brooklyn,NY.
2 Giugno alle 1:56 A.M. Donato D'Orazio Quell'America che io ho conosciuto ed apprezzato per ormai più' di sessantanni non esiste più'. C'e' voluto un despota come Donald Trump per distruggere tutto quello che di buono questa nazione ha rappresentato per il mondo intero. Mai nella storia di questa grande nazione c'e' stato un presidente che non conosce minimamente il suo ruolo in un contesto mondiale. In soli quattro mesi e' riuscito ad inimicarsi tutti quei paesi che per quasi un secolo sono stati amici e onesti partners di questa nazione. Ha saputo mettere in discussione la NATO: un'organizzazione che ha sempre rispettato i patti con l'America. Gli interventi militari di questa nazione in Afghanistan ed Iraq sono stati anche teatri di guerra per tutte le nazioni appartenenti alla Nato. L'Offesa sgradevole fatta al capo del governo italiano on. Gentiloni nel non ascoltarlo in un suo discorso sia a Washington che a Taormina e' stato un affronto demoniacale verso un paese civile come lo e' l'Italia ed i suoi abitanti. Il comportamento scorretto e di pessimo gusto fatto al presidente di Montenegro e' la conferma che questo signore non dovrebbe avere posto in un convegno fatto di gente per bene. La sua prima uscita in campo internazionale e' stato un disastro per lui, per la moglie Melania che per gioco forza lo ha dovuto accompagnare, e per l'America intera che ne ha subito le satiriche conseguenze. Poche ore fa', con un atto esecutivo, che offende la dignità' della maggioranza della popolazione americana che e' abituata a rispettare i patti che fa', ha tirato fuori gli Stati Uniti dall'Accordo di Parigi per il Climate Change. Un accordo firmato dal mondo intero per contenere, e se possibile, diminuire il surriscaldamento globale che sta' mettendo questo nostro mondo in pericolo di estinzione. Ha messo questo paese alla pari di nazioni come Siria e Nicaragua, governate da dittatori ed insignificanti nel contesto mondiale. Nel suo discorso ha menzionato la frase che ha mandato su tutte le furie il sindaco di Pittsburg. Ha detto che lui e' stato eletto per aiutare gli abitanti di Pittsburg e non quelli di Parigi. Il sindaco di Pittsburg ha rispedito l'aiuto al mittente. Gli ha risposto che i suoi cittadini hanno votato per l'80% per Hillary Clinton, che non hanno mai avuto fiducia di lui, e che per quando lo riguarda continuerà' a rispettare, per conto della sua città' l'accordo di Parigi. La stessa cosa hanno pronunciato la stragrande maggioranza dei sindaci di tutto il territorio americano.  Questo nostro Presidente e' stato il più' grande errore che questa nazione ha mai commesso nell'eleggere un suo capo. Ingolfato in una marea di conflitti di interessi, di ostruzione politica, di favoritismi sovietici, ne fanno di lui un presidente che molto probabilmente sarà' rispedito a casa prima della fine del suo mandato. E la sua ammirazione pronunciata a più' riprese verso dittatori come Vladimir Putin della Russia, Rodrigo Duterte delle Filippine, Nicola Maduro del Venezuela, Bashar AL-Assad della Siria e l'Imperatore Salman della Arabia Saudida danno un'idea di come lui concepisce la parola democrazia. Brooklyn,NY.
Mag 26 alle 3:52 A.M. Donato D'Orazio Il 29 Maggio 1917 nasceva in America quello che sarebbe diventato uno dei più' grandi presidenti della sua nazione. Cento anni fa' John F. Kennedy nasceva in una famiglia tra le più' ricche e famose americane. Nasceva in un mondo dorato che gli permetteva di avere una vita agiata, una vita spensierata, in un mondo fuori dalla realtà' della maggioranza dei suoi concittadini. Tutto questo poteva essere un bel sogno per tanti, non lo fu per lui. Sin dalla fanciullezza capi' che la sua vita era un'altra, una vita che lo avrebbe portato a servire la sua nazione con esemplare rettitudine, ad aiutare chi ne aveva bisogno, a cercare di correggere  le ingiustizie razziali che regnavano imperterrite in quel tempo in America. Studio' con diligenza ed impegno, raggiunse la sua laurea. Poteva fare tante cose che gli avrebbero permesso di avere una vita tranquilla. Questo non era nel suo indole, scelse la carriera del servizio pubblico. Comincio' col militare, servi' con grande rettitudine ed eroismo la sua nazione. Fu per i suoi commilitoni non soltanto un loro superiore, ma anche un loro amico, una persona che seppe dargli quella spinta a dare di più' per l'onore ed il prestigio della loro patria. Fu decorato con una medaglia al valore militare. Salvo' i suoi soldati da un micidiale attacco nemico. Fu gravemente ferito. Di una ferita che gli causo' tanto dolore alla schiena per il resto della sua breve vita. Si dedico' alla politica non per convenienza personale, come stiamo purtroppo sperimentando in questi giorni, ma per una sincera vocazione verso il bene dei più' indifesi, per la speranza di chi l'aveva persa, per la giustizia di chi non l'aveva mai avuta. Fu deputato prima e senatore poi. In queste due cariche fu promotore di tante leggi che aiutarono principalmente chi era stato lasciato indietro: i poveri, gli oppressi, le tante minoranze. Fu per noi italiani e gran parte dei paesi sud europei l'artefice principale per la nostra venuta in questa nazione. Come fu l'artefice principale per le riunioni delle famiglie che nel 1958 ne beneficiammo anche una dozzina di noi Cansanesi che per più' di due anni aspettavamo questo ricongiungimento che sembrava che non venisse mai. Fu eletto Presidente nel 1960. Fu per questa nazione come qualcosa di magico, come una scossa di entusiasmo che seppe contagiare tutti. Fu per i giovani un incentivo ad avere speranza, ad essere ottimisti, a credere in loro stessi e nella nazione che avevano avuto la fortuna di nascere. Porto' a Washington una ventata di freschezza, di certezza, di un leader degno del retaggio di uguaglianza, rispetto, inclusione ed onore che i padri di questa nazione avevano cercato di tramantare ai posteri. La sua frase " Non chiediamo mai quello che questa nazione può' fare per noi, chiediamo quello che tutti noi possiamo fare per questa nazione", risuona più' che mai nella mente e nel cuore di tanti americani che oggi si sentono deturpati da questi sacrosanti ideali. Creo' la Peace Corps. Un corpo civile formato da giovani volontari e disegnato ad aiutare quel mondo povero ed abbandonato che avevano bisogno di avere un ingentivo per uscire da quel vicolo cieco che era la povertà' e la poca istruzione. La sua 'Nuova Frontiera" guardava verso l'emancipazione di tanti oppressi, i diritti civili di tante persone, la parità' sociale di tante etnie e razze diverse. Volle, contro il consiglio dei suoi generali, di risolvere pacificamente quella crisi cubana che mise contro due potenze nucleari che avrebbero potuto distruggere il mondo intero. Fu sincero amico dell'Europa, capi' l'importanza strategica che questa parte importante del continente poteva avere per la pace nel mondo. Non come oggi che si cerca di smantellare quello che e' stato una parte cosi' importante per la sicurezza nel mondo. Il suo discorso in Germania rimane come una enciclica che diete ad un popolo diviso dalla guerra e dalla atrocità' del nazismo una speranza per il futuro.  Decise di esplorare l'universo. Inizio' quel meraviglioso percorso che porto' astronauti americani ad approdare sulla Luna. Una mano assassina mise fine alla sua giovane vita. Il suo programma sociale si fermo' a meta'. Fu il suo successore Johnson a completare il suo desiderio. Il programma del Medicare fu una sua idea, approvata dopo la sua morte. Una legge che ha aiutato milioni di anziani e malati ad essere curati. Una legge che i politici di oggi che non hanno ne la capacita' umana, ne la coscienza vogliono distruggere. Poteva avere una vita diversa, una vita agiata, scelse, come i suoi fratelli, la vita del servizio per la sua nazione. Per questa sua nobile vocazione perse la vita in un modo tragico. Non perse, e non perdera' mai l'amore, la gratitudine, l'affetto di una nazione riconoscente e per sempre onorata del suo eroismo e del suo supremo sacrificio.  Brooklyn,NY.
Mag 18 alle 6:35 PM Donato D'Orazio La telenovela continua. Il presidente Trump ancora oggi spara a zero sul fatto che un procuratore indipendente sia stato chiamato ad investigare quello che ormai era diventato una distrazione madornale per le sorti politiche, sociali ed economiche degli Stati Uniti. Ancora non riesce a capire che questa oscura saga, creata dalla sua inesperienza ed il suo egoismo, con la collaborazione di inermi collaboratori che non hanno avuto il coraggio di fargli capire che la strada che aveva intrappresa non era quella giusta da seguire. Che il complesso totale delle sue decisioni, per lo più' avventate, potevano star bene in un paese di terzo mondo, ma non in una nazione libera e democratica che ha fatto della sua storia un continuo messaggio di comprensioni, accettazione ed inclusione. L'avvento dell ex. capo della FBI Mr. Mueller, chiamato dal vice  ministro della giustizia,  con un bagaglio di esperienza quarantennale e' la cosa più' saggia che si poteva fare  per risolvere questo indegente marasma, mai verificatosi prima, che ha ingolfato le sorti di questa nazione in una paralisi costituzionale che a lungo andare sarebbe stata deleteria per le sorti di questa nazione e, paradossalmente, per il proseqio del mandato presidenziale dello stesso Donald Trump. L'imparzialita' di Meuller dovrebbe essere una assicurazione per il Presidente. Se, come dice lui, non ha commesso niente di illegale, ebbene questo verra' fuori, e lui potrà' governare e portare avanti senza intralci  il suo programma. Se si troverà' delle incongruenze sulla sua condotta, o della condotta dei suoi collaboratori, ebbene allora e' giusto che chi ha sbagliato paga per i suoi errori. Basta col governare con innuenti ed infantili twitters. Basta dare colpa a chi non centra e non ne ha. E' ora di diventare grande, prendersi le sue responsabilità' ed avere la pazienza di aspettare la fine del suo mandato, o mandati per trarne le dovute conclusioni. Siamo alla vigilia  del suo primo importante viaggio all'estero.  L'America intera gli augura di essere all'altezza del suo compito, di perorare con forza ma anche imparzialità' gli interessi di questa sua nazione. Ne va' di mezzo la sua storia e la storia di questo paese. Buon Viaggio Mr. President. Brooklyn,NY
Mag 18 alle1:14 A.M. Donato D'Orazio
Brooklyn,NY.
Mag 16 alle 4:37 PM Donato D'Orazio Siamo ormai in un fiume in piena. In un fiume che sta' portando questa nazione verso una deriva giuridica, costituzionale e politica di proporzioni allarmante. Non passa un giorno che il nostro Presidente non ne combina una delle sue. Ieri e' venuto alla luce che in occasione di una riunione avuta alla Casa Bianca con l'ambasciatore ed il ministro degli esteri Russo gli ha rivelato delle informazioni secrete riguardante i progetti futuri dei terroristi dell'Isis. Informazioni date da una nazione del medio oriente che espressamente chiese di non divulgarli a nessuno. Rivelazioni che hanno, come sempre, messo in difficoltà' i suoi collaboratori. Perché' mentre loro cercano di coprire in qualche modo le sue sciocche intemperanza, lui non fa' altro che contraddirli. E' successo con il licenziamento del capo del FBI, che mentre il suo portavoce dava la colpa al vice ministro della giustizia per questo incauto licenziamento, il presidente twittava che era stato lui a cacciarlo perché' non si era comportato bene a riguardo di una indagine nei suoi confronti per le ingerenze Russe nella campagna elettorale dello scorso anno. In quest'ultimo caso ha messo alla berlina un ex generale, H. McMaster, con una stellare carriera militare alle spalle, ed ora consulente capo per la sicurezza del paese. Il generale dopo la notizia pubblicata dal Washington Post ha fatto delle dichiarazioni all'intera stampa americana che niente di tutto questo era successo in quella riunione. Per essere poi smentito ed imbarazzato dal presidente stesso che ha confermato che le notizie erano vere e che lui ha tutto il diritto di dire quel che vuole. Un'altra conferma che questo signore non ha la minima idea di cosa vuol dire essere presidente di una grande nazione. Ed il fatto più' sconcertante e' che lui ha dato prova che non imparerà' mai. Lui sa' solo affidarsi ai suoi istinti, che  sono quasi sempre sbagliati. Per lo più' e' di un nepotismo estremo: sa fidarsi, se necessario, solo dei suoi famigliari, non importa se quest'ultimi ne sanno meno di lui. Quello che fa' più' scalpore in questi giorni e' il silenzio assordante dei leaders del partito repubblicano. Sanno benissimo che l'ignoranza del presidente li può' portare ad un vicolo cieco, ma per la fedeltà' al partito, ipocritamente hanno messo gli interessi della nazione in secondo piano. C'e' da parte di loro un'ipocresia allarmante. Furono compatti nel criticare Hillary Clinton per le sue E-Mail, sono degli agnelli addormentati per una situazione  che dovrebbe essere risolta al più' presto possibile, prima che ci troviamo a confrontarci con qualcosa di estremamente grave per questa nazione. Brooklyn,NY.
Mag 10 alle 4:51 PM Donato D'Orazio "Come volevasi dimostrare". Trump continua nella sua corsa verso un burrone che lo porterà' prima o poi all'oblio. Il suo modo di vedere la presidenza degli Stati Uniti come un'azienda di famiglia in cui lui ne e' il capo indiscusso sta' portando questa nazione sull'orlo di una crisi costituzionale che non ha eguale nella storia di questa nazione. Se si vuole a tutti i costi trovare qualcosa di simile nella storia politica americana si può' aggiungere il caso watergate che in ultima analisi costrinse l'allora presidente Nixon alle dimissioni. Anche allora ci fu un ordine del presidente Nixon di licenziare il capo del FBI per indagare su una illegale intromissione del clan Nixoniano nella sede centrale del partito democratico. Fu da parte di Nixon uno sciocco sbaglio perché' la sua rielezione alla Casa Bianca era scontata. Il caso di Trump di licenziare ieri il capo del FBI ha un significato molto più' caotico, molto più' grave di quello del suo predecessore Nixon. Il capo del FBI James Comey stava indagando su una possibile interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali dell'anno passato. Più' specificamente quali fossero i legami dei più' stretti collaboratori di Trump con degli esponendi del governo di Putin. Questa indagine stava arrivando molto vicina alla famiglia Trump. E' questo e non il trattamento illegale di Comey riguardante le fantomatiche E-Mail della Clinton a dare la spinta definitiva al capo del FBI. Trump in più' occasioni ha sempre elogiato Comey per i suoi interventi sulle E-Mail della Clinton. Gli fu estremamente grato per aver, senza un valido motivo, ed a undici giorni dalle elezioni riaperto un caso chiuso su queste famigerate lettere. Questo blunder fu determinante nella vittoria di Trump alle elezioni. Dal primo giorno che Trump fu eletto ho sempre scritto della sua incapacità' di assorbire il significato completo nel essere il capo democratico di una grande nazione. Conosce quello che lui può' fare, non vuole conoscere quello che la logica, il buon senso, la conoscenza della costituzione, ed il fatto che essere l'idolo del 32% della popolazione non gli da' il diritto di fare quello che vuole. Oggi siamo in un caos politico, in una crisi costituzionale che potrebbe portare a serie conseguenza se non viene affrontata con imparzialita' ed al di fuori del marasma politico ed etico che questo presidente ha saputo creare in solo quattro mesi. Spetta a lui, invece di twettare con sciocche frasi che non hanno senso, di presentarsi all'intera nazione e spiegare con onesta' il vero motivo di questa sua scellerata decisione. Non puo' prendere in giro una nazione con il banale motivo che sta' difendendo la Clinton e la sua reputazione. Non ci crederebbe nessuno. Anche se posso ammettere che lui nel dire bugie e' il migliore, nel raggirare le sue baggianate non ha eguale nel mondo. Questo suo ultimo atto non gli sara' facile da far digerire anche ai suoi più' devoti sudditi.  Gli unici ad essere felici di questa pericolosa situazione sono i satirici che ogni giorno ricevono da Trump il materiale sufficiente per metterlo sulla graticola. Brooklyn,NY.
Mag 8 alle 7:55 PM Donato D'Orazio Dopo le elezioni presidenziali Francese mi viene da fare una riflessione e di conseguenza darmi una risposta. Come e' possibile che i francesi hanno avuto la luncimeranza di capire in tempo l'importanza di una elezione che a noi negli Stati Uniti ci e' sfuggita?. Sara' perché' in Francia, come in qualsiasi altro paese Europeo, hanno sperimentato gli orrori dell'estremismo, delle guerre  e di sistemi dittatoriali? O forse perché' hanno una storia millenaria che gli ha permesso di saper valutare con più' sagacia le conseguenze di un voto sbagliato?. Sta' di fatto che dopo aver rasentato una debacle  democratica di proporzione epocale hanno avuto il buon senso di ricredersi e rigettare l'isolazionismo per un sistema inclusivo, razionale e centrista democratico. La percentuale che ha diviso i due candidati e' stata abissale; il 66% per Emmanuel Macron, il 34% per l'estremista  Marine Le Pen. Questo voto e' stato un esame di maturità' per la Francia ed un monito per tutti gli altri paesi Europei che nei prossimi mesi saranno chiamati a votare. Come dovrebbe essere un insegnamento per noi "Americani" chi ci siamo fatti abbindolare da un personaggio che certamente non e' un dittatore o un pericoloso estremista, ma certamente e' un impreparato, un indeciso, uno che non ha le capacita' necessarie di comprendere  l'importanza della storia di questo paese  e degli ideali di democrazia, di generosità', di ospitalità che l'ha sempre contradistinta sin dalla sua fondazione. Le sue ultime decisioni confermano che e' sulla strada sbagliata, su una strada che porterebbe questa nazione nel lato inverso di tutto quello che i padri fondatori avevano visionato. Mentre speriamo che il nuovo presidente Trump si faccia un esame di coscienza e comincia a saper governare, l'ex presidente Obama, fatto il suo dovere, comincia a godersi i frutti del suo onesto operato. Ieri in occassione del centenario di nascita del grande predecessore John F. Kennedy, gli e' stato conferito il premio "Profile in Coraggio" dalla libreria della J. F. Kennedy foundation. Oggi e' a Milano dove, per quello che ho letto, sta' ricenvendo una calorosa accoglienza. In un discorso fatto proprio ieri in occasione del premio ha voluto ricordare i coraggiosi deputati democratici che nel 2010 votarono per la legge sulla salute che diede a più' di 20 milioni di persone povere e malate l'opportunità' di una assicurazione medica. Fecero la cosa giusta, Obama ha detto. Pur sapendo che avrebbero potuto perdere il loro seggio elettorale, erano convinti di far del bene a chi ne aveva bisogno. Ed ha continuato " Io spero che i membri del congresso di oggi ricordano che non ci vuole molto coraggio per aiutare chi e' di gia' potente, di gia' confortevole, di gia' influente, ma ci serva molto coraggio per aiutare i vulnerabili, i malati, gli infermi - coloro che molto spesso non hanno accesso nei corridoi del potere. Io non posso che aggiungere "Amen".  Brooklyn,NY.
Mag 5 alle 3:08 A.M. Donato D'Orazio Una foto di gruppo che ha messo nel ridicolo la costituzione di questa grande democrazia. Una democrazia che si basa su tre rami del governo, il legislativo, l'esecutivo ed il giudiziario, tutti indipendenti tra di loro, tutti con un compito ben distinto l'uno dall'altro. In questa fatidica foto che potrebbe andare bene nel Nord Corea o Arabia Saudita, ma sicuramente non negli Stati Uniti, i parlamentari repubblicani hanno pensato bene di recarsi dal loro capo per portargli la lieta notizia. Da una nazione come l'America che ha fatto della democrazia un baluardo esemplare per tante nazione del mondo questo sciocco spettacolo non dovrebbe essere permesso.. Ebbene oggi per pura convenienza, per motivo puramente politico, per dare al loro capo una parvenza di vittoria, si sono dimenticati la ragione che li ha portati a Washington, ed hanno fatto ingoiare alla maggioranza degli americani una legge sulla salute che loro ed il presidente non conoscono minimamente, non sanno quanto costerà', quante persone ne beneficeranno e quanti poveri la perderanno. Dopo sette anni di prova e riprova sono riusciti ad iniziare lo smantellamento della Obama Care. Per festeggiare questo loro, forse inutile successo, come sudditi del loro imperatore, sono andati ad inchinarsi di fronte a Lui, farsi una foto di gruppo con lui e per portargli la lieta notizia che dopo quattro mesi di nullità' assoluta sono riusciti a completare con una striminzita maggioranza di soli tre voti la sua prima parziale vittoria legislativa. Una vittoria che certamente sara' rivista e completamente cambiata dai loro colleghi del senato. Un disegno di legge sicuramente non fatto per il bene della popolazione, bensi' per un ripicco di partito che non e' riuscito a digerire che questa legge porta la firma del Presidente Obama. Soprattutto questa legge e' stata fatta per tagliargli 900 miliardi di dollari che ridurranno drasticamente i benefici ai cittadini, e, quello che sa' di inconcepibile, andranno completamente con riduzione delle tasse ai più' ricchi di questa nazione. Non importa se decine di milioni di povera gente perderanno il Medicaid che subirà' da solo ben 631 miliardi di dollari di taglio, non importa se milioni di persone con una pre'esistente malattia non potranno avere una assicurazione per curarsi, per loro aiutare Wall street e' il solo vangelo che sanno venerare. Un'altro ordine esecutivo, che certamente sara' giudicato dalla corte federale del paese, e con molta probabilita' bloccato dalla stessa, e' quello di liberalizzare le varie religioni da una legge del 1954 che proibiva di non parlare o partecipare in discussioni o donazioni politiche nel  varie chiese, sinagoghe o moschee. Una legge che era stata fatta per rispettare le personali ideologie di tutti i parrocchiani. Poi un'ordine esecutivo di Trump, che non e' mai stato un praticante, che vuole chiudere le porte alla religione musulmana, con tre moglie nel suo passato ed una infinita' di tresche amorose, lascia un po' dubbiosi della vera motivazione di questo suo atto esecutivo. Brooklyn,NY.
Mag 1 alle 11:18 PM Domenico Di Giacomo
( LA GRANDE FESTA S'AVVICINA,  EVVIVA GLI SPOSI ).
    Da mesi i genitori  sono indaffarati per tutti i preparativi,  sappiamo che c'e` tanto da fare e pensare,  camminando e andando su  e giu`,  ma tutto questo  e` ripagato dalla gioia di avere un figlio  bravissimo,  intelligente e laborioso. 
    Mentre era all'universita`,  usava i mesi estivi    non  per vacanze, riposo e svaghi,  ma lavorando al ristorante e,  li` ebbi l'occasione di vederlo e conoscerlo,  l'ammiravo  come si destreggiava con abilita` e disinvoltura.
    E  chi sono questi genitori?  Ah! Chi sono ?!.. Sono i nostri cari  Luciano e Filomena Di Paolo,  l'ideatore di Cansanonelmondo.
  Da me e Ottavia,  colmatevi di tantissimi Auguri Felici  e  prossimamente con fiori di nipotini.
    Il  Dottor Nunzio, appena laureatosi non perse tempo,  con coraggio  staccandosi dai genitori, sorella e fratello,  se ne ando` in Irlanda,  facendo il dottorato a Dublino.  Ma tutt'ora  lavora a Cardiff, in  Galles,  svolgendo un ruolo molto importante  come management per una societa` Americana,  per la produzione di  farmaci per tutto il mondo.  Lui e` un apprezzato chimico pharmaceutico che svolge da molto tempo  con le maggiori  multinazionali farmacie  e  c'e` da dire  anche con un grande  stipendio.
  Merita di essere detto  ( bravo ).
Ma  i preparativi  sono ancora  in corso,  si  avvicina il Giorno 24 Giugno,  festa  significativa per il  nostro paese,  San Giovanni, Patrono del nostro  Cansano,  giorno ricordevole e scelto con cura da  Nunzio e la sua deliziosa fidanzata  Valeria Perta di Campo di Giove,  per salire sull'altare  per il fatidico      " Si "  coronando il sogno d'amore,  l'apice della gioia giovanile,  unirsi in matrimonio ed essere felici per tutta la vita.
    "  Cari sposi  Nunzio e Valeria  "    We wish you all the best, a wonderful future, and always to be Blessed by God.
        Domenico e Ottavia.     

Staten Island, NY
Mag 1 alle 7:29 PM Donato D'Orazio I primi 100 giorni della presidenza di Donald trump se ne sono andati. Il grande miracolo di cambiare l'America nei suoi primi giorni di presidenza si e' vanificato nel quasi nulla. La realtà' contorta di un uomo che non ha mai conosciuto la parola sacrificio non ha avuto riscontro nella maggioranza degli americani. Il suo grado  di approvazione del 40% e' il piu' basso della storia di tutti i presidenti che lo hanno preceduto. Gli atti esecutivi che lui detestava quando venivano usati da altri presidenti, oggi sono per lui l'ancora di salvezza di una situazione assolutamente deficcitaria della sua politica. Per lui tutto questo e' normale. E' da sempre abituato a dire baggianate per poi, per convenienza personale, rimangiarsi tutto nello spazio di pochi giorni. Doveva essere il presidente "americano", pensare solo al benessere dei suoi cittadini. Sta' dimostrando con pericolose dichiarazioni di essere il contrario di tutto questo. Dopo otto anni di un po' di parvenza di vita pacifica, si ricomincia a parlare di guerra e distruzioni nel mondo. Dopo aver attaccato nella sua campagna elettorale i principali responsabili del crollo finanziario del 2008 di questa nazione e di conseguenza del mondo intero, oggi gli esecutivi della Goldman e Sacks, bersaglio pungente delle sue critiche, sono coloro che dovrebbero risanare tutto quel macello che in meno di nove anni fa' avevano creato. Sono loro incaricati a riformare la legge sulle tasse. E da quello che hanno fatto trapelare sembra che ad avere vantaggi enormi sono i ricchi a discapito dei poveri. Basta pensare che se questa legge venisse approvata per intero la famiglia Trump verrebbe a risparmiare centinaia di milioni di dollari annuali, mentre la maggioranza della popolazione verrebbe fatta contento con qualche decine di dollari annuali. Mentre nel giorno della sua inaugurazione fece intravedere un barlume di speranza che avrebbe fatto il presidente di tutti, fino ad oggi quella speranza non si e' mai verificata. Ha escluso dal suo radar la maggioranza della popolazione che non gli ha votato. I suoi discorsi sono sempre da campagna elettorali, fatti in arene in cui entra soltanto chi può' dimostrare che e' un suo simpatizzante, se qualcuno riesce ad entrare e si permette di interloquire con lui viene immediatamente allontanato. Con gli esponenti del partito repubblicano sta' cercando disperatamente di ravvivare lo smantellamendo della Affordable care act., conosciuta come la Obama care, rimpiazzandola con American care Act., conosciuta anche come la Trump care. Se ci riusciranno, ed hanno i numeri per farlo, molte persone, tra questi anche nostri paesani, perderanno la loro assicurazione medica. Se riformeranno il Medicaid, assicurazione per i poveri e disabili, tutti loro si troveranno in serie difficolta'. Se riformeranno il Medicare alloro saremo tutti noi anziani a trovarci in difficolta'. Nel bel mezzo di tutto questa incertezza e preoccupazione, la famiglia Trump fiorisce con bonanze imprenditoriali, con pubblica sicurezza pagata da tutti i contribuenti americani, accesso ristretto alla casa bianca e di tutti i privilegi che alla famiglia presidenziale la legge prevede. Tutto ciò' che ho scritto e una mia interpretazione. Pero' una interpretazione che si può' riscontrare in qualsiasi social network. Debbo ammettere che siamo soltanto all'inizio di questo mandato presidenziale. Tutto può' cambiare. Dobbiamo soltanto sperare che si cambi per il meglio.  Brooklyn,NY.
Apr 25 alle 4:42 PM Donato D'Orazio
Brooklyn,NY.
Apr 25 alle 3:11A.M. Domenico Di Giacomo
Ogni tanto Pasquale s'affaccia alla finestra,  ma chi e` lui?  Nessuno lo conosce?    Quando ero ragazzo,  ricordo  un bambino vispo  vicino alla casa  di Nunziatella,  un  bambino di  scarso  nutrimento  con poco pane,  mentre  in  molti di noi  vi era  una abbondante  raccolta  di  grano,  granturco,  patate  e per aggiunta  latte,  formaggio,  salsicce e prosciutti,  e  per nostra fortuna  di quei tempi  non  c'era  ancora il  metano  per riscaldamento  e il nostro paese  vantava la sua  ricchezza  boschiva,  di cui  si scambiava  la legna  per frutta  e verdura  con i  sulmonesi.
    Il padre  non  viene  ricordato un taglialegna  o in ardui lavori.  Poi  son passati  tanti  anni  e non abbiamo saputo  piu` niente di lui.
    In  questi giorni di Pasqua,  parlando con un suo parente  mi ha detto:  Pasquale,  dopo le elementari, per esigenza  familiare  lo portarono al  seminario,  e,  dopo due anni  emigrarono  negli  Stati Uniti,  si e` laureato  al  Los Angeles University con il massimo di voti, conseguendo il  Master  Degree  alla  facolta` di  Architettura e Ingegneria Meccanica, per la sua bravura e intelligenza,  Uncle Sam ne fece una capatina,  portandolo alla Sesta Flotta di stanza a Napoli,  per dare l'insegnamento ai  cadetti  della  NATO,  vi e` stato  la` per ben  undici  anni  e poi altri  quattro  in Germania,  e` un uomo che merita    elogi,  facendosi onore come Cansanese  e  come Americano.        Si vede  che  ha usato il detto Kennedyano:  (  American people... Ask not what your country can do for  you ... But ask  what you can do for your  country ).
    Lui non ha dimendicato quando aveva poco pane  e lo pregherei di intavolare un libro sulla sua vita,  e per il suo livello superiore,  si deve dire  bravo .                                  "  Coup de Chapeau a Pasquale Di Paolo  ".

Staten Island, NY
Apr 20 alle 10:22 PM Donato D'Orazio
Sembra che la mia sia un'ossessione nel criticare il Presidente Trump. Non e' cosi'. Nei miei più' di sessantanni in questa nazione ho sempre rispettato chi onestamente ha vinto le elezioni presidenziali. Soprattutto chi aveva le qualità' morali ed ideologiche per poter ricoprire la carica più' difficile ed ambita del mondo intero. Donald Trump non ha niente di tutto questo. Non ha ne la capacita', ne l'intelligenza, ne la determinazione di ascoltare ed imparare di come ci si comporta nell'essere il leader della nazione più' potente del mondo. Lui e' molto bravo ad essere ambiguo. A sparare bugie in continuazione che poi si rimangia senza mai darne una spiegazione. E' una persona che non sa' ammettere i suoi errori. Che ha sempre pensato, costi quel che costi, di avvantaggiare i suoi affari. Nei suoi novanta giorni di luna di miele ha avuto il demerito di sperperarli con proclami esecutivi che in alcuni casi hanno riportato questa nazione negli anni cinquanta. Il suo slogan "America First" e' diventato "America sola". Il suo dire " Non sarò' il presidente del mondo, bensi' solo il Presidente degli Stati Uniti" e diventato esattamente il contrario. Le sue lodi ai suoi compagni Putin ed Assad invece non sono cambiate. Difatti per motivi strettamente politici, ed in piccola parte per solidarietà con i bimbi massacrati con bombe chimiche, ha autorizzato il lancio di  missili sulla Siria non dimenticandosi pero' di avvertire il compagno Putin e di conseguenza Putin ad Assad, con conseguenze che abbiamo raccolto poco in confronto all'ingente cifra di 96 milioni che e' stato il costo totale dell'operazione aerea. Come e' stata una idea discutibile di usare la bomba più' potente dell'arsenale americano per colpire pochi terroristi in Afghanistan. Una normale bomba avrebbe raggiunto gli stessi effetti e si sarebbero risparmiati migliaia di dollari. In poco più' di tre mesi e' riuscito ad inimicarsi gran parte delle nazioni Europee ed asiatiche. In campo domestico, malgrado le sue asserzioni che avrebbe cambiato tutto nei primi giorni della sua presidenza, non ha fatto niente. Quel poco che ha fatto, come chiudere i fondi per agenzie come quella che aiutava le donne in difficolta' economica a chiedere aiuto medico. Come precludere alle agenzie per il controllo del clima i fondi necessari per poter salvare questo nostro pianeta dal continuo disastro atmosferico che si sta' sperimentanto in varie parti del mondo. Per grazia di Dio non e' riuscito, almeno per il momento, a cancellare la ObamaCare , altrimente 880 miliardi sarebbero stati tagliato al Medicaid che non e' altro che un'assicurazione medica sociale che aiuta gente povera e persone con difficolta' mentali e persone con invalidità permanente. Come sarebbero stati tagliati altri 384 miliardi di dollari per aiutare i poveri ad essere assicurati in caso di malattie. Tutto questo per dare ai ricchi come lui un taglio di tasse del 10%, e di conseguenza mettere sul lastrico ben 40 milioni di persone bisognose che perderebbero l'assicurazione medica. Ma la cosa che dovrebbe far arrabbiare anche i suoi sostenitori e' quello che non vuole, come per quarantanni hanno fatto tutti i politici di questo paese, rilasciare i moduli delle tasse. Questo implica una sola cosa. Ha degli scheletri nell'armadio che potrebbero metterlo in serie difficolta'. In un suo discorso di alcuni giorni fa' nello Stato del Wisconsin ha detto che tutti dobbiamo comprare prodotti fatti in America. Io direi bene! allora compriamo prodotti americani e boicottiamo tutti i suoi prodotti, quelli di sua figlia Ivanka e di sua moglie Melania che sono tutti manifatturati in India e paesi del medio oriente. I mesi di tirocinio sono finiti ora deve realmente governare. Non può' continuare ad essere sordo alle richieste anche di gente che non gli hanno votato. Deve essere il presidente di tutti. Guardare la realtà' per quella che e', e non per quella che lui fantastica. Il mondo intero ci guarda. Non possiamo ignorarlo. E' sacrosanto giusto che gli si augura successo. Perché' il suo successo e' il successo di tutti. Ma deve allontanarsi da personaggi ombrosi che lo consigliano male ed ascoltare la voce della maggioranza degli Americani che sono poi i veri arbitri del suo futuro. 

Brooklyn,NY.
Apr 15 alle 4:05 PM Romeo Di GIallonardo Buona Pasqua e Pasquetta a tutti i parenti e paesani. Flushing,NY
Apr 14 alle 5:00 PM Di Cicco Donato
SARA' LA FINE DI UNA ISTITUZIONE....

Non e' certamente compito mio o pretesa di entrare in merito alla decisione della possibile chiusura del Bistrot, formalmente conosciuto come: LA CANTINA DI ZI NUNZIO. Ecco quindi perche' considero questo locale una ISTITUZIONE, gestita fra l'atro anche dalla famiglia Di Cicco negli anni sessanta.
E' pero' doveroso per me, Cansanese, di dover almeno esprimere una oggettiva opinione su questo argomento.
Sono in piena sintonia con il Sig. Sindaco. Si, la chiusura del Bistrot avra', senza ombra di dubbio, ripercussioni negative sul futuro del nostro paese ed io aggiungo che, Cansano perdera,' forse, un'altra chance di sopravvivenza.
Inoltre, fossi io il proprietario dello stabile, sarei fiero e contento di continuare a vedere cio che l'antenato creo' ai sui tempi.
Nonostante il nome moderno "Bistrot", per noi oltreoceani sara' sempre la Cantina di Zi Nunzio, luogo di tantissimi ricordi.
Per cui in virtu di quanto stia accadendo, chiedo gentilmente al Sig. Di Paolo Nunzio
di riconsiderare la decisione affinche' il locale creato dal suo nonno, resti ancora il "faro"che certamente sara' di aiuto a mantenere il paesello in esistenza.
Invito quindi tutti i paesani sparsi per il mondo, i quali condividono questo ideale, di rendersi fattivamente partecipi.
Grazie e chiedo scusa se il mio Italiano e' un po' fuori grammatica.
Mississauga On Canada
Apr 14 alle 4:03 PM Donato D'Orazio Siamo nel clima Pasquale. Un clima di resurrezione dell'anima e dello spirito. Un periodo dell'anno in cui ogni persona di buona volontà' sa esprimere tutto ciò' che di buono e di generosità' ha nel suo cuore. E' il tempo in cui più' di ogni altro momento dell'anno sa' riportare la memoria a ripercorrere quella che e' stata la nostra autostrada della vita. A ricordare quelle persone, quegli eventi che hanno forgiato il nostro carattere, che ci hanno guidati ad essere quello che poi siamo diventati. I nostri genitori, che con i loro immensi sacrifici ci fecero superare i terrificanti momenti della guerra e della povertà'. Che con i loro esempi ci insegnarono ad amare e non odiare, ad aiutare e non intralciare, a rispettare e non a giudicare. I nostri maestri che malgrado la guerra gli aveva tolto tutto il necessario per poterci insegnare fecero i miracoli per darci una educazione che ci ha aiutato a superare tanti ostacoli nella nostra vita. I nostri sacerdoti che con encomiabile pazienza seppero inculcare in ognuno di noi l'importanza della fede e della comprensione per chi era meno fortunato di noi. I tanti paesani che nei momenti difficili del dopo guerra seppero unirsi e combattere insieme per dare al paese una parvenza di normalità'. Per molti di noi all'emigrazione che ci diede la possibilità', con sacrifici ed a volte umiliazioni, di costruirci un avvenire più' tranquillo. Ed in questi accavallarsi di ricordi non possiamo dimenticare i tanti paesani che avemmo la fortuna di incontrare nei paesi dove approdammo. Furono loro, con la loro presenza, a darci la covinzione che anche noi ce l'avremmo potuto fare. Pasqua, giorno di resurrezione, giorno che ci sprona ad essere più' generosi verso gli altri, a ricordarci che tutti siamo in un solo mondo, per aiutarci e non distruggerci, per trovare nell'intimo della nostra anima quel senso di ecumenica comprensione che ci fa' capire che siamo figli di un solo Dio. A tutti i paesani vicini e lontani Buona Pasqua. Brooklyn,NY.
Apr 12 alle 3:44 PM Donato D'Orazio
Mi dispiace che non conosco personalmente il signor Pasquale Di Paolo. Quindi non posso giudicarlo, ne per quello che fa' e ne per  quello che dice. Quello che posso dirgli e' che se vuole criticare, allora lo faccia con chiarezza e cognizione di quello che scrive. In una democrazia ci sono vedute contrastanti, giudizi diversi, tutti, almeno da mia parte, improntati alla sincerità e conoscenza delle cose, e non in offese sciocche e gratuite.  Se i miei scritti ti danno fastidio, se ci trovi delle incongruenze, allora risponda e chiarisca dove sono i miei errori, o, addirittura, come tu stupitamente dici, le mie cazzate. Non puoi essere ignorante di una situazione politica che sta' mettendo a dura prova la credibilità di questa nazione, ed additarti a paladino di cose che non sei capace di assorbire. Se il Presidente Trump ti sta' bene, allora puoi stare tranquillo, perché' non sarò' certamente io a cambiarti idea. Se la sua politica e le sue bugie ti danno dei vantaggi, io ne sono contento. Tanto per dirne una, se la tua assicurazione medica e' connessa principalmente col Medicare, allora io spero che tu sia sempre in salute, perché' se l'idea di Trump al riguardo divenisse legge, allora io mi preoccuperei per te. Poi, per finire, mi ha scioccato la parola "cordoglio". Spero che ti informi del vero significato di questo vocabolo e ne trai le dovute conseguenze. 

Brooklyn,NY.
Apr 11 alle 6:41 PM Pasquale DiPaolo
Mi unisco a Domenico con cordoglio ed amore.  Ma, a Donato D'orazio direi; Basta con tutte queste c----te.  Trump e` il presidente degliStati Uniti che sta cercando di addirizzare tutto ciò` che il suo Obama ha storto.  Fortunati siamo che la sua Hillary ha perso le elezioni, cosi` questa grande nazione può` cercare di raddrizzarsi......malgrado le persone come Donato -- ce ne sono tante e troppe. Gli direi che pensasse un po` a Cansano ed All'Italia che stanno al fronte della nuova battaglia.....! Scusate lo sfogo, ma ne ho avuto abbastanza di Donato e quelli che la pensano come lui. Viva USA.

california
Apr 11alle 12.10 AM Sindaco
Cansano

Anche se sono direttamente interessato, sento il dovere come Sindaco, di dire qualcosa sulla prossima chiusura del pub Bistrot di Cansano. Quando un locale chiude è sempre un momento triste per la vita di un piccolo paese come il nostro; è successo qualche mese fa con la chiusura del negozio di Alimentari di Franco Chioda determinata dal raggiungimento dell'età pensionabile dei gestori accompagnata poi da qualche problema di salute degli stessi, ed ora tocca al pub però per motivi ben diversi. La chiusura è dovuta al mancato rinnovo del contratto d’affitto da parte del sig. Nunzio Di Paolo che all’improvviso ( tre anni fa) ha preso questa decisione.
Il pub ormai a Cansano era diventato un punto di riferimento  per tanti giovani locali e non,  oltre che per persone con qualche anno in più e ancora  per i tanti turisti che hanno  casa a  Cansano e quelli che occasionalmente passano per il nostro paese, non dimenticando voi cari concittadini che nei vostri  ritorni trascorrevate liete serate davanti ad un bicchiere di birra o un gelato a ricordare la vostra gioventù, la vostra infanzia come lo stesso sig. Nunzio può testimoniare.
All’improvviso quella luce si spegnerà mettendo in seria difficoltà il giovane che lo gestisce, che dopo aver investito in questo tipo di attività  si ritrova senza lavoro,  e ancora con il mutuo da pagare,  ma priva anche il paese di un punto d’incontro, di un servizio,  di quel punto di riferimento di cui parlavo prima.
L'Amministrazione che presiedo sta facendo ogni sforzo per dare a Cansano ancora un futuro ma queste sono decisioni che vanno in senso contrario perché riducono i servizi che un paese deve offrire per rendere appetibile il turismo.
Ed è per  i motivi di cui sopra che sento il dovere di fare un appello al sig. Di Paolo perché riveda la sua decisione, impegnandomi, come già fatto nella corrispondenza che c'è stata, a risolvere il problema che penso abbia determinato la sua irremovibile decisione.

Non togliere, sig. Nunzio, a Cansano, una attività perchè lo rendi più povero e togli a tanti  di noi  la voglia di restare in questo paese; non spegnere quella luce che nelle lunghe notti d’inverno rende viva la nostra piazza e nelle calde giornate d’estate raccoglie le gioiose presenze di tanti giovani.

Abbandoniamo caro Nunzio la rabbia e testardaggine che ci ha portato a intraprendere in questi anni le vie giudiziarie che ,sappiamo , fanno male a tutti ( qui è il padre che parla), e ritroviamo quel rapporto di rispetto e amicizia che ci ha sempre accompagnato prima della tua decisione di non rinnovare il contratto d'affitto; il momento è anche quello giusto:  la colomba pasquale che in questa settimana di Pasqua entra nelle nostre case ci porti la serenità e la pace per superare i contrasti che sono nati dopo quella tua decisione.

Basta una telefonata e tutto può tornare come prima!

Pensaci sig. Nunzio e una gran parte del paese te ne sarà grato oltre ad avere la mia personale gratitudine come padre e come Sindaco!

Colgo l’occasione per inviare a tutti i concittadini un affettuoso augurio di serene festività pasquali.

Sindaco Cansano Mario Ciampaglione

 

Cansano
Apr 7 alle 4:56 PM Donato D'Orazio "America First". Era questo il motto che ha accompagnato Donald Trump nella sua, purtroppo, vincente campagna elettorale. "Non saremo mai piu' i salvatori del mondo a discapito degli interessi dei nostri cittadini". "E' arrivato il momento che la Nato venga smantellata. Spetta alle nazioni europee prendersi le loro responsabilità' per la sicurezza dei loro confini" " Non siamo noi a decidere chi dovrà' governare la Siria". Sono, tra le tante altre, tutte frase pronunciate dal Presidente ed suoi collaboratori. Naturalmente tutte baggianate del presidente per farsi eleggere. Che erano tutte bucie soltanto chi non voleva ne sentire , ne vedere non aveva capito. L'attacco di ieri di 59 missili verso una base militare siriana sono la conferma che essere un candidato e' molto più' facile che essere Presidente. Nel 2013 ci fu in Siria un attacco chimico contro la popolazione che fece una strage di immane proporzioni. Più' di 1000 persone, dei quali la maggioranza bambini, persero la vita. Ci fu uno sdegno mondiale. L'allora presidente Obama decise di intervenire. Fu la maggioranza dei rappresentanti  repubblicani ad essergli contro, come ci fu un impegno della Russia che si fece promotore di un accordo che prevedeva la confisca delle armi chimiche dal regime di Assad che sarebbero dovuto passare sotto la protezione della Russia stessa. L'allora cittadino Donald Trump  fu concorde con la decisione di Obama di dare a questo accordo un periodo di fiducia. Se e' vero che a lanciare quel terrificante attacco chimico di pochi giorni fa' verso la popolazione sia stato Assad, allora l'accordo del 2013 non e' stato il dittatore Siriano a non rispettarlo, bensi' e' stato il famigerato "amico del pres.  Trump", Putin a rimescolare le carte. L'attacco di ieri da parte degli Stati Uniti, anche se giustificato, non si esente da critiche. Hanno gli Stati Uniti la certezza che sia stato Assad ad ordinare l'eccidio di tanti innocenti? Il  governo russo ha delle colpe in questa aberrante decisione? Come giustificare un atto esecutivo senza il coinvolgimento del congresso del paese?. Sono tutti interrogativi che debbono essere chiariti da parte del Presidente. Un Presidente che giustamente si commuove al dolore della perdita di tanti persone ed allo strazio di vedere innocenti bambini perdere la vita prima ancora di cominciarla. Ma e' anche il Presidente che avrebbe potuto salvare tanti di questi bambini solo se avesse avuto la compassione di aprirgli e non chiudergli le porte di questa nazione. Brooklyn,NY.
Mar 25 alle 2:43 A.M. Donato D'Orazio "REPEAL & REPLACE THE OBAMA CARE". E' stato questo, naturalmente con gli attacchi vili e bugiardi ad Hillary Clinton, il fulcro centrale della campagna elettorale di Donald Trump.In ogni discorso, in ogni città' era la frase più' applaudita dai suoi poco informati elettori. L'ObamaCare doveva essere smantellata e la TrumpCare doveva sostituirla. Con la differenza che l'ObamaCare c'era, forse non perfetta, forse da migliorare, ma c'era, e nel bene e nel male aveva dato a più' di venti milioni di americani la possibilità' di avere un'assicurazione medica. La TrumpCare non c'era. Era soltanto una balla, una presa in giro agli americani per avere i loro voti. Il partito repubblicano e' bravo soltanto quanto e' all'opposizione, sa alzare la voce quando non ha responsabilità' diretta. Non ha mai fatto o partecipato a presentare una legge sociale che ne beneficiasse il paese. Per lo più', negli ultimi tempi, e' stato fatto prigioniero da una pattuglia di esaltati conservatori che non sanno scendere a compromessi. Gentaglia che non conosce per niente le sofferenze di tanta gente che pur lavorando sodo non riescono a sbarcare il lunario. Donald Trump ne e' il loro degno  leader. Non conosce i principi fondamentali di una democrazia. E' convinto che trattare un'affare immobiliare, per lo più' con soldi prestategli da una banca, sia la stessa cosa come governare un grande paese come l'America. Intimidire con rappresaglie i depudati del suo partito, a Washington non porta da nessuna parte. E, se ce ne fosse bisogno, il debacle di oggi ne e' la conferma. Ha speso gran parte del suo prestigio per una assicurazione medica che doveva sostituire quella di Obama. Una legge che secondo la sua malinformata opinione doveva essere molto meglio di quella di Obama. Non e' stato cosi'. E' stato un disegno di legge talmente sciocco, talmente fuori dalla realtà' che ha saputo scontentare tanto la parte più' estrema del suo partito, come la parte più' moderata del partito stesso. Oggi doveva essere il giorno del trionfo; il giorno che da sette anni aspettavano; il giorno in cui l'odiato Obamacare veniva smantellata ed il Trumpcare la sostituiva. Ebbene non e' andato per niente cosi'. La vittoria si e' tramutata in sconfitta, il sogno in un incubo, la fama di Trump "Deal maker" frantumata forse per sempre.  Dopo sette anni di sconfitte ed umiliazioni finalmente aveva i numeri per raggiungere il loro scopo. Non ci sono riusciti. Non hanno avuto nemmeno il coraggio di mettere la legge a votazione, di affrontare una realtà' che soltanto loro non capivano, di accettare una sconfitta meritata. Non hanno capito che una pessima legge non può' essere approvata soltanto per un loro malsano odio verso Obama. Donald Trump col suo 37% di approvazione continuerà' ad essere il Presidente. Spero che questa sconfitta gli dia la possibilità' di essere più' umile, di imparare ad essere all'altezza di un compito che ora e' più' grande di lui. Di capire che il presidente deve governare per tutti i suoi cittadini e non per la minoranza che lo ha eletto. Deve capire che il potere presidenziale non e' intimazione e rappresaglie, bensi' giusta persuazione e rispetto dei sentimenti e delle aspettative degli altri. Brooklyn, NY.
Mar 19 alle 1:51 AM Donato D'Orazio Come se non bastasse il danno che il nuovo presidente sta' facendo all'economia ed al turismo di New York, ci si mette pure il tempo. Stiamo sperimentando un marzo veramente atipico. Freddo, neve e ghiaccio ne stanno facendo da padrone. Ne stanno rallentanto il ritmo frenetico delle sue operose giornate.  Per la grande mela questo dovrebbe essere un periodo di risveglio dal lungo torpore invernale. Un periodo in cui si celebra il ritorno della primavera. Un periodo in cui la città' si prepara ad abbellirsi ancora di più' per dare ai milioni di turisti che vengono a visitarla un motivo in più' per essere felici della loro scelta. I grandi magazzini si rivestono di splendide acconciature che invitano tutti i passanti ad entrare e fare shopping. Macy's, il più' grande negozio al mondo, in occasione della Pasqua rivestirà il suo immenso ed elegante pian terreno di milioni di fiori che addobberanno con sculture floreali i meravigliosi stand delle più' rinomate case di moda, di gioielli , di profumi del mondo intero. New York e' una città' nata per il turismo. Ben sessanta milioni di visitatori l'hanno scelta per le loro vacanze nell'anno passato. Si progettava di arrivare a sessantacinque milioni per quest'anno. Una cifra sicuramente raggiungibile se non fosse per una malsana fissazione del presidente Trump che si e' intestardito con proclami esecutivi ed illegali a negare a milioni di persone di entrare in questa nazione. New York conoscendolo molto bene non si aspettava gran cose da lui, ma penalizzarla in questo modo assolutamente no. Anche se con un 84% lo ha rigettato nella sua corsa verso la Casa Bianca, ci si aspettava che per rispetto alla sua città' natale si comportasse da persona degna del compito che altri cittadini ignari del suo passato gli hanno dato. Ci si aspettava che le promesse fatte durante la campagna elettorale fossero tutte mantenute. Il MURO quello lo farà', con i soldi degli americani e non con quelli dei messicani come lui prometteva. L'oleodotto quello lo farà', senza tenere conto del danno irreparabile che fa' a varie tribu' indiane che dalle terre in cui passa questo oleodotto ne ricavano i prodotti per portare avanti le loro vite ed il loro retaggio. I fondi militari li aumenterà', non importa se i 60 miliardi che ci serviranno li toglierà ai poveri, ai malati, ai disabili. Le tasse le diminuera', ma non per chi ne ha bisogno per sopravvivere, ma per i ricchi che si ritroveranno nelle loro tasche centinaia  di migliaia di dollari che a loro non servono. Il Trumpcare lo farà', ma non per migliorare l'Obamacare, come aveva ripetuto migliaia di volte nella sua campagna elettorale, ma lo farà' per far arricchire le assicurazioni mediche, per diminuire il deficit federale, per mettere nel lastrico milioni di persone che l'assicurazione medica non potranno piu' permettersela. Revisionare il Medicare ed abolire l'espansione del Medicaid sara' un duro risveglio per milioni di anziani, malati e disabili che incosciamente hanno votato per lui. Tutto questo ed altro ancora non e' da NewYorker, non e' da cittadino che si identifica con la statua della Liberta' che dal suo immenso piedistallo, con la sua torcia verso il cielo ha dato nei secoli il benvenuto ai poveri di tutto il mondo. Non e' da cittadino di New York mentire sputoratamente mille volte al giorno, Non e' da cittadino di New York prendere per i fondelli chi gli ha votato. Non e' da cittadino di New York essere un megalomane che crede di essere onnipotente, che offende senza ritegno chi non la pensa come lui. L'elezioni di quest'uomo alla carica più' importante del mondo da parte di una minoranza del popolo americano mi ha fatto, dopo ben sessant'anni di permanenza in questa nazione, ricredere dell'intelligenza, del buon senso, della ospitalità' di questo pur sempre generoso popolo americano.  Brooklyn,NY.
Mar 16 alle 3:26 A.M Domenico Di Giacomo
Non sempre si puo` stare sereni e contenti,  la vita e` piena di cose belle  ma anche di cose incognite e cattive,  con brutture inaspettate,  ci troviamo in una  fase di tempi difficili.  Sono  mesi che avevamo il cuore in pena  per  i  nostri  cari a Cansano,  poi  anche per  il  bellissimo  giovane  Daniele,  gioioso dal suo matrimonio,  felice e pieno  di vita,  infaticabile lavoratore,  acquistando la proprieta` per per la sua bellissima sposa,  il nido  felice e d'amore per tutta la vita,  ora preghiamo la Madonna  che tutto andra` bene.
  Pensieri  anche per la una nostra cara,  Mecuccia a Montreal,  che da qualche giorno e` stata operata.
  E  in questo,  da un mese  la mia cara sorella  Clara,  tutto e`  venuto in  un improvviso  che mai si poteva  pensare.
  Ringraziamo tutti  e  tutte  per le tantissime telefonate,  la bellissima gente che ha un cuore  nobile ed una intelligenza  super elevata,  apprezziamo il loro dire  con  parole  solidale,  rotonde e simpatiche,  colme di  significato per alleviare chi soffre,  effigono  nei nostri cuori l'impronta che  rimarra` indelebile.  La  nostra  comunita`  bella e grande  di sempre,  si unisce a noi con apprensione,  chiamate da vicino e lontano,  ripetute  chiamate da  Giovannina,  Stella e Anna,  la brava  Maria Teresa  ha voluto  mandare una Card  per la Messa,  da Cansano  Lucia si preoccupa e chiama spesso, mio  cugino Franco da Bugnara, da tanti parenti e amici del Canada.      Da New Jorsey, Massachusetts e Colorado.  Ma  ho il dovere di citare anche  4  amici  miei americani che chiamano e domandano,  figli di seconda e terza generazione,  bravissimi  artisti e cameramen : Carmin Gibaldi,  Thomas Marra, Vincent Bruzzesi  e Tony  Cataudella. Un  enorme grazie a tutti e a tutte  ma  credo non basta,  vorrei darvi anche  un grande abbraccio .  Domenico.
Staten Island, NY
Mar 9 alle 11:39 PM Donato D'Orazio Scrivere questi Post non e' per ripicca o per avversità' verso qualcosa o qualcuno. E' per descrivere una situazione nuova ed imparazzante che si e' venuta a creare dopo l'elezione del 2008 che ha vide vincitore Barack Obama. Una elezione che ha scatenato in molti repubblicani un odio e rancore verso questo giovane di colore che ha avuto l'ardire di togliergli la Casa Bianca. Un odio e rancore che gli ha fatto eleggere nel 2016 un personaggio che sicuramente non e' repubblicano e certamente non e' all'altezza della carica che ricopre. E' questo un periodo della storia americana che sicuramente sara' ricordato come un triste capitolo di questa giovane democrazia. Il sistema politico del paese e' rappresentato principalmente da due grandi partiti: quello Democratico e quello Repubblicano.  Il partito Democratico ha sempre avuto come scopo principale quello di cercare di dare un po' di tranquillità a quella parte della popolazione che ha avuto meno fortuna nella vita, Di dare ai più' deboli della società' una certa uguaglianza che gli permette di guardare il futuro con un tenuo ottimismo. Il partito repubblicano e' sempre stato per il capitale, per i ricchi, per le industrie, e, costa quel che costa, per la supremazia economica e militare del paese. Due ideologie completamente diverse. Due ideologie che si sono sempre scontrate democraticamente per trovare un'intesa che potesse beneficiarne la nazione ed il popolo che loro rappresentano. Ci sono state battaglie sui diritti civili, su leggi sociali come il Social Security che per decenni ha permesso ai pensionati di avere una vita tranquilla. Il medicare che dagli anni sessanta da la possibilità' a vecchi ed infortunati di curarsi in caso di malattie. Il Medicaid che aiuta chi non ha le possibilità' di aiutarsi da se. Il Family Leave che da l'opportunità' a congiunti di aiutare un loro caro in momenti di malattie. Tutte leggi presentate e portate avanti dai rappresentanti del partito democratico ed appoggiato in minima parte da rappresentanti liberali del partito repubblicano. Ci sono state battaglie per le riforme di queste leggi, per le spese militare, per le guerre che abbiamo combattute, per gli aiuti incondizionati ad enti finanziari ed industrie di ogni genere. Tutte presentate dal partito repubblicano ed appoggiate da una piccola  parte conservatrice del partito democratico. Tutto questo prima dell'avvento di Barack Obama. Dal giorno del suo insediamento non c'e' stato più' compromesso, c'e' stato da parte dei rappresentanti del partito repubblicano quello di far si' che questo giovane presidente non avesse nessun successo. Non importa se il successo del presidente fosse poi il successo della nazione. Fin dal primo giorno hanno cercato di contrastarlo in tutto e per tutto. Male per loro che questo non ha funzionato. Obama e' riuscito nei suoi otto anni a riportare questa nazione ai vertici di un mondo che aveva perso fiducia in questo paese. Ha saputo superare una crisi mondiale che ha messo in difficolta' il mondo intero. Ha creato ben 20 milioni di posti di lavoro. La disoccupazione dal 13% del 2009 l'ha portata al 4.7% del 2016. Ed ha dato a più' di 20 milioni di sfortunate persone un'assicurazione medica che prima non potevano avere. Tutto questo senza atti esecutivi che cercano di isolare questa nazione da una parte importante del mondo. E' di questi giorni la crudele farsa di esponenti del partito repubblicano di eliminare l'assicurazione medica chiamata Obama Care, non importa se questo comporterebbe la perdita di assicurazione medica per i più' deboli, non importa se persone anziane debbono pagare di più', non importa se a beneficiare saranno i ricchi che si vedranno diminuire le tasse di migliaia di dollari. Non importa se il 65% della popolazione e' contraria a questa indifensibile decisione, non importa se tutte le associazioni mediche, l'associazione degli anziani, tutti i sindacati sono contrari. Quello che importa per questa gentaglia e' che una legge creata dal Pres. Obama venga smantellata. Per dare un'idea del clima di odio e rancore che regna nel partito repubblicano riporto una dichiarazione del deputato Jason Chaffetz dello Stato del Utah che ad una domanda se e' giusto che tanti poveri perderanno l'assicurazione medica, lui ha risposto "  I poveri prima di lamentarsi dovrebbero non comprarsi gli IPhone e non andare al cinema". In una dichiarazione del deputato Paul Ryan del Wisconsin si denota tutta la sua malvagità'. Ad una domanda se e' giusto che i ricchi pagano meno tasse ed i poveri ed anziani saranno costretti a pagare di più' per la loro assicurazione, lui ha risposto " Questo non e' un problema per me. Quello che mi importa e' che la legge Obama Care venga smantellata". Questo non e' il pensiero di due sciocche persone, questo e' il pensiero di gran parte dei rappresentanti repubblicani al congresso e del presidente Trump alla Casa Bianca. Tutti personaggi che al posto della loro coscienza hanno tanta melma. Tutte persone  ipocrite che hanno la loro assicurazione medica pagata in gran parte dal governo. Tutte persone malvagie che spudoratamente stanno riportando questa nazione agli anni difficili del dopo guerra. Brooklyn,NY.
Mar 6 alle 2:27 AM Donato D'Orazio Come volevasi dimostrare. Niente e' cambiato nella mente del presidente Trump. Continua nella sua imperterrita ipocrisia,nelle sue continue bugie ed esagerazioni che stanno mettendo questa nazione in uno stato di apprensione ed esterrefatto disagio. Sta' distabilizzando una nazione e prendere per i fondelli chi ha avuto la banale idea di votare per lui. E' una persona patologicamente bugiarda, Qui' non si tratta di ideologie democratiche o repubblicane. Qui' si tratta di una persona che di ideologia non capisce assolutamente nulla. E' una persona che si e' inondato di un ego che lo porta a pensare che lui e' onnipotente, che non sbaglia mai, che le stupidaggine che dice debbono essere sempre accettate. Dai cinque milioni di gente "illegale" che miracolosamente hanno tutti "illegalmente" votato per Hillary Clinton, non permettendogli cosi' di avere la maggioranza del voto popolare, ai milioni di "criminali" che vengono dall'America centrale per distruggere la legalita' di una nazione senza crimini, Dal muro pagato per intero dal Messico, alla promessa di rilasciare le sue dichiarazione delle tasse, e le tante altre scemenze, tutte bugie che pretende, ed inspiegabilmente per molti, gli vengono credute. Ieri, non avendo niente a che fare nel suo dorato mondo Floridiano, e' venuto fuori con una serie di tweeters nei quali scrive che l'ex Presidente Obama ha messo delle  microspia nel suo Trump Tower per spiare su di lui. Una baggianata che mette in evidenza la sua completa ignoranza in questioni di questo genere. Un presidente non può autorizzare nessuna microspia, se ce ne fosse bisogno verrebbe autorizzato da un giudice federale. Se un qualsiasi altro cittadino di questo paese si fosse permesso di dire queste baggianate sarebbe incorso in serio contrasto con la legge di questo paese. Forse l'ha scritto per divergere l'attenzione del popolo americano da un indagine appena iniziata che cerca di mettere in evidenza l'ingerenza della Russia nelle elezioni presidenziali, e la complicità' di esponenti della sua campagna elettorale in tutta questa melmosa situazione. Il Presidente Nixon fu costretto a dimettersi per qualcosa molto meno rilevante dell'intervento di una nazione straniera, per di più' nemica numero uno di questo paese, a favore di un candidato per distruggerne un'altro. Spero che tutto venga alla luce del sole e che quello che si prospetta non sia vero. Altrimenti, "Here we go again"  Brooklyn,NY.
Mar.2 alle 2:09 A.M Donato D'Orazio "Cambiando gli addendi il prodotto non cambia". Una matematica realtà' che si può' applicare al discorso del Pres. Trump al congresso degli Stati Uniti. La sua retorica, le sue esagerazioni, le sue bugie sono state le stesse. Quello che e' cambiato e' stato il tono della sua voce nel pronunciare il suo discorso. Si e' passato da un Trump minaccioso e furioso del discorso di inaugurazione del 20 Gennaio, ad un Trump pacato, congeniale, per cosi' dire presidenziale, del suo discorso di ieri sera nel congresso degli Stati Uniti. Un discorso, quest'ultimo, non so' se scritto dallo stesso autore, ben recepito, e soprattutto, ben provato e riprovato dal presidente. In tutto questo, io penso, ci sia la mano del suo collaboratore Steve Bannon  e sua figlia Ivanka Trump che sicuramente lo hanno aiutato nella sua preparazione. Non può' essere diversamente. Perché' la sua politica e' la stessa. I suoi odi verso un segmento importante della popolazione americana non e' cambiato. La sua fissazione di costruire un muro sul confine con il Messico non e' cambiato. Se si può' dire che qualcosa e' cambiato e' il fatto che il muro lo paghiamo noi. I venti miliardi o forse più' dovranno uscire dalle casse del tesoro americano, o meglio ancora dalle nostre tasse. Come non e' cambiato la sua fissazione di incrementare il budget della difesa di ben 60 miliardi. Di aumentare l'arsenale nucleare di gia' primo nel mondo a livelli da far rabbrividire. Di abolire una assicurazione medica che da' protezione a più' di 20 milioni di persone per sostituirla, se ci riusciranno, con buoni di sanità' che potrebbero andare bene a giovani sani, ma sarebbero un disastro per chi deve farsi ricoverare in un'ospedale perché' non basterebbero nemmeno per entrare in un ospedale. Da esperienza personale posso dire che per un mio recente ricovero di meno di due giorni e' costato alle mie assicurazioni ben 49,000 dollari. Il suo insaziabile ego gli fa dire cose inesatte, esagerazioni incredibili, bugie dimostrabili. Si prende il merito di aver convinto le maggiore fabriche automobilistiche di investire di più' in America quando tutti sanno che questi progetti lo hanno concluso l'anno scorso. Come per aver risparmiato non so' quando milioni di dollari per una serie di aerei militari quando si sa' che questo era stato pattuito molto tempo fa'. Come la convinzione che riducendo le tasse per i ricchi ne beneficerebbero anche i poveri. Potrei continuare per molto altre cose. Mi fermo perché' penso che sia chiaro a tutti che siamo in una situazione di ingertezze e disagio. Io spero che il Presidente ascoltasse la sua coscienza. Che capisse che governare un paese come gli Stati Uniti non e' come fare una campagna elettorale. Ci sono un buon 44% della popolazione che ancora crede in lui, non disilluderli. Comincia ad essere serio, a prenderti le tue responsabilità', ad ascoltare chi non la pensa come te e vedrai che qualcosa di buono anche tu lo potrai fare.
Brooklyn,NY.
Feb 25 alle 4:58 PM Donato D'Orazio Non ci sono più' parole, non ci sono più' spiegazioni per poter descrivere una situazione che va peggiorando di giorno in giorno. Dovevano essere tre mesi di luna di miele per il nuovo presidente, Tre mesi che gli avrebbero permesso di ricucire quel cocente strappo che una velenosa campagna elettorale aveva creato nel paese. Invece niente. Il nuovo presidente continua nella sua retorica che mira a distabilizzare tutto quello che una nazione civile dovrebbe difendere. Libertà' di espressioni, libertà' di stampa. libertà' di dissentire. Sara' stato un sistema arcaico, sara' stato che a molta gente non e' andato giu' che un giovane mulatto abbia potuto vincere due elezioni in una nazione che ancora oggi, e di eclatanti esempi ne stiamo sperimentando ogni giorno, e' ancora angorata a pregiudizi e  velato razzismo. Fatto sta' che abbiamo un nuovo presidente che in un solo mese sta' cancellando la gloriosa storia di questa democrazia basata principalmente sulla volontà' e generosità' di un popolo che per un secolo ha sacrificato la vita di tanti suoi figli per dare libertà, giustizia, e come e' successo anche a noi, ospitalità a popoli oppressi da sistemi totalitari ed infamanti dittatori. Mai nei miei più' di sessantanni passati in questa nazione mi sarei aspettato che una minoranza del paese abbia potuto fare un disservizio cosi' determinante al loro paese. Nel partito repubblicano ci sono persone per bene, persone degne di guidare questa nazione. Non e' cosi' con Donald Trump. Come si può' eleggere una persona che non conosce minimamente la carta costituzionale, una persona che non ha un minimo di conoscenza degli enormi sacrifici che milioni di suoi concittadini debbono affrontare ogni giorno, una persona che spiffera  continuamente grossolane bugie e viene inspiegabilmente perdonato, una persona che gonfio del suo egoismo si e' permesso di dire, e purtroppo il risultato elettorale gli ha dato ragione, che se lui si mettesse fuori il suo dorato grattacielo sulla quinta avenue con un fucile e facesse male a qualcuno di sicuro non perderebbe nessun voto. Una persona che sa' offendere con impunita' tutti coloro che non la pensano come lui,  una persona che per tutto la sua vita non ha mai ammesso, anche per una sola volta, di avere torto. Una persona che in meno di un mese ha saputo inimicarsi il Messico ed il Canada, due nazioni confinanti e maggiori importatori dei nostri prodotti, Una persona che si prende meriti non suoi e che nega il danno che sta' facendo all'immaggine del suo paese, Una persona che sa' offendere cosi' impunemente la professionalita' di emeriti giornalisti che non fanno altro che il loro dovere. Per la prima volta nella storia di questo paese la stampa non e' più' libera. E' diventata, secondo la mente malata di una amministrazione ipocrita, da mezzo di informazione a nemico numero uno di una loro fantomatica nazione. Una persona che non pubblica le sue dichiarazioni delle tasse, non procura i transcritti delle conversazioni  che i suoi dipendenti hanno avuto, prima e dopo le elezioni, con esponenti del governo russo, non critica ma loda le soffiati di social network che probabilmente sono state le cause principali della sua vittoria elettorale. Tutto questo gli viene inspiegabilmente perdonato, Come gli vengono perdonato le sue sessiste dichiarazioni fatte ad un giornalista e messe in onda da tutti i media americani. Come gli vengono perdonato  le sue più' di tremila cause civile e sei bancarotte che hanno beneficiato lui e messo nel lastrico migliaia di suoi dipendenti. In tutto questo marasma generale posso comprendere gente del Sud di questa nazione che non conosce tutto questo ed altro ancora. Non posso comprendere chi queste cose lo sapeva benissimo e che per motivi che non hanno niente a che fare con il loro benessere, che, per grazia di Dio tutti  hanno, gli hanno votato. Pero' sono perfettamente consapevole che questa nazione dovrebbe essere una nazione democratica e che ognuno ha il diritto di esprimere il suo voto come meglio crede. Per lo più' e' stato per loro un voto vincente e quindi ne possono anche andare molto fieri.  Brooklyn,NY.
Feb 18 alle 6:28 PM Donato D'Orazio Nella sua ultima conferenza stampa il Pres. Trump ha confermato tutto ciò' che si pensa di lui. Ha organizzato la conferenza stampa per far conoscere al popolo americano il nome del suo candidato a segretario del lavoro che e' Alex. Acosta. Tutto questo e' stato per lui un pretesto e niente più'. Alexander Acosta non era presente,quindi non introdotto. La conferenza stampa e' stata organizzata per dare l'opportunità' a Trump di sciorinare tutto il suo ingiustificato rancore verso chi non la pensa come lui. E' stata la tirata di un prevaricatore che per suo vantaggio personale getta veleno da tutte le parti. Come può' il leader della nazione più' democratica e potente del mondo essere cosi' instabile, cosi' patologicamente bugiardo?. Come si può' mettere sotto accusa persone oneste, giornalisti esemplari che non fanno altro che il loro dovere?. Come si possono offendere professionisti senza produrre uno straccio di prove? Chiamarli falsi quando si sa' che non e' vero e' da demagogico nel vero senso della parola. Se stanno mettendo in evidenza un'amministrazione allo sballo, un presidente irrazionale e' tutta colpa loro. In tre settimane sono riusciti a mettere questa nazione in difficolta' in tante parti del mondo. Se stanno mettendo in discussione le sue connessioni con la Russia ci sara' un buon motivo. Se lui pensa che non stanno scrivendo la verità', invece di offenderli, produca delle prove, produca le sue dichiarazioni delle tasse, produca i trascritti delle conversazioni dei suoi collaboratori con rappresentanti della Russia prima e dopo le elezioni presidenziali. Soltanto cosi' si può' presentare davanti alla stampa americana e vendicare la sua innocenza. Non può' osannare le soffiate quando gli fanno comodo e casticarle quando mettono in evidenza i suoi oscuri raggiri. Non si può' permettere di offendere impunemente i giudici che decidono di bloccare una decisione ritenuta incostitizionale ed osannare un capo del FBI che con la sua malsana decisione gli ha offerto in un piatto d'argento la presidenza degli Stati Uniti. Non può' impunemente criticare la stampa del tuo paese apostrofandola come "il partito di opposizione" o, come addirittura " Nemica del popolo" senza uno straccio di verità'. Questo non e' altro che puro fascismo e nazismo messo insieme. Tutto questo sta' mettendo a dura prova anche tanti esponenti del suo partito. Il senatore repubblicano John Mcain, nonché' candidato alla presidenza nel 2008, in un discorso di ieri ha voluto implorare i capi dei paesi democratici del mondo, in particolare i capi dei paesi Europei di non abbandonare gli ideali americani malgrado la retorica divisivi e pericolosa del Presidente Trump. La strada del confronto e del cinismo intrapresa dal presidente Trump e' sbagliata. Può' far piacere al 45% dei suoi votanti ma non sara' per niente utile a risanare le profonde divisioni con la maggioranza del popolo americano che lui inconsideramente ha voluto creare.
Brooklyn,NY.
Feb 16 alle 5:32 PM Donato D'Orazio Washington in turmoil. Una condizione politica disastrata facile da poterla prevedere. Un caos amministrativo che sta' mettendo questa grande democrazia in grave difficolta. Un presidente che non ha ne capacita', ne esperienza,ne tantomeno un senso democratico per governare una nazione come l'America. Queste sue limitazioni erano conosciute a tanti, specialmente nella sua cita': New York. Conosciute a tal punto che lo ha riggettato con un voto plebiscitario che si aggira sull'84%. Lo conoscevano come un uomo che non sa' ammettere i suoi errori. Lo conoscevano come uno che ha avuto dal padre non soltanto l'agiatezza ma anche i consigli di come comportarsi in ogni evenienza della sua vita. Un consiglio molte volte elaborato da lui personalmente e che ne va' orgoglioso e' quello di non ammettere mai di aver torto. Di quest'ultimo consiglio lui ne fa' tesoro ogni giorno. Non lo conoscevano negli Stati della Pennsylvania, dell'Ohio, del Wisconsin e  dell'Iowa. Sono stati loro, anche se con uno scarto di voto abbastanza striminzito, che gli hanno dato la chiave della Casa Bianca. Qualcuno gia' se ne pente, ma ormai e' troppo tardi. E' presidente da poco più' di tre settimane e di torti ne ha avuto abbastanza. Naturalmente senza mai ammetterlo. Anzi da colpa delle sue sciocche decisioni alla stampa che secondo lui e' falsa. Sta' mettendo in difficolta' anche i suoi collaboratori che non riescono a seguire le sue irrazionali decisioni. Elencare tutti gli errori che sta' facendo e' superfluo perché sono sotto gli occhi di tutti. Mi soffermo invece a delle contrastante valutazioni di alcuni psichiatri che hanno espresso dubbi di disturbi mentali ed ad un illustre docente di psichiatria e capacita' mentali dell'università Duke medical college che afferma che il presidente non e' mentalmente malato, anzi rincarando la dose dice che affermare questo e' un affronto ai veri malati di mente. Il Professore Allan Frances spiega che un malato di mente tente a far male a se stesso, mentre Trump, che lui considera uno schizofrenico, ha la tentenza a far male agli altri. E nel caso della sua elezione alla Presidenza degli Stati Uniti, ne e' anche stato premiato e non punito. E rivolgendosi ai suoi colleghi li invita a non usare la frase malattia mentale, Bensi' apostrofarlo per la sua ignoranza della posizione che ha, della sua incompetenza, e della sua inclinazione verso un potere dittatoriale. Parole dure che dovrebbero far riflettere il Presidente, di fargli capire che la campagna elettorale e' finita, che e' tempo di essere serio, di governare non per lui, la sua famiglia e la minoranza del paese che lo ha votato, ma per tutti i cittadini di questa grande democrazia. Ne va di mezzo il suo retaggio. Brooklyn, NY.
Feb 13 alle 3:58 PM Domenico Di Giacomo Questo mese di Febbraio, corto, con freddo, ma pieno di feste e compleanni e, da ricordare  l'inizio di Cansanonelmondo il prossimo 19, il sito che ha cambiato l'andamento a tutti i cansanesi residenti nel mondo e grazie a Luciano.         
    Ma ora c'e` la festa degli innamorati,  Valentine Day,  giorno dedicato all'amore, la donna che si ama si aspetta una cartolina con una bella frase poetica, piena di amore e sentimento,  le rose rosse, cioccolatini perugini e tanti baci. 
  L'amore e` una cosa  meravigliosa. 
  Love is a many splendorous thing.  Canzone del passato, bellissima  e sentimentale,  specialmente cantata da vecchie glorie  come:  Frank Sinatra, Andy Williams  e Engelbert Humperdinck. 
    L'amore continua con tanti ricordi,  la passione, il soffrire,  i  battiti del cuore,  la felicita`.  e come dicono in Francia...  Ah! L'amour...  a tutti Happy Valentine Day
Staten Island, NY
  • Feb 7 alle 7:16 PM
Donato D'Orazio Per tutti coloro che osannano il presidente Trump per il suo inconsiderato atto esecutivo che proibisce a rifugiati di sei paesi musulmani di entrare negli Stati Uniti, o peggio ancora, regolari residenti di origini musulmana di rientrare nelle loro case, dico con sincerità' che hanno preso un abbaglio di inspiegabile portata. Non c'e' spiegazione plausibile per la quale Trump ha preso questa insensata posizione. Non parlo di legalità' o meno. Di questo se ne occuperà' la giustizia americana. Parlo di buon senso, che purtroppo non ha spazio nell'intimo del Presidente. Se i terroristi vogliono far male a questa nazione non sceglieranno sicuramente di entrarci seguendo la prassi che regola l'entrata ai poveri rifugiati. E' una prassi che richiede quasi due anni per poterla finalizzare. La stessa che permise a noi emigranti italiani di entrare in questa nazione. Vanno sottoposto a tre investigazioni ben distinte: quella politica, quella economica quella caratteriale e morale. Per lo più' debbono sottoporsi ad una infinita' di interviste dal personale dei vari consolati americani nei loro paesi di origine, da agenti del FBI e da una carrellata di visite mediche. Da uno studio del Cato Institute si e' concluso che per un americano la percentuale di morire per un'attacco terroristico di un rifugiato legalmente venuto in America e' di 1 su' 3.6 miliardi di persone. Sempre nello stesso studio si evinge che e' 48 volte più' probabile di essere ucciso da una meteora che da un residente legale venuto da quelle nazioni.E' ancora più' inspiegabile che tanti Italo/americani appoggiano il presidente su questa controversa posizione. Si sono dimenticati, o forse non sanno, che anche noi italiani, negli anni precedenti la seconda guerra mondiale fummo trattati come questi rifugiati. Nel 1942, precisamente il 14 Febbraio, con decreto chiamato " Titolo 50 US codice degli USA #21" che imponeva - regolazione, limitazione e soggiogazione - coinvolse ben 695 mila italo/americani legalmente residenti di questa nazione, non importava se di poco o lunga residenza. Furono identificati come " Enemy Aliens " , tradotto " Nemici stranieri". Gli fu data una carta di identificazione con foto e con la scritta a chiare lettere " Enemy Alien", Con questo gli veniva vietato l'accesso ad uffici governativi e zone ritenute sensibili del paese. Fu una immensa ingiustizia che causo' tanta umiliazione, un immenso affronto ad oneste persone che lasciarono il loro paese solo per dare ai loro figli un avvenire migliore. Niente di più'. Infatti i discententi di questi pionieri hanno nel corso degli anni indelebilmente  contribuito alla struttura, sociale, scientifica, politica e culturale di questa nazione. Tutto questo nonostante i diversi decenni di costante diffamazione portata avanti da gente ignorante della nostra storia, da politici demagogici come il nostro presidente, e da una stampa di origini anglosassone che ci considerava gente pericolosa, di carnagione scura, violenti, donnaioli e mafiosi. Ci sono voluto anni di lotta da parte di italiani di ogni ceto sociale per vincere questo debilitante affronto alle nostre origini. Anche se penso che c'e' un strato della popolazione americana che per ignoranza, forse anche gelosia la pensano ancora cosi'. Oggi abbiamo Donald Trump che sta' ripercorrendo la stessa strada dei suoi predecessori degli anni quaranta per gettare fango su persone povere e disagiate, che non cercano altro che di rifarsi una vita dignitosa per loro e le loro famiglie. Sarebbe coerente con la sua mentalita' se la Statua della Liberta' fosse rimossa dalla baia  d New York.  Brooklyn,NY.
Feb 7 alle 7:14 PM Domenico Di Giacomo   (  Lo Sport Americano )
  Abbiamo visto il Super Bowl, una grande serata di football, che ha fatto divertire tutta l'America e Canada, ma anche altre nazioni, con una vittoria incredibile,  che nessuno si aspettava.  Le due squadre  il New England Patriots, che sarebbe Boston, Massachusetts per indendere meglio, contro  gli Atlanta Falcons della Georgia,  l'incontro  e` stato disputato  nello stadio di Houston, Texas. La gara  si era avviata con una schiacciante sconfitta per i Bostoniani, e non vi era piu` niente che si poteva fare,  con un punteggio di 3 a 28  e quasi al termine,  ma, forse una strategia del  Trainer?  Un insieme di coraggio? Far gioire i loro tifosi?  Ed e` venuto l'impossibile. Sono miracoli . 
Staten Island, NY
Feb 5 alle 6:43 A.M. Donato D'Orazio Questo e' un addendum al mio precedente post. Come volevasi dimostrare Donald Trump non imparerà' mai come e' composto il governo americano. Non capira' mai che lui e' capo soltanto del ramo esecutivo del governo. Ci sono anche il ramo legislativo ed il ramo giudiziario. Ognuno ha un compito ben definito che nessuno, nemmeno il presidente può' mettere in discussione. Lui abituato a dare ordini e mai riceverli pensa di poter fare la stessa cosa a Washington. Non ha la minima idea di quello che dice e di quello che fa'. Il suo attacco personale al giudice che ha bloccato il suo atto esecutivo di proibire ai cittadini di sei nazioni, perché' di religione musulmana, di entrare negli Stati uniti non e' ne corretto, ne' legale. Non si può' discriminare delle persone per la loro religione. Ed il giudice ha ritenuto opportuno di bloccare questo sciocca presa di posizione. E lui che fa'? offende questo magistrato. Non e' cosi' che si comporta un Presidente di questa nazione. Deve finirla di essere un bambino viziato. Ci sono vie legali per controbattere questa decisione. Ordina ai suoi legali di litigarla nella corte suprema di questo paese. Qualcuno deve avere il coraggio di metterlo davanti ad una realtà' che forse a lui non piacera', quella di fargli capire che lui non e' un Re. Non e' per fortuna neanche un dittatore. Deve rispettare la legge come qualsiasi normale cittadino. Non può' sottomettere questa nazione ad una crisi costituzionale. Ne va' di mezzo la serenità' di 400 milioni di persone. 
Brooklyn,NY.
Feb 4 alle 8:49 PM Donato D'Orazio Sembra che parlare del Presidente Trump sia una ossessione, una retorica senza fine. Purtroppo non e' cosi'. Gli attacchi che gli vengono dalla stampa e dalla televisione per la maggior parte se li va a cercare da solo. Questo suo continuo antagonismo verso chi osa criticarlo e' diventato per lui una maniacale preoccupazione. Tutto questo suo zelo nel cercare disperatamente di essere accettato per tutto quello che dice non gli sta' portando fortuna. Tutti sanno che ha vinto le elezioni, nessuno vuole torgliergli il posto, quindi a che serve sciorinare bugie in continuazione per nascondere una verità' scontata che e' quella che la maggioranza del popolo lo ha bocciato? Perché' insiste con fasulle pretese che 5 milioni di illegali hanno votato e tutti contro di lui? Perché' vuole prendere per i fondelli, con sciocchezze come queste, un popolo preparato ed intelligente come quello americano? Il sistema del paese e' quello che e', quindi ha vinto lui, sia orgoglioso e pensa a governare. Pensa ad essere grato a chi ti ha preceduto, perché' ti ha lasciato un paese in buona salute. E' di oggi la notizia che l'economia americana ha aggiunto nel mese di Gennaio altri 275,000 posti di lavoro, Ed il tasso di disoccupazione si attesta sul 4.8%. Un tasso che molte economie mondiali vorrebbero avere. Cerca di lavorare su questo, e, se capace, migliorarlo. Ogni Presidente che lo ha preceduto, democratico o repubblicano, hanno sempre cercato nei loro primi 90 giorni al potere di dare al popolo uno spiraglio di ottimismo e fiducia. Lui no'. Si e' intestardito a dipingere questa nazione in uno stato di completo disastro. Questo non e' vero, gli americani lo sanno, e non lo perdonano. Mentre per tutti gli altri c'e' sempre stato una aprovazione al di sopra del 50%, per lui soltanto il 44% approva oggi il suo operato. Questa sua ossessiva determinazione di atti esecutivi, senza un consenso con chi gli compete, gli sta portando soltanto tanti grattacapi. Il suo divieto, anche se temporaneo, per i cittadini di sei nazioni musulmane di entrare in questa nazione gli ha scatenato contro la maggior parte della popolazione. Si può' comprendere una severa verifica su queste persone, ma precludergli senza ragione l'entrata, non e' concepibile. Come non e' concepibile mettersi contro le tre nazioni che sono state tutte per molto tempo le nostre migliore alleate. Perché' offendere la dignità' del popolo messicano dicendo a più' riprese che il muro che soltanto lui vuole fare lo debbono pagare i messicani? Perché' prendersela col Canada'? Quale beneficio ci si ricaverebbe nel metterci  contro il nostro miglior partner? Di gia' gli animi in Canada' si stanno scaldando. Un deputato in una riunione parlamentare ha definito Trump come un fascista, che deve essere messo al suo posto prima che combina un guaio per il Canada'. E che dire del comportamento del nostro Presidente col primo ministro dell'Australia? Come una persona per bene può' interrompere una conversazione telefonica? Perché' comportarsi da bully con una nazione che per anni e' stata nostra alleata? Tenerci l'Australia come nostra alleata va più' a favore nostro che dell'Australia stessa. Questo lo deve capire. Qualcuno glie lo deve dire. In questo nostro mondo non c'e' più' posto per l'isolazionismo, bisogna essere capaci di raggiungere compromessi. Sara' che non ha ancora compreso il gravoso compito che si e' accollato. Sara' che chi ha intorno non e' all'altezza della situazione, ma qualcosa deve cambiare. I pomposi discorsi della campagna elettorale sono finiti. Oggi si deve governare, che e' una cosa molto diversa e decisamente più' difficile. Basta con annunci senza senso, con dichiarazioni che non portano da nessuna parte. Siamo solo all'inizio, c'e' tempo per imparare e migliorare. Ne va' di mezzo la sorte di questa nazione ed il retaggio del tuo mandato. Brooklyn,NY.
  • Gen 30 alle 8:55 PM
Donato D'Orazio Voglio mettere subito in evidenza che quello che sto` per scrivere sono mie opinioni che non debbono necessariamente essere condivise da altri. Donald Trump e' alla Casa Bianca da poco più' di una settimana e gia' sembra un`eternita`. Perché' un`eternita'? Ma perché' e` riuscito in una settimana a rovinare il prestigio, la tradizione, la grande generosità' che questa nazione ha sempre avuto verso il mondo intero. Ci sono voluti tanti anni, tanta diplomazia per ridare alla nazione quel senso di fiducia che la guerra in Iraq ci aveva tolto. Il mondo ci era contro. Il Presidente Bush, che tra l'altro era un gentiluomo, per avere  iniziato una guerra non voluta, pago', forse più' del dovuto, un errore che chi gli stava intorno erroneamente gli aveva suggerito. Chi non ricorda gli incidenti di Genova in occasione del convegno degli otto paesi più' industrializzati del mondo? Chi non ricorda il Presidente Bush fatto uscire da una porta di servizio per evitare una folla inferocita?. Ci volle la sagacia, la diplomazia, l'intelligenza di Barak Obama per ricucire quell`odioso strappo che si era creato col mondo intero. I risultati si videro in occasione di un'altro convegno dei paesi più' industrializzati del mondo tenutesi nella nostra Aquila in cui il Presidente Obama fu accolto con grande entusiasmo dalla allora martoriata popolazione Aquilana. In quella occasione l'America era ritornata ad essere la nazione amata e rispettata da un mondo riconoscente. Seguirono anni certamente non facili, ma almeno diplomaticamente sereni. Poi arrivo' il 20 Gennaio del 2017 e tutto cambiò per il peggio. Per la prima volta nella storia americana a prendere le redini di questa grande democrazia c'e' stato un personaggio poco informato, dispotico, incapace di seguire direttive di ogni genere che in pochi giorni e' riuscito a mandare nell'aria tutti i progressi sociali, comunitari ed internazionali che questo paese e' riuscito a raggiungere in quest'ultimi tempi. Il suo ombroso discorso alla nazione in occasione del suo giuramento, i suoi primi interventi esecutivi sono stati la miccia che ha acceso il fuoco di tante proteste, prima nazionale e poi internazionale. Cose queste tutte distabilizzante che non si vedevano da moltissimi anni. Le sue prime decisioni vanno dal ridicolo all'imbarazzante, dal pericolo all'incredibile. Ridicole per aver affermato che ben 5 milioni di fantomatici illegali hanno votato nelle ultime elezioni, "TUTTI" per Hillary Clinton. Una sciocca bugia che i suoi collaboratori hanno definito una alternativa alla verita'. Tradotto = Bugia. Imbarazzante per aver ordinato un muro lungo il confine con il Messico ed aver preteso che il costo di questo muro fosse pagato dai cittadini messicani. Pericolose perché' proibire ai cittadini di sei nazioni di religione musulmana che non hanno tolto un capello ai cittadini americani di entrare in questa nazione e lasciare libera circolazione alle tante altre nazioni musulmane che invece ci hanno fatto veramente del male e' stato a dir poco inopportuno, a dirla tutta decisamente pericoloso. Poi l'insinuazione di una certa stampa che specula che aver lasciato libero accesso all'Arabia Saudita e' dovuta a motivi di interessi personali e' tutto da verificare. E' incomprensibile la decisione di abolire una riduzione del tasso d'interesse mutuario del 0.060% voluta del presidente Obama e che ne avrebbero beneficiato i giovani in cerca di comprare per la prima volta una casa e' da matti. Come e' incombrensibile ridurre la sovvenzione federale a quelle associazioni che aiutano le giovani donne a prevenire una indesiderata gravidanza. E se una non voluta gravidanza si presentasse ad aiutarle a trovare una soluzione idonea alla volontà stessa di queste giovane persone. Quello che ha fatto più' scalpore e' il fatto che a decidere questo poco coerente atto esecutivo sono stato tutti uomini. In una foto che ha fatto il giro del mondo si vede il Presidente Trump firmare l'atto attorniato da una dozzina di uomini. Si ritorna al tempo in cui a decidere il diritto delle donna  di come gestire il loro corpo ci sono soli uomini. Se questo e' fare l'America grande, se questo e' progresso, se questo rappresenta la storia di questo paese, beh! allora siamo in una nazione sbagliata Brooklyn,NY.
Donato D'Orazio Una delle cose che hanno sempre guidato la mia vita e' stato il rispetto, l'onesta', l'amicizia ed il genuino istinto di aiutare, secondo le mie modeste possibilita', chi aveva bisogno del mio sostegno. Non ho mai cercato di offendere nessuno. Se l'ho fatto, senza volerlo, me ne dispiace molto. Non ho mai cercato aiuto da nessuno. Nel bene o nel male me la sono sempre cavato da solo. Se debbo ringraziare qualcuno, e lo faccio sempre con tanto amore ed affettuoso ricordo, e' mio padre. E' stato lui che mi ha indirizzato su quella autostrada che aveva come traguardo tanta generosità' e molta comprensione per tante persone meno fortunate di noi. Uno dei suoi consigli, ripetuti mille volte durante la sua vita, era quello di fare sempre del bene, senza mai pretendere un solo ringraziamento. Soltanto cosi', mi diceva, puoi dire che hai la coscienza a posto. Ho cercato sempre, nel lavoro, nella società', nella comunità', nel mio comportamento verso le persone che ho conosciuto negli anni, di seguire il suo insegnamento. L'affetto ed il rispetto che i miei colleghi di lavoro mi hanno dimostrato durante tutta la mia vita attiva, ed anche dopo diciotto anni di pensione, fino ai giorni recenti mi da' la conferma di esserci riuscito. Grazie a lui ho potuto sperimentare la vita americana. Non era entusiasta di venire in America, ma per accontentarmi fece il sacrificio di farlo. Non divento' mai cittadino americano, ma ne rispetto' le sue leggi ed il suo sistema. In questo lungo e tortuoso cammino americano ho imparato tante cose. Da un inizio difficile, solo ed incompreso da una società' che non mi capiva, fino ai giorni più' sereni di quest'ultimi anni ho imparato ad essere riconoscente verso quelle persone e quelle autorità' che ci hanno aiutato ad inserirci in questo difficoltoso complesso americano. La mia innata umiltà' e la mia sincera gratitudine mi hanno portato a cercare di ripagarli col mio appoggio politico. Mi sono iscritto al partito democratico perché' ha fatto tutto per noi. Ci ha dato l'opportunità' di venire in questa terra, ci ha aiutato a ricomporre le nostre famiglie, ci ha garantito alcune leggi sociali che hanno aiutato tante persone della nostra comunità'. Naturalmente essere umani vuol dire anche dimenticare. Qualcuno oggi ha preso una strada diversa. Se li fa' felici, bene per loro. Intutto viviamo in un paese democratico dove la politica non e' motivo di sciocchi scontri o di ingiustificati rancori, e' soltanto una pedana che ci permette un confronto civile e produttivo delle nostre idee e delle nostre aspirazioni. 
Brooklyn,NY.
Gen 23 alle 3:04 A.M. Domenico Di Giacomo La politicaccia che divide e fa litigare, la politicaccia che fa odiare, ecco perche di questa scienza vorrei sempre starmene lontano. Ho tanto da fare, la mia giornata la divido a pezzi ed ho tanto da recuperare , lo studio mi aspetta, tele lasciate a meta`. Vado, guardo penso e tentenno.
Scrivo la notte e il sonno m'assale, in tutto questo,  vorrei comprare un computer con tastiera italiana,  so che ci sono tutte le punteggiature che servono,  ad esempio  con questo Americano,  se scrivi  (Altre) cambia a ( Alter )  ( Un )  cambia a ( In )      (  Notte )  cambia  a  ( Note )  allora si deve  sempre  tornare,  correggere ed  accertarsi se vocabolo non cambia ancora . Ne ho parlato al compare Romeo, mi ha detto, prova ad andare al listino lingue e clik a l'italiano,  no! E` la stessa cosa. Comunque ,  nessuno  si dovrebbe permettere  dire  la parola perdonare, io e milioni di persone non ci permettiamo.  Dio, perdona, un prete, un giudice  un padrone di lavoro perdona, ma chi, chi altro, uno superiore a me? E`impossibile. La mia mano fa la scrittura che piace a tutti  piaceva anche ai miei professori. ma  non mi permetto di ridere  o dire qualcosa a uno scritto inguardabile.    E` ora di dire  End con la politica, fa male ma col tempo passera`. La Domenica, guardo le partite ed e` divertente,  la mia squadra vince e gioisco,  perde e ammetto la perdita,  si deve vincere e si deve perdere.
  Guardo il TG  vediamo il nostro Abruzzo disastrato,  quando vedo piangere piango anch'io,  povera gente. felice di vedere che hanno tratto in salvo una decina,  speriamo ancora per altri,  bravi e grazie all'eroismo dei vigili del fuoco, dei soldati ed altri, anch'io avrei voluto dare una mano, abbiamo visto  Gianluca Ginoble, il bel ragazzo del Volo, e` stato miracolato, perche doveva essere la` all' Hotel ,  grazie a Dio si e` salvato.  La gente piange, soffre,  e come rialzarsi, quando, il  governo promette ma credo che non ha tante risorse, allora ci serve una mano da tutti i cansanesi all'estero, ne siamo tantissimi ( sentiamoci  utili  di aver fatto una cosa buona )  tanti soldi si sprecano,  ma dare l'aiuto e` bello e` ricordevole,  io ho fatto il mio dovere.  Il numero fisso e` 45500  potete mandarli  ad un parente a Cansano,  il Buon Dio vi ringraziera`.
Staten Island, NY
Gen 22 alle 2:12 A.M. Donato D`Orazio
Brooklyn,NY.
Gen 21 alle 7:57A.M. Domenico Di Giacomo Congratulation for the new President of the USA.
Enzo De Santis, Giulio Villani e tanti altri rivolgono gli auguri al nuovo Presidente degli Stati Uniti.  E noi ne siamo orgogliosi con un enorme grazie.
    Oggi, 20 Gennaio, si e` insediato il nuovo Presidente di questa grande nazione America,  nome dato in onore del grande navigatore italiano Amerigo Vespucci.  Colombo, avrebbe avuto il merito ma non si accorse della nuova terra e cosi` un geografo scelse di riconoscere la scoperta ad Amerigo.
  Lo spettacolo e` stato bellissimo,  cordiale, civile e senza ostilita`,  con abbracci e auguri,  Donald John Trump, un uomo di bella presenza, forte e robusto, coraggioso e d'azione, alto m.1,91  dotato di grande intelligenza dove si e` costruito un impero di ricchezza.  Io, appresi parole dagli americani quando ero apprendista,  quando parlavano di un ricco,  senza gelosia dicevano:( God Bless  Him e` piu` intelligente di noi). Frase che sono state scuola e rimaste nella mente.
  La Casa Bianca,  sara` la sua dimora con la sua Melania,  mai una cosi` bella,  graziosa ed elegante nella storia Americana,  venuta da Sevnica, Slovenia. un bellissimo paese con meno di 5,000 abitanti  dove tutt'ora sono tutti impazziti di gioia, con strade e finestre piene di bandiere stellate,  ha studiato all'universita` di Lubiana, ha fatto l'indossatrice a Milano e parla l'Italiano.  E  Barron? Bellissimo, un ragazzino  di 10 anni appare sempre con la cravattuola.  Trump,  non e` mai stato in politica ma ha scelto il suo vice,  un bravissimo e intelligente politico,  Mike Pence, e con una schiera di ministri  conoscitori delle grandi aziende mondiali.  Da un decenne voleva lanciarsi,  poi cambio` idea,  ma ora di prepotenza, senza chiedere e inchinarsi a nessuno,  politici Repubblicani di grande statura, gli hanno voltato le spalle,  lui spavaldo e alle domande di non suo piacimento si e` dimostrato arrogante a giornalisti che hanno contaminato la mente a piu` di mezza America,  si e` difeso come un leone, come nel secondo dibattito, pagarono molte donne accusando Trump che le avevano toccate alle parti intime, non furono credute  perche avrebbero potuto benissimo denunciarlo e incassare soldi da arricchirse. Infine solo lui, da solo, ha sconfitto tutto e tutti,  senza se e senza ma,  hanno ricorso agli appigli,  alle scuse ,  alle zelle da fanatici,  la mano Russa, ed altro, il riconteggio di voti spendendo piu` 5 milioni di dollari delle donazioni. Ma nun ce` sta` nient a fa`.  La Clinton ha preso piu` di 2 milioni di voti ma che qualita` di votanti?  Poi le proteste  ogni notte in tutte le citta`, gente non avvicinabile,  non si dovevano alzare al mattino,  non lavorano, tanto campano lostesso.  Una cosa che stupisce, il partito Repubblicano e` almeno  un terzo piu piccolo del Democratico  ma il senato  e` 52 Rep. e 48 Dem.  la Camera  e`di almeno 30 in piu` per i Repubblicani.  ed ora anche il Presidente.
    Giornalisti famosi che hanno la capacita` di distruggere Presidenti, Re e Imperatori,  ma a Donald non fanno paura,  li ha invitati e radunati in una sala dicendogli: (  Vi ho chiamato per dirvi che sieti tutti ipocriti, infami, ora sparite senno` vi do un calcio in c. vigliacchi ).
  Mio genero,  Joseph Perk, ha voluto andare a Washington D.C.  unito a centinaia di migliaia per festeggiare e applaudire  Trump,  ma vi sono andati anche centinaia di migliaia di schiamazzi per inveire contro , che sono stati mantenuti a bada, lontano, sotto controllo, grande lavoro della polizia.  Gente che non capiscono  che se vinceranno loro,  il partito Repubblicano e` sprovvisto di quella qualita` e si ammette l'esito. 
    Mentre cantavano gli inni patriottici, gli artificieri sparavano colpi di cannoni ed anche qui in Staten Island, territorio piu` Repubblicano d'America, nei parchi sparavano mortaretti e festa d'appertutto.    Il discorso.  Parole che L'America si aspettava: ( Lavorero` duro senza stancarmi; Saro` il Presidente di tutti; Ricostruiro` L'America; Faro` le armi piu` potenti; Riportero` il lavoro; Guerra agli spacciatori di droga ai clandestine e agli Isis  ecc. ma si pensa anche di contrastare il mercato cinese.
  Lo spettacolo piu` bello e` stato il ballo sul palcoscenico, con la canzone I did it in my way di Paul Anka e Sinatra,  hanno cominciato prima Trump e Melania,  poi aggiunti Mike Pence e Signora,  poi si sono aggiunti tutti i figli,  Che bellezza,  che eleganza,  che fascino.  La ricchezza gia si rivede ?  e` L'America.
  Forza nuovo Presidente Donald Trump. God Bless You,  Buon Lavoro,  Make America Great Again
Staten Island, NY
Gen 20 alle 9:37 PM Donato D'Orazio La presidenza di Obama e' giunta al termine. Una presidenza che ha onorato col suo comportamento la sua nazione in casa e nel mondo. Ha saputo ridare a questa nazione, bersagliata da un mondo che non aveva digerito il nostro coinvolgimento in Iraq, un senso di rispetto e di ammirazione. Chi non ricorda la sua visita alla nostra Aquila, in quel tempo colpita da quel terrificante terremoto che mise la città' in ginocchio e tante famiglie nel lutto più' profondo. La sua presenza fu recepita con grande amore da quelle disastrate persone. Il suo incoraggiamento fu di sollievo a tanta gente. La sua mescolanza con cittadini umili fu apprezza moltissimo. Qualcuno gli grido' "vieni a fare il presidente qui' in Italia, ne abbiamo molto bisogno" . Nei suoi otto anni di comando ha presenziato ad una amministrazione che ha saputo governare con onesta' e dedizione, senza uno straccio di scandali, tanto da essere definita dal New York Times come l`amministrazione più' onesta della storia di questo paese. Il suo comportamento famigliare e' stato impeccabile, la sua signora Michelle ha lasciato la Casa Bianca con una approvazione del 84% della popolazione. Le sue due figlie un gioiello che tutti i genitori vorrebbero avere. Inizio' il suo primo mandato con una delle recessioni più' debilitante, che rasente per perdita di posti di lavoro,la grande depressione del 1932. Ben 14 milioni di persone persero il lavoro. Nel corso di quest'ultimi anni li ha tutti recuperati, ed ha fatto ancora di più, Ha aggiunto a questo traguardo altri 6 milioni di posti  di lavoro che hanno portato la disoccupazione dal 12% del 2009, al 4.7% del 2016. Ha dato a ben 20 milioni di persone un'assicurazione medica che prima non avevano. Ha dato ai giovani l'opportunità' di essere coperto dall'assicurazione dei genitori, non fino ai 21 anni come era prima, ma fino ai 26 anni che e' ora. E, soprattutto, ha ridato fiducia ad un'America disillusa da guerre ed incomprensioni. L'ha fatta grande non con sciocche retoriche, ma con i fatti. L'unica cosa che non ha potuto fare e' stato quello di cambiare la sua pelle nera del padre con quella bianca di sua madre. E' stato questo il suo vero handicap, che per molti non gli e' stato perdonato. C'e' ancora tanta discriminazione in America. Discriminazione che ha contagiato anche tanti immigranti che oggi si professano "americani" dimenticandosi che anche loro un giorno furono discriminati. Oggi abbiamo Donald John Trump come nuovo presidente. In una solenne cerimonia sull'imponente Capitol ha prestato giuramento di seguire e difendere la costituzione di questa grande nazione. Speriamo che ne sia degno custode. Noi glie lo auguriamo di cuore. Nel suo primo discorso ha ricalcato in tutto e per segno i suoi discorsi elettorali. Ha dipinto questa nazione in uno stato di desolante abbandono, di povertà', di droga, di crimini. Tutte esagerazioni. Ha insinuato che i suoi predecessori sono andati a Washington [quattro dei quali presenti alla sua inaugurazione] per loro interesse economico e non per il bene del popolo americano. Ha invocato il completo protezionismo. Confini chiusi, scambio commerciale da fare solo se e' a nostro favore. Rivisitare le nostre alleanze e farne nuove [ con la Russia?]. Non più' immigranti, specialmente da alcuni paesi del mondo. Per tutti gli altri leggi più' stringenti [meno male che negli anni cinquanta/sessanta lui non era presidente altrimenti tutti noi "americani" saremmo ancora tutti italiani]. Un'altra volta nella storia di questo paese si cerco' di risolvere i problemi col protezionismo, le conseguenze furono disastrose. La Statua della libertà' e' stata messa alle porte di New York per accogliere, no respingere, le masse di gente che anelano il sogno di libertà' ed opportunità' per loro e le loro famiglie. Questo nostro benamato nuovo presidente ha beneficiato immensamente da gente europee e sud/americane. molte volte retribuite con paghe irrisorie. Nel suo discorso se ne e' dimenticato. Come si e' dimenticato  di dire che molte delle sue industrie manifattura i suoi prodotti all'estero. Perché' non da' l'esempio lui e riporta questi posti di lavoro in America?. Per finire non mi passa inosservato chi di tanto in tanto cerca con poco tatto e senza ragione di divergere un pensiero ed una opinione. Per la sesta ed ultima volta un buon lavoro al Presidente. Brooklyn, NY.
Gen 20 alle 2:45 A.M. Domenico Di Giacomo Voi tutti nel nostro Cansano vediamo il grande disagio e ci rammarichiamo ma tutto passera`, pertanto  un po` di sollievo, in questo weekend non ci saranno nevicate ed il tempo sara` meno rigido. Staten Island, NY
Gen 19 alle 9:52 PM Donato D`Orazio Le notizie che arrivano dalla regione in cui siamo nati, cresciuti, e formato il nostro carattere, non sono tra le più' buone. Anzi si potrebbe affermare che i nostri paesani e corregionali  stanno sperimentanto uno dei momenti più' disastrosi della storia dei nostri paesi.  Le più' terrificanti calamita` naturali che la terra di tanto in tanto ci riserva si stanno abbatento sulla nostra regione. Terremoti, neve e freddo si accaniscono con ripetute violenza su cose e persone. Cansano, dalle foto che la WebCam ci trasmette da Piazza XX Settembre, ci presenta un paese quasi soffocato da montagne di neve. Ci consola il fatto che la linea elettrica ha mantenuto, che l'acqua scorre sui rubinetti delle case, che le strade, anche se con difficolta, sono agibili. Purtroppo non e' cosi' per molti paesi a noi limitrofi. Valanche di neve hanno distrutto un'albergo sulle pendici del Gran Sasso. Decine di persone hanno perduto la vita, molti ancora sono i dispersi. A loro e le loro famiglie vada tutto il nostro affetto, la nostra comprensione, la nostra preghiera. I tanti paesi disastrati da precedenti terremoti hanno dovuto subire, speriamo per l`ultima volta, altre terrificante scosse tellurgiche con distruzioni di case, perdite di beni, e tanti disagi che questi mostruosi eventi portano con loro. Tutto questo sembra come un`immeritato  accanimento verso la nostra regione. Una regione tra le più' belle e pacifiche della penisola, con gente oneste e lavoratrici, forte e gentili che, sono certo, sapranno, come hanno sempre fatto, rialzarsi da questo sfacelo, vincere queste triste vicissitudine e continuare con la nobiltà' che li ha sempre distinti verso un futuro sicuramente più` sereno e più` produttivo di sempre. Noi cansanesi nel mondo vi siamo moralmente vicini, capiamo il vostro stato d'animo, e siamo sicuri che ce la farete. Ve l`auguriamo di cuore. Anche se sembra una cosa fuori luogo, e sicuramente lo e', Io una riflessione la voglio fare. Guardando quel manto bianco di neve che copre le nostre case, le nostre vie, i nostri meravigliosi monti mi ha riportato alla mia fanciullezza, ai giorni in cui ci si prendeva un paio di sci, per molti fatti dai loro genitori, ci si avviava verso le varie pendici dei nostri monti e sciare da mattina a sera, ritornando a casa sodisfatti delle nostre modeste imprese. Erano i momenti più' belli della nostra fanciullezza. Momenti semplici e spensierati che purtroppo non ritorneranno mai più'.  Brooklyn,NY.
Gen 18 alle 5:15 PM Domenico Di Giacomo Notizie brutte, amare che ci fa sentire male al cuore,  molti dei nostri  cari cansanesi ci hanno lasciato in questi ultimi tempi ed oggi abbiamo appreso un'altra cattiva,      la scomparsa di un mio caro amico d'infanzia,  Giovanni Di Cesare in Melbourne, Australia. Classe 1938. Condoglianze alla moglie, calabrese di Paola e ai familiari  e, ci uniamo nella preghiera  ripensando agli anni belli della gioventu`, le passeggiate, l'allegria, i canti insieme, poi venne lo scempio al nostro Cansano, dividendoci per sempre ma non con la mente.
  Ci sono tanti guai da pensare e rammaricare, vicini e lontani, gente che soffre con tanta neve, e ancora terremoto, la paura di morire, i bambini poveri, chi vive fuori con il freddo,    gente  nostra  malata all'ospedale a Sulmona,  il disagio che hanno  i nostri cansanesi,  le brutte notizie che ogni giorno ci fanno sentire male, intorno c'e` tanto da pensare,    ma questa pettegola politica dovrebbe essere messa  a parte, c'e` molto altro da dire,  senza improntarsi al focus offensivo.
  Ogni Domenica,  andiamo in Chiesa, ( Ottavia, Anna e Clara    tutte le mattine) urgo a tutti di andarci per rivolgere una preghiera alla Madonna per quelli che soffrono,  chi sta male e vorrebbe stare bene,  chi piange e  vorrebbe ridere, chi non ha il pane e chi il fuoco. Alleviando la pena  a  quelli che  soffrono. Un pensiero  e un abbraccio a tutti, Domenico.
Staten Island, NY
  • Gen 17 alle 7:48 PM
Donato D'Orazio Chi conosce il pensiero degli americani riguardante la politica sa' benissimo che non e' per loro una priorità` da portare avanti più` del necessario. In altri termini si parla di politica soltanto nei mesi che precedono un`elezione presidenziale o legislativa. Poi a risultato acquisito si ritorna a parlare dei problemi di tutti i giorni. Si da`,  almeno per i primi cento giorni, fiducia incondizionata a chi ha vinto le elezioni. Quest'anno purtroppo non sara' cosi`. Nell`ultimo contesto elettorale ci sono state delle incongruenze che hanno lasciato una parte della popolazione in uno stato di incertezze ed apprensioni. L`ingerenza della Russia nel contesto elettorale, l`intervento a dir poco dubbioso del capo del FBI, la mancanza di Trump nel produrre le carte delle sue tasse e la sua ostinazione a non rivelare le origini delle sue transazioni internazionali hanno gettato parte del paese in uno stato di dubbio e sfiducia nei suoi riguardi. Se ci si aggiunge la sua infantile guerra tramite Twitter con tutti coloro che non la pensano come lui si può' benissimo capire lo stato di confusione che si e' venuto a creare. Ci sono politici democratici e la maggioranza della stampa americana che tutto questo non e' andato giu'. Pensano che queste ingerenze hanno in qualche modo falsato il risultato elettorale. E` un loro pensiero che non scalfisce in alcun modo la legittimità' dell`elezioni di Donald Trump. Fatto in punto le dichiarazioni di un emerito parlamentare democratico, John Lewis dello Stato della Georgia, nonché` uno dei principali collaboratori del reverendo Martin Luther King, che tra l'altro oggi si celebra la sua scomparsa per mano di un assassino, nella lotta per i diritti civili di milioni di gente di colore, che in una intervista ha espresso il suo dubbio che Trump fosse legittimamente eletto presidente di questa nazione. Questo e' un suo diritto di esprimere il suo pensiero, e sarebbe rimasto tale se Trump via twitter non si fosse intromesso con frase offensive e non vere nei confronti di un deputato che  ha messo, in molte occasioni, a repentaglio la sua vita per il bene di tante persone. Questo ed altro ancora, come l'affronto ingiustificato al capo della sicurezza nazionale, ha fatto ingigantire  nella mente di tanti politici, personaggi dell'industria e finanza e dello spettacolo che qualcosa di sbagliato vagheggia nella mente di questo nuovo Presidente, rinforzando in loro l'idea che l'inaugurazione di Trump come Presidente di questa nazione non e' qualcosa da celebrare, ma una perdita di mezzo secolo di progressi sociali, economici, e razziali. Se qualcuno nel suo entourage non riuscira' a fargli capire che Lui e' presidente di una nazione democratica dove il popolo ne e' padrone e non viceversa, la sua avventura presidenziale non sara' facile, e soprattutto, non andrà' oltre i quattro anni di primo mandato. Tutto questo, io penso, sia dovuto al fatto che lui non e' abbastanza cosciente del compito che lo aspetta. Non capisce che il nostro governo e' composto da tre ali ben definite. Il legislativo, l'esecutivo ed il giudiziario. Ognuno ha un compito ben definito che si deve rispettare. Essere un autocratico od un demagogico non porta da nessuna parte. Lui e' fortunato di trovare una nazione prospera, lontana mille anni luce dalla nazione che Obama trovo' nel 2009. La disoccupazione dal 12% e' scesa al 4%, le grandi industrie del paese sono riuscite a risalire dal labirinto che si trovarono nella tremenda recessione del 2008. Il congresso e' a suo favore, come lo e' la corte suprema. Si gode questi suoi anni di comando, sappi rispettare chi non la pensa come te, Cerca di migliorare una nazione che di gia' gode di ottima salute. Non spendere inutilmente 30 miliardi di dollari per un muro che non farebbe onore a te e soprattutto ad una nazione come la nostra che ha fatto dell'immigrazione il baluardo della sua storia e della sua ricchezza. Scendi dalla tua torre d'avorio, spendi qualche minuto con cittadini che malgrado il loro impegno si trovano in mezzo ad una strada. Migliora, non distruggere un legge sulla salute che ha dato serenità' a più' di venti milione di povere persone. Ne hai la possibilità' di poterlo fare. Soltanto cosi' il tuo attuale misero consenso del 40% della popolazione salira' su livelli che ti faranno onore e che competeranno con i tuoi predecessori. Buon Lavoro.
Brooklyn,NY
Gen 12 alle 11:02 PM Donato D'Orazio Una splendida giornata di sole accarezza soavemente il cielo di New York. Una giornata primaverile che contrasta completamente con la settimana precedente, che col freddo, acqua e neve ci ha ricordato che l'inverno, con tutto il suo fardello di rigidità e di influenza e` purtroppo su di noi. E' il periodo dell'anno in cui si e' costretto, almeno per noi vecchi, a rimanere a casa, a cercare di ripercorrere idealmente quella lunga e tortuosa autostrada della nostra vita. Un'autostrada che ha avuto il privilegio, nel bene o meno bene, di forgiare il nostro carattere, di guidare il nostro destino, di diventare parte integrante di un paese che all'inizio non aveva la conoscenza, la storia, la determinazione di tutti noi di ritagliarci un posto di prominenza in questa multietnica scacchiera americana. Sono certo che tutte le altre comunità' cansanesi sparse per il mondo hanno avuto la stessa esperienza, la stessa determinazione di riuscire con la loro onesta', il loro lavoro, il loro nobile attaccamento alla famiglia ad imporsi e vincere lo scetticismo che sicuramente una parte dei locali avevano nei loro confronti. Far ripercorrere la nostra mente a quel lontano periodo della nostra vita comporta un susseguirsi di ricordi, di persone, di sacrifici fatti sempre con dignità' che non passo' inosservato alla gente del luogo. Ricordare gli anni cinquanta, il nostro primo impatto con una società che non conoscevamo, con abitudine, lingua e retaggio diverso fu uno schock che difficilmente avremmo potuto superare se non fosse stato per l'accoglienza e la generosità di nostri paesani che prima di noi avevano sperimentato le enormi difficolta' per inserirsi in un mondo che non conoscevamo. Seppero accoglierci, darci fiducia, ed indicarci la strada giusta per poter facilitare il nostro inserimento in questa complessa società americana. Ricordo i tanti paesani che partiti da un piccolo borgo come Cansano si trovarono in enorme difficolta' ad assorbire in cosi' breve tempo i tanti cambiamenti che una grande metropoli come New York portava con se'. Ricordo i loro primi dubbi, la scuola serale per imparare l'inglese, la loro difficolta' a sedersi in un banco di scuola vicino ad un giovani di decenni più' giovane lui. In un banco di scuola che per loro era un lontano ricordo che si perdeva nel tempo.  Ricordo le loro prime lamentele che col passare del tempo si tramutavano in speranza e poi immancabilmente nella convinzione ed anche certezza che ce lo avrebbero fatto. Quel periodo fu anche l'inizio di una comunità' tutta cansanese che col passare del tempo riuscì a raccogliere nella sua sede la quasi totalità' di nostri paesani. Per anni ci fu' una comunità' di intenti che ci permise di essere uniti, di organizzare feste, tanti picnic e serate di gala. E tanti matrimoni furono celebrati. Fu un periodo di più' di trentanni che ci permise di onorarci nei momenti di gioia e comprenderci nei momenti difficili. Oggi quel meraviglioso percorso si e' concluso. Tanti nostri paesani che furono responsabili principali di questa bella avventura ci hanno lasciati. Quasi ogni giorno siamo costretti a sperimentare la triste realta` che qualcuno di noi ci saluta per sempre. E' una triste realtà' che mezzo secolo fa' non prevedevamo. Oggi viviamo di ricordi, di nostalgia, di  un periodo stupendo della nostra vita che mai ritornerà'. Ci consola il fatto che ogni cansanese, in qualsiasi parte del mondo il destino lo ha portato, si e' comportato sempre con dignità', con onore per se e la sua famiglia, a con il ricordo affettuoso della sua origine.
Brooklyn,NY.
Gen 5 alle 9:58 PM Donato D'Orazio Mai, nei miei più' di 62 anni passati in questa meravigliosa nazione, ho sperimentato tanta incertezza, tanta apprensione per il futuro politico ed economico di questo paese. Abbiamo eletto un presidente che non ha mai conosciuto, per sua fortuna, i tanti disagi, le tante sofferenze che molti abitanti di questa nazione si trovano a confrontarsi ogni giorno della loro vita. La sua poco dimestichezza con la vita reale del paese  gli fa dire. o meglio scrivere, cose insensate, poche consistente con le direttive ed il consenso dei due maggiori partiti politici del paese. Per poi contraddirsi nei giorni seguenti. Ha incautamente attaccato tutto l'apparato di sicurezza federale, pur di non ammettere che la Russia, per mezzo di un predatore sessuale come Assange, e di un criminale dittatore come Putin si sono intromessi nella campagna elettorale appena conclusa. Ha avuto il coraggio e la nefandezza di mettere in dubbio la professionalità di decine di migliaia di agenti federale addetti alla nostra sicurezza, che ogni giorno, ogni ora, in tutte le parti del mondo mettono a repentaglio le loro vite per permettere a noi tutti di vivere una vita abbastanza sicura, per affidarsi alle dichiarazioni ed alle bugie di questi due raggiratori e nemici incalliti di questa nazione. Oggi, forse consigliato da chi gli e' intorno, ha ritrattato tutto, e, come al solito, ha incolpato le televisioni e la stampa cartacea per non averlo capito. Penso che per i prossimi quattro anni dobbiamo accontentarci di questo ed altro ancora. Come se tutto questo non bastasse, i rappresentanti repubblicani al congresso del paese, forti della loro maggioranza, nei primi due giorni della nuova sessione di quest'anno, invece di cercare di trovare un compromesso con i colleghi democratici per risolvere i tanti veri problemi che affliggono gran parte di questa nazione.. Che Fanno? Si mettono immediatamente al lavoro per distruggere tutto il lavoro ed il retaggio Di Obama come presidente di questa nazione. Era una fissazione che hanno avuto sin dal giorno della sua inaugurazione. E' stato un loro ambiguo desiderio che sicuramente non reggerà negli annali della storia di questo paese. Il loro primo atto e' stato quello di votare per l'abolizione della cosidetta Obama Care. Un'assicurazione medica che e' andata in vigore nel 2014. Assicurazione che ha come scopo l'assicurazione medica per tutti i cittadini. Soprattutto per chi un'assicurazione, per colpa non sua, non ce la. Come i disoccupati, i poveri, i lavoratori di piccole industrie che non passano l'assicurazione medica, i di gia' malati che gli veniva negato l'assicurazione per condizioni pre esistente, i giovani che dal ventunesimo compleanno di eta' perdevano l'assicurazione medica dei loro genitori.  Un'assicurazione che ha permesso a venti milioni di persone senza una protezione medica di poterne avere una. La stanno abolendo senza peraltro sostituirla con un'altra di loro competenza. Lasciando il mondo assicurativo americano in una situazione di incertezze e confusione, ed  i venti milioni di iscritti nel peggiore dei loro pensieri. Ci sono cose in questa legge che debbono e possono essere migliorate, ma abolirla completamente senza un pizzico di accordo tra loro per poterla sostituire e' un pessimo affronto che fanno alla parte più' debole del paese. Se non riusciranno a capire questo loro madornale errore le conseguenze si faranno sentire anche col Medicare-assicurazione medica per anziani, per persone con incidenti lavorativi, e per persone con severi problemi di salute. La tassa del 3.9% imposta alle imprese per aiutare il fondo  del Medicare verrebbe a mancare con conseguenze disastrose per molte persone.  Un'altro errore che hanno fatto e' stato quello di restrizione della legge per arginare in qualche modo il grave problema del riscaldamento globale di questo nostro martoriato pianeta. Per loro tutto questo e' una rivincita su Obama, per me tutto questo e' un affronto al futuro di tutta l`umanità`. Questo non e' buon senso, non e' migliorare il paese, non e' il motivo per cui sono stati mandati al congresso degli Stati Uniti. Tutto questo e' soltanto il loro odio verso un giovane presidente che ha il solo torto di essere nato povero, di essere più' intelligente, e di avere una paternità' di colore nero. Brooklyn,NY.
  • Gen 2 alle 9:22 PM
Donato D'Orazio Un'altro anno ci ha lasciato portandosi con se' una storia costellata da episodi di pura violenza, di tragedie umane e di catastrofe naturali che hanno messo nel lastrico milioni di persone in Italia e nel mondo. I terremoti che hanno devastato il mezzogiorno italiano ne sono un esempio triste che ci insegna che niente si può' fare contro la potenza distruttiva della natura. Ai confratelli colpiti cosi' duramente da questi devastanti terremoti vada il nostro pensiero, la nostra preghiera, ed il nostro augurio che possano ritornare al più' presto alla normalità' delle loro vite. Come il nostro pensiero va' a tutte quelle città' nel mondo che hanno subito attacchi terroristici che hanno sconvolto la vita di tante innocenti persone. Non bisogna dimenticare i lati positivi che questo 2016 ci ha lasciato. L'economia dei paesi industrializzati dopo anni di sofferenza si e' un po' stabilizzata facendo sperare in un futuro più' tranquillo per noi anziani e più' promettente per i tanti giovani che si sono trovati per anni in estrema difficolta' nel campo lavorativo.  La politica mondiale ha avuto dei risvolti abbastanza imprevisti che lasciano perplessi tanti popoli del mondo. In Italia continua quella instabilità che la contro distingue da tante altre democrazie mondiali. Speriamo che il nuovo anno possa portare un po' di buon senso alla classe politica del paese affinche' riescano a trovare un accordo su una legge elettorale che possa dare al partito vincente la possibilità' di governare con la sicurezza ed il tempo necessario per cambiare le cose che in questo momento in Italia non vanno. Negli Stati Uniti siamo in un periodo di transizione che lascia il paese in uno stato di apprensione ed incertezza. L'elezione di Donald Trump ha diviso il paese come mai e' successo prima. Ci sono il 48% della popolazione che si fida di lui, che gli perdona praticamente tutto. Che accetta le sue anacronistiche vedute, che condona le sue continue esagerazioni. Ci sono il 52% della popolazione che non si fida di lui, che lo crede incapace del  ruolo che lo aspetta, che il suo atteggiamento negativo contro le agenzie federali della sicurezza li lasciano perplessi, che le sue continue affermazioni - Io rifarò l'America grande- Io faro' un muro di tremila chilometri per impedire ai messicani di entrare negli Stati Uniti- Io obbligherò le grandi aziende che hanno lasciato il paese di ritornare a produrre in America- dimenticandosi, tra l'altro, che a farlo dovrebbe essere prima di tutto lui. Questo continuo "Io" ricorda tristemente discorsi fatti in diverse epoche, ma con risultati a volte tragici, da dittatori come Mussolino nel 1922, Hitler nel 1932, Putin nel 1999. Sono certo che il suo "Io" non ha il significato sinistro di questi tre terrificanti persone, forse e' piu' dovuto alla sua poca dimestichezza nel campo oratorio di questa nazione. Intutto dal 20 Gennaio sarà' il nostro Presidente. Spero che lo sia per tutti. Soprattutto per quelle persone che pur lavorando sodo, pur sacrificandosi tanto, non hanno potuto sperimentare il sogno americano. Il fatto che vuole diminuire le tasse ai ricchi e' un errore di partenza che non lascia bene sperare. Gli Americani sono un popolo che ha molta pazienza, che ha sempre dato ai suoi leaders l'opportunita' di lavorare, di farsi, come suol dirsi, le ossa. Spetta a lui comprenderli e di conseguenza operare imparzialmete. Noi gli facciamo i migliori auguri. Speriamo che abbia tanto successo, perché' il suo successo sarà' anche il nostro successo. Buon lavoro Mr.  Presidente Trump. Brooklyn,NY.
Dic 31 alle 5:01 PM Domenico Di Giacomo In questi ultimi giorni dell'anno non me l'ho passata bene, oggi  in po` meglio ed ho l'orgoglio e la spinta di dire a tutti i cari cansanesi nel mondo: Auguri dell'Anno Nuovo, che sia felice e sempre in buona salute. Domenico Staten Island, NY