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Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.
Ma non è facile starci tranquillo.
Non chiedete cosa possa fare il Paese per voi: chiedete cosa potete fare voi per il Paese.

(Cesare Pavese e John Fitzgerald Kennedy)

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mer 29 lug alle ore 02:28 Donato D'Orazio Cristoforo Colombo, navigatore italiano, scopritore delle americhe, onorato e riverito per secoli, oggi soggetto a processi, critiche, ed ingiustificati abbattimenti dei suoi monumenti. Gli viene imputato, con la sua scoperta, la decimazione delle popolazioni indigine da lui scoperte nei posti che ha ormeggiato. La storia delle Americhe e la creazione dell'America nazione sia da imputare ad altri soggetti, ad altri eventi e non a Colombo. Gli si addebita che senza la sua scoperta il destino dei nativi sarebbe sicuramente stato diverso. Da documenti del tempo si evince che Colombo non si sia fermato solo alla scoperta geografica del nuovo continente ma abbia avuto anche una parte importante nella sottomissione e decimazione della popolazione locale a vantaggio di quello che a tutto gli effetti e' stata un'invasione europea nei confronti degli abitanti di quel tempo. Da qualche anno, soprattutto dopo i recenti funesti eventi, l'America si e' trovata costretta a rivedere la sua storia.  Capro espiatorio di tutto questo, secondo i detrattori del retaggio italiano in America, e' stato Cristoforo Colombo. a lui, ingiustamente gli si addebita una parte importante dei soprusi dei nativi. Ben sei statue del navigatore genovese sono state distrutte o deturpate in questa nostra nazione "democratica" ( Columbus Ohio, Richmond Virginia, Boston Mass. Baltimore Ma, ST. Paul MN. e Kenosh WI.). Il sindaco di Kenosh nell'ordine ufficiale della rimozione della statua ha scitto " Da eroe a progenitore del genocidio perpretato dagli Europei ai danni dei nativi americani, commercianti di schiavitu', stupratori seriali e trafficanti sessuali di bambini" Tutto questo e' semplicemente un'esagerazione senza fondamento. Forse nei primi tempi qualche torto Colombo l'abbia potuto avere ma addebitargli una colpa che dovrebbe essere soltanto di emigranti anglosassoni non e' ne giusto, ne corretto. Qui' in America stanno giustamente rimuovendo monumenti di generali federali che combatterono contro l'America nella guerra dell'indipendernza. Nel sud america statue di generali, vili servitori di crudeli dittatori, In Europa, non so' per quale ragione hanno deturpato una statua di Churchill in Inghilterra, di De Gaul inFrancia e del giornalista Montanelli in Italia. Ritornando negli Stati Uniti bisogna mettere in evidenza che le statue di Colombo non sono state pagate da soldi pubblici, Non sono state erette in luoghi federali bensi' in zone abitate per la maggior parte da Italiani e pagate dagli italiani. Di certo non sono state erette per osannare le discutibili intenzione del grande navigatore bensi' sono state erette per osannare il suo coraggio, la sua determinazione. Sono state erette per onorare il retaggio italiano in questa nazione. Abbattere le statue di Colombo e' come denigrare, sottovalutare l'enorme contributo che gli italiani hanno dato a questa nazione. New York, Los Angeles, Chigago e mille altre citta' americane non sarebbero cosi' belle e culturalmente avanzate come sono oggi senza l'inventiva di italiani. La capitale Washington non esisterebbe se architetti, scultori, disegnatori italiani non avessero creato quegli imponenti palazzi federali che sono  l'ammirazione di tutto il mondo. Piu' di venticinque milioni di cittadini di origine italiana non possono e non devono subire affronti di questo genere. Ne va di mezzo la nostra dignita', il nostro onore, il nostro retaggio. Se abbiamo dei leader si facciano sentire, alzino la voce. Se non lo fanno tutto i nostri sacrifici, tutti i nostri sacrosanti diritti vanno miseramente perduti. Brooklyn,NY.
sab 18 lug alle ore 15:00
Donato D'Orazio Una degenerativa metamorfosi ha colpito negli ultimi tre anni questa nazione. Da paese generoso, altruista, accogliente, empatico verso gente povera e soppressa, ad un paese egoista, demagogico, razzista, guidato da un essere perverso che ci sta' portando verso un barato di non ritorno.  Un personaggio seccente che per vantaggi personali non guarda in faccia a nessuno, inventa bugie, incapace di capire il ruolo che dovrebbe ricoprire, attacca chiunque abbia la determinazione di confrontarlo, ha sulla coscienza il disastro dilettuoso di una pandemia che sta' distruggento moralmente, fisicamente e socialmente questa nazione. Ha avuto il coraggio di mettere in discussione l'operato del Dottore Fauci, primo virologo di questa nazione, che ha servito per ben quarantacinque anni con dignita' e capacita' sei Presidenti, insignito della medaglia presidenziale al valore scientifico, che sta da solo combattendo un "despota" per dare al popolo informazioni vere sul pericolo Covid19. Un uomo, figlio di italiani nato tra noi qui a Brooklyn, fatto sacrifici enormi, comportandosi sempre con onesta', umilta', raggiungendo l'apice della sua professione. Un gigante della medicina e della scienza, un vero Italo/americano che sta' facendo onore a se stesso, a questo paese, ed alla comunita' italiana in questa nazione. Attaccarlo per dire la verita', per mettere in guardia la popolazione, per dissentire alle falsita' di un incapace che non sa' prendersi le sue responsbilta', ad un despota che consiglio' di infilare una lampada nel corpo umano, di bere un bicchiere di insetticita e la malattia sarebbe scomparsa in due secondi, e' semplicemente da codardi e vigliacchi. Ed e' anche una battaglia persa prima di cominciare perche' il Dottore Fauci ha dalla sua parte il 67% della popolazione, ed il demagogo ha il 27% di quegli infatuati che malgrado tutto lo seguono come agnellini nel gregge della madre. Mi dispiace che in questa sciocca minoranza ci sono anche qualche personaggio della nostra comunita'. Mi conforta il fatto che almeno  hanno avuto il buon senso di non seguire il loro guru'  nel non bere il fatidico bicchiere di insetticida, o, inserirsi una lampada nei loro polmoni. Fra circa quattro mesi ci sara' la resa dei conti. Il popolo, con la loro participazione al voto, dira' da che direzione questo paese dovra' andare. Se non ci saranno interferenze straniere, se non ci saranno paletti che impedirebbero ad una fetta importante di questa nazione di votare, il risultato non dovrebbe deluderci. Brooklyn,NY.
ven 26 giu alle ore 18:27 Donato D'Orazio Ogni qualvolta una persona se ne va', un pezzo del nostro mosaico, del nostro retaggio se ne va' con loro. La generazione cansanese nata tra gli anni trenta e meta' quaranta hanno avuto nel corso dei primi anni della loro vita tutto cio' che di brutto un'esistenza ti puo' portare. Da piccoli abbiamo dovuto sperimentare le brutture di una Guerra tragica, disastrosa ed incomprensibile per tutti noi. Abbiamo dovuto convivere con uno sfollamento che ci costrinse a vivere in capanne di pietre sulle inospitali montagne cansanese. La fame, la pioggia, lo sporco ed infine la neve costrinse I nostril genitori a trovare rifugio nella valle peligna. Il primo impatto con la gente del luogo non fu certo dei migliori. Vedendoci sporchi, bagnati, in uno stato di complete disastro cercarono di rifiutarci la loro ospitalita'. Poi  la loro generosita' prese il sopravvento alla loro riluttanza. Ci offrirono qualche cosa da mangiare ed una stanza per viverci. La loro sensibilta' e' rimasta con noi per sempre. Cinque mesi in quelle condizioni, poi il ritorno nelle nostre case. L'amara sorpresa di trovarle completamente, saccheggiate, spoglie e senza una bricciola di cibo per poterci sfamare. Sapendo che questo stato di cose non fu creato soltanto dai Tedeschi, ma anche da paesani che vollero collaborare con loro, fu per molti una cosa devastante. Per tanti  genitori furono momenti di panico, di sfiducia, di non sapere da dove ricominciare per portare Avanti con dignita' le loro famiglie. Poi per noi piccoli dopo un anno perduto arrivo' il giorno di ricominciare. purtroppo anche per noi ci fu una brutta sorpresa. Trovammo le nostre aule scolastiche completamente spoglie di tutto. Dalle scrivanie dei maestri ai banchi per noi alunni, dalle lavagne alle finestre rovinate. tutto era miseramente distrutto o scomparso. Tutto questo ci indusse ad avere fiducia nei nostri genitori ed I nostri maestri, ma anche al nostro dovere di dovere imparare, a perseverare, a studiare, a dare risultati positivi nei nostri difficili anni di elementare. Questo fu di immense aiuto nel nostro proseguo delle scuole medie. Per la maggior parte riuscimmo nei nostri intenti, ed I futuri risultati ci hanno dato ragione. Poi il dilemma di cosa fare della nostra vita. Alcuni ebbero la possibilita' di rimanere nel loro paese, altri per pura necessita' si accollarono il fardello di Speranza percorrendo tante tortuose strade del mondo. L'esperienza di una Guerra tragica, la fame che fummo costretti a subire, le privazioni di ogni genere che ci piovvero addosso ci resero non soltanto coraggiosi, ma anche a spronarci a fare sacrifici, a crederci, ad impegnarci, ad essere determinati ed onesti per poi raggiungere un posticino dignitoso nelle varie comunita' che il destino ci ha portato. Questo in sintasi e' la storia di tutti noi figli di un periodo disastrato della nostra nazione. E' la storia del professore Franco Cercone che ci ha lasciato alcuni giorni fa'. Eravamo vicini di casa, ci incontrevamo ogni giorno dell'anno. Da sempre ragazzo gioviale, disponibile ed intelligente. Figlio del Dottore Matteo, condivideva la sua casa con I suoi tre Fratelli. Ebbero il dolore di perdere la loro madre quando erano ancora bambini. Il papa' non gli fece mancare niente, pero' il vuoto lasciato dalla loro mamma non lo hanno mai potuto colmare. Franco, come I suoi Fratelli, ha studiato, e' riuscito a completare con onore il suo ciclo ditattico, raggiungendo in pochi anni l'apice della sua professione. E' stato uno dei pochi a Cansano ad aver un'immensa cultura, e' stato l'unico studioso della storia del nostro paese. I suoi libri, scritti in modo chiaro e comprensibili, sono il suo testamento all'amore che ha sempre avuto per il suo paesello. Ai suoi famigliari, al paese intero, le nostre sentite condoglianze, a Franco un nostro pensiero, un nostro ricordo, una nostra preghiera. RIP caro amico. Brooklyn, Ny.
lun 15 giu alle ore 16:40
Donato D'Orazio Molte volte mi si chiede a cosa sto' pensando. Ebbene, sto pensando ad un mondo che cambia, a pandemie non controllate, a deboli vittime che in una nazione, ormai egocentrica, non potranno mai farcela. Penso a questa nazione che tanti anni fa ci accolse, alla sua generosita', alla sua democrazia, forte ed imparziale allora, debole ed ingiustificabile in questi ultimi tempi. Penso alla rinascita di un razzismo che sta sconvolgendo tutto cio' che questa nazione ha saputo conquistare negli ultimi cinquantanni. Penso alle continue disgrazie che stanno colpendo una parte importante della nostra societa'. Penso ad un presidente incapace che pensa soltanto alla sua rielezione dimenticandosi che il paese sta' andando in fiamme.  Penso alla nostra comunita' Italo/Americana che senza una plausibile ragione viene sempre messa in discussione. Penso alle comunita' di nativi americani che invece di prendersela con una nazione che li ha sempre rilegati in reserve isolate ed impervie, se la prendono con Cristoforo Colombo che ha avuto, secondo loro, il torto di scoprire questo emisfero. Penso alla nostra fanciullezza, agli orrori della guerra, alla poverta' che questo terrificante conflitto ci porto'. Penso alla dignita' del nostro popolo che malgrado le enormi difficolta' si rmpoccarono le maniche ed iniziarono, come tante volte prima, la scalata ad una vita difficile ma dignitosa, improntata al benessere delle loro famiglie. Penso alle tante sofferenze, alle tante privazioni, ma anche ad una comunita' serena e felice. Penso ai tanti di noi che per necessita' o chimeriche ambizioni lasciammo il nostro piccolo paese per avventurarci in un mondo sconosciuto ed a volte anche inospitale. Penso ai tanti sacrifici, alla nostra perseveranza, al'unita' spirituale di una comunita' cansanese in Brooklyn che fu determinante nei primi giorni di questa ormai definitiva  permanenza in questa nazione. Penso ai nostri figli, ormai grandi, che continuano le nostre tradizioni, che rispettano i nostri principi, sempre con onesta' e comprensione verso i diritti degli altri. Penso al nostro tramonto, alla sincera Speranza ed auspicio di lasciare ai posteri un mondo migliore. Brooklyn,ny.
mer 10 giu alle ore 04:01 Donato D'Orazio "Noi comprendiamo il Vostro dolore e conosciamo bene la vostra nazione per qualla che e'".  Questa frase scritta su un cartello portato da una ragazza italiana nel corteo della grande protesta fatta a Roma per commemorare l'accanimento omicida di alcuni poliziotti in Minneapolis, Minnesota contro una persona di colore, George Floyd , che ammanettato ed inerme fu ucciso strangolato per terra vicino un'automobile. Un omicidio che ha scosso le coscienze del mondo intero. Una frase in cui si racchiude tutto il rammarico di milioni di persone per un atto barbarico che purtroppo si ripete molto spesso in questa terra. In quel corteo c'erano frasi ancora piu' pungenti, piu' dirette verso legocentrico personaggio che abbiamo a Washington. La sua inconcepibile bravata di farsi fotografare con in mano una bibbia, che lui non ha mai aperta in vita sua, davanti una Chiesa anglicana, vicino la Casa Bianca, per lo piu' chiusa e senza il consenso del suo parroco ha fatto il giro del mondo. Come ha fatto il giro di un mondo incredulo di quello che stava vedendo, l'incruento, per fortuna, attaccco delle forze militare  in tenuta da guerra, (per la prima volta nella storia di questo paese) contro pacifici protestanti, per lo piu' giovani, mettendoli in condizione di potersi farsi davvero del male. Tutto questo per il solo sciocco motivo di dare a questo "pomposo" personaggio via libera per completare il suo "stunt" (trovata). Quie dieci minuti di pura follia di un malato di mente rimarra' negli annali della storia di questo paese come la cosa piu' abberrante, piu' incomprensibile, forse piu' ridicola, che stupitamente un presidente degli Stati Uniti ha mai fatto. Mentre il 75% della popolazione Americana ne e' rimasta esterefatta, mentre il mondo, intero ne e' rimasto sgomentato, I leader del partito repubblicano, esclusi alcuni che hanno avuto il coraggio e l'onesta' di associarsi al dolore di una intera nazione, tutti gli altri sono rimasti muti, soggiocati da un personaggio che non ha limiti al suo saccetismo. Come sono rimasti muti il 35% di cittadini che danno merito a un malefico detto del presidente che scandalizzo' un popolo. " Se io esco sulla quinta avenue con una mitra ed uccido delle persone, I miei seguaci saranno sempre con me". Purtroppo, siamo arrivati ad un punto di insanita' totale, come popolo non siamo in grado di fermare questa catena di atti abusivi verso I piu' deboli e di diverso colore della loro pelle. Non siamo stati capaci di sconfiggere un VIRUS che nazioni che Trump defini' "shit Hole- buco di me..da" hanno saputo fare. L'odio verso certi emigranti in questa nazione c'e' sempre stato. Sembrava che fosse stato sconfitto, ma era soltanto in letargo, risvegliato da politiche di tinte razziste  messe in atto da questo presidente. Prima di gente di colore, di persone del centro America, di musulmani, di cinesi c'eravamo noi.  Quello che la nostra prima emigrazione italiana in questo paese ha dovuto subire e' stato di una cruenza inaudita. Schiavitu', denigrazione, epiteti razzisti, violenza erano per queste oneste persone all'ordine del giorno. Purtroppo la nostra emigrazione di oggi, forse per ignoranza, forse per indifferenza, forse per altro, non ne vogliono sapere. Preferiscono mettersi dalla parte di un razzista che dalla parte di chi questo razzismo lo subisce quotidianamente. Io mi permetto, forse senza successo, di invitare queste persone a leggere le storie allucinanti di questi nostri connazionali. Chissa' se cambierebbero idea se leggessero la storia di Sacchi e Vanzetti. Chissa' se il il terrificante funesto lingiaggio che subirono I nostri  fratelli nella prigione PARISH PRISON DI NEW ORLEANS nel 1891 possa intenerire il loro cuore. Chissa' se hanno la sensibilita' di comprendere come venivano trattati I nostri antenati nelle miniere di MONONGAH, West Virgnia, dove trovarono la morte quasi centocinquanta nostri Fratelli. Chissa' se vogliono sapere dei nostri migranti  nelle miniere della Pennsylvania, del Colorado, del New Messico dove li lasciavano morire di Black Lung. Una  devastante malattia che attaccava I polmoni non dando scampo. Chissa'  se hanno mai saputo della Sunnyside Plantetion in Arkansas dove centinaia di italiani erano tenuti in una schiavitu' totale. Molti morivano senza che I loro cari in Italia  venissero avvisati. Queste sono soltanto una piccola parte delle immense sofferenze dei nostri antenati. Andate a leggere queste raccapriccianti storie della nostra emigrazione dell'ottocento in questa nazione. Le troverete facilmente in qualsiasi sito sociale. E per finire, vi prego, andate a leggere la storia di Donald Trump. Capirete di quale pasta questo personaggio e' formato. Essere Democratico o repubblicano non fa' nessuna differenza. Sono due partiti politici che hanno governato da sempre questa nazione. Far parte di un personaggio che rappresenta la parte peggiore di questa nazione, che fa' parte del pensiero dei grandi sfruttatori  dell'ottocento, che tanto male fecero ai nostri fratelli. Se questo non vi fa' vergognare,almeno dovrebbe farvi pensare. Brooklyn,Ny.
mar 2 giu alle ore 03:04
Donato D'Orazio
Donald Trump dichiara Guerra agli americani. Questo dovrebbe essere il titolo di prima pagina su tutte le principali testate giornalistiche del paese. Qualche minute fa' ha organizzato una messa in scena che getta vergogna, scherno ed umiliazione al popolo americano.. Un migliaio di militari di tutte le forze armate degli Stati Uniti, muniti di mitragliatrici manganelli, gas lacrimogeni, pallotte di gomma, sono stati radunati intorno alla Casa Bianca per dare l'opportunita' a questo  pomposo saccente di potersi fare una foto per mostrare ai suoi ingenui seguaci tutto il suo egocentrismo. Erano poco piu' delle sei e mezza del pomeriggio, davanti alla Casa Bianca c'erano qualche centinaia di pacifici giovani, per lo piu' bianchi, che protestavano legalmente per le ingiustizie che continuamente vengono fatte a gente di colore. Ad un certo punto sono arrivati migliaia di militari in tenuta da Guerra. Sotto la supervisione del ministro della giustizia, servitore di trump, non certo del popolo, si sono schierati a tripla fila intorno al perimetro della casa Bianca. Nel momento in cui il dittatore ha iniziato il suo discorso alla nazione c'e' stato un putiferio, come da film orrore, la forze dell'ordine, senza una ragione, se non quella di creare uno spettacolo registrato in anticipo, si sono scagliati con feroce violenza contro questi ragazzi con botte, gas lagrimogeni, pallotole di gomma, buttandoli per terra, alcuni feriti. Mai nella storia di questo paese c'e' stato un Presidente che ha ordinato a forze minitate di inveire contro cittadini americani. Tutto questo dare al Duce via libera per una sua propagantistica passeggiata verso una Chiesa anglicana distante pochi metri dalla Casa Bianca. Se tutto questo non fosse tragico, si potrebbe dire che e' stato ridicolo. Per un ateo come lui che nella sua vita non hai mai messo un piede dentro una Chiesa, andare li, seguito da una decina, tutti bianchi, di suoi burattini, con una bibbia in mano  sa' di sacrilegio e di presa per I fondelli tutti I suoi seguaci. Purtroppo questo oggi e' il normale in questa nazione. Un narcisista eletto con una minoranza di voti dal popolo sta distruggendo giorno dopo giorno, picconata dopo picconata l'ideale di questa nazione.

Brooklyn, NY.
dom 31 mag alle ore 22:20
Donato D'Orazio Una nazione che molti anni fa' ci ha dato ospitalita' ed opportunita' di avere una vita serena. Una nazione che per piu' di duecentanni e' stato il faro che ha illuminato il mondo intero. Una nazione che con immensa generosita' ha aiutato tante nazioni del mondo a combattere e sconfiggere oppressori e criminali di ogni genere , Una nazione che con sacrifici, anche umani ha saputo portare democrazia e stabilita' a popoli anelanti di liberta' e giustizia. Una nazione che oggi, suo malgrado, si trova in una situazione di completo caos. Un malefico Virus che in poco piu' di sei settimane ha ucciso piu' di centomila persone. Un Presidente incapace di intervenire in tempo ha fatto di questa nazione l'epicentro mondiale di questa malattia. Un razzismo assopito per un po' di tempo, ma mai sconfitto, ha avuto in questi ultimi tre anni terreno fertile per risorgere e far del male. Tutto questo ed altro ancora sta' portando questo paese sull'orlo di una spaccatutra popolare che sta' mettendo in crisi totale una stabile democrazia. Atti criminali sono all'ordine del giorno. Pochi personaggi delle forze dell'ordine, dimenticandosi completamente del loro giuramento, si sono coperti di atti razzisti dando vita ad una serie criminosa violentando il diritto di cittadini, a volte anche arrivando ad atti estremi, creando cosi' dolore a madre e padri di figli perduti solo per il fatto di essere di colore diverso. Questo non e' l'America che io conosco. Non si puo' commettere atti di estrema violenza che mette in panico un'intera popolazione e farla franca. Non si puo' colpevolizzare chi di questi abusi ne subisce troppo spesso. Non avendo altra via d'uscita da questi atti dolorosi, trovando sempre muro alle loro sacrosante richieste non possono fare altro che protestare. Per loro sono proteste giuste e pacifiche. Se poi ci sono delinquenti che approfittando si infilano nei vari cortei creando danni e distruzione questo non e' colpa loro. E' colpa dell'atmosfera di odio che si e' venuto a creare in qusta nazione. E' colpa di un Presidente senza un minimo di empatia, avvolto nel nel suo narcisismo, nel suo egoismo, staccato completamente dalla vita reale del popolo che con la sua codardia lo sta mettendo sulla strada di un abisso senza ritorno. Un suo amico, Howard Stern, personaggio radiofonico, cononoscendo  molto bene la sua incapacita' ad espletare un compito piu' grande di lui, in un suo recente libro' lo consiglia di non cercare un nuovo mandato. Certamente non lo fara'. Quindi spetta al popolo di usare buon senso, di andare a votare, soltanto cosi' si puo' ridare a questa nazione, isolata dal mondo ed in totale subbuglio interno,  quella dignita' che gli appartiene, quel ruolo di leadership che ha sempre avuto. Brooklyn,NY.
mer 20 mag alle ore 18:22
Donato D'Orazio
Sessantasei giorni di completo isolamento, sessantasei giorni di incertezze ed ansia, sessantasei di dolori e morte, sessantasei giorni in cui il mondo e' completamente cambiato per il peggio. Ma anche sessantasei giorni in cui la popolazione mondiale si e' unita in un ecumenico abbraccio per sostenersi, per insieme sperare, per combattere, ed un giorno speriamo prossimo, vincere questo invisibile male che ci ha colpiti. Un tussunami di inaspettate proporzioni si e' abbattuto su questa martoriata terra. Tanti innocent vittime se ne sono andate. Tante famiglie spopraffatte da dolori indescrivibili. Tante persone rovinate economicamente e moralmente. Ma anche tanti atti eroici di personale medico e di forze dell'ordine, che in momenti bui e tragici di questa pandemia hanno messo da parte la loro inculumita', il loro dovere di padre, madri, di flgli per aiutare I piu' bisognosi a superare dolori e spesso morte. Tutto questo loro sacrificio dovrebbe essere di sprono a  tutti noi che fino ad oggi abbiamo avuto la fortuna di superare intenni questo malefico periodo della storia di questo nostro mondo. Ma, anche e soprattutto, di monito a chi ci comanda ad essere repsonsabile, umano, generoso, ed esempio di Speranza per chi e' stato colpito e leader imparziale per un popolo diviso ed amareggiato. Tanti errori sono stati fatti, tante vite umane perdute per tardive decisioni, tante famiglie messe sul lastrico economico e lavorativo. Oggi si cerca di rimediare, forse prematuramente, agli sbagli fatti nel recente passato. Speriamo che siano decisioni giuste e ponderate. In un momento cosi' tragico, cosi' volatile, non si puo' operare per motivi personali o vantaggi politici o economici. No si puo' dare false speranze per poi ricadere negli stessi errori. Non si puo' giocare sulle sorti di persone, forse vecchie e malandati, ma esseri umani che nel corso della loro vita hanno dato tanto e forse di piu' alla loro nazione. E' giusto che si ritorna alla normalita', e' giusto che la vita riprende il suo corso, ma e' anche giusto che chi ci comanda sappia perfettamente quello che sta' facendo e che tutti noi cittadini facciamo il nostro dovere nel rispettare le norme che ci sono state dettate. Non e' Giusto che per neglicenza altrui siano sempre I piu' deboli, I piu' diseredati. I piu' marginati della popolazione a pagarne le conseguenze. I Capi di Stato, siano essi Democratici o Repubblicani, Sovrani o Dittatori, vengono e vanno, ma la storia e' stabile e non cambia. Ognuno di essi saranno giudicati per quello che hanno Saputo fare per il bene del loro popolo e non per le loro esagerazioni e bugie.
Brooklyn,NY.
lun 4 mag alle ore 18:51
Donato D'Orazio
Mai, nei miei piu' selvaggi sogni, avrei pensato di attraversare un momento come questo. Ci sono stati nel corso millenario di questo nostro pianeta tante malattie, tante guerre, tante distruzioni naturali, tante perdite umane. Ma quello che stiamo attraversando adesso e' qualcosa di diverso, qualcosa di preponderante che ci induce a riflettere di come noi essere umani siamo fragili di fronte all'immensita' dell'imprevisto. Oggi abbiamo una tecnologia che sta' facendo passi da gigante verso la soluzione di tanti problemi che da tempo remote affliggono l'umanita'. Malattie incurabili fino a poco tempo fa', oggi di soluzioni difficili, ma fattibili. Tecnologie che hanno permesso all'uomo di valicare l'infinito per raggiungere satelliti e pianeti distanti milioni di miglie. Tecnologie che ci hanno permesso di essere vicini a nostri cari che vivono nell'altra parte del mondo. Insomma sembrava che l'uomo avesse vinto la sua battaglia con l'universo. Poi all'improvviso, in un giorno di Gennaio, una notizia che uno sconosciuto virus aveva invaso una citta' della cina ci riporto' alla crudela realta' che niente era cambiato, che l'imprevisto universale, e', e continuera' ad essere, il padrone del nostro destino.Anche se alcuni scienziati avevano pronosticato che qualcosa del genere poteva succedere.nessuno, almeno chi ci comanda, aveva percepito l'entita' disastrosa che si era venuta a creare. Questo, molto prbabilmente, e' stata la causa principale di tante trsgedie che si potevano in parte evitare. Tanti cari che prematuramente ci hanno lasciati, tante persone che hanno subito un calvario di dolori,di ansia, di paure che non ce lo avrebbero potuto fare. Il mondo si e' dovuto fermare. I potenti della terra si sono dovuto,inchinare di fronte ad una malattia che insorabilmente mieteva vittime ogni istante delle giornate. L'economia mondiale crollava. molti nostri Fratelli nel mondo che soltanto alcuni giorni prima avevano una vita agiata, oggi si trovano a fare fila per avere un pezzo di pane. Una immensa moltitudine di milioni di persone rinchiuse in casa da ormai sei settimane. Un tunnel buio in cui ancora non si vede la luce. In questo marasma mondiale l'unica cosa che ci consola e' il cameratismo che si e' inculcato nelle anime della gente comune, il loro altruismo, la loro genrerosita' verso il prossimo, la loro convinzione che questo diluvio universale passera' e che il mondo ritornera' ad essere quello che conosciamo meglio. Saremo, ne sono sicuro, piu' buoni, piu' propensi a comprendere le difficolta' degli altri, meno egoisti, piu' consapevoli che in questo nostro pianeta siamo tutti uguali. Finisco prarafrasando l'ex presidente George W. Bush che in un appello alla nazione di alcuni giorni fa'  diceva fra l'altro " in una finale analisi, noi non siamo combattenti di parte, siamo gente umana, uguale e vulnerabili, e nello stesso tempo ugualmente meravigliosi di fronte a Dio, noi uniti possiamo alzarci o cadere insieme. Noi insieme abbiamo scelto di alzarci e continuare". Parole sante che sanno penetrare nel profondo dei nostri cuori.
Brroklyn, Ny.
sab 11 apr alle ore 16:48
Donato D'Orazio New York, citta' dinamica, generosa, accogliente, oggi per quell maledetto virus si trova nel mezzo di un focolaio terrificante che sta' mietendo tanto innocent vittime. Mai ci si poteva aspettare una catastrofa cosi' immane. Gli immensi ospedali della citta' che fino a tre settimane fa' erano in concorrenza tra loro per ospitare I malati, oggi si trovano in condizioni di disagio. Stracolmi di concittadini malati di questo funesto male si trovano nella necessita' di negare ai propri cittadini un letto per essere curati. C'E' emergenza dovunque. Molti di noi bisognosi di un test ci viene detto che non avendo febbre non possono farlo. Hanno quell tanto di scorta che serve per chi ne ha piu' bisogno. In questi ultimi giorni sembra che un barlume di Speranza si stia affacciando all'orizonte. Meno persone chiedono di essere ricoverati, meno fatalita' si stanno verificando. Questo e' un buon segno, ma la strada di una completa sconfitta di questo virus e' ancora lontana ed incerta. Speriamo che il buon Dio possa fare il miracolo di aiutare tanta gente in condizioni disastrose. In tanto la citta' e' ancora in quarantena. Le strade sono semi deserte, le luci poco apparescenti, I grandi negozi senza quello sfarzo che li destinqueva nei giorni Pasquali. Le chiese deserte, le funzioni di Pasqua limitate solo ai sacerdoti. Un cataclisma mai sperimentato prima in questa citta. In mezzo a questo marasma generale quello che ci conforta e' la forza ed abnegazione dei newyorkesi. Stanno rispettando le regole, per lo piu' rimangona a casa, sono fiduciosi, tutti pronti a dare una mano per ritornare un giorno, speriamo presto, alla normalita'. Ed in questo momento di grande solidarieta', di umana comprensione, di unione di fede auguro a tutti una salutare e Santa Pasqua. Brooklyn,NY.
dom 29 mar alle ore 17:51 Donato D'Orazio Siamo in uno stato di apprensione, di incredulita', di preocupazione. Non certamente per noi anziani che in un modo, o un'altro la vita di anni ce ne ha regalati tanti. Ma per I giovani che oggi si trovano a confrontarsi con un mostruoso virus che sta' mettendo la loro esistenza in uno stato di confusione. Mai come come adesso, compreso anche le tante guerre che abbiamo dovuto superare, c'e' tanta incertezza. La salute e' un incognito, l'economia e' in uno stato di un incerto futuro, la scuola in stand-by. Il mondo si trova a combattere una battaglia contro una malattia sconosciuta e drammatica. Una battaglia senza l'arma di un vaccino o di qualcosa che possa sconfiggerla. New York dove io vivo da piu' di sessantasei anni non e' riconoscibile. Una citta deserta, buia, senza quell vibrante dinamismo che l'aveva sempre distinta.  Gli ospedali stracolmi di persone che solo alcuni giorni fa' erano nel pieno delle loro forze, oggi mantenuti in vita da venilatori. Le scuole chiuse, I negozi serrati, le vie deserte, la popolazione in quarantine. Uno spettro di citta' mai sperimentato prima. Ed in tutto questo malefico marasma ci sono persone che invece di essere solidani con chi e' stato meno fortunato di loro si mettono a scrivere cose sciocche che non hanno niente a che vedere con la gravita' della situazione che stiamo vivendo. Mettere in risalto un anno di mortalita' mondiale dovuta alle tante malattie confrontandole con la percentuale del corona virus non fa' senso, denoda una insensibilita' inaudita. Le altre malattie purtroppo colpiscono anche loro inaspettatamente, ma per molti ci sono farmaci o interventi chirurgici che gli danno la speranza di salvarsi. Col corona virus non ci sono medicine, ed anche se la percentuale di mortalita' e' piu' bassa, chi ha la sfortuna del contagio deve soltanto sperare in un decorso benigno per potersi salvare. Fare paragoni del genere non dovrebbe essere corretto, perche' si da' l'impressione che malgrado tutto non dobbiamo preoccuparci. Questo non e' giusto, non e' sensato, e' pericoloso, mette a repentaglio gli sforzi coraggiosi di tanti medici, infermieri, forze dell'ordine che ogni giorno sacrificano la loro vita per salvare gli altri. Alcuni giorni fa' ho avuto l'opportunita' di sentire il discorso del presidente del consiglio italiano On. Conte, in cui ha messo in evidenza il momento difficile che la nazione sta' affrontando, chiedendo a tutti di lasciare da parte sciocche diatribe politiche, o accuse di ogni genere e concentrarsi per il bene del paese a cercare di risolvere il gravoso problema che sta' affliggendo il paese. Concludendo che le colpe o meno colpe che ci sono state si potranno  risolvere quando tutto ritorna alla normalita'. Questo e' la cosa giusta da far pervenira alla nazione. Essere divisi, incolpare altri, giustificarsi sempre non fa' onore a chi lo professa e non da' giustificazioni ad una nazione in apprensione. Siamo tutti uniti, tutti pazienti, tutti rispettosi delle regole che ci hanno imposte. Soltanto cosi' riusciremo a sconfiggere questo debilitante male. Brooklyn, NY.
19/032020

Pescara, 18 mar. - In Abruzzo, dall’inizio dell’emergenza, sono stati registrati 263 casi positivi al Covid 19, diagnosticati dai test eseguiti nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara, anche attraverso l’Istituto Zooprofilattico di Teramo. Rispetto a ieri si registra un aumento di 35 nuovi casi (dalla revisione dei report è risultato un caso conteggiato due volte, l’errore è stato corretto).

99 pazienti sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva (14 in provincia dell’Aquila, 18 in provincia di Chieti, 61 in provincia di Pescara e 6 in provincia di Teramo), 41 in terapia intensiva (4 in provincia dell’Aquila, 6 in provincia di Chieti, 24 in provincia di Pescara e 7 in provincia di Teramo), mentre gli altri 109 sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl (1 in provincia dell’Aquila, 16 in provincia di Chieti, 72 in provincia di Pescara e 20 in provincia di Teramo).Lo comunica il Servizio Prevenzione e Tutela della Salute della Regione.

La Redazione
mer 18 mar alle ore 02:40
salvatore di fiore
Uniti nel dolore per la scomparsa del caro marco.So che le parole non servono in momenti come questi,e che il dolore e' enorme.Non ci sono
parole o gesti che possono colmare il vuoto ma i nostri cuori sono con voi.Le nostre condoglianze,a Ida Elena e peter.Rocca e salvatore
toronto
mar 17 mar alle ore 21:01
Donato D'Orazio
La comunita' cansanese di Brooklyn, con profonda tristezza, piange uno dei suoi migliori figli. Marco De Santis ci ha lasciato. Un uomo di una bonta' genuina, una persona di alto valore morale, un giovane d'oro che ha sempre fatto onore alla sua famiglia, i suoi amici, la sua comunita'. Non c'e' al mondo una sola persona che Lui non abbia rispettato. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo lo ricordera' sempre per la sua serieta' ed il suo bonario sorriso.La sua prematura ed inaspettata scomparsa lascia una comunita' in uno stato di incredulita' e tristezza. La sua breve ed esemplare vita terrena di uomo onesto, gentile e generoso rimarra' indelebile nei nostri cuori. Alla sua cara moglie Ida, ai suoi amati figli Elena e Pietro, vada tutto il nostro sentito cordoglio e tutta la nostra vicinanza. RIP Marco.

Brooklyn,NY.
11 marzo2020

Aggiornamento Coronavirus
Sono 8.514 i malati di coronavirus in Italia, 529 in più di ieri, mentre il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha superato i diecimila: 10.149. Il dato è stato fornito dal commissario per l’emergenza Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione Civile. Le vittime sono complessivamente 631: rispetto a ieri sono 168 in più.


Pescara, 10 mar. – In Abruzzo, dall’inizio dell’emergenza, sono stati registrati 39 casi positivi al Covid 19, diagnosticati dai test eseguiti nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara.

17 pazienti sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva, 9 in terapia intensiva, mentre gli altri sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, il laboratorio di Pescara ha eseguito 310 test, di cui 217 sono risultati negativi.

La differenza tra il numero totale e quello degli esiti è legato al fatto che alcuni test sono stati eseguiti più volte sullo stesso paziente.

Complessivamente, infatti, i pazienti sottoposti a test nella nostra regione sono stati 297: 37 nella Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, 35 nella Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 192 nella Asl di Pescara e 33 nella Asl di Teramo.

Lo comunica il Servizio Prevenzione e Tutela della Salute della Regione.

La redazione
mar 10 mar alle ore 20:15
Donato D'Orazio
Ciao Luciano! non so' come sia stato possibile che l'Italia abbia potuto contrarre il coronavirus in un modo cosi' violento e funesto. Ci consola il fatto che il governo sta' attuando delle regole che speriamo diano il risultato che tutti ci auspichiamo. Cansano, se lasciato da solo, senza interferenze da parte esterne, dovrebbe essere insulato da questa brutta e sconosciuta malattia. Almeno noi ce lo auguriamo. Qui' in America tutto e' molto diverso, e' una nazione molto grande, con centinaia di etnie, con parenti che arrivano da tutto il mondo, con navi da crociera che attaccano su tutti I porti. Tutto questo la rende incline a tutti questi malanni. Se ci si aggiunge l'incompetenza di chi ci governa le cose diventano terribilmente piu, complicate. Sin dal primo giorno che si e' Saputo del contagio del primo malato le cose non sono andate nella direzione giusta. Il Presidente, come in tutte le occasioni, la prima cosa che ha detto che tutto era una montatura, che I democratici ne erano I colpevoli, che tutti potevano andare a lavorare senza alcun problema. Le cose, come sempre, non gli hanno dato ragione. I casi aumentavano ed I decessi ne seguivano. Attualmente abbiamo 276 casi positive con 26 morti. E' stata l'opinione pubblica, con l'aiuto della stampa e di tutto la classe medica del paese a lanciare un allarme assordante per far capire all'amministrazione Trump che le cose si mettevano veramente male. Per di piu' il crollo di Wall Street gli ha fatto cambiare opinione. Finalmente qualcosa si e' mosso negli ultimi giorni. Si e' creata una commissione di eminenti della medicina, della ricerca, del campo farmaceutico per trovare una via di uscita da questo sconosciuto malanno. Tutte persone di alta integrita' che certamente qualche soluzione la troveranno. Intanto nel paese si vive in  uno stato di apprensione ed incertezze. Se a questo marasma generale dobbiamo trovare una cosa positiva questa e' che il coronavirus non colpisce I bambini. In tutti I casi che abbiamo avuto qui' a New York la totalita' e' stata di anziani in tarda eta' con problemi di salute di gia' sperimentati. Tanto per il sindaco Di Blasio, che per il governatore Cuomo I loro richiami ad essere pudenti e seguire le regole sono tutti rivolti a noi anziani. Ed hanno ragione. Mentre per I bambini ed I giovani adulti le cose si risolvono con qualche settimana a casa, prefiribilmente a letto. per noi anziani le cose sono completamente all'opposto. Il caso piu' mite potrebbe essere una polmonita, il caso piu' grave una Perdita della vita.
Brooklyn,NY.
10 Marzo 2020

Avviso per i Cansanesi all'estero:

Coronavirus: tutta Italia zona rossa

Per quando riguarda di questa epidemia da " Coronavirus" il paese di Cansano è molto tranquillo e non ci sono casi in riguardo. Anche nella valle peligna la situazione è tranquilla salvo qualche sporadica "stupidità" di assalto ai supermercati.

In Abruzzo, dall’inizio dell’emergenza, sono stati registrati 30 casi positivi al Covid 19, diagnosticati dai test eseguiti nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara. 24 pazienti sono ricoverati in ospedale, non in terapia intensiva, mentre gli altri sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. 

La situazione nella regione Abruzzo è la seguente alle ore 8 di oggi;
I test eseguiti nel corso della notte nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara, hanno stabilito la positività al Covid 19 per 6 pazienti.
Si tratta di un uomo di 70 anni e di una donna di 65 di Città Sant’Angelo (ricoverati a Pescara); di una donna di 49 anni di Arielli, familiare dell’uomo deceduto a Ortona nei giorni scorsi (ricoverata a Chieti); di un uomo di 65 anni di Francavilla al Mare (ricoverato a Chieti); di un uomo di 44 anni di Rosciano (ricoverato a Pescara); di un uomo di 52 di Pescara (in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva della Asl).
Lo comunica il Servizio Prevenzione e Tutela della Salute della Regione.

«Presto ritorneremo e potrò riprendere il mio lavoro. Tanto ci sarà da lavorare in Italia, ma non ci sgomenta. Siamo giovani, l’entusiasmo non ci manca. Lavoreremo e ricostruiremo la nostra vita e non ci sarà gioia più grande». Così scriveva al padre, nella primavera del 1945, Enrica Filippini Lera, giovane donna appena liberata dal lager nazista. L’Italia si stava rialzando da una tragedia che non ha metri di paragone con l’attualità.
Il paese era a pezzi, i nostri padri lo ricostruirono in pochi anni, e ne fecero una delle grandi potenze mondiali. La storia non si ripete mai due volte. L’ emergenza di questi giorni ci pare terribile, ma giova ripeterlo, è lontana dall’esperienza di una guerra o di una epidemia come quella di febbre spagnola. Se sapremo rispettare i divieti e il buon senso, supereremo la fase critica e ci metteremo al lavoro per ripartire. Proprio per questo, la ricostruzione seguita alla seconda guerra mondiale è il periodo da cui possiamo trarre esempi di energia.
La crisi da “Coronavirus” non arriva in un paese dinamico e in crescita. Il Coronavirus è la legnata finale di un ciclo negativo cominciato quasi trenta anni fa e peggiorata con la tempesta finanziaria del 2008.

Con questo vi terrò aggiornati per l'evoluzione di questa grave situazione. Se qualcuno di voi mi vorrà aggiornare della situazione nei paesi di oltreoceano dove vi trovate faremo una bacheca dedicata per tutti i cansanesi del mondo. Grazie e a presto

La Redazione
  la redazione

per Luciano Di Giallonardo:

Ufficio del Sindaco 0864/40131 int. 5
Email: sindaco@comune.cansano.aq.it

 

Cansano
dom 8 mar alle ore 22:52
Luciano Di Giallonardo

Ciao Cansano,
Io Sono, Luciano Di Giallonardo, Figlio di Battista Di Giallonardo.  Come posso contattare via e-mial il Sindaco di Cansano, Mario Ciampaglione?
Grazie.
Luciano Di Giallonardo
Dallas, Texas  U.S.A
dom 8 mar alle ore 17:09 Donato D'Orazio
Mi permetto di scrivere a Salvatore che dal Venezuela cerca di fare una sciocca ironia pur non conoscendo di cosa sta' parlando. Qui' in America abbiamo una costituzione che regola la vita di questo grande paese. Specialmente per I politici, e soprttutto per il presidente che ha si' grandissimi poteri, ma anche dei doveri da rispettare. Clinton a suo tempo commise un atto deplorevole, ma non impeachble. Un atto sessuale consenziente, con una giovane di 24  anni, quindi adulta, e non di 18 anni come tu proferisci.  Il suo impeachment fu iniziato per una operazione immobbiliare in cui non trovarono niente, per poi avviare una causa per un atto sessuale che lui, come milioni di uomini, in un primo momento nego', ma poi messo sotto giuramento dal procuratore speciale Kenneth Starr, ammise le sue colpe e chiese scusa al paese. L'impeachment fu una farsa, ad assolverlo giustamente dalla rimozione dal suo incarico furono alcuni onesti senatori repubblicani. Con tutto questo ha dovuto pagare delle conseguenze. Non ha potuto piu' continuare la sua pratica di avvocato. La vigliaccheria di Trump e' quella che lui ha trasgredito ad un elementare  articolo della costituzione che chiaramente insegna che chi chiede aiuto ad un paese straniero o a chi lo rappresenta per motivi politici che lo benficiano personalmente, questa persona e' soggetta all'impeachment e alla rimozione dal suo incarico. Trump non solo non ha mai voluto collaborare con gli inquirenti, ma ha anche continuato a commettere gli stessi reati. E' stato salvato, senza nessuna conseguenza da 52 inetti senatori repubblicani che vendendo la loro dignita' si sono messi al giudizio di una storia che li ricordera' per quello che sono. Dei vili servitori di un uomo senza vergogna e senza onesta'. Quindi, caro Salvatore, prima di scrivere sciocchezze, o di ironizzare su cose che non sai, si informa e poi scrive. Non ascoltare fanatici che pur di difendere l'indifensibile, si sono tappate le orecchie, otturato il naso ed oscurato gli occhi. Da parenti stretti che siamo mi permetto di salutarti con affetto, come saluto tutti I tuoi famigliari. Vorrei sinceramente dirti che spero che un giorno ci riincontriamo, purtroppo l'eta' che ho non mi permette di esserne sicuro.

Brooklyn,NY.
ven 6 mar alle ore 21:00
Donato D'Orazio
Ben tornato Luciano! spero che avete avuto una piacevole vacanza e che vi siete goduto il Vostro nipotino. Grazie per aver pubblicato il mio ultimo post. E' stato scritto prima delle primarie del South Caroline e del super Tuesday di questa settimana. Quello che mi auspicavo si e' realizzato. Degli otto contendenti per la nomina a candidato democratico per opporre a Trump per le prossime elezioni presidenziali ne sono rimasti soltanto due. Bernie Sandrs e Joe Biden. Spetta a loro confrontarsi in modo civile e soprattutto concentrare le loro forze per battere l'impostore che abbiamo alla casa Bianca. Alla fine di questa lunga e faticosa kermesse politica saranno I cittadini a scegliere da chi vorranno essere rappresentati. Personalmente io spero che sia Joe Biden e non Bernie Sanders. Non perche' Sanders sia una persona non capace di battere Trump, bensi' perche e' un dichiarato socialista che qui in America, forse pui' per pura ignoranza che per altro, un socialista non lo eleggeranno mai. Joe Biden e' una persona che per la sua immensa esperienza puo' riuscire a riunire un paese diviso. E soprattutto e' un persona di alto senso morale che ha dato a questo paese piu' di quarantanni di onorato servizio, che ha sacrificato un figlio per per l'onore di questa nazione, che e' un uomo di immensa onesta' e di amore verso I meno fortunati. Lui e' l'esatto contrario del lunatico che abbiamo come presidente che non ha mai dato un bel niente a questa nazione, che si e' fatto riformare ben cinque volte dal sevizio militare, che tutto quello che ha fatto era indirizzato ai suoi bisogni personali e della sua famiglia a discapito del resto della popolazione che ha dovuto subire le sue angherie, le sue bugie, I suoi scandali, le sue infedelta', la sua ignoranza e la sua prepotenza. Tutto questo degli egocentrici personaggi lo sanno bene e di proposito lo ignorano. Sono personaggi che molte volte usano la loro intelligenza come arma per vincere degli argomenti inutile e sbagliati. Non solo non danno l'opportunita' a chi non la pensano come loro ma anche velatamente cercano di offenderli. E ci sono persone inondati dalla loro pervicace li difendono, scrivendo cose ridicole ed inesatte che non certo gli danno quell posto di preminenza che loro desiderano. Vorrei chiudere con un pensiero ai tanti connazionali del nord italia che son alle prese con quell malefico e sconosciuto virus che e' il coronavirus. Noi italiani sparsi per il mondo gli siamo vicini mentalnmente e gli auguriamo che tutto possa risolversi nei migliore dei modi.

Brooklyn.NY.
ven 6 mar alle ore 17:21
salvatore di fiore
clinton,fu assolto giustamente ,quando usava i sigari
su una 18 anni
toronto
mar 25 feb alle ore 19:53 Donato D'Orazio
Siamo entrati nel pieno periodo delle primarie democratiche per eleggere il candidato da opporre al pres. trump nelle prossime elezioni presidenziali che si terranno il prossimo Novembre. Ci sono stati anche politici repubblicani che avrebbero voluto confrontarsi con Trump, ma il partito repubblicano ha spento le loro velleita'  prima ancora che le mettessero in atto. Ormai il partito repubblicano non ha piu' una sua identita'. E' subdulo di Trump e lo serve con ignobile venerazione. Hanno capitolato I loro ideali per seguire un impostore che repubblicano non e' mai stato. I vari Lincoln, Jefferson , Reagan, per dirne solo alcuni, che sono stati la vera essenza del "Grand Old Party" si stanno rigirando nelle loro tombe nel vedere la caduta di un loro sistema che tanto bene a fatto alla storia di questo paese. Oggi una larva di partito comandato da gente che cercano la divisione alla compatibilita', il razzismo alla comprensione. La maggioranza della popolazione del paese spera disperatamente di trovare un uomo politico che abbia la capacita' e l'onesta' di poter risollevare questa nazione dalla melma in cui negli ultimi quattro anni ne e' caduta. Il Sistema bipartitico che domina la scena politica di questo paese da una sola soluzione. Quella del partito democratico. L'unica Speranza di ridare alla nazione una parvenza di democrazia e' sulle spalle dei vari contendenti democratici. Purtroppo questa Speranza si sta vanificando. Ci sono piu' di otto concorrenti per la nomina a candidato del loro partito. tutti decisi ad avere la meglio del l'uno sugli altri. Tutto questo poteva essere giusto all'inizio di questa contesa politica, Oggi non e' piu' cosi'. Sono troppi, sono divisi, sono discordanti tra di loro. Continuano a darsi battaglia tra di loro dimenticandosi che il nemico che debbono combattere e' Trump e nessun altro. La maggioranza di loro non hanno piu' Speranza di riuscire a coronare il loro sogno. Dovrebbero cosi' fare un passo indietro, ritirarsi dalla contesa e dare il loro appoggio alla persona piu' vicina alla loro linea politica. Soltanto cosi' ci si puo' concentrare a come poter sconfiggere questo oscuro personaggio ch sta' rovinando questa nazione. La persona che oggi sembra essere al commando delle preferenze del pubblico e' Bernie Sanders, un uomo onesto, ben preparato, con un programma che darebbe ai piu' poveri della societa' almeno un sogno di poter sperare. Purtroppo non e' un democratico, e' un socialista. E qui' in America, nazione fondata sul capitale e sulle ricchezze dei pochi a discapito dei tanti, essere socialista non ti da' nessuna Speranza di poter vincere l'elezioni. Se si e' serio, se si vuole veramente estirpare da Washington Donald Trump, allora l'elettorale democratico dovrebbe indirizzare I loro voti su un candidato moderato che abbia le capacita' necessarie, la determinazione e l'esperienza necessaria di confrontarsi con successo alle invettive di un uomo che non ha ne decenza, ne capacita' di essere civile.
Brooklyn,NY.
gio 20 feb alle ore 02:18 Donato D'Orazio Dopo essere stato ingiustamente assolto dai reati di abuso di potere e resistenza totale alle richieste di collaborazione delle commissioni di oversight e di giustizia del parlamento, l'impeached (questa colpevolezza rimarra' per sempre stampata sulla sua pelle), Donald Trump ha dimostrato ai 52 senatori repubblicani, che perdendo tutta la loro dignita', lo hanno salvato dalla giusta rimozione del suo incarico, che lui continuera' impunemente nei suoi reati, non curandosi minimamente delle dichiarazioni che loro fecero dopo quel voto. Dichiarazioni come: dopo questo processo, Trump sicuramente ha capito la lezione e non rifara' mai piu' l'errore che ha commesso. Che lui sarebbe cambiato. Il lupo cambia il pelo, ma non il vizio. Lui era, e' e rimarra' per sempre quello che e' sempre stato. Un autocratico, un demagogico, un patologico bugiardo. Difatti non ha fatto passare nemmeno una settimana dall'assurda assoluzione che ha iniziato quello che lui sa fare molto bene, Vendicarsi di tutti coloro che lo hanno contraddetto. Non importa se avevano ragione. Gente di alto valore umano, civico e patriottico si sono visti cacciare dai loro incarichi come comuni delinquenti e scortati da agenti di polizia fuori dalla casa bianca. Come se tutto questo non bastasse si e' dichiarato capo indiscusso della giustizia Americana, non fregendosi minimamente del segretario della giustizia che ne dovrebbe essere il garante principale. Ha perdonato dei criminali, per lo piu'  suoi amici, mettendo in liberta' gente che hanno traditi la legge e condannati da giurie popolari a scontare le loro pene. Questo non e' soltanto un abuso di potere, ma anche uno schiaffo morale alla povera gente che per un no nulla vengono rinchiusi in carcere per decenni. E' un monito ai suoi " bravi ed intelligenti" ed ingenui fedeli  che se un giorno gli toccheranno I nervi questo  loro padrone li trattera' esattamente come ha trattato quei valorosi servitori dello stato, cacciato come spazzatura per aver fatto il loro dovere. Nella campagna elettorale del 2016 l'allora candidato Trump nei suoi comizi, di fronte a poveri illusi, dichiarava che lui sarebbe andato a Washington per asciugare la palude di una politica malsana. Ebbene quello che ha fatto sin dal primo giorno e' stato quello di gettare altro fango a quella palude. Quello di fare della paude un mare di margiume in cui lui ci naviga ogni minute della sua giornata. Quasi tremila giudici e procuratori del paese, in un gesto senza precedenza, si sono riuniti per cercare di mettere un freno a questo presidente che sta' portendo questa nazione in un abbisso costituzionale che potrebbe distruggere una democrazia basata da sempre sul potere del popolo. Per tutto questo ed altro ancora la stragrande maggioranza della popolazione spera che nelle prossime elezioni presidenziali ci sia un candidato democratico che abbia la forza e la determinazione di confrontare questo energumeno, lottare anche con le sue pessime maniere, per sconfiggerlo e riportare questa nazione in quel campo in cui ha sempre eccelso. Quello della democrazia, del rispetto delle regole, della generosita' verso il prossimo che ne ha bisogno, del posto di prominenza che ha sempre avuto nel campo internazionale. Brooklyn,NY.
8 feb alle ore 04:22 Donato D'Orazio
Un addendum al post mandato oggi:
Alcuni Senatori repubblicani per giustificare l'ingiustificabile, il loro voto di assolvere Trump dai crimini che (giustamente) gli venivano imputati, dichiararono in occasione del verdetto di assoluzione che Trump aveva imparato la lezione e che non avrebbe piu' ricaduto nell'errore. Ebbene, dopo solo due giorni, il loro  "padrone" gli ha provato il contrario. Oggi ha iniziato il massacro degli innocenti. Ha licenziati e fatti scortare come due delinquenti dalla Casa Bianca il tenente colonnello Alexander  Vindman e suo fratello gemello  Yevgeny Vindman, entrambi tenente colonnelli dell'esergito americano. La ragione, Alexander decorato eroe delle guerre del'Iraq ed Afganistan, per avere testimoniato sotto giuramento della colpevolezza del presidente nell'affare Ukraino. Yvegeny ha pagato solo per essere il fratello gemello di Alex. Erano entrambi due alti ufficiali dell'esercito americano. Due ore piu' tardi la stessa sorte e' capitata all'ambasciatore Americano all'unione Europea. Gordon Sondland, che tra l'altro, contribui' un milione di dollari per l'inaugurazione di Trump alla casa Bianca. Anche lui licenziato per aver detto la verita' al comitato giudiziario della camera parlamentare. Un aasurdo abuso di potere che sicuramente continuera' nelle prossime settimane. Una vergognosa rappresaglia di un personaggio che non ammettera' mai di aver sbagliato. Una banda di Senatori repubblicani che gli hanno dato carta Bianca per commettere soprusi di ogni genere. Lui ne approfittera' per colpire chiunque, sia per onesta', sia per la verita', sia per in giuramento che hanno fatto per salvaguardare la costituzione, ostacolara' il suo malato desiderio di potere. L'America e' sotto assedio, non da Putin, ma da chi da lui, impara. L'imperatore della torre di vetro della quinta avenue ha iniziato a scalfire l'onore ed il nobile servizio alla nazione di alcuni suoi suidditi per aver disobbititi ai suoi malati desideri di comando. Mentre l'America guarda, quasi con rassegnazione, la decadenza di un sistema democratico ed il declino senza ritorno di una nazione per secoli generosa ed accogliente.
Brooklyn,NY.
7 feb alle ore 17:33
Donato D'Orazio La Carta Costituzionale Americana, pilastro di una democrazia fondata sul potere del popolo e' andata in frantumi. Un Presidente che impunemente ha tradito il secondo articolo della costituzione imponendo ad un governo straniero di intervenire nelle elezioni presidenziali di questo paese per vantaggi politici personali, pena, se si rifiutasse, di non ricevere fondi di 392 milioni di dollari regolarmente stanziati ed approvati dal congresso di questo paese. Condannato all'impeachment dalla camera parlamentare, e' stato assolto dalla rimozione della carica, senza per'altro sentire nessun testimone, da un branco di senatori repubblicani, che per salvare la loro poltrona hanno barattato la loro dignita', la loro onesta', il loro giuramento per favorire un condannato per alti cremini verso la propria nazione a farla franca. Dichiarare Donald Trump innocente e' stato un affronto a tanta povera gente che per una semplice infrazione stradale vanno a finire in galera. Soltanto un senatore repubblicano, Mitt Romney, ha avuto il coraggio, il senso del dovere, il rispetto al suo giuramento alla costituzione di giustamente condannarlo. Il suo profile in coraggio, la sua determinazione, rimarranno per sempre un esempio di grande onesta' da seguire ed imitare. Il suo discorso difronte ai suoi colleghi del senato per spiegare il motivo del suo voto di condanna rimarra' per sempre negli annali della stroria di questo paese come una pagina esemplare di chi ha a cuore il destino della democrazia di questa nazione. Mentre la stampa, le televisioni, la maggioranza del popolo lo ha lodato, il presidente, da prepotente che e', lo ha aprostofato con epiteti, volgari ed intimidatori. Purtroppo con questo presidente, con la sua arroganza, con le sue invettive, con le sue bugie ha Saputo creare un divisione nel paese che difficilmente sara' rimarginata. Con la sua psicosa ha ridato vita a quel razzismo bianco che sembrava in qualche modo essere debellato. l'incuranza verso I piu' deboli ed indifesi si e' moltiplicata, il rispetto del mondo per quasta nazione e' andata a farsi benedire. Dove la proverbiale generosita' Americana e' stata sostituita da indifferenza e menefrechismo. Nella storia politica di questo paese ci sono stati tre impeachments di Presidenti. Andrew Johnson nel 1867; Bill Clinton nel 1998 e Donald Trump alla fine del 2019. Andrew Johnson per aver licenziato un segretario senza il,consenso del senato ( legge questa attiva in quel tempo, abolita poco dopo). Bill Clinton per aver negato di aver avuto un consenziente atto sessuale. Entrambi non certamenti crimini che avrebbero potuto mettere in pericolo questa nazione. Donald Trump per aver ostacolato un'investicazione parlamentare nella ricerca della verita' del suo coinvolgimento al caso Ukraina, e per il suo abuso di potere per vantaggi politici personali. Quest'ultimi sono cremini costituzionali che portano alla rimozione di chi lo ha commesso. E Trump li ha commessi ed e' stato ingiustamente assolto da servitori del suo potere.  Mentre Johnson e Clinton chiesero scusa al paese per I loro errori, Trump in una conferenza stampa tenuta ieri, si e' presentato con un discorso volgare ed inaudito offendendo con epiteti scioccanti tutti coloro che hanno lavorato per raggiungere quella verita' che per lui e' molto scomoda. Purtroppo, mentre il, presidente fa' scempio della verita' e della giustizia, I candidate democratici per la presidenza, invece di unirsi, di farte squadra per sconfiggere questo presidente. di cercare quella unita' di intenti per ridare a questo paese quella prominenza che ha sempre avuta, per cercare di riunire un paese diviso; Che fanno? si mettono a litigare tra loro distruggendo cosi' quella certezza di vincere le prossime elezioni che se uniti avrebbero di sicuro potuto facilmente raggiungere. Brooklyn,NY.
29 gen alle ore 20:25 Donato D'Orazio
Ci sono momenti nella vita in cui ti trovi a confrontarti con una realta' talmente assurda che ti  lascia sconcertato. Cose puerili, cosi' povere ed insignificanti che ti portano a pensare, a riflettere di come le cose possono cambiare in peggio per motivi cosi' banali. Per mezzo secolo la comunita' cansanese di New York, nella quasi totalita', e' stata unita e rispettosa gli uno con gli altri. Ci fu una piccolo parte di paesani che per loro ragioni si mantennero fuori da quella realta'. Sin dal primo giorno, anche con l'aiuto e l'esperienza di paesani che erano venuti prima di noi in questa terra, cercammo di azzerare ogni riferimento a strati sociali. Volemmo essere tutti uguali, unito da un solo retaggio. Ci rispettammo per quello che eravamo. Non c'erano geni, non c'erano colti, nonc'erano artisti, non c'erano ignoranti. C'erano soltanto  figli di Cansano che si rispettavano e si volevano bene. Ognuno con le loro possibilita' si impegnarono con onesta' e detizione al benessere delle loro famiglie.  Ed il frutto di tutto questo si vede dal successo che i nostri figli hanno raggiunto nei loro campi professionali. Oggi e' un po' diverso. Con l'avvento di tante tecnologie ci sono persone, forse incosciamente, cercano di far valere il loro modo di pensare .Non importa se giusto o sbagliato. Lo cercano con offese e con una parvenza di sciocca superiorita' nei confronti con altri. Tutto questo non e' da cansanese di New York. E' sbagliato, e non e' giusto. Soprattutto, non e' da persone responsabili. Chi segue cansanonelmondo sa' cosa io penso del presidente Trump. Lo scrivo e me ne assume le mie responsabilita'. Lo faccio con la certezza acquisita da tanti anni di conoscenza della storia di questo personaggio. Come lo fanno il 90% dei Newyorkesi che lo conoscono meglio di me. Questo ha creato in alcune persone un certo rancore nei miei confronti. Questo potrebbe essere anche giusto. Ma se al rancore si aggiunge offese gratuite questo non e' per niente giusto. Io prego queste persone se hanno qualcosa di diverso da dire lo facessero con un confronto leale, senza sciocchi sotterfugi e malefici innuenti. Io sono qui' ad aspettare.

Brooklyn,NY.
25 gen alle ore 02:40
Donato D'Orazio La Costituzione Americana e' stata per piu' di duecento anni un punto imprescindibile del mondo giuridico di questo paese. E' stato un documento da seguire ed imparare per le tante nascenti democrazie del mondo intero. Oggi e' sotto assedio. E' picconata da personaggi che hanno il dovere di proteggerla e farla rispettare. Il Senato degli Stati Uniti, quell ramo del congresso che ha il compito di giudicare ed emettere sentenze, ispirandosi principalmente sulla costituzione che I padre di questa nazione hanno scritto per aiutarli a superare, con imparzialita ed onesta' le immancabili difficolta' che un grande paese come questo avrebbe di sicuro incontrato nel corso della sua storia. Ed e' compito di tutti loro che giurano di proteggerla ed eseguirla rispettarla con equanimita' e far si' che chi la tradisce ne paga le conseguenze. In questi giorni una parte cospiqua, forse la totalita' di Senatori repubblicani, hanno perso, forse per servilita' verso un Presidente che ha tradito, per vantaggi personali, il secondo articolo di questa costituzione. Forse per motivi politici di loro convenienza, stanno perdendo la loro dignita', il loro dovere verso il popolo che li ha eletti, abdicando le loro responsbilita' e rinunciando ai loro doveri verso le istituzioni di questo paese. C'e' un processo in corso che ha il compito di giudicare con imparzialita' le accuse di impeachment che vengono dal ramo parlamentare del congresso. Il Senato, ramo investigative del paese, ha il compito di avere a disposizione tutti I documeti necessari per una sentenza giusta. Ha il compito di avere a testimoniare sotto giuramento I principali collaboratori del Presidente.  Solo cosi' possono dare al paese la certezza che hanno fatto il loro dovere. Purtroppo succubi del Presidente  stanno resistendo questo loro sacrosanto dovere. Vogliono fare di questo processo una farsa, un imbroglio per salvare l'insalvabile. Il Presidente ha abusato per vantaggi politici personali il suo potere e ne deve pagare le conseguenze. Mentre nel 1998 il Presidente Clinton ammise le sue colpe e ne chiese scusa al paese, questo energumeno che nella sua vita ha mai ammesso di aver sbagliato, continua, senza vergogna, anche in questo triste caso a spifferare bugie prendendo I suoi seguaci per I fondelli. Sicuramente sara' assolto dai suoi inermi Senatori, sicuramente finira' il suo mandato. Sicuramente la storia lo ricordera' come quel malefico personaggio che ha distrutto una democrazia, che ha diviso il paese, che ha umiliato quell mito americano nel mondo.  Finisco nel dire che e' bello definirsi un genio, ma e' anche bello ed importante essere umile ed ammettere che e' anche un essere umano, e come essere umano puo' anche sbagliare. E come sbaglia Brooklyn,NY.
15 gen alle ore 04:32 Donato D'Orazio Premetto che ogni essere umano ha il diritto di avere una sua opinione. Quello che non dovrebbe mai essere preso in considerazione e' che una opinione detta da un qualcuno possa essere considerata  piu' credibile di qualcun'altro, o, peggio ancora, verita'  indiscutiblile per uno e bugia ed esagerazione per l'altro. Questo e' puro narcisismo, e' egoismo, e' far pesare ad altri la poca educazione ditattica  che loro malgrado non hanno potuto avere. L'educazione, anche se molto importante, racchiude solo una piccola parte della nostra vita  lavorativa, sociale e civica. La cosa piu' importante e' essere obbiettivi nei messaggi che si vuole dare, essere magnanimi nelle cose che scriviamo, essere sempre onesto con il nostro prossimo. Generoso per chi soffre, compassionevole per quegli esseri umani che si trovano in difficolta'. Ha un valore indiscutibile quello di non dimenticare mai chi siamo e da dove veniamo. Avere sempre carattere, abnegazione, e l'onesta' che si vuole trasmettere a chi ci legge ed ascolta. Dare quell'esempio di nobilta' morale a quell prossimo che ne ha bisogno. L'oppinionismo e' qualcos'altra. E' un convincimento personale che pochissime volte puo' essere condivisibile, moltissime volte e' un sciocco stretagemma  per convingere gente di cose inesatte, e bugiarde per vantaggi personali. L'opinionato e' quella persona che malgrado l'evidenza delle cose continua a mentire a se' stesso ed ai suoi coorti una  verita' che e' sotto gli  occhi di tutti. L'opinionato e' quella persona che pur di non ammettere di aver sbagliato si refugia in quella bolla di sapone che non gli permette ne vedere ne di sentire.  L'opionato e' quella persona che scrive o copia delle cose non vere, meschine, che offendono la dignita' di persone per bene.  L'opinionato e' quella persona che vuole insegnare ad altri quello che lui non ha mai fatto. L'opinionato e'  per molti una persona debole che non sa' accettare la pura evedenza. L'opinionato per antonomasia e' quel  personaggio  senza un minimo di ritegno,  bugiardo di natura, che da Washington sta' portanto questo paese sull'orlo di un precipizio politico e costituzionale ed ad un isolamento totale di questo paese dal resto del mondo. Brooklyn,NY.
8 gen alle ore 02:31
Donato D'Orazio Come ogni anno, ormai da tempo remoto, ogni Cittadino del mondo si augura di trovare nel Nuovo Anno una svolta decisiva che dia a tutti un senso di serenita`, un impegno da parte di chi ha il compito di governarci di lavorare  intensamente per trovare un'intesa che mette fine alle tragerdie di guerre, alla fame che impera in molte parte di questo nostro martoriato mondo,  all'ineguazianza che sottopone una parte cospiqua della popolazione terrestre di vivere in uno stato di tragica poverta', mentre una minoranza del mondo gode di ricchezze e potere. Come ci si spera  che il buon senso prevalga sulla malvagia ed ingordizia, Che l'onesta prevalga  sulla disonesta', che la tanto agognata pace abbia il sopravvento  sulle guerre e distruzioni. Purtroppo, in ogni anno Nuovo tutti questi buoni propositi vanno a farsi benedire.  Le guerre continuano a mietere milioni di innocent vittime, la pace un chimerico sogno che non si evverera' mai, la poverta' continua imperterrita in una crudele crescita  ed I ricchi  diventono sempre piu' ricchi. Questo, purtroppo, e' la realta' di oggi. L'America, paese delle favole, la piu' ricca nazione del mondo, ha un tasso di poverta' che compete con le piu' povere nazioni del mondo. Oggi da uno studio del brooking institute si evince che il 44% dei lavoratori americani possono qualificarsi come poveri. Il loro salario annuale e' di diciottomila dollari. Secondo la federal reserve 4 su 10 operai usa nell'anno appena passato non potrebbero sostenere un inaspettato debito di 400 dollari. La paga minima in quasi tutti gli Stati controllati dai generosi repubblicani la paga minima e' di 7.50  all'ora. Nella democratica New York la paga minima e' di 15 dollari all'ora. Ed anche con una paga di 15 dollari all'ora non puoi permetterti di affittare neanche un monolocale. E mentre la povera gente soffre, il nostro presidente, per vantaggi personali, per distrarre il popolo dai suoi continui soprusi si e' inventato un ipotetico "imminente" attacco terrorista per commettere, lui stesso, un atto barbarico verso un generale di una nazione indipendente uccidendolo nell'areoporto di Baghdad. Non c'e' scusa che tenga. Il generale iraniano, anche se era un poco di buono, anche se era la mente dietro attacchi contro le forze della Nato, non era in Guerra con l'America, soprattutto, non c'era un attacco "imminante" che la costituzione del paese avrebbe potuto giustificare. Non per niente tutte le nazioni europee, specialmente quelle che hanno loro militari nel medio oriente, si sono disasociati da questo vile attacco di Trump. Questo atto esecutivo e' un abuso di potere, e' una violenza che porta violenza, e' un pericolo che molti giovani militari della Nato  si troveranno a subire. E' per la popolazione Americana un motivo di ansia, di una magraba certezza che  qualcosa di brutto potrebbe accadere anche in America. soprattutto in una grande metropoli come New York. Tutto questo ha fatto si' che il 71% della popolazione Americana e' contro questo nefasto attacco. Putroppo c'e' il 29% favorevole.  Persone, quest'ultime, vivendo una vita teorica, confondendola con una realta' che per loro e' difficile da comprendere continuano ad oppoggiare un despota che sta' portando questa nazione in un abbisso costituzionale inimmagginabile da grandi presidenti del passato. E mentre tutto questo accade, mentre decine di migliaia di giovani militari americani, nessuno figlio di questi presunti patrioti,  si preparano a partire verso il medio oriente. in un Sito di Facebook si discute di tutti le persone di persuazione Democratica, che secondo la loro sciocca mente, sono colpevoli  principali  della legge sul libero abordo in America. Se non fosse una cosa seria si potrebbe metterla sul ridicolo. Ma questo non e' per niente ridicolo, e' per molte donne  un  sacrosanto diritto che nessuno  si dovrebbe permettere di metterlo in discussione.  Per concludere, questa e' una frase che mi fu suggerita da un caro amico. Un grande giornalista Italiano parlando di facebook disse " FaceBook potrebbe essere utile soltanto se non desse l'opportunita' ad ignoranti  di usarlo scioccamente". Come aveva ragione. Brooklyn,NY.
31 dic 2019 alle ore 02:40
Donato D'Orazio Un'altro anno che se ne va'. Un'altro decennio che si conclude. Un momento nel tempo che ci induce a ricordare, a ripercorrere una vita che per molti di noi e' stato un continuo valicare nelle scoscese strade del destino. A confrontarci con situazioni che molto spesso sono state piu' grandi di noi. Nati in un piccolo ma splendido paesello situato sull'alture della valle peligna, amati dai nostril genitori, educati da veri professionisti, avviati nel credo della nostra religione da sublimi sacerdoti, protetti da una comunita', forse umile, ma di sani principi morali. La nostra infanzia e' stata vissuta con serenita'. Poi il primo anno di scuola, maestri generosi e preparati,ci introdussero nel mondo del conoscere. I nostri primi passatempi consistevano in giochi al nacondiglio o piccolo passeggiate nei vari ruscelli che circondono il paese. Era poco, o quasi niente, ma era quel tanto che ci rendeva felici. Nessuno di noi poteva immagginarsi che da li' a poco una una nuvola minacciosa si potesse abbattere sulle nostre vite. Una nuvola di Guerra e distruzione che cambio' per sempre il nostro destino. Fummo costretti a sperimentare in tenera eta' le brutture della Guerra. A vivere per ben sei settimane, in pieno autunno, in capanne di pietre, tra le fredde montagne del paese, bagnati dalle continue piogge, affamati per giornate intere e privi di ogni igiene, anche la piu' rudimentale. Due giorni prima Natale una burrasca di neve ci costrinse a lasciare quelle capanne ed incamminarci verso le valli sottostante. Sporchi e malandati chiedemmo ospitalita' nei vari borghi che circondono Sulmona. Gente sconosciuta, anche con una certa diffidenza, ci accolsero nelle loro case. La loro ospitalita', la loro bonta', il loro coraggio ed abnegazione praticamente ci salvarono la vita. Verso la fine di Marzo un terrificante bombardamento Americano che ci evito' per poco piu' di un centinaio di metri, che causo' tanta morte e distruzione,mise praticamente fine alla guerra. Dopo poco piu' di un mese potemmo far ritorno nelle nostre case. Ritrovarle completamente saccheggiate di tutto e sapere che I danni maggiori furono fatti da persone del luogo che per egoismo o altro decisero di collaborare con I nemici Tedeschi a discapito dei loro paesani creo' per molti un senso di amarezza che portarono con loro per lungo tempo. Poi la consapovolezza che la guerra era finite, ma i problemi continuavano. Constatare lo stato di degrado di un'Italia completamente distrutta, di un governo fantoccio in cerca di un'identita', di un prossimo avvenire che non dava nessuna garanzia di ripresa, convinse tante persone, forse la maggioranza del paese, a cercare fortuna in paesi lontani.Si cerco' nell'emigrazione un'ancora di salvezza per loro ed I loro figli. Fu questo il periodo piu'  difficile del nostro paesello. Ogni giorno, per diversi anni, qualcuno lasciava per sempre il loro paese, le loro case, la loro identita'. In pochi anni il destino di Cansano cambio' radicalmente, come cambio' per sempre il destino di tanti di noi che dovemmo a malincuore partire. Nazioni sconosciute, a volte inospitali, ci accolsero nei loro confine. Ancora una volta la vita ci imponeva a ricominciare, ad assimilarci a gente di varie nazionalita', di imparare una nuova lingua, a sacrificarci ogni giorno non soltanto per migliorare la nostra situazione, ma anche per sconfiggere l'odio, il rancore, l'abberrante mentalita' di incalliti razzisti che per completa ignoranza offendevano impunemente ogni giorno  la nostra dignita'. La perseveranza, l'onesta', il lavoro ed il rispetto delle regole, in lungo andare, ci permisero di scofiggere la mentalita' di vili persone o personaggi. Oggi, in ogni parte del mondo l'emigrazione italiana viene considerate una parte importante del successo delle loro nazioni. Speriamo sinceramente che questa complicata, difficile, ed a volte dolorosa odissea della nostra vita di emigrante possa essere stata utile per I nostri figli ed in qualche modo anche per il nostro paese. Speriamo che un giorno il mondo sia un posto migliore per tutti. che guerre e poverta' vengono debellate per sempre, e che 'l'odio dia posto alla comprensione ed al rispetto reciproco. Ed in questa ecumenica atmosfera che in questo momento impernia il mondo intero, voglio augurare a tutti un Felica Anno Nuovo, che sia per tutti apportatore di serenita' e salute. Brooklyn,NY.