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Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.
Ma non è facile starci tranquillo.
Non chiedete cosa possa fare il Paese per voi: chiedete cosa potete fare voi per il Paese.

(Cesare Pavese e John Fitzgerald Kennedy)

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Lug 17 alle 2:47 AM Donato D'Orazio Come può' una nazione democratica, una nazione con ideali di giustizia e libertà poter essere governata da un bigotto che mette le sue strampalate idee prima del suo sacrosanto dovere di difendere la sua nazione?. Come possono gente che io consideravo di alto senso morale scendere nella melma di un quasi dittatore che sta' portando questa nazione nel baratro di una situazione che ogni giorno che passa si fa sempre più' drammatica?. Come può' l'America sopportare ancora questo presidente che in pochi giorni ha distrutto la fiducia di nazioni democratiche ed alleate che si sono dovute assorbire offese e umiliazioni da un personaggio che non meritava nemmeno di essere tra di loro?. Come si può spiegare alle famiglie di militari Italiani, Francesi, Inglesi, Spagnoli che uniti ai militari Canadesi, Australiani, Messicani e di tante altre nazioni che hanno sacrificato la loro vita per aiutare i militari americani a portare democrazia e giustizia a tante popolazioni del mondo che la loro morte e' stata invana?. Come può' un presidente degli Stati uniti avere una veduta cosi' distorta, cosi' riprorevole da chiamare i membri della Nato nemici numero uno di questa nazione? Come può' un presidente degli Stati Uniti umiliare tutto l'apparato di sicurezza di questa nazione per assecondare le bugie ed i tranelli di un incallito dittatore come Vladimir Putin che con quella sfacciataggine che lo contro distingue e' riuscito ad intromettersi e corrompere il risultato di una elezione democratica tenutasi in una nazione libera ed indipendente?. La sua performance (Trump) nella conferenza stampa ad Helsinki e' talmente ripugnante, talmente inconcepibile che rasente l'inverosimile. Il suo atteggiamento, le sue bugie, il suo tradimento agli ideali di questa nazione dovrebbe risvegliare le coscienze di tutti i membri del congresso di questo paese per dire basta ad un personaggio pericoloso ed incompetente che sta' rovinando il prestigio di una nazione che da sempre e' stato il faro di democrazia per il mondo intero. Dovrebbe dire basta ad un presidente che invece di difendere la sua nazione contro chi (Putin) cerca di ferirla, lui ha attaccato i suoi cittadini, le sue istituzioni di sicurezza, mentre lodava il capo di una nazione ostile. Tutto questo e' un affronto alla dignità' degli Stati Uniti, ed alla dignità' di ogni cittadino. Il suo comportamento va oltre il tradimento, va oltre tutti i principi morali e politici di questo paese. E' un affronto tanto plateale, ridicolo e pericoloso che merita un approfondimento serio e completo per capire se ci sono gli estremi per un impeachment da parte del senato di questa nazione. E' arrivato il momento che i repubblicani si facciano un esame di coscienza e capire una volta per sempre che il palazzinaio della Quinta Avenue non e' un loro alleato, non e' un repubblicano, e' un personaggio che sin da bambino e' stato educato - costi quel che costa - a pensare a se stesso, alla sua famiglia, ed al suoi milioni. Brooklyn,NY.
Lug 10 alle 7:57 PM Donato D'Orazio La storia dell'emigrazione italiana negli Stati Uniti inizia principalmente negli anni 1870. Fu considerata sin dall'inizio una nuova immigrazione che andava a scontrarsi con l'emigrazione dei paesi anglosassoni e scandinavi. I nostri avi, per lo più' contadini e braccianti, sin dai primi giorni del loro arrivo dovettero assorbire pregiudizi e discriminazioni di ogni genere. Nelle miniere, nei campi agricoli, nelle fabbriche trovavano sempre superiori del nord Europa che li consideravano non all'altezza di lavorare  nelle loro aziende. Venivano considerati poco affidabili, deboli, ed inclini a non seguire le loro direttive. Venivano offesi continuamente con nomignoli discriminatori come mafiosi, nani, uomini gassosi ( per via della dieta prinicipale di quei tempi che si concentrava principalmente sui legumi) e traditori. Non gli permettevano di entrare nelle loro comunità'. Fu cosi' che furono costretti a trovare rifugio nei quartieri più' degratati delle loro città'. Si crearono cosi' le tante comunità' italiane (le piccole Italie) in tutto il paese. Qui a New York la prima comunità' italiana fu nella zona che va' dalla strada 108 alla strada 125. Naturalmente nell'immediato confine con la comunità' nera di Harlem. Negli anni a seguire, grazie anche agli emigranti Napoletani si creo' la famosa Little Italy nella bassa Manhattan. raccolta tra le vie di Mulberry  Street, Grand street, Canal Street fino ad arrivare ad Orchard Street  dove iniziava una zona prettamente abitata da venditori ebraici che vendevano praticamente di tutto. Era l'unica zona in cui i nostri avi poteva contrattare per le loro merci. Un'altra grande comunità' di italiani si stabilirono in un quartiere del Bronx. A Brooklyn ci furono dei piccoli conclavi di gente nostra, per lo più' nelle zone di Red Hook, Bush Terminal e Bay Ridge.  Si deve arrivare agli anni 1960 per veder nascere la prima grande comunità italiana in Brooklyn. Purtroppo e' durata soltanto 40 anni. Oggi questa meravigliosa parte della nostra storia si e' dimezzata. Viene condivisa con una nuova immigrazione che e' quella cinese.  Ritornando alla storia della nostra emigrazione dobbiamo mettere in evidenza che anche negli anni cinquanta quelle discriminazioni patite dai nostri avi, anche se molto limitate, ma non meno gravi, li subimmo anche noi arrivati in quel tempo. Lungo l'arco di due secoli della nostra emigrazione c`e' stato sempre un continuo metterci in discussione. Abbiamo dovuto lavorare sodo, essere disciplinati, provare in ogni minuto delle nostre giornate lavorative di essere non soltanto bravi, ma anche superiori alle loro aspettative.. E' stata una continua lotta  verso quell`ignorante segmento della popolazione  che non conoscendo la nostra storia ed il nostro retaggio si permettevano, ipocriti ed ignobili, di offendere la nostra dignità'. Ci sono voluto due secoli di esempi di rettidutine morale e di sacrifici di ogni genere per sconfiggere quel debilitante male che e' il razzismo.  Ci consola il fatto che la stragrande maggioranza della nostra etnicità', sia essa di prima o seconda generazione, sia essa politicamente incline al partito democratico o repubblicano, e' rimasta fedele agli ideali di rispetto, di comprensione verso quelle nuove immigrazione dal centro sud americano che oggi si trovano a ricalcare i nostri disagi ed i nostri sacrifici. Purtroppo,bisogna ammettere che ad ogni regola ci sono delle eccezioni. E nella nostra comunità' queste eccezioni esistono e si professano ogni giorno con attacchi infondati, con discriminazioni orrende, con razzismo crudele ed ingiustificato, con quella sciocca convinzione di un falso patriottismo che sia loro, e sia chi gli ha lavato il cervello non hanno mai ne difeso ne praticato. E che oggi per quel clima malsano che si e' venuto a creare nella nazione si sentono il dovere di rinnegare la nostra storia, le lotte dei nostri antenati, gli insegnamenti dei nostri genitori per offendere duramente ed ingiustamente etnie diverse che come noi cercano una vita migliore per loro ed i loro figli. Non e' nostro dovere giudicare queste persone, non e' nostro dovere giudicare il loro stato di legalità' o meno. Ci sono autorità' federali per questo. Quello che il nostro dovere ci impone e' di essere solidali con loro, di comprendere le loro aspirazioni, di sperare che gli ideali che hanno fatto di questa nazione un faro di democrazia e libertà' venga rispettato  e che ogni persona che si affaccia ai nostri confini venga giudicata con umanità' e giustizia e non con offese, con umiliazioni e separazione dai loro figli.  Brooklyn,NY.
Lug 7 alle 1:08AM Donato D'Orazio Siamo di una eta' abbastanza avanzata per non essere sorpreso da notizie che potrebbero arrivarci da un momento all'altro. Ma quando un giovane se ne va' cosi' improvvisamente senza una ragione, senza un motivo, questo fa terribilmente male. Soprattutto quando questo giovane e' Graziano. Una persona esemplare, onesta, gioviale.Una persona che lascia un ricordo indelebile per tutte le persone che hanno avuto il privilegio di averlo conosciuto. Una notizia scioccante che colpisce nel profondo del cuore. Negli ultimi tempi ho molto apprezzato la sua vocazione per la fotografia. Le sue foto ci hanno introdotto alle bellezze di paesaggi abruzzesi che noi all'estero non conoscevamo. Nel mio ultimo Post su' questo sito ho voluto ringraziarlo, ed in qualche modo incoraggiarlo a continuare con questa sua passione. Soltanto alcuni giorni fa' era nella chiesa di San Nicola a distribuire il pane. Oggi non c'e' più'. E' andato tra gli eletti portandosi con se' l'amore ed il rispetto di tutti i cansanesi nel mondo. E' stato per tutta la vita un'uomo esemplare. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile al paese che lui ha tanto amato. Alla mamma, alla moglie, al fratello, ai figli tutti, al popolo Cansanese, le nostre più' sentite condoglianze. Possa il suo esempio, la sua memoria, la sua bontà' essere di sprono a tutti noi ad essere più' solidali, più' generosi verso chi ha bisogno del nostro aiuto. E' questo il suo lascito, e' questo che lui, se avesse potuto, ci avrebbe chiesto. Riposa in pace amico mio e di tutti. Brooklyn, NY.
Lug 6 alle 6:40 PM Domenico Di Giacomo Le brutture della vita,  venendo a sapere la cattiva notizia della scomparsa in'aspettata del caro Graziano,  l'uomo,  il giovane che si rammaricava di farci sapere e vedere le cose del nostro  Cansano,  ora non sara` piu` cosi`, ci invade la tristezza  e alla domanda : " Perche` avviene questo? "  Non c'e`  una  risposta. Solo il Buon Dio  lo sa e l'ha voluto con Se in Paradiso.  Ci uniamo alla famiglia nel dispiacere e alla preghiera per la sua nuova vita nel sereno del Paradiso.  Domenico e Ottavia. Staten Island, NY
July 3 alle 1:33A.M. Donato D'Orazio Ero appena un'adolescente quando Cansano si riprendeva dalle profonde cicatrici di una guerra appena finita. Si percepiva nel paese una certa acredine tra gli abitanti. Una maggioranza abbastanza cospicua che aveva subito gli orrori e le privazioni dello sfollamento provava un certo rancore verso quelle poche famiglie  che decisero di collaborare con le forze di occupazione e quindi rimanere nelle loro case. A quest'ultimi gli si rimproverava di avere in qualche modo aiutato i soldati tedeschi a saccheggiare case che avevano più' approvvigionamenti di generi alimentari. Fu un periodo un po' difficile per la comunità'. Le difficolta' politiche erano improntate proprio su questo argomento. Ricordo i maggiori dissidi nelle elezioni per i  primi sindaci del dopo guerra erano principalmente su questo motivo e poco per altro. Naturalmente i dissidi politici sono continuati nel tempo fino ai giorni nostri. Ma certamente per motivi molto più' banali di quel difficile periodo della storia del nostro paese. La cosa che sapeva portare una certa serenità' e comprensione tra le parti era la devozione che tutti avevano per il santo patrone del paese, San Giovanni. Le feste patronali avevano il potere magico di riunire tutti, di festeggiare insieme, di onorare la nostra fede ed il nostro retaggio. Con uno sforzo unanime, con un impegno esemplare tutta la popolazione sapeva organizzare delle feste talmente belle, talmente variate, con processioni in cui tutto il paese era orgoglioso di partecipare, con grandi complessi musicali che una parte di essi accompagnava il santo per le vie del paese, e tutti al completo la sera si esibivano in meravigliose casse armoniche  in brani classici delle migliori opere italiane. Lo sparo, i fuochi d'artificio,  la programmazione di un film in piazza xx Settembre, le varie bancarelle, il gelato del signor Ammazzalorso  erano una cornice meravigliosa a tre giorni di gran gala per la nostra comunità'. Poi la grande emigrazione ha un po' messo in difficolta' chi ha sempre nel tempo dato tanto lavoro e tanto sacrificio per poter continuare a portare avanti questa importante tradizione. Ma queste difficolta' non li ha mai scoraggiati a perseverare nel loro onorevole impegno. Naturalmente noi cansanesi dall'estero abbiamo dato un piccolo contributo che tutto ciò' continuasse. Ma il merito principale e l'onore va esclusivamente a tutti i nostri paesani e paesane in Cansano che negli anni hanno saputo dare tutto il loro impegno per la riuscita delle feste.  Un grazie speciale va' alle gentili signore degli ultimi tempi che con grande  sacrificio di tempo e di lavoro riescono sempre ad assicurare ai cansanesi in Cansano e nel mondo la continuazione di una tradizione tutta nostra. Ed in questo momento della storia del nostro paese in cui altre etnie entrano a far parte del mosaico del nostro paese spero che ci sono persone  , ed io sono sicuro che persone capaci ci sono, di introdurre queste persone alla storia,alle tradizioni, ai costumi che rendono il cansanese unico al mondo. Vorrei ancora una volta ringraziare Luciano che con il suo Sito e' riuscito a ridare al cansanese all'estero quel senso di appartenenza che il tempo e le vicissitudine della vita gli aveva un  po' fatto dimenticare. Come vorrei ringraziare Graziano che in un'altro importante Sito ci fa' conoscere non soltanto le bellezze, a volte nascoste del nostro paese, ma anche gli affascinanti paesaggi del nostro Abruzzo.  Molti di noi all'estero, ormai vecchi, abbiamo bisogno di gente come voi per essere sicuri che il nostro retaggio continua a vivere anche per le generazioni future. Brooklyn,NY.
Giu 20 alle 4:12 AM Donato D'Orazio "A me date i vostri stanchi, i vostri poveri, le vostre masse infreddolite desiderose di respirare l'aria della libertà', i rifiuti miserabili delle vostre spiagge affollate. Mandatemi loro, i senza tetti, gli scossi dalle tempeste di guerre ed oppressioni, ed io solleverò per loro la mia fiamma accanto alla porta dorata" Sono queste le parole incise sulla base della Statua della Liberta' che per più' di cento cinquanta`anni ha accolto gli emigranti di tutto il mondo. Sono queste le parole che hanno accolto anche noi emigranti italiani. Purtroppo alcuni di questi connazionali lo hanno dimenticato, Sara` forse perché` si vergognano delle loro umili origine e del motivo perché sono venuti in questa nazione. Oh, forse, peggio ancora, si sentono dei nuovi "ricchi" che non possono immagginarsi essere identificati con la povera gente che cerca disperatamente di trovare una soluzione alle miserie e soprusi che subiscono nei loro paesi. Ci sono stati 44 presidenti in questa nazione- democratici e repubblicani- tutti si sono prodigati affinché' gli ideali su cui e' stato fondata questa nazione venissero rispettati. Il quarantacinquesimo- Donald Trump- sta' in meno di due anni distruggendo tutto ciò' che questa nazione rappresenta per il mondo intero. Generosità', umanità', libertà',giustizia . E, sopratutto, rispetto per la dignità' degli altri. Una dignità' che lui non ha mai avuta. Sin dal giorno del suo insediamento alla presidenza di questa nazione non ha fatto altro che alimentare odio e rancore verso etnie che lui per pura ignoranza non conosce e non sa' capire. Ogni giorno che passa distrugge un tassello di questo meraviglioso mosaico che rappresenta l`America. Ogni giorno alza nuvole di bugie, raggiri, di false prerogative che soltanto la sua mente malata sa' concepire. Niente di tutto ciò' che dice o cerca di fare porterà' nessun beneficio a questa nazione. Dalle gratuite offese ai capi di nazione che per secoli sono state nostre alleate- vedi Canada' Messico, nazioni della Nato- alle lodi incondizionate ai vari dittatori di tutto il mondo- Dalle false promesse di una legge sanitaria migliore di quella del predecessore Obama, alla riduzione delle tasse per la classe media, niente di tutto questo. L'assicurazione medica, per quella che e' rimasta e' parte dell'assicurazione di Obama. Per la riduzione delle tasse e' stato una presa per i fondelli a quelle ingenue persone che credevano in lui. Loro avranno in tasca una manciata di spiccioli, Lui, il Presidente e la sua famiglia, avranno ben 32 milioni di dollari nei loro acconti bancari. Ha creato una crisi con la Korea del Nord che non c'era, per poi andarsi a fare una foto col suo amico Jong Un. Sta' creando una crisi mondiale con tasse sull'importazioni che in lungo andare ci riporterà' alla crisi economica del 1930.  E, molti dei sui seguaci fra qualche mese pagheranno molto di più' quando andranno a comprarsi una camicia italiana. Ma quella che sta disturbando il mondo intero e' il terrificante e, a lungo andare, tragico sistema nazista di separare dai loro genitori ed incarcerare dei piccoli bambini in gabbie di filo spinato. Una crudeltà' inimagginabile per questa nazione. E, quello che fa' più' male ci sono persone razziste che con false pretese cercano ignobilmente di giustificare questo affronto alla dignità' ed alle disastrose conseguenze che questi bambini dovranno accollarsi per tutto la loro vita. Non ci sono giustificazione, e' un atto barbarico che deve essere risolto al più' presto. Le leggi sull'immigrazione illegale c'e' sempre stata. Non dobbiamo dimenticarci che molti dei nostri antenati sono arrivati illegalmente. E' stata sempre affrontata con imparzialità'. Chi scoperto di essere illegale e' stato sempre rimandato indietro. Non ci serve usare la forza, ci serve il buon senso, ci serve la compassione per quelle famiglie che cercano di fuggire da nazioni pericolosissime. Non ci serve il muro, non sarà' per niente utile. E. soprattutto, non serve stracciare dalle mani di una madre un suo bambino. Non e' da questa nazione, non fa' parte della storia e tradizioni di un popolo emigrante come questo, non fa' parte della coscienza dei forti. Brooklyn,NY.
Giu 14 alle 4:37AM Donato D'Orazio
Era il 1954. Avevo appena compiuto 18 anni quando, con mio padre, ci imbarcammo sul bellissimo e sfortunato transatlantico Andrea Doria. Destinazione New York. Un viaggio che per sempre avrebbe cambiato la nostra vita. Avevamo lasciato dietro di noi una vita difficile ma serena. Avevamo lasciato l'affetto e l'amore dei nostri familiari, i nostri paesani, la nostra casa e la nostra chiesa, le nostre abitudine. Lasciammo l'unico mondo che conoscevamo per avventurarci in qualcosa di ignoto e sconosciuto. Di un paese che a quel tempo rappresentava l'angora di salvezza per tante persone. L'America era per i poveri e per gli oppressi di tutto il mondo un miraggio di speranza che le cose sarebbero cambiate per il meglio. Per me, poco più' che adolescente, era un sogno poterci arrivare. Per mio padre era quasi un incubo soltanto pensare di dover lasciare tutto ciò' che con anni di sacrifici si aveva costruito. In tutto per accontentare quel mio desiderio si imbarco in qualcosa che certamente non avrebbe voluto fare. Fu una traversata turbolente. Il mare mediterraneo fu generoso con noi. L'oceano atlantico molto meno. Le pessime condizioni atmosferiche mettevano a dura prova l'elegante nave. Le onde a volte gigantesche non ci permettevano di mantenerci in piedi. Sedersi nella sala da pranzo era un compito impossibile da poter gestire. I piatti sui tavoli scorrevano da una parte all'altra. Tutto questo non faceva altro che convincere mio padre che l'aver accontentano una mia richiesta fu uno sbaglio enorme. Ricordo che in sette giorni di infernale condizioni atmosferiche avemmo un due ore di tregua soltanto nel passaggio tra le isole Azzorre. Arrivati nel porto di New York la prima impressione fu di completo caos. Gli agenti federali che ci interrogavano senza che noi capivamo quello che ci chiedevano. gli ispettori portuali che ci aprivano tutti i bagagli mettendo sotto sopra tutto ciò che avevamo. Chi, come noi, che portava prodotti suini, fummo tutti messi da parte per dirci che quei prodotti erano illegali e quindi dovevano essere confiscati per poi gettarli nell'immondizia. Alcuni anni dopo, venni a sapere da uno di questi agenti che ebbi occasione di conoscere che quei prodotti tanto illegali quando, a detta di loro, pericolosi per la salute, a fine giornata  se li dividevano tra loro per mangiarseli tranquillamente con le loro famiglie. Poi l`incontro commovente con lo zio, fratello maggiore di mio padre, che ci porto' nella sua casa riservandoci due stanze nel semi interrato della sua abitazione. Grazie a lui per le prime due settimane avevamo un legame affettivo che ci sosteneva. Poi lui con la famiglia traslocarono in un altra casa lasciandoci soli ad iniziare la nostra avventura americana. Non fu facile, ma dopo tante peripezie, più' difficile che facili, cominciammo ad intravedere un po' di sereno in quel periodo cosi nuvoloso della nostra vita. Nell`America di quel tempo c`era tanta diffidenza nei nostri confronti. Eravamo, noi italiani, persone poco affidabili, ci guardavano con uno sguardo quasi di paura. Eravamo, secondo la loro ignoranza, più' dei mafiosi che gente per bene. Ci servi' del tempo, ci servi' la nostra perseveranza, la nostra determinazione, il nostro coraggio, il nostro modo corretto ed esemplare nel campo lavorativo per fargli cambiare idea. Riuscimmo, dopo tanti sacrifici, a guadagnarci la loro fiducia ed il loro rispetto. Soprattutto riuscimmo a rendere la vita di chi ci segui' molto più' pacifica e priva da ogni ingiustizie etniche o razziali. Qualcuno potrebbe dire che lui non si riconosce in quello che ho scritto. Forse, coperto dalla sua famiglia o da chi li ha accolti, per loro fortuna, non hanno sperimentato queste  ingiustizie. Pero' questo non dovrebbe permettergli di deviare da una realtà' storica della nostra emigrazione per essere fautori di politiche razziali e discriminatorie che colpiscono gente che come noi sono venuti in questa nazione per sperare in un avvenire migliore. Non possono e non dovrebbero avere il diritto di associarsi a personaggi falsi e bugiardi che con cinica ignoranza stanno ripercorrendo quella strada di discriminazioni ed ingiustizie verso inermi innocenti. Ricordarsi da dove veniamo, chi siamo, chi ci ha aiutati a raggiungere quello che crediamo di essere dovrebbe essere uno sprono ad aiutare e non denigrare gente che stanno sperimentando per demerito di un demagogico, bugiardo e raggiratore gli stessi soprusi che molti di noi, e soprattutto, molti di chi ci ha preceduto hanno dovuto subire.

Brooklyn,NY.
Giu 2 alle 9:59 PM Donato D'Orazio "I valori di liberta', giustizia, uguaglianza fra gli uomini e rispetto dei diritti sono il fondamento della nostra società' e i pilastri su cui poggia la costruzione dell'Europa. Dalla condivisione di essi nasce il contributo che il nostro paese offre alla convivenza pacifica tra i popoli ed allo sviluppo della comunità` internazionale". Sono parole del presidente della repubblica italiana in occasione della festa della repubblica tenuta oggi in Italia. Parole sagge, parole che ispirano fiducia e doveri ai propri cittadini. Parole che rassicurano, che danno quella certezza che al comando dell'Italia c'e' una persona capace, preparata, pronta ad intervenire quando le cose si complicano negativamente per il suo paese. La sua sincerità', la sua sensibilità', la sua onesta', la sua profonda conoscenza della costituzione italiana lo rende accettato e condiviso dalla stragrande maggioranza del paese. Si deve unicamente a lui se oggi l'Italia ha potuto celebrare con un certo ottimismo verso il futuro la sua settantaduesima festa nazionale della repubblica. Il tricolore che dipingeva il meraviglioso cielo di Roma. Il tricolore che ornava il Colosseo, la gente festante che riempiva il foro italico, e' stata la testimonianza che l'Italia c'e', che il difficile capitolo degli ultimi anni sta' per essere superato. C'e' ancora tanto lavoro da fare, ci sono sacrifici da superare, giovani da dargli una concreta speranza di un futuro migliore, ai vecchi la certezza di un tramonto della loro vita sereno. Un nuovo governo ha preso in mano questo delicato momento della storia del nostro paese lontano. Spetta a loro essere capaci di superare le tante diversità' politiche e sociale che li dividono, essere capaci di lavorare per tutti i cittadini e non soltanto per i piu' affluenti ed i più' agiati. Spetta a loro essere imparziali, di dare tutto le loro energie per il bene del paese e non per il loro personale arricchimento. E soprattutto non isolare la nazione come purtroppo sta' succedendo alla nazione che per più' di sessant'anni ci sta' ospitando e che noi tutti abbiamo collaborato a renderla quella che era e non quella che attualmente e'. Il lavoro di questo giovane governo sarà' duro, le incomprensioni saranno tante, ma, sono certo, il buon senso, la certezza delle loro responsabilità', unite alla saggezza del capo dello stato, saranno sufficienti a dar loro la forza necessaria per riuscirci. Noi glielo auguriamo di cuore. Brooklyn, NY.
Mag 26 alle 1:30 AM Donato D'Orazio
Siamo alla vigilia di una delle più' solenne feste che si celebrano in questa nazione. Il Memorial Day, Una festa tutta americana che viene celebrata l'ultimo lunedì` del mese di Maggio. Vuole onorare gli uomini e donne di ogni razza, colore ed etnicità' che morirono servendo la loro patria nelle varie forze militari, per preservare la libertà', la democrazia, la dignità' di questa nazione e di tutti noi che ci viviamo. Una celebrazione che deve rimanere tale, senza esser usata per ipocriti motivi da gente che nel loro tempo, decisero, con scuse indegne, di disertare il loro compito e il loro obbligo morale e civico di fare la loro parte. Non può' un uomo che fece valere la sua ricchezza ed il suo potere per raggirare le leggi che governavano il paese per esimersi, per un fasullo "sperone" al piede, di fare il suo dovere militare. Non può' un demagogico bugiardo farsi fautore di una celebrazione che lui ha disertato. Non può' un uomo che non ha mai alzato un dito per onorare la bandiera americana criticare atleti di colore per non alzarsi nel momento della recitazione dell'inno nazionale. Gente con un minimo di buon senso e di rettidutine morale sanno benissimo che questi atleti quel gesto lo fanno, non per non rispetto alla bandiera del loro paese, ma per mettere in evidenza le varie discriminazioni che i loro cari subiscono ogni giorno da vermi razzisti che purtroppo popolano in ogni angolo di questo paese. Non può' un uomo che per salvaguardare il suo impero economico e politico si permette di calpestare con bugie e raggiri di ogni genere le regole democratiche e politiche di questo paese. Non può' un uomo che sta' mettendo a dura prova l'unione di questo paese essere il paladino di questo popolo. Non ne ha il diritto, la capacita', l'intelligenza, la dignità' di poterlo fare. Il Memorial Day e' per gli eroi, per chi ha dato tutto se stesso per darci l'opportunità' di vivere in una società' multiculturale e democratica. E' il ringraziamento di un popolo verso i "Bravi". La sua bandiera e' il simbolo di libertà`, di altruismo, di unione, di eroi, di liberi. Non uno strumento di faziosità' politica e razziale. Buon Memorial Day a tutti coloro che ne sono degni.
Brooklyn,NY.
Mag19 alle 8:43 PM Donato D'Orazio Quante altre tragedie debbono succedere prima che i parassiti che occupano posti di comando nel governo americano faranno qualcosa per fermare queste incomprensibili e dolorose strage di giovani studenti nelle scuole del paese? Forse dobbiamo aspettare che un loro figlio o nipote abbiano la stessa triste sorte di essere ammazzato da un delinquente con un mitra da guerra? Perché' nella democratica e civile America dalla dolorosa strage del 1999 in una scuola di Columbine più' di 450 giovani studenti hanno perso la vita in simili e tragiche circostanze? Perché' i politici che soltanto qualche settimana fa' erano alla convenzione della fascista National Rifle Association, oggi si permettono di mandare tweeters di condoglianze alle famiglie colpite da tanto dolore? La loro indifferenza, la loro ipocrisia dovrebbero far meditare tante persone che ancora credono a questa gente,far risvegliare le loro coscienze e capire una volta per sempre che questi loschi personaggi, per motivi di convenienza personale, continueranno ad appoggiare un'associazione nazista caprio espiratorio di tanta violenza nel paese. Per il bene della nazione, in triste occasioni come queste, dovrebbero almeno tacere e riflettere sul loro egoismo e la loro crudeltà'. Chiedersi perché' 10 studenti che erano a scuola in Santa fe' Texas per imparare hanno dovuto tragicamente soccombere ad un destino tanto crudele ed ingiustificato? Perché sono cosi incalliti a proteggere il secondo emendamento della costituzione? Un emendamente che forse aveva un esigua giustificazione nel diciottesimo secolo ma che oggi non ha nessun motivo di esistere. Per grazia di Dio non dovremmo essere più' nel tempo del far west. Perché' questo presidente che e' andato a Washington per interessi personali fregandosi del resto del paese non sa' ascoltare il grido di milioni di giovani che chiedono all'unisono di avere la possibilità' di vivere e non morire, di raggiungere i loro traguardi e non sperimentare la terrificante esperienza di attacchi terroristici nelle loro scuole.? Perche' gente di chiesa che pregarono fino alle due di notte per una sua elezione oggi non si ribellano a tanta indifferenza e tanta crudeltà'? L'America non sara' mai grande se non si salvaguarda la sicurezza delle nostre scuole. Non sara' mai grande si si privilegia i più' affluenti a discapito dei più' deboli. Non sara' mai grande se una persona colpita da una malattia non viene curata dalla sua società'. Non sara' mai equanime se si si mira sempre a dare ai ricchi l'opportunità' di diventare sempre più' ricchi, ed ai poveri l'indifferenza totale delle istituzioni. Non sara' mai grande se chi ci comanda non capisce che l'isolamento dal contesto mondiale porterà' questa nazione nel baratro dell'indifferenza e della solitudine. Brooklyn,NY.
Mag 13 alle 3:02 A.M. Donato D'Orazio
"Déjà Vu all over again" Per quando riguarda l'emigrazione siamo ritornati al 1948. In quell'anno fu approvata una legge immigratoria che favoriva popoli anglosassoni e negava completamente la possibilità' all'Italia ed altri paesi sud Europei la possibilità' di entrare in questa nazione. Oggi si cerca di negare a gente musulmane ed ispaniche le stesse opportunità. Per noi Italiani non c'erano spiragli di alcun tipo. Soltanto chi aveva un genitore cittadino americano  aveva la possibilità' di entrare in questa nazione. Eravamo considerati dei mafiosi, poco affidabili,non conformi alle spregevoli idee di tanti razzisti che a quel tempo popolavano questa nazione. Esattamente come pensa adesso  il vice presidente Mike Pence. Per lui la nuova immigrazione non può avere successo  perché' non educati abbastanza e senza la conoscenza della lingua Inglese. Lo stesso concetto che aveva nel 1953 il parlamentare repubblicano MCcarren nei nostri confronti. I fatti, le conquiste, il contributo positivo che la nostra immigrazione di quel tempo hanno dato a questa nazione gli danno terribilmente torto. In tutto fu il presidente Dwight Eisenhower a correggere quel torto che ci fu fatto nel 1948. Volle una legge che facesse giustizia ai tanti cittadini del sud Europa. Nel Luglio del 1953 il parlamentare repubblicano Louis E. Graham presento' al riguardo un disegno di legge che mirava appunto a correggere la legge del 1948. Ci fu un voto alla camera dei deputati in cui  quasi tutti i democratici ed una minoranza repubblicana votarono a favore. Il conto finale fu di 221 a 185 nel parlamento e 63 a 30 nel senato. Il mese di settembre di quell'anno il presidente Eisenhower firmo' questa legge che diede a 60,000 di noi italiani l'opportunità' di sperimentare il sogno americano. Naturalmente non fu per noi una passeggiata. Per una postilla alla legge voluta dal parlamentare Mccarren repubblicano tutti gli emigranti italiani ci dovemmo sottomettere ad investigazioni di ogni genere. Dalle tendenze politiche a quelle religiose. da quelle penali a quelle caratteriale. Da infinite visite mediche a domande, per le donne, che rasentavano l'indecenza. Per di più' dovevamo avere una dichiarazione scritta dal parente che aveva iniziato la pratica del visto che si obblicava a mantenerci in caso arrivato in America non trovavamo un lavoro. In retrospettivo bisogna dire che fu una giusta decisione. Una decisione che dovrebbe prendere il nostro presidente attuale. Non può' negare ad una parte del mondo per motivi religiosi o politici, etnici o razziali l'ingresso in questa nazione. Non può' dire che i norvegesi perché' bianchi hanno più' diritto di africani che sono neri di emigrare in questo paese. Quello che dovrebbe fare e' di applicare in tutto e per tutto le regole del refugee act del 1953. Facendo questo sarebbe più' equanime, più' consono alle tradizioni di questo paese. Per di piu' metterebbe a tacere le giuste critiche che ogni giorno gli vengono mosse. Non dovrebbe spendere miliardi di dollari per un muro che non risolverebbe un bel niente. E,  sopratutto, farebbe onore alla costituzione del paese che non distingue colore della pelle o pratiche religiose. Nel frattempo per la sua testardaggine e la sua ignoranza in fatto di immigrazione le grandi aziende agricole della California e Texas non possono trovare operai per i loro raccolti.

Brooklyn,NY.
Mag 07 alle 2:49 A.M. Donato D'Orazio Siamo in un momento della storia di questo paese in cui la decenza, l'onesta', il diritto di ogni cittadino ad avere l'opportunità' di una vita serena sta' sempre più' scomparendo. Siamo ritornati ai tempi di chi e' buono e di chi e' cattivo. Chi merita e chi non merita. Non importa se chi non merita e' stato in guerra per difendere questa nazione. Quello che importa e' le decisioni di una mente malata. Di un individuo che porta all'occhiello della sua giacca la bandiera americana. La stessa bandiera che lui dissacrò nel rifiutarsi di difenderla in momenti di difficolta'. Lo stesso personaggio che oggi si auto definisce la persona che fara' questa nazione grande, anche se nella sua vita non ha mai alzato un dito per poterla onorare. Nei miei quasi 64 anni di permanenza in questa nazione ci sono stati 12 presidenti che si sono susseguiti nella Casa Bianca. Undici di loro hanno saputo servire la loro nazione con competenza ed onesto impegno. Tutti hanno cercato di governare nel meglio delle loro possibilità'. Anche loro, perché' umani, hanno commesso degli errori. Hanno avuto il buon senso di riconoscerli, si sono presi le loro responsabilità' e sono andati avanti con dignità' fino alla fine del loro mandato.Il dodicesimo - Donald Trump- e' diverso. Per sua convinzione lui non commette errori. Sa fare solo cose buone. Se c'e' qualcosa che non va', e negli ultimi tempi tante cose non vanno, per lui e' tutta colpa dei suoi predecessori.  E' un egocentrico che non sa` prendersi le sue responsabilità'. Cerca sempre di coprire le sue mancanze con bugie e raggiri di ogni genere. Nella politica estera sta' creando sconquasso generale che certamente si concluderà con la perdita di fiducia dei nostri alleati. Nella politica interna sta' creando uno spaccato della popolazione che non promette niente di buono. Nella sua vita privata si trova ingolfato in un mare di guai. I suoi più' stretti collaboratori, loro malgrado, ogni giorno sono costretti a cercare di coprire le sue baggianate. Molti di loro, quasi due dozzine, sono stati costretti a lasciare il loro posto. Chi ancora crede il lui si trova continuamente in uno stato di disagio. La segretaria stampa Mrs. Sarah Sanders ogni giorno deve inventarsi un mare di raggiri per coprire l'instabilità' del suo padrone. Questo gli sta creando delle enorme difficolta` con la stampa nazionale ed internazionale, ed un'infinita presa in giro dai programmi satirici dei vari canali televisivi del paese. Se un giorno la sua coscienza gli obbliga di dire veramente come stanno le cose, quel giorno sarà' il suo ultimo giorno nella sua posizione. Come lo sarà' per i connazionali Kellyann Conway, Rudy Giuliani e Mike Pompeo. Se queste mie opinioni vi sembrano esagerate, allora vi do' alcune opinioni di giornalisti del canale FOX NEWS, che come tutti sanno non e' certo un canale favorevole al partito democratico. Anzi tutto il contrario. Shep Smith nel suo programma ha detto - Tu sei il presidente, perché' non ti comporti come tale?- e continua - caro presidente non e' "fake News" il tuo problema- sei tu il tuo problema. -Tu non puoi asciugare la melma, se la melma la getti continuamente tu. Neil Caputo nel suo programma dichiara; - Presidente nei tuoi pensieri non dovrebbe esserci vincitori o perdenti, bensi' benefici equilibrati per tutti gli americani.- Continua- Presidente perché' dici che la tua riforma delle tasse ti costerà' una fortuna quando sai benissimo che ti farà' più' ricco di oggi?. - Penso che sei occupato ad asciugare lo swamp (palude) per fermarti ad odorare il puzzolente odore che emana. Quello e' l'odore della palude che hai creato tu. - E per concludere alcune dichiarazioni di esponenti del partito repubblicano: il governatore Jeff Bush - E' insofferente verso chi ha il coraggio di contraddirlo- si può' contraddistinguere come uomo caos.- Nessun consigliere si può' permettere di fargli capire che lui non e' più' il Trump farfallone dei tempi del  suo programma televisivo 'The Apprendice" oggi dovrebbe essere presidente degli Stati Uniti- Deve capire che lui e' solo una parte dei tre rami del governo - Barry MCCaffie, uno dei più' decorati generali americano ha detto; - Con riluttanza ho dovuto concludere che il presidente Trump rappresenta una seria minaccia per la sicurezza di questa nazione. Lui si rifiuta di proteggere questa nazione dai tanti attacchi della Russia. E' apparente che lui, per sconosciute ragioni, e sotto l'ondeggiamento di Putin. Potrei continuare all'infinito, ho voluto omettere dichiarazioni, che, anche se vere, potevano offendere il prestigio e la dignità' della posizione della presidenza di questa nazione. Brooklyn,NY.
Mag 3 alle 6:13 PM Germano Di Gregorio

Caro Luciano, spero che questa situazione de copyright si risolvera' in corte.

cari saluti

Arvada, CO
Apr 29 alle 6:59 A.M. Donato D'Orazio Venticinque Aprile 1944 giorno della liberazione. Una data questa che significa non soltanto la fine di un incubo ma anche la fine del regime fascista e di conseguenza quello della monarchia. Non fu la fine di una guerra, bensi' la vittoria dei partigiani sui repubblichini. Fu il giorno che Milano e Torino furono liberate, come qualche giorno prima era stata liberata Genova. Fu il grido del presidente Pertini, allora partigiano, che diete lo sprint finale ad una guerra fraticita che causo' tanta morte e dolore all'Italia. La seconda guerra mondiale inizio' nel 1939. Mussolini, pur essendo alleato di Hitler penso' giustamente di mantenersi fuori da questa guerra. Poi visto i primi successi di Hitler nell'Europa del Nord si convinse di dare il suo appoggia alla Germania. Non era ne pronto ne preparato per un conflitto di cosi' grande portata. Forse fu il suo ego di sciocco dittatore a fargli fare questo passo che si rivelo' sin dal primo momento disastroso per l'Italia e per il suo futuro di capo delle nazione. Difatti le sconfitte dei nostri soldati in Grecia ed in Africa lo riporto' subito in quella  terrificante realtà'. Gli Italiani, che ogni giorno dovevano aspettarsi notizie dolorose, cominciarono a non aver più' fiducia in lui. Fu tutto questo che convinse il Re a convocare il 24 luglio 1943 il gran consiglio di stato. Fu in questa riunione che si decise del destino del Duce. Fu deposto e messo in carcere. Il suo posto fu preso dal maresciallo Badoglio. Il 3 Settembre del 1943 in gran secreto il Re firmo' l'armistizio con gli Inglesi ed Americani. Soltanto il 28 Settembre venne allo scoperto rivelando di questo patto con gli alleati. Fu questa decisione che mise i soldati italiani che fino a quel giorno combattevano con i Tedeschi in una situazione inverosimile. Non sapevano cosa fare, come comportarsi. Senza un comando che li poteva consigliare rimasero alla balia dell'Armata tedesca che sentendosi traditi li umiliarono in tutto e per tutto. Non soddisfatto di tutto questo riversarono tutto il loro odio anche alla popolazione occupando e distruggento ogni paese che incontravano.  Fu cosi' che anche noi a Cansano, l'undici Novembre, nostro malgrado, dovemmo abbandonare le nostre case ed i nostri beni per cercare di metterci in salvo dalla ferocia di questi militari. Fu senza alcun dubbio il periodo più' nero della storia del nostro paese. Molte famiglie come la mia si rifugiarono per sei settimane sulle colline del monte difesa. Una tempesta di neve ci costrinse a cercare rifugio nella pianura Peligna. Questo mi porta a ricordare a chi oggi segue la dottrina di un dittatore democratico come Trump che anche noi cercammo rifugio presso gente che non ci conosceva. Anche noi eravamo affamati. con la differenza che quella gente a noi ci diete da mangiare ed un tetto per viverci. E non un muro per poterci respingere ed una scusa per poterci umiliare. Dopo cinque mesi ritornammo nelle nostre case per trovarle saccheggiate di tutto. ed a farlo non furono soltanto i tedeschi. Questa in sintesi e' una piccola parte di quel terrificante periodo della storia della nostra nazione. Ho tralasciato i bombardamenti, le magliaie di vite perdute. La guerra civile che ne segui' e le tante tragedie che si porto' con se'. Il destino della mia generazione cambiata completamento. I ricordi di tanta sofferenza che ci portiamo sempre con noi. L'anno di scuola che perdemmo. Il ritorno in un aula scolastica completamente nuda di ogni genere di necessita'. Di maestri che senza nemmeno una sedia per sedersi si prodigavano con immenso impegno a cercare di darci una educazione decente. E ci riuscirono. Io non so' se in Italia insegnono la vera storia di questo periodo dell'Italia, io spero di si' perché' non e' soltanto istruttivo, ma anche per fargli capire che malgrado tutti i problemi che l'Italia può' aver adesso non sono lontanamente comparabili con le sofferenze e le privazioni di quel difficile periodo della nostra nazione.  Brooklyn, Ny.
La Redazione

Questa Foto inviatomi da Domenico Di Giacomo è stata scattata nella scalinata di  ze Luci` di Fua`, in occasione  del matrimonio di Nicola Ruscitti  di Meca d'pinta, nel  Giugno del 1955. L'uomo col cappello era Pietro Morelli, ( Pesafierro) si riconoscono:  Domenico Di Giacomo, Gino Di Giallonardo, Salvatore Di Fiore e i due bambini: Domenico e Gianfranco Di Padova.  

E gli altri chi sono?

Domenico Di Giacomo si è rivolto alla encyclopedia umana, Nicola Ruscitti,

che ha riconosciuto:

in alto:  Ugo Guadagnoli, (padre di Crescenzo).  I tre bianchi erano americani:  Donato Di Bartolomeis,  Adolfo Villani,  Angelo Di Domenico  (marito di Ferminda)  i bambini  Domenico e Gianfranco Di Padova , in piedi e` il loro padre Adalberto (di Pescocostanzo genero di Meca d'ipinta.Domenico Di Giacomo, Pesafierre, Gino Di Giallonardo,  Salvatore Di Fiore,  Biagio De Santis,    sotto:  Biagio Di Paolo, padre di Mendes   e  Domenico Ruscitti  di Meca d'pinta.

Apr 22 alle 7:41 PM Domenico Di Giacomo
Come vediamo, la zia Maria Donata, non sembra l'eta` di 99 anni,  ma ancora  giovane e bella. La ricordiamo buona ,  generosa  e consigliera. Da una vita,  ha avuto la forza  e coraggio di sopportare  la  pena e sofferenza  per tutti  i  suoi cari venuti a mancare.
  I nostri  Auguri  sono di continuare per molti anni ancora.
    Buon Compleanno  cara zia,  Domenico e Ottavia.
Staten Island, NY
22 April alle 12:28A.M. MAURIZIO Ruscitti Ciao Silvia e  Zia abbiamo visto con immenso piacere e commozione  la  foto per il 99 esimo compleanno.Auguri ancora e al prossimo ....MAURIZIO e MADDALENA Iseo
22 April alle 9:08 A.M. Livia Ruscitti
Carissima Silvia grazie per la bellissima foto di zia Maria Donata che ha compiuto 99 anni . È stato un immenso piacere rivederla, ci siamo commosse fino alle lacrime . Noi come ben sai la sentiamo per telefono,ma rivederla è  stata una grande emozione.
Augurissimi alla nostra amata zia.
Una bacione da parte di mamma , Clara e Livia .
Cansano

La

Redazione

To Whom This May Concern, 
My grandmother, Maria D'Orazio in Ruscitti, just celebrated her 99th birthday on April 17th, 2018. She was born in Cansano in 1919 and moved to Brooklyn with her young family in 1955. I've attached a picture of her from her birthday, would it be possible to post on your website? 
Please let me know if possible or if you need more information. 
Kind regards, 
Silvia De Santis

A chi può interessare,
Mia nonna, Maria D'Orazio in Ruscitti, ha appena festeggiato il suo 99 ° compleanno il 17 aprile 2018. È nata a Cansano nel 1919 e si è trasferita a Brooklyn con la sua giovane famiglia nel 1955. Ho allegato una foto di lei del suo compleanno , sarebbe possibile pubblicare sul tuo sito web?

Per favore fatemi sapere se possibile o se avete bisogno di ulteriori informazioni.
Cordiali saluti,
Silvia De Santis

Ho ricevuto dalla signora Silvia De Santis questa foto che ritrae la Nonna Maria nel festeggiare i suoi primi 99 Anni. Volentieri pubblico con molto piacere, e con l'occasione la redazione e tutti i Cansanesi di www.cansanonelmondo.it si uniscono con Silvia per augurare a Nonna Maria i nostri calorosi Auguri.

Il prossimo festeggiamo i 100

22 April alle alle 2:02A.M. Donato D'Orazio Oggi la gran parte dell'America che conta, dell'America che ama questa nazione per quello che ha sempre rappresentato, per i suoi principi morali e sociali, per la generosità' che ha sempre rappresentato, ha rivolto il suo pensiero verso una chiesa di Houston Texas per dare l'addio a Barbara Pierce Bush, moglie del quarantunesimo presidente e madre del quarantatreesimo presidente di questa nazione. Una donna esemplare che ha dedicato la sua vita all'amore per suo marito, all'educazione dei suoi figli ed a far si' che milioni di bambini poveri ed abbandonati nel retroterra di questa nazione fossero educati nel migliore dei modi. Ha adempito al ruolo di prima donna di questa nazione con una dignità', con una competenza, con una riservatezza che gli ha fruttato il rispetto incondizionato di tutti i cittadini di questa immenso paese. Nel suo funerale, tra più' di mille e cinquecento invitati, c'erano i quattro ex presidenti: Bush senior, Clinton, Bush Junior, Barack Obama, il quinto ex pres. Carter si trova  all'estero e non e' potuto intervenire. A rappresentare il presidente Trump, che per ovvie ragioni non e' intervenuto, c'era la sua signora Melania. Il rito funebre e' stato una sublime celebrazione alla memoria di una donna che ha lasciato un retaggio di bontà' di fermezza, di onesta', di generosità' verso quiei ragazzi che senza il suo aiuto oggi si troverebbero in condizione sicuramente disagiate. La sua memoria rappresenta il vero ritratto di questa nazione. Di una nazione che unisce e non divide, che accoglie e non rigetta.  In momenti come questo in cui una icona della parte più' vera di questa nazione se ne va, tutto le diversità' ideologiche, sociali ed etniche si mettono da parte per dare al mondo intero un esempio di unita', di cameratismo, di impegno unisono per il bene di tutti. Gli ex presidenti su menzionati hanno tutti dato il meglio di loro stessi per dare a questa nazione tranquillità' e speranza per tutti. Speriamo che il caotico momento che stiamo attraversando abbia una fine. L'America non può' permettersi di essere divisa, di avere rancore uno degli altri, L'esempio di Presidenti di diversi ideologia che si trovano uniti, che pregano insieme e' un esempio che non deve sfuggire a chi cerca il confronto, la divisione,  il ritorno alle diseguaglianze del passato. Per onorare la memoria delle tante persone che nel loro campo si sono sacrificate per il bene ed uguaglianza di tutti, serve che chi comanda capisca che la storia di questo paese non venga per nessuna ragione cambiata. Brooklyn, NY.
03 April alle 4:08 A.M. Donato D'Orazio Virgolettare il mio nome per qualcosa che io ho sempre detto e scritto mi sembra una esagerazione abbastanza gratuita. Anche perché' io non ho mai criticato chi esprime una sua opinione, anche quando viene espressa senza una cognizione di quello che realmente voglia dire. E' una prerogativa di tutti, anche di quelli che con banalità' o incoscienza offendono la dignità' di altri, scrivere quello che vogliono. Sta' alle persone che leggono certi estremismi in cui si mette in evidenza la poca equità di chi li scrive giudicare e decidere. Io non ho fatto altro, anche perché' non riesco a capire come delle persone che io conosco bene e che stimo per quello che realmente sono, possano arrivare a certe ingiustificate conclusioni. Non riesco a capire, tra l'altro, come si possono criticare giovani adolescenti che non chiedono altro che quello di andare a scuola per imparare e non per essere  coinvolti in una tragedia immane in cui 17 amici sono stati massacrati a morte da un giovane criminale che con un arma da guerra li ha uccisi. Non potrò' mai capire come il loro grido a chi ne ha il potere di fare qualcosa per evitare tanto dolore, tanto spargimento di sangue, possa essere cosi' cinicamente criticato da gente che per loro fortuna i loro figli sono stati immuni da questa debilitante esperienza. Come si può' sinistramente pensare che applicare per tutti il secondo emendamento della costituzione sia la soluzione a questi disastri? Non si pensa che pistola contro pistola non fa' altro che creare confronto? Non si pensa che in tutti i paesi del mondo, anche i più' poveri o pericolosi, queste strage di innocenti nelle scuole non si verifica mai e qui nel mondo dorato di una America ricca e civile ben 200 ragazzi in dieci anni hanno perso la vita per questo sciagurato diritto di avere una arma da fuoco? Riflettete su questo prima di scrivere tragiche sciocchezze. Prima di perorare una ideologia che negli ultimi tempi ci sta' riportando nell'era del far west, perorate le cause di tanti giovani che hanno il dritto di essere educati in un ambiente sicuro, perorate le cause di tante persone che in una nazione ricca e civile non riescono, loro malgrado, ad avere una vita dignitosa, perorate le cause di tanti malati che loro malgrado, non hanno le possibilità' di essere giustamente curati, perorate le cause di immigranti, che venuti da ragazzi, o addirittura infanti, oggi si trovano in una situazione di disagio ed incertezza. E, soprattutto, prima di scrivere ricordiamoci chi veramente siamo, da che parte veniamo, e come abbiamo raggiunto ciò che oggi siamo. Brooklyn,NY.
Mar 31 alle 6:53 PM Domenico Di Giacomo
Come si e` sempre detto e sempre si dira`:  ( Felice  come  una Pasqua )  e  io  dico :  Buona Pasqua a tutti,  e  Lunedi`, con biscotti profumati di cannella, palombe e ciambelle  andremo tutti a passalacqua dove scorre l'acqua bella.
Staten Island, NY
Mar 31 alle 1:13 A.M. Romeo Di Giallonardo
Tutto questo pero' improntato sul rispetto delle opinioni altrui. Parole Sante scritte da "Donato D'Orazio"
NewYork
Mar 30 alle 4:05 PM Romeo Di Giallonardo Buona Pasqua e Pasquetta a tutti i Cansanesi NewYork
Mar 28 alle 8:31 PM Donato D'Orazio Siamo entrati nel vivo della settimana santa. Una settimana che dovrebbe, per noi cattolici, essere un periodo di riflessione, un periodo di purificazione, un periodo in cui le nostre coscienze ci spronano ad essere leali con noi stessi prima di esserlo con altri. E' il periodo dell'anno in cui ci avviciniamo a Dio, non per chiedere ma per dare. E` il periodo dell`anno in cui avviciniamo a Dio per pregarlo affinché ci dia la forza e la lungimiranza di essere più' consapevoli con noi stessi quando per motivi banali come l`ideologia o l`antipatia si impatronisce delle nostre menti per farci esagerare o addirittura offendere la dignità' di altri. E' il periodo dell'anno in cui il ricordo di chi ci ha insegnato ad essere onesti e responsabili ci dia quello sprono necessario per farci ritornare quello che realmente siamo e non quello che pretendiamo di essere. E' il periodo  della penitenza, della convinzione che per essere accettati e rispettati nel circolo della comunità' che ci appartiene non e' quello di scrivere, pubblicare, o copiare baggianate in sciocchi social network per avere la gratificazione di un like o un cuoricino, ma per dare esempio di rettitudine morale e civica per il proprio benessere interiore e per l'affetto ed il rispetto che veri amici ci sanno dare. Buona Pasqua a tutti. Brooklyn,NY.
Mar 20 alle 3:09 AM Donato D'Orazio In un qualsiasi 19 Marzo degli anni del dopo guerra: Cansano era un paese pieno di vita, pieno di gente. Ogni casa racchiudeva in se' una famiglia, La scuola era frequentata da tanti bambini. Ogni classe, e ne erano sei, ospitava almeno trenta alunni. I maestri erano tutti cansanesi. La chiesa, con due sacerdoti, don Alfredo prima e don Virgilio dopo, con don Ciccio rappresentava per ogni giovane un punto di riferimento, un luogo di preghiera, ma anche un punto ideale in cui i primi sguardi di adolescenti si incontravano, i primi amori sbocciavano. Per i giovani c'erano i primi approdi verso le scuole superiori. La scuola media per tanti che si potevano permettere di continuare gli studi. La scuola di avviamento che era una preparazione molto concisa ma efficiente per i figli di contadini che immancabilmente si incamminavano verso il lavoro dei genitori. E la scuola di arte e mestiere che preparava gli studenti ad un futuro verso professioni tecniche ed artigianali. Gli adulti che dopo un pesante giorno di lavoro, per di più' sui campi, si riunivano sulla piazza principale per discutere ed essere informati dei fatti del giorno. Molti si incontravano nelle varie cantine del paese per farsi una partita a carte e bere un bicchiere di vino con amici. Era un paese che veniva fuori da uno dei periodi più' difficili e disastrosi della sua storia. Una disastrosa guerra aveva messo sul lastrico quasi tutta la popolazione. C'era povertà', forse anche un po' di rabbia. Ma non c'era di certo  disperazione, anzi c'era tanta speranza, tanta determinazione, tanto ottimismo che le cose sarebbero cambiato per il meglio. C'era un'atmosfera di cameratismo e di orgoglio che permeava nei cuori di tutti i cansanesi. Naturalmente, come in tutte le comunità' c'era qualche diversità' di vedute, specialmente politiche, che dividevano una parte del paese. Tutto questo pero' improntato sul rispetto delle opinioni altrui. Poi c'erano le tante feste, religiose o folcloristiche, che venivano da tutti festeggiate con venerazione ed  amore. Tra queste, almeno per i più' piccoli c'era la festa di San Giuseppe. La scampagnata sui monti, sulle valle o vicino ai ruscelli del paese. Chi non ricorda la gioia di riunirsi in piazza per aspettare, il maestro, o il sacerdote che in comitiva ci portavano in questi indimenticabili angoli del paese. Tutti col nostro panino con frittata e ventresca avvolto in un pezzo di carta. I giochi, le corse, la gara al nascondiglio, la  soddisfazione di essere con i nostri compagni, con i nostri maestri, i nostri sacerdoti in una atmosfera di pura gioia ed immensa soddisfazione. Erano altri tempi, altro modo di vivere, forse meno sofisticato, ma certamente più' gratificante di adesso. Poi gli anni che passano, le decisioni che si prendono, le emigrazioni che si affrontano, la perdita della nostra identità' che si consolida. ed un paesello lontano che con grande pazienza spera che un giorno si possa ritornare. Purtroppo non sara' cosi', La vita, il destino, le evenienze della vita, nostro malgrado, non ce lo permetterà`. Ma tutto questo non ci preclude che il nostro amore, la nostra gratitudine, il nostro  ricordo per il luogo dove siamo nati di vivere per sempre nei nostri cuori. Niente potrà' farci dimenticare il paesello che ci ha forgiato, di quell'anglo di pace e serenita' che ci ha cresciuti,  compreso, e sicuramente perdonato. Brooklyn,NY.
Mar 14 alle 10:27 PM Domenico Di Giacomo
La velocita` del suono  e  della luce sono ormai surclassate, l'elettricita`    magnetica  nell'aria va di molto oltre e raggiunge l'infinito. Molti gli auguri ad un  grande abruzzese forte e gentile  Mr. Mike Pompeo, per l'alta carica  come Segretario di Stato,  mai  per un  personaggio delle nostre origini italiche.
  Il signor Pompeo,  da  nonni di Fara San Martino, il paesino della Maiella,  ma dell'altro versante Chietino e ci immaginiamo quella gente come sono tutti in delirio.
  Gli facciamo gli Auguri per il prestigioso lavoro e che Iddio lo protegga.  Agli Auguri  molti ci hanno preceduti,  il bravo Dallas, cansanese  DOC, Christian Bolletta,  piu` cansanese che pescarese, da Pert Australia, l'amico  pugliese Costantino Cassano, marito di Fiorita Ruscitti e molti altri,  tutti ci sentiamo orgogliosi del Forte e Gentile.
Staten Island, NY
Mar 14 alle 5:33 PM Donato D'Orazio
"Here we go again", Era una frase ricorrente nel linguaggio del Pres. Reagan quando qualcuno insisteva nel  ripetersi in qualcosa di gia' conosciuta o in qualcosa di sbagliato o poco etica ed a volte offensiva. E' il caso di ripeterla col Pres. Trump. In meno di quattordici mesi dalla sua inaugurazione alla presidenza di questa nazione ha licenziato o costretto a dimettersi ben ventuno dei suoi collaboratori. Tutte persone da lui scelte per l'incarico che ricoprivano. Da premettere che come presidente lui ha tutto il potere di licenziare chi voglia. Quello che non ha, ed una persona con un minimo di buon senso dovrebbe sapere, e' quello di non comportarsi da despota immaturo ed incoerente. Avere la facoltà' di lincenziare non vuol dire offendere la dignità' di una persona che, tra l'altro, ha una storia professionale e morale di grande prestigio alla spalle. Non ci si può' nascondere dietro uno sciocco tweeter per umiliare una persona. Se si hanno delle divergenze con un collaboratore, queste divergenze vengono affrontate e risolte con un faccia a faccia e non nascondendosi come un coniglio dietro una frase scritta su un social network. E' quello che purtroppo questo presidente ha sempre fatto, e che immancabilmente si e' ripetuto col licenziamento del segretario di stato Mr. Tillerson, ed a suo tempo col capo del FBI Mr. Comey. Due personaggi di grande spessore professionale. Mr. Comey, un veterano di grande prestigio che ha servito la nazione con onesta' e dedizione seppe del licenziamento mentre si trovava a Los Angeles per un convegno con i suoi collaboratori. Mr. Tillerson, che da un semplice ingegniere seppe scalare tutti i gradini di una grande industria petrolifera e diventarne presidente, ha saputo del suo licenziamento con un tweeter appena atterrato da un aereo, da un viaggio in Africa. Tutto questo denota tutta la perfidia, tutto il rancore di un personaggio puerile che non sa' accettare, uomini o donne, che hanno il coraggio e l'esperienza di confrontarlo e dissentirlo in qualcosa che lui sta sbagliando. Un piccolo uomo che ha bisogno per sentirsi grande di personaggi che lo assecondono in tutto e per tutto nelle tante sue idiotiche idee. Mi dispiace per Mike Pompeo che ha preso il posto di Tillerson. Un originario abruzzese, intelligente e capace che sara' costretto ad obbedire, suo malgrado, alle intemperanze del suo capo.  Nel fratempo si sta verificando un certo risveglio di buon senso nella mente di tanti americani. Le elezioni politiche dell'ultimo anno hanno messo in evidenza che il popolo ha capito di aver sbagliato  nel votare per un immaturo e stanno prendendo le misure per ridare a questa nazione un equilibrio ideologico che ha sempre avuto. Ieri in Pennsylvania, in un distretto Trumpiano, ha vinto l'elezione per la camera dei deputati un giovane Democratico.
Brooklyn,NY.
Mar 6 alle 1:37 A.M Donato D'Orazio Un terremoto di epocali dimensioni ha scosso il panorama politico italiano. Una elezione che segna la fine di tanti personaggi politici della seconda repubblica. I due partiti di protesta hanno vinto il contesto elettorale. C'e' sorpresa ed incredulità nel mondo politico internazionale. In America i maggiori quoditiani hanno messo in risalto questa sorprendente svolta dell'Italia. L'Huffpost scrive: "L'elezione politica italiana e' un pugno all'unita' Europea, ed una spinta determinante per gli estremisti di destra continentale". Il New York Times scrive " Il sorprendente risultato dell'elezione politica italiana ha completamente capovolto il paesaggio politico del paese". Nell'esaminare questi risultati mettono in evidenza i principali motivi di questa debacle dei tradizionali partiti politici del paese. Pensano che la maggior parte dell'elettorato italiano li sente responsabili per quell'afflusso incontrollato di tanti emigranti illegali che si sono riversati in Italia negli ultimi anni. Come ce l'hanno con l'unione europea, in special modo con la Germania e Francia, per aver voltato le spalle in un momento delicato in cui l'Italia cercava cooperazione per risolvere questo delicato, costoso e sociale problema. Un'altro importante fattore, secondo USA Today, e' stato l'economia che non decollava e l'enorme tasso di disoccupazione della gioventù' italiana, ed il disagio che si prova nel Sud Italia che si vede completamente abbandonata dal governo centrale. Poi ci sono giornali che mettono in evidenza la reticenza dei partiti tradizionali a rinnovarsi. Secondo loro non ci sono nel partito democratico o forza Italia giovani dinamici ed innovativi che possono prendere le redini dei vari Berluscone o Renzi ormai logorati dal potere per Renzi e dagli anni per Berluscone. Al contrario dei partiti come i 5 stelle con Di Maio e la lega con Salvini che sono giovani, esuberanti e, piaccia o meno, dei protagonisti di un cambiameto che il paese sembra accettare. Ormai il dato e' tratto. Hanno vinto loro. E spetta a loro trovare il modo di governare la nazione. Non avranno vita facile perché' non hanno la maggioranza per poterlo fare. Non hanno l'esperienza per cambiarsi. Per poter passare dal personaggio di protesta che e' faticoso ma facile, al personaggio che ha l'obblico di governare che e' impegnativo e molto difficile da superare. Le prossime tre settimane saranno complicate, specialmente per il presidente della repubblica che ha l'immane compito di trovare una soluzione  ad una quasi insolvibile situazione in cui il paese si e' venuto a trovare. Ci serve responsabilità che purtroppo nel clima che si e' venuto a creare nella campagna elettorale non c'e'. Ci serve cooperazione che per motivi discordanti non ci sara'. Ci serve un miracolo che purtroppo soltanto Dio gli può' dare. In tutto l'Italia di queste situazioni ne e' a conoscenza. Ne ha passato tante dal dopo guerra ai nostri giorni. Sono certo che qualcosa si inventeranno. Per noi che siamo all'estero non ci resta che augurargli che tutto si risolva nel migliore dei modi. Brooklyn,ny.
Mar 6 alle 2:44 A.M Domenico Di Giacomo
(The Election Time is Over).
Ho votato per il vincitore.    Per ora    non si puo` dire ancora chi sara` il  Premier.                                              I vincitori realmente sono  2,  Salvini  il duro, portando il partito  ( la Lega )originario di Bossi da cifre basse a piu` del 18%  con una campagna forte e seria,  usando frasi  non ( sue)  come:  Flat Tax;  Italy First e Immigrazione  Selvaggia.      Ora tutti si domandano cosa potrebbe succedere,  se sara` leale alla qualizione con Berlusconi che ha indietreggiato di molto pur se si e` battuto ,  ma alla sua eta` e`stanco, e`evidente come si muove  lento ed poca favella nel parlare.
  Il vincitore piu` di tutti e` stato  Di Maio, il bel ragazzo giovane, gentile e sempre sorridente, cordiale,  senza alzare  i  toni alle parole e pur non  laureato, ma ben preparato in politica ha vinto la sfida, e` stato premiato dalla gente.  Ora,  con la sua carta vincente ha la capacita` di far ridurre il salario a tutti e sfamare tanti bambini  poveri,  Bravo.
  Renzi del PD, qualche tempo fa, aveva perso il referendum,    si e` battuto come  un leone  ed assediato anche dai suoi vecchi politici come D'Alema, Bersani ed altri,  ma  pure loro sono stati mandati a casa.  Non meritavano la sconfitta  Minniti e Frenceschini,  hanno svolto un onorevole lavoro.  La Boschi  ha vinto,  ma a mio parere non doveva.
  Ora tutto si riversa su Mattarella, che fara`,  chi chiamera` per primo? E se  si rifiutano?  E  i  ricatti nel comandare?  I  Ministeri richiesti?  Ci auguriano un buon governo serio per la nostra bella Italia,  cosi` tutti gli italiani fuori dal Bel Paese  ne saremo orgogliosi.
Staten Island, NY
Mar 2 alle 8:13 PM Donato D'Orazio Domenica prossima in Italia si terranno le elezioni politiche per eleggere il nuovo governo che dovrebbe guidare il paese per i prossimi cinque anni. Ho scritto "dovrebbe" perché' per quello che leggiamo, molto probabilmente, non ci sara' una maggioranza di un gruppo politico che gli permette da solo di governare il paese. Si dovrà' ricorrere a coalizioni con altri gruppi politici e questo in passato ha sempre creato difficolta' e caos nell'amministrare il paese. Tutto questo viene riportato con ampie vedute dalla stampa estera. Il New York Times, nell'edizione di questa mattina scrive su di questo ed altro ancora. Fa' notare, tra l'altro, che oltre agli Stati Uniti, Germania e Francia che hanno subito ingerenze dalla Russia, c'e' anche l'Italia sotto il radar politico di Putin. Con una differenza molto diversa, perché, mentre le nazioni su  citate  hanno più' o meno condannato l'intromissione russa nelle loro elezioni, in Italia non e' stato cosi'. Spiega che tutti i gruppi politici italiani sono stati molto assenti nel criticare il governo Russo per quello che si potrebbe chiamare un sabotaggio politico al loro Paese. Salvino che sembra piu' daccordo con Putin che con l'Unione Europea, riguardante tra l'altro, l'immigrazione. Berlusconi che non nasconde la sua amicizia per Putin, che in occasione del suo recente  compleanno gli manda un regalo abbastanza apprezzato dal capo del Cremlino. Il Movimento 5 Stelle ha da sempre condiviso la linea di Putin riguardo la NATO. Chi e', secondo il giornale Newyorkese, più' tenuemente in disparte da queste posizioni e' il Partito Democratico che finora si tiene alla larga da queste cose. Intutto quello che dicono i giornali stranieri agli italiani importa ben poco. Quello che gli importa e' il programma legislativo dei vari gruppi politici. Per farmi un'idea della situazione mi sono letto attentamente i programmi dei vari partiti. A dire il vero mi sembra che poi non c'e' tanta differenza tra loro. Per quanto riguarda il lavoro sembra che tutti sono d'accordo per continuare il bonus di 80 euro mensili ai lavoratori. C'e' il partito Democratico che lo vuole estendere anche alle famiglie con una detrazione IRPEF per ogni figlio fino al massimo di 240 euro. Tagliare le tasse alle società' dal 24 al 22 per cento ed ai lavoratori a tempo indeterminato dal 33 al 29 per cento. IL Centro Destra e' propenso verso una Flat Tax, con divergenze di vedute tra Salvino e Berlusconi. Salvino e' per il 15%, Berlusconi per il 23%. Per Salvino e' imperativo eliminare la legge Fornero e dare la facoltà' ai lavoratori di andare in pensione a 60 Anni. Come pagherà' tutto questo non lo ha spiegato. Per il Movimento 5 Stelle "reddito di cittadinanza" cioè' garantire mille Euro al mese a tutti i cittadini che cercano lavoro. Aumentare il minimo di pensione da 500 Euro a 780 Euro mensili. Per la sicurezza sembrano tutti avviati verso una soluzione di un aumento di 10 mila posti per le forze dell'ordine. Con qualche partito che reclama il famoso carabiniere di quartiere. Per la scuola ci son poco ma confuse idee di come migliorarne la situazione. Come c'e' confusione a riguardo dell'immigrazione clandestina che sta mettendo a dura prova il governo italiano. Ci sono politici come Salvino che vuole rimandare tutti nei loro paesi. C'e' Berlusconi che vorrebbe creare un Piano Marshall per i paesi africani per aiutarli economicamente affinché' possono aiutare i loro abitanti a rimanere nelle loro case. Come c'e' il Partito Democratico che chiede alla Unione europea di prendersi la sua responsabilità'. Naturalmente tutto questo e' soltanto una minima parte dei programmi lunghi e dettagliati dei vari partiti. Quello che giustamente manca e' la sciocca idea di fare la loro nazione 'Grande Ancora", quello di sperperare 800 miliardi di dollari per le spese militari, quello di aiutare i ricchi che non ne hanno bisogno a discapito della povera gente, quello di eleggere un presidente incompetente ed egoista solo per un'ottusa opinione ideologica, e sopratutto quello di eleggere un governo per i pochi a discapito dei molti. Spero che gli italiani che di buon senso ne hanno molto possano recarsi alle urne con seri propositi di aiutare la loro nazione a potersi governare con equanimità e stabilita' per i prossimi cinque anni. Forse sara' difficile, ma certamente non impossibile. Forza Italia. Brooklyn,NY.
Feb 24 alle 2:45 AM Donato D'Orazio
Stiamo raggiungendo l'inverosimile. Picconata dopo picconata si sta' distruggendo quel meraviglioso mosaico umano che rappresentava questa democrazia americana che ha permesso ai deboli, agli  sfortunati, ai poveri ed oppressi del mondo di sperimentare il sogno di essere liberi, di essere accettato, di poter esprimere il meglio delle loro capacita' sociali e lavorative. Era la democrazia dell'accoglienza, del rispetto umano, dell'inclusione. Era il paese che ha accolto gente di tutto il mondo, che ci ha accolto (perché anche noi siamo stati accettati) in momenti di grande difficolta' della nostra nazione di nascita. Un paese unico che deve la sua fortuna e le sue ricchezze all'impegno, alla perseveranza, alla gratitudine di questi umili immigranti che hanno lavorato, costruito e fatto grande questa nazione. In questo meraviglioso viaggio storico del paese ci sono stati momenti di turbolenze razziali ed etniche. Ma con  metodico impegno di tanti personaggi politici, storici ed intellettuali c'e' stato un continuo evolversi verso l'abbattimento della descriminazione e dell'odio razziale. Anche per la nostra etnia italica ci sono stati momenti di grande sconforto e di tanti disagi. Molto di "gente nostra" che oggi si ergono a difensori di quella macchia malefica ed indelebile di questa nazione, lo fanno perché' forse ignoranti della nostra storia, forse perché' arrivati quando il lavoro sporco era stato gia' fatto, forse perché' insulati dalle loro famiglie. Un fatto e' certo, non e' da eroi osannare razzisti che ieri se la prendevano con noi ed oggi se la prendono con altre etnie. Abbiamo avuto negli ultimi sessanta anni politici di ambo i partiti, Presidenti repubblicani e democratici che all'unisono si sono prodigati per sconfiggere questo male, per cercare di superare questi atti di razzismo che non faceva onore ad un paese che aveva fatto della democrazia, dell'uguaglianza, del rispetto reciproco un cardine principale della sua esistenza. Quando sembrava che passi da gigante erano stati fatti, quando sembrava che il peggio era per sempre passato, arriva un presidente che con un impegno sinistro sta distruggendo tutto quello che di buono era stato raggiunto. Oggi si ritorna alla discordia, all'odio verso persone di colore diverso, alle leggi immigratorie che favoriscono gli anglosassoni a discapito dei latini. alle leggi del far west, alle pistole che uccidono innocenti bambini, al bene del capitalismo a discapito dei poveri e malati. Oggi i secondini di questo potere osannano i bugiardi, gli esaltati, i traditori, gli isolazionisti, chi con false pretese li hanno convinti che questa malefica strada e' quella giusta che porta questa nazione ad essere "ancora grande". Non e' cosi'. Questa nazione e' stata sempre grande. Non per merito di gente ignobili, sentimentali del lato oscuro della sua storia, bensi' per merito di gente che si sono sacrificati nelle miniere di carbone, nelle immensità' delle sue campagne, nel duro lavoro delle sue industrie, nelle sale operatorie dei suoi ospedali, nelle ricerche dei suoi scienziati, nell'opera dei suoi artisti, nel sacrificio dei suoi giovani che hanno perso la loro vita nei campi di battaglia di tutto il mondo per preservare quella giusta e meritata grandezza che ha sempre avuta.

Brooklyn,NY.
Feb 18 alle 2:30A.M. Donato D'Orazio Un'altra terrificante strage di innocenti si e' perpetrata in un liceo di una pacifica cittatina della Florida. Parkland City ha dovuto sperimentare uno dei più' ignobili, dei più' crudeli, dei più' insensati, dei più' dolorosi atti criminali contro degli ignari adolescenti che erano a scuola per imparare e non per morire. Un giovane con problemi mentali ha avuto la nefasta idea di portare a termine uno delle strage più' crudeli della storia di questo paese. Come può' tutto questo accadere? Come può' una nazione che si dichiara civile permettere che tutto questo possa cosi' sistematicamente ripetersi? Ogni paese del mondo ha tra la sua gioventù' dei ragazzi con problemi di mente, ma nessuno, che io sappia, si infanga di cosi' atroci delitti. Perché' questo? semplicemente perché' nei paesi veramente civili non si permette a qualsiasi ragazzo, sano o problematico che sia, di andare in un qualsiasi negozio di armi e comprarsi pistole, fucili o qualsiasi arma da fuoco per commettere atti funesti di questo genere. In America abbiamo un'associazione a delinquere che si chiama "National Rifle Association" responsabile principale di questi delitti. Protetta da coorti politici, per lo più' repubblicani, che succubi della loro potenza economica non hanno il buon senso, la capacita', la coscienza di fermare questi parassiti dal propagandare queste armi di distruzione di massa che tanto lutto e tanto dolore stanno causando a tante famiglie. Il presidente degli Stati Uniti in un comunicato letto senza un minimo di compassione per il lutto che aveva colpito la nazione ha messo in evidenza il fatto che il giovane colpevole era malato di mente. Non ha capito, o non vuole capire, che la causa principale non e' stata la malattia, bensì la maledetta carabina che gli e' stato permesso di poter comprare. Finche' non si avrà' il coraggio di proibire questi aggeggi di morte cose dolorose di questo genere si ripeteranno ancora. Io spero sinceramente che i giovani che fino a questo momento non si sono mossi, lo facciano adesso. Spetta a loro unirsi, far sentire la loro voce, organizzarsi,  manifestare in piazze e scuole dell'intera nazione, essere attivi politicamente, andare a votare. Perché' il voto e' la loro unica arma per  sconfiggere questi parassiti dal proteggere questa infame associazione di fare ancora del male. Ed infine, in questo momento di riflessione, di dolore, di commosso pensiero verso tutte quelle innocenti vittime di questo barbarico atto di violenza, vada ai tanti genitori, alla città di Parkland, ai suoi cittadini il nostro pensiero ed il nostro cordoglio.  Brooklyn,NY.
Feb 14 alle 6:54 PM Domenico Di Giacomo Da l'anno scorso abbiamo un dispiacere dopo l'altro ed ora anche del caro Giovanni,  figlio di Umberto e Fiorita.  Sentiamo il dolore e vi esortiamo a fare coraggio assieme a Francesca, Marco e tutti di famiglia. Siamo lontano ma vi siamo vicino col cuore e con la mente.  Con affetto,  un  forte abbraccio da noi,  Domenico e Ottavia Staten Island, NY
Feb 13 alle 3:37A.M. Donato D'Orazio Il caos, la disonesta', le bugie, i raggiri, la completa ignoranza di cosa dovrebbe rappresentare l'America al mondo, stanno mettendo questa nazione in un clima di divisioni, di incomprensioni, di uno spaccato sociale e politico che molto probabilmente non rimarginerà mai. Abbiamo un incapace presidente che sta' portando questa nazione sull'orlo del precipizio costituzionale. Sta' cercando in tutto e per tutto di insabbiare una investicazione che dovrebbe far luce sulle ingerenze Russe nella campagna elettorale che lui ha vinto senza la maggioranza della popolazione americana. Un presidente che firma una legge sulla riduzione delle tasse che aumenterà' il deficit federale di ben un trilione di dollari, che porterà' nelle sue tasche decine di milioni di dollari e  alla classe media americana qualche centinaio di dollari, ed ai poveri, i disagiati, i pensionati, ed anche i tanti "Trumpisti" che lo hanno appoggiato ed ancora lo appoggiano, una briciola di pane. Un presidente che non sa' distinquere la differenza di un immigrato illegale ad un bambino portato qui dai genitori, vissuto qui', andato a scuola qui', e servito la patria in guerre,  Quello che lui ha saputo con astuzia evitare. Vuole un muro che non serve a niente nel confine col Messico che i contribuenti americani saranno costretti a sborsare ben 26 miliardi di dollari. Un presidente che sa schierarsi sempre con predatori sessuali e uomini abusivi, a discapito di donne sottoposte a vigliaccherie di questo genere. Un presidente che ha fatto campagna elettorale nel segno della menzogna, tuonando in ogni angolo di questo paese che lui non avrebbe alzato il debito federale e che proprio oggi lo alzerà di mille miliardi e duecento milioni di dollari. un presidente che strappava applausi quando proclamava che le leggi federale sul Madicare e Medicaid non sarebbero state toccate, perché', diceva lui, e' un contratto che tutti abbiamo fatto col governo nel momento che abbiamo cominciato a lavorare. Oggi per non contraddire le sue falsità' che ha fatto? ha proposto di pagare le spese militare che ha ingrementato di ben trecento miliardi ( col un totale di 750 miliardi di dollari, quasi la meta' dell'intero budget Italiano) con vistosi tagli proprio a quelle leggi sociali che lui proclamava intoccabile. L'ultima pazza edea che ha avuto, senza un valido  motivo, se non quello di saziare il suo ego, e' quella di fare una grandiosa parata militare a Washington con una spesa che si aggira sui sei miliardi di dollari che lui togliera' al programma " Meal On Wheel" che aiuta i più' soli e bisognosi anziani del paese ad avere un pasto caldo  al giorno. Tutto questo per uso personale, per essere salutato come un dittatore di una qualsiasi repubblica banana dai vari contingenti militare al loro passaggio davanti al palco presidenziale. Un idea ridicolizzata da esponenti del suo partito, dai democratici e da tanti generali in pensione. Un idea che fu applicata in una misura molto ristretta dal Presidente Bush Senior in occasione della fine vittoriosa, almeno allora si pensava, della prima guerra in Iraq. Purtroppo questo e' il presidente che abbiamo, Dobbiamo tenercelo, dobbiamo assistere al disfacelo di una democrazia che e' sempre stata un esempio per tanti paesi nel mondo, e di quel prestigio che tanti presidenti prima di lui hanno saputo conquistarsi per il buon nome ed il rispetto per questa esemplare nazione.  Brooklyn,NY.
Feb 2 alle 6:17 PM Donato D'Orazio Siamo sull'orlo di una crisi costituzionale che cambierà' per sempre una democrazia fondata sul potere del popolo. Un uomo con una veduta distorta della costituzione americana sta' portando questa nazione verso un baratro dittatoriale che avrà' conseguenze disastrose per il futuro di questa nazione. Un uomo che ha come idoli gente come Nicolas Madura del Venezuela, Rodrigo Duarte delle filippine e Tayyip Erdogan della Turchia ( feroci dittatori di queste nazioni) non può e non deve considerarsi capo di una delle democrazie più' libere ed aperte del mondo. Nelle ultime elezioni c'e' stata una ingerenza Russa sull'elezioni presidenziali di questa nazione. E' un fatto questo corroborato da tutte le agenzie legislative e giudiziarie del paese. Per motivi a dir poco strani questo pericoloso atto di ingerenza non viene accettato dal ramo esecutivo. Per questo motivo e per motivi di comportamenti poco chiari del presidente che nella campagna elettorale incoraggiava l'intervento della Russia per reperire il più' possibile le famose fantomatiche E-Mail della Clinton. aggiunto al fatto che questo presidente non ha voluto rilasciare, come hanno sempre fatto tutti i recenti presidenti prima di lui, le sue dichiarazioni di tasse degli ultimi anni, con piu' l'esonero del capo della FBI Comey per aver iniziato una investigazione al riguardo hanno reso necessario un procuratore speciale ed imparziale per far luce a questo increscioso enigma. Questa prassi di usare un procuratore speciale e' sempre stata usata nel passato per trovare una verità' che la politica per motivi di divergenze di opinioni non riuscivano a trovarla. E' una prassi che tutte le persone coinvolte che si sentono sicure della loro onesta' hanno sempre accettato, qualche volta anche a malincuore, di appoggiarla e sostenerla per il raggiungimento della verità, Non con questo presidente che si ostina, giorno dopo giorno, di insabbiarla, di mettere in cattiva luce persone di grande competenza e di grande onesta' che diligentemente si stanno prodigando per raggiungere questa benedetta verità'. Attacca ignobilmente la stampa che ha la sola colpa di fare il suo dovere. Tutto questo coadiuvato da burrattini del suo partito che eletti per rappresentare il popolo si sono messi a proteggere il loro capo a discapito delle più' elementari nozioni di rispetto verso il compito che dovrebbe competergli. Come ingiustificato e aborrevole e' il comportamento di persone che per sciocche  ideologie che per di piu' non conoscono si mettono a ridicolizzarsi in social network con  post menzogneri e razzisti che non gli fanno sicuramente onore. Brooklyn,NY.
Gen 28 alle 2:44 AM Donato D'Orazio Era il periodo del dopoguerra: un'Italia distrutta e umiliata cercava disperatamente di trovare una soluzione ai tanti ed insormontabili problemi che si era venuto a trovare. Non c'era lavoro, non c'era da mangiare. non c'era nulla che potesse dare ad un popolo distrutto un barlume di speranza che le cose sarebbero cambiate. Le fabbriche chiuse, le campagne incolte, le città' distrutte, la gente senza un  lavoro, le scuole saccheggiate. Era un momento in cui la tristezza padroneggiava nell'anima della gente. Il sistema politico in frantume, il re che fuggiva ed un'impreparato sistema repubblicano che cercava di prenderne le redine. Ricordo gli uomini di allora che radunandosi in Piazza cercavano invano di trovare una soluzione ad uno stato di completo abbandono. Non c'era luce alla fine di quell'interminabile tunnel. Gli anni dal 1945 al 1950 furono anni di sacrifici e privazione per tutti. Mancavano fondi per potere ricominciare. Mancava lavoro per poter mangiare. Mancava fiducia per poter sperare. Furono le famiglie contadine che con tanti sacrifici cominciarono a risollevarsi da quel torpore,le loro terre cominciarono a produrre quel po di cose che servirono almeno per sfamare i loro figli. Seguirono alcuni imprenditori locali che accaparrandosi delle aste cercarono di dare lavoro a qualche nostro paesano, anche se per poterli pagare a volte dovevano aspettare tanti mesi. Ci fu anche una sparuta emigrazione verso paesi come l'Argentina, il Venezuela, Australia ed anche una famiglia che emigro' in Francia. Per l'America non c'era nessuna possibilità'. Soltanto i familiari di paesani con cittadinanza americana potettero emigrare. Allora L'Italia per gli americani era considerato un paese indesiderato, come oggi sono indesiderati i paesi latino americani ed africani. Oggi siamo ritornati a quei tempi, alla distinzione di razze buone e razze cattive, di bianchi buoni e neri cattivi, di repubblicani pattriottici e democratici infedeli. Tutto questo patrocinato da gente nostrana che rinnegando il loro passato si sentono il dovere di offendere la storia e le peripezie dei nostri antenati che hanno sacrificato le loro vite per combattere gente meschine e razziste che impunemente offendevano la nostra dignità' e la nostra appartenenza ad una nazione che ha dato al mondo tanta cultura, tanta bellezza naturale, tante scoperte di terre che oggi si chiamano gli Stati Uniti D'America. Ritornando a quei tempi tortuosi del dopoguerra non bisogna dimenticare che a darci un'aiuto furono soprattutto i nostri emigranti che con rimesse di pacchi di ogni genere diedero a tanta gente la possibilità' di poter mangiare ed in alcuni casi anche curarsi della loro salute. Poi ci fu' il piano Marshall che inietto' alla quasi inesistenza economia italiana un aiuto determinante che l'aiuto' a risollevarsi e ripartire. Come ci fu' un Senatore democratico di nome John F. Kennedy che lavoro' giorni e notte per dare la possibilità' a gente come tutti noi di sperimentare il sogno americano. Eravamo gente povera, per lo più' senza un'educazione superiore, senza una specializzazione, senza un titolo di studio. Eravamo le stesse persone che oggi l'ignorante presidente che abbiamo vuole impedire di entrare. "America First" e' soltanto uno stratagemma ignobile per negare a gente bisognosa come eravamo un giorno noi la possibilità' di una vita migliore. Sarebbe onesto, se di onesta' si può' parlare del nostro presidente, che nel giorno in cui i suoi coorti approveranno la razzista legge sull'immigrazione vada nell'isola dove si erge la Statua della Liberta' e legga tutti i nomi scolpiti nel registro del suo museo. Troverà' certamente anche il nome di suo zio che fu l'artefice della venuta in America dei tuoi genitori. Questa e' la "Chain emigration". Quella stessa chain emigration che tu vuoi abolire. Se hai un cervello pensa a questo, impari la storia di questo paese e se ti e' possibile agisca di conseguenza.  Se lo farai diventerai sicuramente una persona migliore. Una persona che oggi non sei. Brooklyn,NY.
Domenico Di Giacomo
La mia cara zia Filomena De Santis-Guadagnoli,  moglie di Gabriele e madre di Angela e Maria, ha lasciato la vita terrena per unirsi alla Madonna tra i fiori del Paradiso.
    Nella sua giovinezza,  era nota per il suo buon cuore,  bellissima e ammirata per il suo fascino,  ma come tutti vi fu il sogno  Americano e si trasferirono a Framigham, una citta` non lontano da  Boston.
  Erano anni diversi,  era  l'America,  dove le donne cansanesi avevano la immensa scelta in datori di lavoro al cucito,  erano tempi che si vantavano e felici dei loro guadagni,  con grandi somme di dollari settimanali,  purtroppo  il sogno di mia zia  svani`,  non prosegui`, bruscamente si fermo`, in cambio della sfortuna.  con un cattivo mal di testa  che a soli 37 anni, dal 1970 in poi e` stato il disastro di una bella  famiglia  con quasi  50 anni vissuti  nel soffrire,  con un enorme sacrificio dello zio Gabriele.
    Noi  nipoti e parenti  siamo uniti e ci stringiamo ancora di piu` dividendo il dolore,  la pena ,  e alla preghiera per la sua nuova vita nel Paradiso.
Staten Island, NY
Gen 20 alle 2:27 PM Domenico Di Giacomo
Come non si puo` ricordare una data che si aspetta.
    Questo 27 Gennaio  e` il centesimo compleanno di Ada nel nostro Cansano,  molti si uniscono agli auguri e con fervore  anche  Michele Morelli  dall'Australia.
    Ogni volta che torno,  non  posso farne a meno di non andarla a salutare e con quella mente lucida e infallibile  racconta  cose che fanno bene al cuore.  Frasi  che trovano  spazio nella mente e rimangono indelebili.
    Nell'Agosto dell'anno scorso disse: (  Sant Nicola mi,  t'aspett che rivie`  alla Chiesa te  e dope  mi vuoglie muri`).  Per lunghi anni  ha avuto  quell'attesa  e qualche mese  fa  l'abbiamo  vista gioire  nel filmato al  grande ritorno  di San Nicola sul Colle.                                              Ama la sua brava nuora  che l'accudisce  con  amore e passione,  e cosi` contenta disse: ( Milvia figlia me... fa gliu cafe` e faglie buone,  ca a Domenico glio` volute sempre bene...).
    Tant'anni son passati e non ti aspetti da una centenaria che ha una favella  ancora cosi` perfetta, da farti rimanere senza parola, e cosi` non potei farne a meno di farle una carezza sulla spalla.
    Auguri cara Ada,  Buon Compleanno dei Cento. God Bless You.
  Con affetto,    Domenico e Ottavia
Staten Island, NY
Gen 19 alle 10:02 PM Donato D'Orazio Fino ad un anno fa' ero scettico del sistema politico italiano. Troppi partiti, troppe discordanze, troppe incomprensioni, troppi deputati e senatori. Insomma un sistema parlamentare che ritenevo antiquato e poco stabile. Mi debbo ricredere. Quello che abbiamo in America e' peggio: piu' discriminatorio, piu' voltato verso il capitalismo a discapito della povera gente, più' fondato sul potere dei pochi a discapito dei molti. Un sistema che permette di eleggere un personaggio con una minoranza di voti popolari non e' un sistema democratico. Le conseguenze di tutto questo lo stiamo sperimentando in questi giorni. C'e' abuso di potere, non c'e' dialogo, non c'e' quel senso del dovere che spingerebbe persone di buona volontà' a lavorare per il bene di tutti e non dei più' altolocati. Non si può' tenere in ostaggio il benessere del paese per delle presunzioni politiche e dispotiche di una sola persona. Siamo a poche ore della chiusura del governo per mancanza di un'approvazioni di fondi necessari per portare avanti le sorti di questa nazione. Tutto questo perché'? Semplicemente perché' abbiamo al comando una persona erratica e completamente incompetente del ruolo che gli appartiene. Abbiamo una persona che mette in prima linea le sue bizzarre idee e non le idee della stragrande maggioranza della popolazione. Una persona che fa campagna elettorale con promesse di ridurre le tasse per i più' bisognosi e che invece le riduce prima a lui e poi ai suoi coorti. una persona che dice di proteggere le assicurazione del Medicare e Medicaid che aiutano i vecchi e disabili e che invece sta' programmando di ridurre gli aiuti federali di ben 24 miliardi a questi programmi. Una persona che vuole un muro di duemila chilometri nel confine col Messico e che il Messico dovrebbe pagare e che invece saranno i cittadini di questa nazione a sborzare ben trenta miliardi per esaudire questo suo pazzo desiderio. Perché di pazzo desiderio si tratta e non di sicurezza del confine. Di una persona che pensa solamente ai suoi interessi, che non sa' ammettere i suoi errori, che dice sputoratamente bugie per poi in un battere di ciglia rinnegare tutto. Un personaggio che sa' offendere la dignità' di tante nazioni e farla incomprensibilmente franca. Un personaggio che viene scioccamente difeso da persone che dovrebbero per la loro onesta' e la loro storia essere più' cauteli nelle loro decisioni. Mettere sui social network cose false che vengono da website di estremo razzismo e dimenticare un personaggio che non ha il coraggio di rilasciare le sue dichiarazioni delle tasse come hanno fatto tutti i suoi predecessori, di essere accusato di aver molestato una dozzine di donne, di essere accusato di aver pagato una pornostar due settimane prima delle elezioni ben centotrentamila dollari  per il suo silenzio, di essere indagato in ingerenze straniere nelle nostre elezioni, di una persona che sta' mantenendo ben ottocentomila persone in ansia di deportazione per il solo fatto di essere stati portati qui' in america, anche se  illegalmente dai loro genitori quanto avevano soltanto pochi anni di vita e' sbagliato, non e' giusto. Non e' da persona perbene essere sleali con se stessi per perorare una causa accettata soltanto da gente razziste e pericolose. Brooklyn,NY.
Gen 18 alle 9:10 PM Nunzio Ruscitti
Sentite condoglianze ai Familiari e Parenti del
caro  Attilio
Piacenza
Gen 12 alle 4:37 PM Donato D'Orazio
Come una nazione come l'America può' ancora accettare per presidente una persona cosi' volgare e razzista che sta' portando il prestigio di questa nazione nel vortico più' profondo di una situazione odiosa e vrgognosa? Come un capo di Stato si può permettere di chiamare nazioni di merda solo perché' sono povere ed hanno abitanti di colore scuro? Come si può' permettere di apostrofare cittadini della Nigeria come selvaggi che risiedono in capanne quando qualsiasi persona non ignorante come lui sa perfettamente bene che la Nigeria e' una nazione tra le più' avanzate del mondo africano? Come si puoi' permettere un demagogico come lui sparare frasi offensive verso persone che lui dovrebbe solo lavargli i piedi. Mentre migliaia di giovani provenienti da nazioni da lui offese combattevano e molti morivano nei teatri più' pericolosi del Vietnam, della Cambodia, dell'Irak, per dare a quelle popolazioni la libertà' e giustizia, lui, il nostro presidente, con vergognose scuse si faceva riformare per ben sei volte. Cosa sa' lui che vive nella sua torre dorata quando tutti noi nei momenti difficili e penosi della nostra vita siamo costretti  a trovare una badante per aiutare uno dei nostri cari che soffrono per malattie varie? Chi ci viene incontro per aiutarci se non le donne che lui offende e deride? Basta con quest'uomo, basta con le sue orrende bugie, basta con puerile scuse dalle persone che stupidamente gli sono vicine per cercare di coprire l'incopribile con sciocche frase "lui voleva dire questo e non quello che avete capito". Basta dare colpa della sua perfidia ad altre persone che lo hanno preceduto. E' un razzista incallito che segue le orme di suo padre che gli ha imparato come odiare e chi odiare. In tempi non tanto remoto questo suo padre apostrofata i nostri antenati con parole come Ginny, mafiosi e non affidabile. E quello che fa male e' che ci sono oggi persone che malgrado le offese che questa famiglia ha gratuitamente dato ai nostri antenati oggi scioccamente lo appoggiano sententosi orgogliosi di tradire le loro origini ed il loro retaggio.

Brooklyn,NY.
Gen 7 alle 9:02 PM Donato D'Orazio
Un freddo glaciale, unito ad una abbondante nevicata hanno messo la città' in uno stato di completa difficolta'. Le strade, anche se pulite da un'intervento quasi a tempo reale dalla nettezza urbana, sono, in alcune parti della citta' ancora molto ghiacciate e pericolose da percorrere. I marciapiedi ricoperti di neve presentano, almeno per noi anziani, una continua preoccupazione di cadute che potrebbero far male. Da ormai diversi giorni siamo costretti a rimanere a casa. Per fortuna le previsioni del tempo per la prossima settimana sono abbastanza rassicurante. Dovremmo avere un inalzamento del mercurio che dovrebbe portare la temperatura ad un livello di normalità'. Naturalmente New York, con o senza neve, continua, senza interruzioni, nel suo percorso di vita dinamica e produttiva. Usualmente nel dopo feste c'e' un periodo di stasi, di rilassamento mentale e fisico, si cerca nel limite del possibile di programmare quello che si potrebbe fare per il nascente anno nuovo.  Quest'anno e' un po' diverso. Abbiamo, almeno politicamente, un continuo susseguirsi di imprevisti e poco positive sorprese. Una investigazione federale sulla ingerenza Russa sull'elezioni presidenziali dell'anno scorso, e soprattutto, se ci sia stata un coinvolgimento del comitato per la elezione del presidente Trump sta' tenendo banco in queste ultime settimane. E se tutto questo non bastasse e' venuto fuori un libro scritto da un giornalista che incomprensibilmete gli e' stata data l'opportunità' di operare nella Casa Bianca in cui si porta in evidenza quello che i più' stretti collaboratori del presidente pensano realmente del loro capo. Ne e' venuto fuori una realtà' che qui' a New York per più' dell'ottanta per cento della popolazione conoscevamo molto bene. Il presidente, con tutte le sue buone intenzioni, non e' all'altezza del compito che gli e' stato assegnato. Non ha quella capacita' politica o diplomatica  per poter governare con la piena conoscenza di quello che fa'. E' stato insinuato dal libro che i suoi stretti collaboratori pensano che ci sia un problema mentale che gli impedisce di essere coerente con le sue azioni. E la prova di tutto questo viene data proprio dal presidente. Invece di lasciare andare, di riconoscere che la stampa e' un cardine principale della democrazia, che le critiche. giuste o sbagliate che siano, fanno parte della vita pubblica di qualsiasi persona che sceglie di servire  il popolo, lui che fa? si mette a twittare sciocche ed adolescenziali cose che non fanno altro che dare credibilità'  all'autore del libro. e, più' ancora, a fare gratuita pubblicità' al libro stesso che grazie a questo sta' avendo un successo di vendite recordiale. Io l'ho scritto più' volte che il presidente non e' all'altezza della situazione. Non credo che sia un problema mentale o un problema di poca o molta intelligenza, e' un problema di carattere, un problema di conoscenza della costituzione americana, un problema  di capire che non si governa solo per chi lo ha votato bensi' per l'intera la popolazione, un problema di poter capire la separazione ben distinta dei poteri dei tre rami del governo, del rispetto di chi non la pensa come lui, di comprendere che lui e' a Washington non per essere servito a suo piacimento, ma per servire il popolo che gli ha dato il potere. La situazione in cui ci troviamo non e' una situazione Democratica o repubblicana, e' una situazione che si e' venuta a creare perché' non si e' capito che questo personaggio non era pronto per rappresentare una delle più' grandi democrazie del mondo. Tutto questo oggi ci porta al caos che stiamo sperimentando e ad un America isolata dal resto del mondo democratico. E' questo che volevamo? Non credo proprio.

Brooklyn,NY.

Una multipla grande famiglia a Toronto,  Il 92 esimo compleanno di Bambina Di Paolo, attorniata  da tanti nipoti e pronipoti che loro dicono che ha la somiglianza della regina Elisabeth.  riconoscibili   Franca,  Ioletta e Adalgisa.

Foto inviata da Domenico Di Giacomo da New York

www.cansanonelmondo.it e tutti i cansanesi si uniscono a Domenico per gli auguri

a Bambina Di Paolo

3/01/2018 alle 2:40 Donato D'Orazio
Un'altro anno se ne andato. Un'altro capitolo della nostra lunga ed a volte difficoltosa vita si e' concluso. Un fantomatico diario di 365 pagine ci ha seguito giorno dopo giorno nel nostro faticoso percorso verso un'altro traguardo della nostra esistenza. Un nuovo anno  iniziando il suo cammino porta con se' tanti sogni da realizzare per i giovani e tanti auspici per noi vecchi di potercela fare per ancora un'altro ciclo. In questo periodo in cui il vecchio anno da' il benvenuto al nuovo anno sa spronarci a pensare, a ricordare, a riportare nella nostra memoria l'intero film della nostra vita, a rivivere le persone che con la loro presenza seppero  forgiarci per quello che poi siamo diventati. E' quel periodo che più' di ogni altro sa' inculcare nei nostri cuori e nelle nostre menti quella nascosta ma mai sopita nostalgia della nostra fanciullezza, della nostra casa, degli amici di quel tempo, del nostro paese. Ricordiamo i nostri primi capodanni, la semplicità' di quella ricorrenza. La guerra appena conclusa, la povertà' che regnava in quasi tutte le famiglie del paese. Il sacrificio che ogni famiglia faceva per poter onorare degnamente queste festivita'. I tanti bambini che divisi in tanti gruppi giravano il paese per portare il loro innocente sorriso ed il loro augurio di un futuro migliore a tanta gente che ne avevano tanto bisogno.  E la soddisfazione di ognuno di loro nel ricevere in cambio un mandarino o frutta secca. Il paese, forse come non mai, era povero, distrutto dalla guerra e
saccheggiato dei suoi beni, ma mai triste o avvilito, anzi, era un paese vivo, un paese dignitoso, un paese che sperava sempre ad un avvenire migliore. Certamente non era un paese unito al cento per cento. C'erano screzi, forse risentimento di una cospiqua parte della popolazione verso quelle famiglie che scelsero di collaborare, rimanendo a Cansano, con gli invasori tedeschi. Gli si rimproverava di averli indirizzati verso quelle case con un buon approvvigionamento di beni alimentari. Ma tutto questo, anche se appariscente nella vita sociale del paese, non portava a odiosi rancori, o, peggio ancora, a divisioni famigliare. Sicuramente non portava screzi nelle ricorrenze religiose o civile del paese. Ci fu una certa turbolenza soltanto nelle prime due elezioni comunali in cui le due liste in corsa rispecchiavano in parte quel solco creato appunto dagli eventi di quella dolorosa guerra. Poi l'emigrazione che spopolo' il paese. Tanta brava gente lascio', loro malgrado la loro terra. Nuove generazione ne sono susseguite, forse più culturalmente preparate, forse più' consone al loro tempo, ma la perdita  di quella parte del paese, umile, laboriosa, sempre pronta al sacrificio e' stato un colpo storico e tradizionale che il paese fa fatica a poterlo superare. In tutto oggi c'e' gente con grande spirito di comunità', che crede nel futuro del nostro paese, che lavora diligentemente per continuare in quella, anche se un po' modificata dal tempo, tradizione che ha fatto del nostro paese un posto unico al mondo. A tutti Buon Anno Nuovo a tutti.
Brooklyn,NY.