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Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.
Ma non è facile starci tranquillo.
Non chiedete cosa possa fare il Paese per voi: chiedete cosa potete fare voi per il Paese.

(Cesare Pavese e John Fitzgerald Kennedy)

Arrivo Nome Commenti Città
16 ott alle ore 23:35 Donato D'Orazio
L'Autunno Newyorkese e' prepotentemente entrato a far parte delle nostre giornate. L'afosita` di un Estate calda ed umida e' ormai nel passato, forse nostagicalmente per I giovani, molto meno rimpianto per noi anziani. L'aria frizzante del mattino autunnale per noi vecchi e' come una medicina che rinvigorisce i nostri malandati muscoli ed aiuta la nostra mente. Per New York e' una stagione in cui per tanti motivi, per tanti eventi, politici, sociali e culturali, si viene a trovare nel centro del mondo. Si inizia con l'assembea annuale delle Nazioni Unite ove i piu potenti uomini politici del mondo si riuniscono per cercare di trovare una soluzione ai tanti problemi che affliggono questo nostro martoriato pianeta. Purtroppo, forse per ideologie diverse, forse per ignoranza di alcuni, forse per demagogia di personaggi senza scrupoli molti buoni propositi per un mondo migliore si perdono nel nulla. Poi ci sono le feste ebraiche e musulmane che ci ricordono che in fondo siamo tutti uguali, tutti figli di un solo Dio. Segue in questi giorni la festa del Columbus Day. Una settimana dedicata al festeggiamento della scoperta di quersto continente, ma anche, e soprattutto, per festeggiare il retaggio Italiano, le sue conquiste, il suo determinante contributo alla crescita economica, culturale e tecnologica di questo paese.Le bandiere tricolore sventolano in tutte le strade, in  tutti i quartieri, in tutti i piu' importanti edifici di questa meravigliosa citta', come sventolano in  ttutte le citta' piu' importanti di questa nazione. Ieri a Bensonhurst, quartiere un giorno non lontano prettamente Italo/Americano, oggi multiculturale ed etnico, si e' svolta la nostra parata  del Columbus Day. Carri allegorici, bande militari ed scolastiche, meravigliosi machine italiane come le Ferrari, le Maserati, le Alfaromeo hanno dato un assaggio importante del genio italiano nel mondo. Ma la cosa piu' significative e' stata la partecipazione di tante organizazioni di nazionalita', etnicita', religiosita' e diversita' del colore della pelle che  hanno volute omaggiare le nostre origine. E' stato un esemplare quadro di quell meraviglioso mosaico che fa' di questa nazione un esempio unico di convivenza pacifica e rispetto reciproco degli uni con gli altri. Un esempio ed un monito a quelle persone che per puro razzismo stanno cercando a Washington di frantumare questo gioello di comprensione per un loro fosco vantaggio personale. Non ci riusciranno perche' questo e' il vero volto di questa nazione, perche' questo e' la vera essenza di questa democrazia. Domani alla Quinta Avenue in Manhattan terra' luogo un'altra parata. Forse piu' pomposa, ma sempre in sintonia col significato vero di questo storico evento. Tra qualche settimana ci sara' la maratona  che sapra' raccogliere qui' nella Grande Mela i piu' grandi maratoneti del mondo, ma anche i piu' di quarantamila affezionati di questo sport e di New York che correranno per il piacere di un'avventura che ricorderanno e racconteranno ai loro figli e nipoti. Tra qualche settimana la festa del Thangsgiving Day che con i pranzi e le riunioni famigliari ci sara' la parata del Megastore May's, sogno e delizia dei bambini. L'Autunno Newyotkese ci salutera' con le feste Natalizie, Feste che a New York sanno di magia, di fantasmagorico viaggio nel mondo delle meraviglie. A tutti buon Autunno.

Brooklyn, NY.
5 ott alle ore 23:37
Donato D'Orazio
E' stato sicuramente un evento di grande portata per la comunita' di Pacentro nell'aver potuto ospitare, anche se per poche ore, Mike Pompeo, Ministro degli Esteri Americano. Un Italo/Americano che vuol conoscere le sue origini. Un figlio che torna per conoscere il luogo dove la sua famiglia aveva le sue radici. Atto questo che gli da' onore. Mike Pompeo e' stato sin da bambino una persona per bene che ha saputo rispettare le indicazioni di vita dei suoi genitori. Educato nelle migliori universita' Americane ha raggiunto la sua laurea con voti eccezionali. Ha praticato l'avvocatura con grande successo, come con grande successo e' entrato nel mondo della politica Americana. E' stato parlamentare nel congresso degli Stati uniti in rappresentanza del suo Stato del Kansas. Insomma, aveva davanti a se' una carriera politica di grande spessore.Poteva sicuramente diventare un "grande uomo". Purtroppo, per la sciocca infatuazione che ha per il Pres. Trump, grande uomo non sara' mai. La sua fedelta', la sua quasi devozione per questo uomo  lo ha portato a rinnegare il suo giuramento di servire con verita', imparzialita' ed onesta' il suo popolo. Ha preferito, come si e' scritto, essere il braccio destro di Trump, e non il braccio destro della sua nazione. Questo lo sta' portando a problemi giuridici che potrebbero rovinargli per sempre la sua promettenta carriera politica. Non puo' un ministro degli esteri che ha il solo obblico di proteggere il suo popolo farsi condizionare da un presidente che gli ha offerto l'incarico per farne di lui un suo personale protettore. Non puo un ministro degli esteri farsi condizionare da un presidente che sin dal primo giorno del suo mandato non ha fatto altro che di abusare del suo potere. Non puo' un presidente considerarsi un monarco, un dittatore, e pretendere dai suoi ministri coprire le sue malefatte. Non puo' un presidente trasgredire per vantaggi personali le regole piu' elementari del suo mandato e pretendere ed ottenere copertura dai sui subalterni. Pompeo da persona intelligente tutto questo lo avrebbe dovuto capire. Non ha accettato l'incarico per dire sempre si al suo " patrone",bensi' per rappresentare trecentosessanta milioni di cittadini che avevano riposte la loro fiducia in lui. Non ha accettato l'incarico per essere il braccio destro del presidente, ma solo il braccio destro di una nazione. Non ha accettato l'incarico per dire bugie, per insultare l'intelligenza dei cittadini, l'ha accettato per mettere ordine ad una casa Bianca alla balia di un personaggio con problemi mentali. Dire di fronte a milioni di persone che stavano guardando la televisione che lui non sapeva niente della telefonata di Trump al presidente dell'Ukraina non gli ha fatto certo onore. Lui era presente a quella famigerata telefonata, anzi ne era un complice. Un grande uomo accetta le sue responsabilita' coopera con gli investicatori, dice tutto quello che sa', non puo', dopo scoperto invece di chiedere scusa, rincarare la dose. dicendo che questa investicazione e' una sciocca presa di posizione dei democratici pur sapendo che contattare entita' straniere per commettere un crimine e' costituzionalmente punibile con la rimozione del soggetto accusato. Fare del servilismo ad un personaggio che sta' distruggento l'immagine e la reputazione di questa nazione e' da piccolo uomo, e' da egoista, e' da persona che non merita rispetto.

Brooklyn, NY.
4 ott alle ore 02:36
Domenico Di Giacomo
PACENTRO IN FIBRILLAZIONE  Ogni tanto Pacentro va in delirio, una volta con la rockstar Madonna, al secolo Louise Veronica Ciccone. Stavolta  Pacentro si veste di bandiere italiane e americane, ogni via, case e finestre piene di vessilli  per questo grande uomo  Mr. Mike Pompeo, ex capo della CIA  ora  segretario di Stato Americano, terza carica  e braccio destro del Presidente Trump,  mai  una carica cosi` alta e` stato data ad un uomo dalle origini italiane.
  Mr. Pompeo, ha serbato sempre nel cuore il luogo dei suoi  bisnonni ed ha voluto recarsi per vedere la casa,  andato con un corteo di 30 auto blu,  per quella gente  umile, felice e accogliente, al ricordo non dormira` per vari giorni.
  Al ristorante,  forse ( Caldoro ) il reporter ha rivolto la parola scherzosa alla signora: (  Chi paghera` il conto?   
  -  Risposta:  Il signor Pompeo,  con la sua Carta di Credito  personale.
Staten Island, NY
27 set alle ore 20:19
Donato D'Orazio Prima o poi ogni nodo viene al pettine. Ed al pettine sono arrivati I continui soprusi di un Presidente che non ha mai capito le sue vere responsbilita' nell'espletare le sue mansioni. Ha soltanto volute capire I suoi diritti. Ha soltanto saputo calpestare senza ritegno il secondo articolo della costituzione del suo paese. Aiutato in tutto questo da vili politici che pur di sostenerlo, pur di trarne vantaggi personali, hanno distrutto irrimediabilmente la lor dignita' ed il loro giuramento di servire con onesta' I diritti dei loro costituenti. Come hanno perduto la loro dignita' personaggi come l'ex. sindaco di New York Giuliani, il segretario di stato M. Pompeo, la consulente del presidente stesso Kellyann Conway, tutti Italo/americani, per nominarni solo chi ci interessa da vicino, che pur di servire un misantropo come Trump hanno distrutto tutto cio' che di buono hanno fatto nelle loro vite. Oggi, gli Stati Uniti si trova a confrontarsi con una crisi costituzionale senza precedenti. C'e' divisione, rancore, c'e' quell senso di disgusto in una popolazione che ha sempre creduto che la loro democrazia, con tutti I suoi difetti, con tutte le sue diadribe politiche, era un esempio di rettitudine morale e civica per loro ed il mondo intero. La fiaccola che brilla dall'alto della Statua della Liberta' per illuminare la baia di New York  e dare il benvenuto, alle masse che dal mondo sono giunte alle sue rive, simbolo di una nazione libera ed accogliente, oggi offesa ed umiliata da un personaggio incosciente ed incapace che con le sue scelleratezze sta' portando questa nazione nel labirinto di un burrone di instabilita' e divisioni che questo popolo non merita. Dopo le investigazioni del procuratore R.Mueller che aveva messo in evidenza I soprusi politici di questo presidente, e' di questi giorni un'altra bomba politica che se accertata vera, e questa verita' gli apparati di alta sicurezza del,paese ne sono certi, un terremoto di immense proporzioni si abbattera' su questa nazione. Il president verrebbe messo sotto accusa di abuso di potere e giudicato dal Senato per una sua rimozione dal suo incarico presidenziale. Ci sono tutti I requisiti per giungere a questa decisione. Ma non sara' facile. Prima perche' a controllare il Senato di questa nazione c'e' Mitch Mconnell un despote alleato del presidente, e secondo perche' prima di adesso nessun presidente e' stato rimosso con questo metodo. Da mettere in evidenza che nelle due precedenti occasioni il, popolo non era favorevole ad un rimozione. Oggi e' diverso. Da sondaggi usciti poche ore fa' il giudizio del popolo in questo caso si e' invertito, la percentuale degli intervistati si e' espresso favorevole ad un impeachment. E questa tentenza, se confermata, non e' una buona notizia per il presidente. Intutto mi preme invogliare tutti le persone che leggono questo mio post di cercare di leggere con attenzione e capire tutto cio' che il ,wislerbower ( informatore) ha scritto nelle sue undici pagine ed inviate ai due presidenti delle commissioni di sicurezza della nazione. Li' potresti trovare le risposte a cose che molti di voi cercate disperatamente di ignorare. L'America non merita un Presidente che non ha nessuna cognizione di cosa significa essere leader di una grande democrazia. Merita ben altro. Ci sono personaggi, Democratici o Repubblicani che hanno la capacita', la cultura, il buon senso di governare con con onesta' questa nazione.Nazione che molti anni fa'  ci ha dato il benvenuto alla sua terra. Non cerchiamo di dimenticarci questa importante occasione che ci fu concessa.Un'occasione che questo presidente non ci avrebbe mai dato. Un esame di coscienza una volta tanto farebbe molto bene. Brooklyn,NY
11 set alle ore 18:24 Donato D'Orazio I commenti alla maldestra frase del paesano Orlando erano prevedibili. Quello che non era prevedibile e che mi ha tanto sorpreso e' l'astio che alcuni paeasani hanno espresso verso di noi emigranti. Come si puo' equiparare una frase, scritta sicuramente senza un'adeguata riflessione di quello che si voleva dire, con delle infondate accuse verso noi cansanesi all'estero. colpevoli, secondo loro, del degrado del nostro paesello. Ma stiamo scherzando?. L'emigrazione, o, come dicono alcuni, l'abbandono delle loro case, non e' stato un egoistico capriccio di tante persone, bensi' una dolorosa necessita' che quell tempo imponeva. E' inutile rivangare la terrificante poverta' che regnava in tante famiglie. Ma di mettere in evidenza il fatto, che malgrado tutte le buone intenzioni di tanti capo famiglie di allora di trovare una sistemazione, non c'era all'orizzonte una bricciola di Speranza che tutto cio' si potesse avverare nel prossimo futuro. E mi preme mettere in evidenza, che per la maggior parte dei paesani che in quel tempo non emigrarono non fu perche' stavano bene al loro paese, bensi' perche non avevano un garante all'estero che poteva offrirgli una garanzia richiesta dale nazioni ospitanti. Poi vorrei chiedere ad alcuni critici chi sono I nostri paesani all'estero che hanno abbandonato le loro case, o, che non pagano le tasse? Per quello che so', tutti,, chi piu' chi meno,  hanno fatto del loro meglio per mandenere le loro case in buone condizioni. La nostra casa in piazza xx Settembre ne e' un esempio. Io, mio fratello e sorella abbiamo esaudito con grande sacrificio un desiderio di nostro padre che voleva che quella casa fosse ristrutturata adequadamente  per il bene del nostro paese. Come, tra l'altro, hanno fatto tanti nostri paesani. Se poi qualcuno si riferisce alla Partaiova il discorso e diverso. Alcune di quelle case sono state mandenute bene. Altre, purtroppo la maggiornza, ormai ruderi, abitate da piu' famiglie, ognune che possedeva una sola parte del fabbricato, quindi impossibile per persone che vivono in diversi paesi del mondo, divisi da immense distanze,  arrivare ad un accordo per chi si sarebbe preso l'impegno di ristrutturare I loro beni in commune. Quindi a voi che avete risposto ad Orlando, che certamente non prevedeva di accendere quel focolaio di proteste, per altro alcune meritate, insinuando accuse immeritate ad una grande comunita' di cansanesi all'estero non avete fatto altro che mettervi allo stesso livello di Orlando, con una differenza ben definita, Orlando e' stato solo un ingenuo che ha offeso senza comprenderlo, alcuni di voi lo ha fatto col proposito di mettere zizania tra noi all'estero e voi nel nostro paese. La comunita' cansanese all'estero, compreso anche Orlando, nel corso di piu' di sessantanni ha sempre risposto con generosita' al richiamo del nostro paesello natio. Non dovrebbe essere una frase, anche se inintenzionalmente offensiva rovinare tutto questo. Vorrei mettere in risalto ed invitare tuuti a rileggere il Post di Margherita Ruscitto che in breve e' riuscita a capture il vero sentimento che alberga in tutti I cuori di noi cansanesi. Per finire vorrei rivolgere il pensiero ed una preghiera a tutti le innocenti persone che persero la vita diciotto anni fa' nell'orrifico e famigerato attentato terroristico alle due torre gemelle del world trade center di New York. Oggi con profondo dolore li commemoriamo e li ricordiamo con profondo affetto. Brooklyn,NY.
10 set alle ore 16:12 Donato D'Orazio Sono rimasto scioccato, deluso, irritato ed incredulo. Come puo' un cansanese, anche se per molti anni vivente in Australia, prendersi l'ardire di scrivere " Cansano adesso e' un camposanto vivente". Come ha potuto arrivare, con una frase cosi' vergognosa, ad offendere un paese che gli ha dato I natali? Come ha potuto offendere la dignita' di chi da sempre ha fatto di Cansano la sua orgogliosa residenza? Io spero che Orlando si sveglia al piu' presto da quella amnesia che lo ha portato a scrivere parole deplorevoli verso il paese di origine. Non e' colpa di Cansano se molti di noi l'abbiamo dovuto lasciare. Non e' colpa dei nostri compaesani se sono rimasti in pochi a portare Avanti con dignita' le sorti del nostro paese. Cansano e' un piccolo borgo, sicuramente tra I piu' belli ed accoglienti del nostro circondario, e' un paese che ha sempre contribuito alle sorti ed alle necessita' della sua regione e della sua nazione. Le lapide del monument provano indiscutibilmente il contributo umano che Cansano ha dato alla sua patria. I suoi abitanti di oggi sono tutti delle persone per bene, educate, accogliente e,  soprattutto, vive e vegete. Non hanno bisogno di un Orlando per  sentirsi offesi da una sua maldestra frase di quel genere. Hanno capacita' e buon senso di portare Avanti con dignita' le sorti del loro, e fine a prova contraria, del nostro paesello. Per finire un consiglio ad Orlando. Riconosci il tuo madornale errore, chiedi scusa ai tuoi paesani e scrivi una lettera al Sindaco per chiedere perdono ad una comunita' che per tante volte ti ha accolto con simpatia nei tuoi vari ritorni al tuo paese natio. Brooklyn,Ny.
5 set alle ore 03:18
Donato D'Orazio
Un'altra estate che lasciandoci si porta, con I tanti ricordi, la consapevolezza che un'altro periodo della nostra vita ci lascia per sempre. Sembra soltanto ieri che anche noi eravamo giovani, che anche noi speravamo che l'estate prossima ci portasse qualcosa di migliore. Eravamo in quell'eta' in cui era lecito credere in quei sogni che ci aiutavano a sperare che le cose cambiassero per il meglio.Vivevamo in un piccolo borgo, felici ed orgogliosi delle nostre tradizioni, della nostra terra, del nostro piccolo mondo.  Ma eravamo anche pragmatici, sapevamo che prima o poi le basilari necessita' della vita, piu' del destino , ci avrebbe portato lontano. Non sapevamo come difficile e doloroso sarebbe stato il nostro distacco. Sradicarsi dalla propria terra, dalla casa natia, dagli amici, da quel piccolo angolo di paradiso racchiuso tra le colline dell'alta peligna non fu ne  facile, ne tantomeno capace di dimenticarlo. Abbiamo solcato gli ocaeni, abbiamo valicato le montagne,  siamo arrivati in grande e ricche nazioni, in meravigliose metropoli, abbiamo trovato lavoro e formato famiglie. Tutto per farci dimenticare il nostro paese. Per anni, forse per la frenesia nel cercare successo, forse per  la necessita' di amagamarci con una societa' nuova e sconosciuta, forse ancora per la falsa convinzione di aver avverato un sogno, ci siamo si' dimenticati delle nostre origini. Abbiamo ingenuamente creduti di essere americani, canadesi, australiani, per dirne alcuni.  Tutto questo e' stato piu' che altro un'amnesia, un attimo nel tempo e niente di piu'. C'e' bastato un solo ritorno nel nostro paese per capire subito che il nostro posto era e rimarra' per sempre legato alle nostre vere origini. Nel posto dove siamo nati e ci siamo formati per quello che siamo sempre stati. Ed anche se il nostro paesello non e' piu come l'abbiamo lasciato, dove la vita sbrigionava da ogni angolo, da ogni via, da ogni casa, dove la conoscenza dell'uno con gli altri era unisona, dove il cameratismo regnava imperterrito, tutto questo ed altro ancora, non scalfisce minimamente l'amore, la gioia ed il senso di appartenenza ad una piccolo comunita' che e' e rimarra' anche nostra. Naturalmente il merito di questo va' anche ai nostri conpaesani  che anche se non ci conoscono, anche se non sanno chi siamo e da dove veniamo, sanno accoglierci sempre con tanto affetto. Rimane, per chi ha avuto il piacere di parteciparci, un'esperienza indimenticabile il pranzo dell'emigrante, organizzato e portato avanti per decenni dale varie amministrazioni comunale che si sono susseguite negli anni per onorare I loro cittadini che ritornano da lontano. A tutti I responsabili vada il nostro ringraziamento. Tutto queste avviene nella stagione estiva. Quella estate che sin dal primo giorno autunnale si spera che  ritorni il piu' presto possibile. Per I giovani certamente ritornera'. Per noi anziani soltanto "Lui" lo sa'.

Brooklyn,NY.
14 ago alle ore 20:36 Donato D'Orazio Analizzare il percorso storico del nostro paesello non si puo' mancare di sottolineare la metamorfosi che Cansano ha subito negli ultimi decenni. Nel periodo della mia generazione, cioe' subito dopo la seconda guerra mondiale, Cansano era economicamente in uno stato di assoluta poverta'. Naturalmente c'erano delle piccolo eccezioni, ma riguardavano soltanto poche famiglie che avevano un pezzo di pane in piu'  di tanti altri compaesani. Per il resto eravamo tutti sullo stesso livello, sia sociale che economico. Cansano a quel tempo era prettamente un paese agricolo, si lavorava continuamente la terra sperando che il buon Dio ci proteggeva dalle intemperie del tempo  per poter sperare in un buon raccolto che ci permetteva di poter vivere il resto dell'anno con un po' di serenita' in piu'. La comunita', con qualche eccezione dovuto principalmente  a poche diversita' ideologiche, per lo piu' soltanto locale, era un nucleo di piu' di mille persone  unite, timbrate dalle difficolta' di quel difficile momento e fiduciosi che prima o poi le cose sarebbero cambiate anche per loro. Cansano era un paese pieno di gente, in ogni casa una luce, in ogni strada le gioiose grida di bambini,  in ogni angolo un gruppo di persone, in ogni focolaio una famiglia che si riuniva per parlare ed ascoltare le sagge storie dei loro anziani, in Piazza xx Settembre, teatro globale degli adulti per discutere dei fatti del giorno.  Molti scaricavano le loro tensioni giornaliere con una partita  a briscola  o tresette nelle varie cantine del paese. Per noi giovani ed adolescenti, nei mesi estivi una immancabile partita di  calcio giocata  sia nella contrada Valle che nell'altopiano della rania. Nelle ore notturne non mancava mai il melodico suono di una fisarmonica che portava una sensuale serenata ad un platonico amore. C'erano, all'imbrunire del giorno, nella Chiesa madre le funzioni religiose, I vespri serali che raccoglievano la migliore gioventu' del paese. La parte religiosa era sicuramente la piu' importante, ma non l'unico motivo di tanta devozione, era anche un benevole stratagemma giovanile per potere incontrare il languido squardo della propria amata. Le feste patronali, le splendite casse armoniche, I piu' grandi complessi musicali del centro Italia, le processioni dei nostri santi seguiti da una moltitudine di gente, I fuochi pirotecnici, l'oratore del giorno era tutto un complesso di cose che portavano un senso di gioia, di orgoglio di appartenenza ad un piccolo  popolo formato da persone, forse umili, forse povere, ma sicuramente oneste, laboriose e sempre pronte a sacrificarsi per il bene delle loro famiglie. Poi il grande esodo migratorio. Il paese in una decina di anni perse piu' della meta' della sua popolazione. Tante case si chiusero, tante luci si spensero, tante tradizioni  si persero.  Ogni giorno una famiglia che se ne andava, ogni giorno una madre che salutava, forse per l'ultima volta, un suo figlio che partiva. Furono momenti struggenti, dettati soprattutto  dalla speranza di un chimerico futuro migliore. Fu un momento nel tempo che segno' per sempre il destino e la storia del nostro paese. Furono decisioni penose che cambiarono, non sempre per il meglio, la vita di tanti nostri emigranti. Cansano, per forza di cose, continuo' il suo cammino. Le persone che rimasero, aiutate anche da un'Italia che progrediva economicamente, riuscirono in molti a realizzarsi, a studiare, ad avere la forza di competere con chiunque, a trovare un impiego, ed a far si' che il nostro paesello continuasse a vivere. L'agricoltura e' un pallido ricordo del passato, la poverta' raccontata soltanto da un romantico come me', la vita, anche in una piccolo comunita', gli sorride.  E'  questo periodo dell'anno  in cui si sperimenta di piu' la differenza della generazione del dopo Guerra a quella di oggi. Mentre per la mia generazione il mese di Agosto era di un continuo lavoro, della raccolta del grano e della preparazione dei campi. Oggi, Agosto e' il mese delle vacanze, del rilassarsi, del riunirsi con gli amici per un gelato nei due Bar del paese, e per passare una serata di frescura e di intrattenimento. Ed e' meglio cosi'. Per noi lontani non ci resta altro che giornalmente guardare la Camera della piazza per ricordarci che in un passato remote anche noi facevamo parte di quel piccolo angolo paradisiaco.  E con questa cavalcata nel tempo che mi riporta a rivivere la parte migliore della mia vita, saluto tutti I paesani, augurando loro un buon ferragosto. Brooklyn,NY
5 ago alle ore 21:59
Donato D'Orazio Vorrei, se Luciano me lo permette, continuare quello che ho scritto ieri. I tre terrificanti atti terroristici in California, Texas e Ohio, organizzati e perpetrati da giovani bianchi con l'atroce convinzione di fare il piu' male possibile a tre comunita' per lo piu' di gente di origine ispaniche, ha lasciato questa nazione in uno stato di shock e confusione. Il terrorista responsible della strage nel grande negozio Wallmart ha fatto un viaggio di piu' di cento cinquanta miglia pur di colpire migranti e discententi di nazioni di lingua Spagnola. Si deve all'intervanto repentino delle forze dell'ordine  se la strage non e' stata piu'  devastante. Mai come adesso, neanche negli anni sessanta quando un razzista come il governatore Wallace, predicava la superiorita' Bianca, si sono verificati atti cosi' dolorosi, cosi' vigliacchi, come quelli che stanno oggi funestando un'intero paese. L'America tutta piange le sue innocent vittime, chiede disperatamente  di capire il modo ed il perche' di tanto spargimento di sangue. Come nazione siamo ormai arrivati al punto di non ritorno. C'E' paura. c'e' delusione, c'e' ormai la convinzione che nessuno o niente potra' fermare  questo terrificante continuo eccidio di innocenti esseri umani. Il Presidente, dopo tanto spargimento di sangue, dopo essere rimasto muto per gioni, questa mattina ha fatto un discorso alla nazione. Tra l'altro ha detto " Dobbiamo tutti essere una sola voce, la nostra nazione deve condannare il razzismo, bigottismo, e la supremazia Bianca. L'Odio conquista la mente, devasta il cuore e divora l'anima.". Parole sante e giuste, ma parole senza significato se non cambia la sua retorica, la sua convinzione, il suo modo di pensare che sono state il trampolino di lancio che ha acceso nella mente malata di tanti suoi seguaci quella malefica luce, quella malsana convinzione di fare del male.  Sia messo in chiaro, lui non e' il diretto responsabile di questi massacri. Ma la sua retorica, il suo continuo aizzare con discorsi ambigui la folle convinzione di puri delinquenti ha dato in parte la spinta decisiva a queste tragedie. Dire continuamente che I migrant del centro America sono dei criminali, non e' ne giusto, ne' vero. Dire che l'aspirazione di povera gente che non chiede altro che avere l'opportunita' di avere una vita migliore per loro ed I loro figli sia un'invasione di gente senza scrupoli e' sicuramente qualcosa che una persona di buon senso non direbbe mai. Sentire da parte del suo pubblico la parola "Fucilateli" e non fare niente per zittirli non e' un buon esempio. Anzi denota insensibilita' e pericolosa crudelta' che puo' sfogiare in atti dolorosi. Oggi per la prima volta ha parlato all'intera nazione. E' un passo avanti nella direzione giusta. Ma se le parole pronunciate oggi non hanno un seguito, non hanno il significato di cambiare corso, di acoltare tutti I cittadini e non soltanto I pochi suoi seguaci, di capire una volta per sempre il vero significato del titolo di Presidente Degli Stati Uniti D'America, allora il suo discorso e' stato invano. E per finire vorrei rivolgermi a parte della nostra gente per ricordargli che anche noi siamo degli emigranti, che anche noi abbiamo subito offese razziste, anche noi siamo parte di questa societa', anche noi anndiamo nei grandi centri commerciali per fare spese per le nostre famiglie., ed anche a noi potrebbe succedere qualcosa di simile a quello che hanno subito quelle povere innocenti vittime in Texas ed altrove. Sono sicuro che alcuni di noi hanno cambiato idea politica per ragioni sbagliate. Ricordiamoci chi siamo da dove veniamo e soprattutto impariamo I nostri figli ed I nostri nipoti che ideologie politiche che mirano alla divisione ed al rancore non dovrebbero fare parte del nostro retaggio. Brooklyn, NY.
4 ago alle ore 17:08 Donato D'Orazio Un clima di terrore, di divisioni, di rancore si e' inpadronito nelle menti di giovani razzisti che ultimamente stanno commettendo atti atroci che minano la dignita' la sicurezza, la serenita' di una intera nazione. Un clima creato da abberranti dichiarazioni da chi ha il solo compito di ispirare amore, comprensione ed unita' tra tutta la popolazione. Discorsi incendiari, frasi sovversive, bugie senza senso hanno il potere di infuenzare persone che hanno inculcate nel loro gene l'odio ed il rancore verso persone che non hanno la loro stessa pelle o non hanno lo stesso luogo di nascita. E le tragiche conseguenze di tutto questo si sono viste nei massacri di questi ultimi giorni. Un festival del cibo a Gilroy, California, Un affaccentato Walmart in Texas, Un popolare distretto di divertimenti in Dayton Ohio, tutti e tre venuti alla cronaca per attacchi criminosi in cui hanno perso la vita ben trentadue innocenti e quasi cinquanta ricoverati con gravi ferite ad ospedali  delle varie zone, teatri di questi tristi atti terroristici. La nazione e' in stato di confusion totale, si cercano I motivi di tanta crudelta', si cerca di dare una chiara risposta a tanto spargimento di sangue. Si accusano tante persone. Le famiglie di questi deliquenti, il risorgere del razzismo bianco, ma anche la distruggevole retorica di chi dai vari palchi di arene o teatri invita, forse senza comprenderlo, alla violenza ed all'odio. Vorrei riportare, senza peraltro commentarlo, un post del nostro Presidente che negli ultimi giorni ha scritto " Il sindaco di Tijuana Messico ha detto che la citta' e' impreparata a prevenire tutti questi migranti, una situazione che puo' durare per altri sei mesi" Lo stesso (Trump che scrive) si puo' dire degli Stati Uniti. Non siamo preparati per questa " INVASIONE" E noi su questo non ci stiamo, Questi migranti, "BUGIA" stanno causando crimini e gravi problemi". Di conseguenza  il giovane criminale del Texas ha posto questo messaggio " Questo attacco e' in risposta alla "INVASIONE" ispanica nel Texas. Io sto' semplicenmente difendendo la mia nazione  dalla coltura ed etinicita' portata da questa "INVASIONE".  Le parole I gesti, le bugie molte volte hanno il potere di diragliare una mente malata, ed innocenti persone ne perdono la vita. Ecco perche' l'America deve avere il coraggio di ammettere che nelle ultime elezioni presidenziali ha commesso uno dei piu' grandi errori della sua storia. Ha messo nella Casa Bianca un personaggio non all'altezza del compito che si richiede al capo delle nazione piu' potente del mondo. IL compito principale di un Presidente degli Stati Uniti non e' quello di attaccare, di offendere, di maltrattare chi non la pensa come lui, di dire bugie ed esagerare ed aizzare chi cerca conforto nella violenza, ma di essere un Leader di alto senso morale, di una genuine volonta' di lavorare per il bene di tutti, di essere un esempio di onesta' e rettitudine per il bene del popolo e non per l'egoismo dei suoi intenti. Questi atti di terrorismo nazionale non e' certamente attribuibile a lui, ma un certo ritegno, un certo buon senso nel dire o scrivere certe cose, se ci pensasse un po' di piu', capirebbe che molte volte possono scatenare in menti malate tragiche conseguenze. Intanto questa mattina l'America si avvicina alle famiglie colpite da tanta crudelta', piange le sue innocenti vittime e prega per la loro memoria. Brooklyn, NY.
28 lug alle ore 17:11 Donato D'Orazio Ancora una volta mi rimetto alla pazienza ed al buon senso di Luciano per darmi l'opportunita' di fare una accurata disamina sulla differenza ideologica tra il socialismo, comunismo, nazismo e fascismo. Tutto questo perche' ci sono personaggi, forse intelligenti, forse geniali, ma per quanto riguarda I sistemi politici sicuramente prevenuti. Il socialismo e' un Sistema democratico, parlamentare,  che si avvale dal voto popolare per poter governare. Il comunismo, fascismo, nazismo, anche se nati da false pretese di un socialismo camuffato, erano, ed il comunismo ancora lo e', partiti dittatoriali che vengono eletti da personaggi inetti e violenti che non rispondono in alcun modo alla volonta' del popolo. Mentre la differenza del socialismo al capitalismo,- due sistemi democratici - e' che il capitalismo mette in primo piano il profitto dell'individuo a discapito dei lavoratori e della societa' in generale. Il socialismo e' un ambio complesso di ideologie, movimenti, e dottrine che tentono ad una trasformazione della societa' in direzione dell'uguaglianza o comunque delle proporzionalita' di tutti I cittadini sul piano economico, sociale e giuridico. Per essere il piu' chiaro possibile il capitalismo e' il sistema degli Stati Uniti. Secondo Von Mises, economista austriaco del secolo passato, amante del capitalismo,  in un discorso a Vienna, dopo una visita in America  disse " Il Sistema capitalistico americano e' un Sistema che ha messo no traquardi al libero perseguimento degli ideali di una persona. L'America non e' diventata grande per le sue ricchezze naturale, bensi', per un Sistema economico che sa dare vantaggi alle opportunita' che queste ricchezze naturali possono offrire. ".  Ed aveva ragione. Pero' quelle famigerate ricchezze, furono, ed ancora sono, appannaggio di poche persone, forse dell'uno per cento della popolazione. Il resto del 99% della popolazione stessa  e' rimasta per lo piu' indietro. Si considera che il 40% della gente di questo paese viene considerate povera. Per lo piu' senza una assicurazione medica, con lavori precari, con famiglie che pur lavorando in due non riescono a mandare I propri figli,per lo piu' inteligentissimi, alle Universita' che meriterebbero. C'e' un Sistema di tasse che privilegge I ricchi a discapito della classe media del paese. Un Sistema tassario reso ancora piu'  favorevole ai piu' affluenti dal malsano intervento del Pres. Trump che con una legge scellerata ha fatto si' che la sua famiglia sara' piu' ricca di una trentina di milioni di dollari, ed il resto della classe media l'ha soltanto presa per I fondelli. Per finire con il "capitalismo"  e se si vuole essere un po' pignolo si potrebbe dire che il Sistema capitalistico e' quello che si avvicina di piu' a partiti totalitari. Basta pensare che per eleggere un presidente non e' la volonta' del popolo che conta, bensi', un'arcaica legge che da' a duecentosettanta grandi elettori il diritto di eleggere il presidente. Per l'appunto, Donald Trump e' Presidente di questa nazione pur avendo perso il voto popolare di ben  tre milioni di voti. E negli unltimi tempi anche il congresso e la corte suprema degli Stati Uniti lavora non per il popolo ma per il, presidente. Informatevi su quella che ultimamente sta' succedendo e mi darete ragione. I vari governi socialisti sono sempre eletti dal popolo, e le nazioni cosidette socialiste sono all'avanguarda nel mondo per le condizioni di vita dei suoi abitanti. Basta pensare che la Norvegia, L'Australia, Svizzera, Germania e Danimarca, per dirne solo alcune, quasi tutte socialiste, sono ai primi posti nella scala mondiale per agiatezza, per sicurezza, e pacifica coesistenza tra I loro popoli. La capitalistica America viene al ventiquattresinmo posto, Poi questo preconcetto che fu il socialismo la causa principale dell'inizio della seconda Guerra mondiale  e' a dir poco  inesatto e presuntuoso. Fu il malsano deiderio del nazista Hitler che voleva espandere il suo potere al di fuori dei suoi confine, il disdegno che aveva contro la Francia, la causa principale di quel tragico conflitto che cambio' per sempre il destino di milioni di persone. Tra queste anche la maggioranza delle famiglie cansanesi che preferirono sfollare sulle fredde montagne che ci circondono pur di non collaborare con gli invasori Tedeschi, Alcune purtroppo lo fecero. E questo creo' un punto nero nella storia del nostro paese. E per finire vorrei ricordare a chi inneggia ad una America Bianca e ricca che le leggi che loro usano di piu' e che senza le quali molte famiglie sarebbero sul l'orlo della poverta' piu. inquietante sono leggi socialiste. Il Medicare, Medicaid, Social Security, sono leggi sociali che ci permettono di avere una vita perlomeno serena, Anche l'impostore Trump in un articolo che scrisse nel 2010 e pubblicato dal New York Times propose di federalizzare tutte le banche, perche', secondo lui, soltanto cosi' si poteva mettere un freno alla Potenza monetaria di queste entita' finanziarie. Questo e' uno dei tanti rami del socialismo. Oggi per convenienza personale e per confondere le idee agli ingenui ha cambiato idea.  Pero' i fatti rimangono. Brooklyn,NY.
17 lug alle ore 16:40
Donato D'Orazio Il terrificante virus del razzismo, dopo anni di sospetto letargo, ritorna prepotentemente ad offuscare l'orizonte della pacifica coesistenza di questa nazione. Codardi, senza coscienza, bigotti senza dignita', uomini mulluschi che si inchinano di fronte ad un xenofobo per condividere  la sua perfidia, il suo rancore, il suo odio verso persone ed etnie con colore oscuro. L'America, generosa ed accogliente, la nazione che ha sacrificato milioni di giovane vite per portare liberta' e giustizia al mondo intero, oggi rapita moralmente ed eticamente da un ideologia malsana, umiliata e ridicolizzata da un vero impostore, si viene a trovare nello squallore piu' totale di divisioni e squallore. Il paese che ha dato I natali a gente come Washington, Lincoln, Jefferso, Rooselvelt, Kennedy, Reagan, Bush, per solo dirne alcuni, che con I loro esempi, la loro dignita', la loro magnanimita', hanno Saputo dare, malgrado le diversita' politiche, valori umani ed orgoglio di unita' di appartenenza al popolo intero. Oggi, dimenticati ed offesi da un branco di incompetent ed inetti politici, guardano dall'alto il declino del loro messaggio, il labirinto dell'odio, della divisione, dell'uno contro l'altro. La nostra costituzione che ci insegna che ogni persona e' nata uguale, che il popolo e' il sovrano padrone della loro democrazia oggi e' sotto assedio da un personaggio malvagio. Chi ci governa ha l'obblico costituzionale di servire e non di essere servito. I tre rami del governo costituiti dai padre di questo paese per bilanciare il potere deve essere protetto e non essere villificato. Non puo' un Presidente, per lo piu' eletto da una minoranza di voti popolari, offendere e denigrare un parlamentare eletto dalla maggioranza dei suoi costituenti. Non puo' un Predente, per vantaggi politici, offendere senza ritegno un parlamentare con obblichi legislativi, che mira a proteggere I suoi costituenti  da incursioni razziste che minano il loro diritto ed il loro dovere. Non puo' un Presidente offendere senza un pizzico di ritegno un parlamentare per il colore della loro pelle o l'origine della loro etnia. Non puo' un Presidente governare solo per I suoi coorti dimenticando il resto del paese. Non puo' un Presidente dividere a discapito dell'unire. Diceva Ronald Reagan - vero repubblicano e vero conservatore - " Noi non dobbiamo mai rimanere silenzionsi di fronte al bigottismo, Noi dobbiamo condannare quelli che cercano di dividerci in tutti I quartieri ed in tutti I tempi. Noi tutti dobbiamo insegnare tolleranza e denunciare il razzismo, antisemitismo, o religiose bigotterie, dovunque esse esistono come inacettabili demoni". Un vero Presidente non offende un parlamentare, non denigra un immigrante, Non ne ha il diritto di poterlo fare. Non puo essere un effimero ignorante senza conoscere la storia di questo paese. Del sacrificio di milioni di persone che da tutto il mondo sono venuti in questa terra per lavorare per la loro famiglia e per fare di questa nazione un paese potente e ricco, ed esempio unico di convivenza tra tutti I popoli ed etnie del mondo. Ancora il Presidente Reagan in un suo discorso sull'immigraziuone disse" Se un giorno chiudessimo le porte a nuovi immigrant la nostra leadership nel mondo sarebbe subito perduta". E per finire voglio rivolgermi a quei figli di nostri immigranti che oggi inneggiano ad un xenofobo di prendersi un momento di riflessione, chiedersi se il sacrfcio dei loro avi, la loro esperienza della descriminazione, le offese che hanno subito, l'invettive, l'incomprensioni che hanno dovuto digerire da persone malsane di principio e di mentalita'  possano essere condivise da loro. Quante volte per il solo esprimere un parere, per far valere un loro diritto si sono sentiti dire la vile frase " Se questa nazione non vi piace, se non volete sottostare alle nostre idee, ebbene, allora ritornate al paese da dove siete venuti". Siate repubblicani, se questo e' la vostra ideologia, siate quello che volete, ma mai barattare le vostre origini. Non tradite la memoria di chi vi ha preceduti. Ne va' di mezzo la vostra storia e la dignita' di chi dall'alto vi protegge, vi guarda e vi giudica. Brooklyn,NY.
Donato D'Orazio Donato D'Orazio L'America, nei suoi piu' di duecento anni di libera democrazia, non si e' mai permessa di infrangere le piu' elementari regole di accoglienza, di una ospitalita' generosa verso masse di gente che da tutto il mondo hanno chiesto asilo a questa nazione. Oggi inizia in questa stessa terra un Raid (incursione) di agenti federali per rastrellare, come animali, gente che decenni fa entrarono in questo paese illegalmente. La storia ci impara che ad entrare illegalmente in questo paese sono stato milioni di persone, tra queste tanti nostri paesani che venirono qui' per lavorare, per poter sostenere le loro famiglie che in un Italia di allora non si poteva fare. Molti di noi siamo qui' perche' un nostro congiunto, inizialmente  illegale, ci ha fatto da garante per entrare e rimanere in questa nazione. Perche' tutto questo preambolo? semplicemente per spiegare che anche noi, seppur legali, siamo stati dei migranti. L'unica dufferenza, con I migranti di adesso e' che noi venimmo dall'europa, anche se per noi italiani ci fu discriminazione. I migranti di adesso vengono da nazioni per lo piu' dal medio oriente e da nazioni del centro america. Tutte nazioni povere, controllate da feroci dittatori che con guerre e arrichimento personale rendono per I loro cittadini una vita impossibile. E' per questo, per dare ai loro figli una vita migliore che si incamminano per migliaia di chilometri verso il sogno americano. Non sono, come questo presidente vuol far credere, dei criminali, sono delle oneste persone che sono arrivate ai confine di questa nazione per chiedere regolarmente permesso di soggiorno.  I veri criminali sono quelli che cercano, e molte volte ci riescono, di entrare scavalcando muri e ferriate, o bucare il ventre della terra per creare gallerie sotterranee. Su quest'ultimi ci si dovrebbe concentrare, non verso  persone oneste, che sono qui ormai da anni e che fanno lavori umili, che ristettono le leggi e si comportono da buoni cittadini. L'unica colpa che hanno e' quella di non essere di razza Bianca, di non avere chi li puo' garantire, e soprattutto, che stanno antipatici a quato presidente. Se queste povere persone avessero il viso di Melania (sua terza moglie) tutto questo non sarebbe successo. Melania e' entrata in America con un visto da turista, ha lavorato illegalmente, ha conosciuto il nemico degli immigranti, lo ha sposato e miracolosamente ha regolarizzato la sua posizione tanto da diventare cittadina Americana e richiamare I suoi genitori qui' in America. Tutto questo, se ce ne fosse bisogno, denota tutta l'ipocrisia, tutto questo malsano rancore di un infausto personaggio che oggi sta' commettendo un atto barbarico verso tanta povera gente che molto probabilmente dovra dopo tanti anni separarsi dai loro figli e ritornare ad una nazione che non li vuole e che loro non ricodono.  Questa repressione di umanita', questa ingiustizia verso povere persone da voce ad un detto che Salvatore D'Orazio, dal Venezuela scrisse in un'altro sito ancuni mesi fa'. " Ricorda, se sei straniero, sei povero, Se fossi ricco, non saresti straniero in nessun luogo del mondo". E' una verita', forse tragica ma pur sempre verita' Brooklyn, NY.
10 lug alle ore 00:07 Donato D'Orazio Davanti ad una platea universale, le ragazze del Soccer Americano si sono laureate campioni del mondo. Non e' la prima volta, e' la quarta volta, sicuramente la piu' importante. C'erano in Francia compagini agguerrite, tutte pronte a mettere fine al dominio americano nel campo del calcio femminile. Pur mettendocela tutta, squadre di tutto rispetto come quella Olandese, Francese, Spagnola, come anche quella italiana , cinese, brasiliana e giapponese non ce l'hanno potuto fare. E' stato un dominio dal principio alla fine del torneo delle atlete americane. La loro tecnica, la loro forza, la loro atleticita' ha dato prova  che per quando riguarda il calcio femminile non ci sono al mondo nessuna squadra che possa contrastarle. Ci hanno provate le Olandese che con una tattica ben definita che era quella di difendere ad oltranza e ripartire in contropiede senza purtroppo poterci riuscire. Alla fine la classe, l'orgoglio, la perseveranza ha vinto sul tatticismo. Milioni di persone in tutto il mondo hanno applaudito l'epica impresa di queste atlete . Milioni di bandiere americane, quelle vere, quelle che danno onore alla parte piu' bella di questa nazione, hanno sventolato sotto il cielo di Parigi per onorare uno sport ed una nazione.  Un popolo, fino ad ora abbastanza restio verso il Calcio, ha aperto il suo cuore inneggiando  a queste ragazze che per un momento nel tempo hanno Saputo ridare a questa nazione l'orgoglio di sentirsi americani. In quell'istante del fischio di chiusura delle contese il mondo sportivo si e' inchinato di fronte a tanta bravura, a tanta determinazione , a tanto talento. Lo sport e' anche questo, e' un specchio in cui si riflettono le parti migliori di un popolo. Al giubile planetario di un evento sportivo che ha dato lustro ad una nazione, ci sono stato dei silenzi  tompali di una sparuta ed insignificante parte di una comunita', che non conoscendo il vero significato  di un genuino orgoglio di appartenenza ad una nazione hanno preferito rimanere muti. Domani la citta' di New York per onorare le campionesse del mondo, per ringraziarle del loro eroismo sportivo, per l'immagine positive che hanno proiettato nel mondo, gli regalera' una parata tra la maestosita' dei suoi grattaceli ed il ringraziamento del suo popolo. Uno spiraglio di sole ha voluto illuminare un paese che negli ultimi tempi, suo malgrado, sta subendo da persone inette soltanto odi e rancori. Brooklyn, NY.
6 lug alle ore 03:23 Donato D'Orazio Un bambino capriccioso che vuole a tutti I costi il suo giocattolo, ieri lo ha ricevuto. Non importa se questo giocattolo e' costato alla nazione dieci milioni di dollari. Soldi che I contribuenti debbono pagare. Soldi che potevano essere spesi per quegli  eroici veterani che oggi navigano in poverta' e malattie.  Un'associazione "Disable American veterans", parlando del difficile momento che stanno attraversando, chiedendo un piccolo contributo, che tra l'altro io faccio spesso, mi scrivono " In tempo di Guerra loro - I veterani'- dissero si'  quando la loro nazione chiese a loro di combattere, E loro finirono per pagare un terrificante Prezzo per il loro patriottismo e per la nostra liberta'". perche' questi dieci milioni di dollari spesi scioccamente per soddisfare l'ego malato di un personaggio che ha improntato la sua vita per I propri interessi, che si e' inventato uno sperone osseo per disertare il servizio militare, per salvare la sua pelle a discapito di questivalorosi giovani, figli,di povera gente, ma realmente orgogliosi della loro patria, oggi in difficolta' di salute, non gli sono stati donati questi soldi?. Perche' questa nazione trascinata nel letargo da questo impostore non si muove? non pacificamente protesta'? Perche' gente che non hanno la minima cognizione del significato della festa della indipendenza di questa nazione si mettona a scrivere scemenze che non fanno altro che mettere in evidenza la loro ignoranza al riguardo? Perche' gente che postano bandiere americane sui vari siti non hanno avuto il coraggio di arruolarsi al servizio militare di questa nazione? Per loro e' bello essere " americano" avere diritti senza doveri. Appoggiare un maniaco solo per il fatto che li sa' imbrogliare con una malsana dialettica che loro non comprendono. Il discorso che questo presidente ha letto- perche' gli e' stato scritto da altri- a parte che e' stato puerile nei contenuti, che non c'entrava niente con la ricorrenza dell'indipendenza di questa nazione, e' stato, soprattutto, una conferma che questa nazione e' stata sempre grande. Che il suo motto " L'ets make America great again" Non e' stato altro che uno sciocco stratagemma per confondere le idee a persone ingenue ed opinionate. Quello di ieri a Washington e' stato uno spettacolo deprimente, uno spettacolo non degno di una nazione civile e democratica. A parte gli aerei che socavano con perfetta simmetria il cielo della capitale, non e' stato altro che una radunata di decine di migliaia  di razzisti bianchi che dopo decenni di anonimato gli e' stato dato la possibilita' di sviscerare il loro odio ed il loro rancore verso etnie e razze che non somigliano a loro.  E questi dovrebbero fare questa nazione grande?  Che Dio ci aiuta. Brooklyn,NY.
4 lug alle ore 02:21 Donato D'Orazio Domani si celebra in questa nazione il "Fourth of July", Festa che vuole commemorare l'indipendenza dell'America dal controllo anglosassone. Non e' mai stata una festa militare, tanto meno una festa politica. E' sempre stata una festa che onora l'unita' di tante comunita' che celebrano questa festa per essere insieme, per sentirsi parte uguali, per unirsi a parenti, amici, vicini, con quei sentimenti per quella unita' di intenti che e' sempre stato il cardine principale della storia di questa paese. Una festa, che piu' di qualsiasi altra vuole commemorare quella parte della costituzione che ci insegna che ogni uomo nasce uguale. Nessun Presidente, nessun politico, prima di oggi si e' mai permesso di intorbitire l'essenza principale di questa ricorrenza. Lo fara' domani Donald Trump. Per soddisfare il suo malsano ego, per emulare I suoi idoli, Putin:dittatore Russo,ed Un, dittatore Noth Koreano sta ridicolizzando quello che e' sempre stato una festa  del popolo. Per perorarela sua campagna elettorale domani si presentera' al suo pubblico, ai suoi seguaci, ai suoi "compagni" con un discorso che certamente decantera' I suoi chimerici meriti a discapito della verita' e dei fondamentali principi di democrazia e rispetto della legge che ha sempre governato questo paese. Washington, capitale della democrazia mondiale, citta' governate dai rappresentanti del popolo, domani vedra' per la prima volta sfilare tra le sue strade carri armati, cannoni, aerei militari e tutto cio' che fara' felice il Nuovo Duce di questa nazione. Della stessa nazione che generosamente ci ha accolti tra I suoi confine, della stessa nazione che nel corso degli ultimi due secoli e' diventata grande per il lavoro e l'impegno di milioni di persone che venute da tutti I continenti hanno lasciato in eredita' tutto cio' che di bello e grande e' oggi l'America. Purtroppo tutto questo fa parte del passato. Oggi si rinnega tutto, ci si affida a razzisti, dementi, vili,che guidati dalla loro perfidia stanno portando questa nazione sul labirinto dell'odio, del rancore, dell'umiliazione di povera gente che cerca asilo ad una nazione ricca per avere un po' di pace e serenita' per loro ed I loro figli. Quello che trovano sono gabbie di concentramento, separazione dai loro figli ed abusi da quelle forze dell'ordine che dovrebbero proteggerli. E' una nazione allo sbando, una nazione che abominevolmente ed inesorabilmente si avvia verso un Sistema dittatoriale. Speriamo che sia soltanto una nuvola burrascosa che si e' abbattuta su questa meravigiosa terra,e che il buon senso, l'onore, la dignita' di tanta gente che si e'  fatta abbindolare da questo maniaco possano ritrovare la loro stima e far si' che il sereno ritorna a sorridere alla signora dell'accoglienza : La Statua della Liberta'. Buon Fourth July a gente di buona volonta'. Brooklyn, NY.
29 giu alle ore 02:20 Donato D'Orazio
Le feste patronali del nostro paese sono appena finite. Sara' perche' il nostro paese ha pochi abitanti, sara' perche' I giovani di adesso preferiscono una partita di calcio, o un caffe' al Bar, sta' di fatto che l'affluenza alla processione  e' diminuita parecchio. Questo non vuol dire che c'e' meno devozione verso I nostri Santi, vuol dire soltanto che I tempi sono cambiati. Che qualcuno rinnegando quello che I loro genitori gli avevano imparato, si professano atei, dando delle spiegazioni che soltanto per loro sono valide. Forse non capiscono che la fede e' qualcosa di ideale, qualcosa che si vive senza mai chiederne delle spiegazioni. E poi la nostra devozione verso I nostri santi e' qualcosa che va' oltre il credere, e' una panacea che ci aiuta a superare con dignita' le avversita' della vita, e' la nostra storia, la nostra tradizione, il nostro culto. L'importanza che I nostri avi davano alle feste patronali era tale che per festeggiare degnamente I loro santi si recavano ai lavori dei campi nel mezzo della notte. Partivano alle due di notte, lavoravano fino alle otto del mattino, ritornavano a casa, stanchi ed insonnoliti, ma pronti a cambiarsi con il loro vestito da festa e recarsi in Chiesa per la santa messa e per ascoltare l'oratore che immancabilmente veniva da altre diocese per decantare la vita ed I miracoli del nostro santo. Poi gli uomini partecipavano all'asta per potere avere l'onore di portare il santo nella processione tra le tante vie del paese. Oggi da foto che ci vengono da Cansanonelmondo vediamo che a portare il santo sono sempre le stesse persone. Uomini di buona volonta' che adempiono ad un sacro dovere che gli fa' sicuramente onore ed ammirazione. Per gli altri, I tanti che seduti per ore sotto gli alberi di castagne, non certo possono essere orgogliosi della loro pigrizia. Per tutti noi emigranti cansanesi sparsi per il mondo che e' rimasta intatta la nostra devozione ai nostri santi, che ogni anno, per piu' di sessantanni, partecipiamo, secondo le nostre possibilita', alla raccolta fondi per far si' che le nostre tradizioni continuano, vedere gente seduta mentre la processione ha poche persone che la seguono, non fa certo piacere. Vorrei ringraziare il comitato feste, che negli ultimi tempi e' composto quasi totalmente da nostre donne, per il loro lavoro, la loro,perseveranza, il loro sacrificio per portare a termine con successo queste nostre festivita' relgiose e tradizionali. Vorrei ringraziare, perche' per motivo a me sconosciuto, non viene fatto dal comitato festa, Battista Di Giallonardo, che per piu' di ciquantanni e' stato qui a New York l'unico cansanese che ha speso tempo e denaro per raccogliere offerte da noi paesani. Se si debbono fare ringraziamenti si facciano a Battista, perche' e'il solo a meritarli.
Brooklyn, NY
20 giu alle ore 19:33 Donato D'Orazio
Una nazione non puo' sopravvivvere se non ha un'economia capace di supplire alle basilari necessita' di un intero popolo. Ed e' giusto. Ma una economia fondata per avvantaggiare I piu' affluenti di una nazione non e'  assolutamente giusta. Non si puo' autodefinirsi un progresso dell'umanitas' se a farci le spese sono I meno abbienti della societa'. La tecnologia ha fatto si' che si produce di piu' e si produce meglio. Ma ha fatto anche tanto danno a quelle persone che oggi per mancanza, e non per colpa loro, di un'educazione all'altezza di questa tecnologia si trovano al di fuori di questo mercato del lavoro. L'economia Americana e Cinese, specialmente quella Americana, che in questo periodo vanno a gonfie vele, sta lasciando nel lastrico piu' del quaranta per cento della popolazione. Mentre I ricchi, I magnati della finanza e dell'industria navigano in una agiatezza sfrontata, I poveri, la classe media di questo paese si trovano a confrontarsi con situazioni a volte diffici, a volte impossibile da superare. Gli operai di colossi come I Fast Food o il gigante come Wallmart vengono pagati 7 dollari all'ora, che non servono nemmeno per pagarsi un caffe' per trenta giorni.  Se negli anni cinquanta/sessanta,  periodo di grande immigrazione italiana in questo paese, avessimo trovato un'economia basata sulla tecnologia, il novanta percento dei nostri immigrati avrebbero trovato impossibile  inserirsi nel campo lavorativo di  questa nazione. Questo non e' una mia impressione, e' una dolente realta'. Chi oggi tra la nostra comunita' si definisce ricco e repubblicano, non deve ringraziare se stesso, ma la situazione favorevole che abbiamo trovato. Lo scarso welfare che ci siamo guadagnati con duro lavoro e che ci ha aiutato a superare difficili momenti per le nostre famiglie, oggi con questa economia tecnologica e con la mentalita' contorta di chi ci governa che sta' lavorando per picconarla fino al midollo, portera' per noi, ma sopratutto per I nostri figli, momenti di grande difficolta' economica e di salute. Poi ho letto che il Sistema giuridico di questa nazione viene dal Sistema giuridico dei Romani. In parte e' vero. Ma bisogna mettere in evidenza che I Romani non crearono questo Sistema, bensi', come facevano con tante altre cose, lo copiarono al Sistema giuridico della Grecia, piu' coprrettamente  dalla capitale Atene. Il Sistema politico Romano fu un Sistema imperiale, un Sistema basato sui ricchi e possedenti, Per secoli I plebei non potevano partecipare alla formazione di un governo. I due consoli dovevano essere dei miltari e di famiglie ricche e potente. Soltanto dopo decine di anni di lotte plebee si arrivo' ad avere un console plebeo, senza pero' alcun potere legislativo. Il Sistema giuridico e politico di questo paese viene per la maggior parte dall'inghilterra.  Un Sistema federale , quindi non unisono.Democratico, ma con tanti difetti, prima di tutto l'elezione del Presidente che non viene eletto dal popolo, bensi' da grandi elettori che poi sono dei politici scelti dai due maggiori partiti politico americani. Quindi, e qui' mi rivolgo ad un amico, forse per I primi diciotto anni che abbiamo passato insieme, ad un fratello,: Domenico, per dirgli che il concetto espresso dell'amico Giulio puo' essere anche giusto. la sua interpretazione anche esatta, ma non e' storia, e' una interpretazione e come tale deve essere considerata. Quindi quel paesano che non vuole capire o che non capisce  non dovrebbe essere criticato, bensi' compreso. La tua "disquisizione" ed il tuo "neologismo"  forse giusto, ma anche un po' da revisionare. Colgo l'occasione per salutarti, ricordo spesso le marachelle che facevamo, erano altri tempi, sicuramente difficili, ma anche belli. Un abbraccio a Fernanda ed un saluto a Cansano.

Brooklyn,NY.
20/06/2019 La Redazione

Ho ricevuto queste foto dall'amico Domenico di Giacomo in occasione del "Father Day" che negli Usa si festeggia la terza domenica di Giugno che quest'anno ricorreva il giorno 16. Questa festa negli USA fu fondata a Spokane, Washington, all'YMCA nel 1910 da Sonora Smart Dodd, nata in Arkansas. La sua prima celebrazione fu nella Spokane YMCA il 19 giugno 1910.

Domenico ha festeggiato la festa del Papà in casa di suo figlio Mario in Monroe (New Jersey) insieme con i nipoti Marli e Max con Tony e il genero Joe e famiglie.

alcuni scatti della festa:

Cansanonelmondo augura a Domenico e la sua famiglia buon Father Day passata e a tutti gli amici
di www.cansanonelmondo .it
buona festa e buone vacanze.

Cansano
17 giu alle ore 18:17
Domenico Di Giacomo
( Toronto in Festa  )       
Grande esultanza in downtown della grande metropoli del nord.
    I Raptors di Toronto,  hanno battuto i Warriors  della Florida  e per la prima volta nella storia  sportiva  conquistano l'ambito trofeo della  NBA -  Associazione  Nazionale di Basketball.
    Tantissime volte  i nostri cari paesani  hanno gioito alle vittorie  nello sport  di ice skating  che assieme a Montreal,  si contengono quasi sempre la specialita` dello sport invernale,  questa volta  sono forti anche nel basket.
  In passato  vi e` stato anche una vittoria al Giro D'Italia.  Ne siamo contenti,    e tutti ci uniamo con gli auguri.  Viva il Canada.
Staten Island, NY
16 giu alle ore 16:53
Donato D'Orazio Negli Stati Uniti, oggi, 16 Giugno, si celebra il Father Day. Un giorno dell'anno per ricordare e commemorare la figura del padre. Una figura forse meno apparescente della madre, ma pur sempre determinate per la formazione morale dei propri figli. Un personaggio che per la stragrande maggioranza fa della sua vita una crociata per la salvaguardia ed il benessere dei propri figli. I suoi sacrifici, il suo lavoro, il suo sudore vengono mirati a proteggere ed educarli, farli diventare parte integrante della loro comunita' e del loro paese. Chi di noi di una certa eta' non ricorda il suo padre? Chi non ricorda i momenti terrificanti del dopo Guerra? La fame, il disagio, l'incertezza di un futuro incerto? Ebbene furono i nostri padri a darci con i loro esempi, con i loro sacrifici quella spinta necessaria per essere ottimisti e guardare al futuro con piu' tranquillita' e convinzione che malgrado tutto, tempi migliori sarebbero arrivati anche per noi. Erano uomini modesti, uomini di una sublime onesta, di una forza interiore che gli permetteva di darci esempi di grande valore umano. Il rispetto per il prossimo, specialmente per gli anziani del paese, la forza della fede, il rispetto verso una parola data, erano punti cardini  per il loro modo di insegnare ed educare i loro figli. La quasi totalita' di noi figli di quel tempo abbiamo eseguito i loro esempi, abbiamo rispettato il loro insegnamento, siamo diventati, non certo come loro, perche' il loro sacrificio per noi era stato totale ed incondizionato, ma sicuramente degni dei loro esempi. Per qualcuni, se ci fossero, che hanno in qualche modo tradito il loro insegnamento, gli chiedo di riflettere, di metitare, di chiedersi se la decisione di trasgredire qualche direttiva dei loro genitori sia per loro motivo di gioia o sofferenza.  In tutto, a tutti i padri del mondo buon Father Day. Che dio protegga voi e le vostre famiglie. Brooklyn,NY.
6 giu alle ore 16:43 Donato D'Orazio Era il 6 Giugno 1944. Quasi otto anni di eta' ed inconsapevole di un epica battaglia che si stave consumando nelle spiagge della Normandia in Francia. Migliaia di giovani di ben 12 nazioni  invasero quel lembo di terra francese, sopportato da migliaia di aerie e nave da guerra, per liberare l'Europa dalla morsa infamante del Nazismo e fascismo. Molti valorosi giovani morirono, altri riportarono ferite che l'accompagnarono per tutta la loro vita. Il loro valore, il loro ultimo e doloroso sacrificio deve  essere non soltanto un nobile esempio per il future dell'umanita', ma anche un monito a tutti coloro che oggi predicano isolazionismo, divisismo, razzismo. Quei valorosi giovani che da ben 75 anni riposano in vari cimiteri militari del mondo hanno dato la loro vita per sconfiggere il male ed aiutare il bene. Hanno combattuto e perso la vita per la democrazia a discapito del totalitarismo, per quei valori umani che vanno oltre I confine, oltre le etnie, oltre il colore della pelle. E' imperativo che il loro sacrificio non sia stato invano. I confine sono tanti, le lingue sono diverse, il colore della pelle e' diversa, ma il mondo e' solo uno, ed e' compito di tutti noi che abbiamo beneficiato da quel massacro di giovani valorosi  unirci e non dividerci. Le ideologie vengono e vanno, I capi di stato anche, quello che rimane e' la consapevolezza in tutti noi  umani di capire che siamo un unico popolo con gli stessi pregi e gli stessi difetti, che siamo in questo mondo non per ammazzarci a vicenda, ma per aiutarci, per lottare insieme per la preservazione di questo meraviglioso pianeta.  Dobbiamo amarci e non odiarci, comprenderci e non ignorarci. Alla storia l'arduo compito di tramantare il significato e l'eroismo di centinaia di migliaia di valorosi giovani che hanno perso la vita per il bene del prossimo. Per tutti noi e per tutti I posteri l'arduo compito di essere degni di quei sacrifici. Brooklyn,NY.
31 mag alle ore 21:29
Donato D'Orazio Winston Churchill, politico britannico, che per piu' di un quarto di secolo governo' l' inghilterra, nella sua ultima campagna elettorale del 1945 in cui perse il potere per mano del partito socialista dei lavoratori, deluso ed amareggiato dal fallimento del suo partito, in un suo ultimo discorso si scaglio' contro il "socialismo" descivendolo come una filosofia del fallimento, il credo dell'ignoranza, ed il vangelo dell'invidia, le sua innata virtu'e' uguale  al condividere la miseria.''. Questa sua tirata dovuta principalmente alla sconfitta elettorale contraddice quello che lui disse molti anni prima in un intervento nel parlamento britannico. Queste le sue parole, che rispecchiano in tutto e per tutto il significato "socialismo". " Io penso che I governi sono fatti, e dovrebbero sempre rimanere AL SERVIZIO DEI CITTADINI; gli stati e le federazioni possono esistere ed essere giustificate soltanto per preservare la "VITA, LIBERTA', ED IL PERSEGUIMENTO DELLA FELICITA'" nelle case dei cittadini. IL VERO POTERE RESTA CON L'INDIVIDUO. E' LUI CHE DA' IL SUO POTERE ALLO STATO, ASPETTANDOSI E RICHIEDENDO PER QUESTO IN RITORNO VANTAGGI E GARANZIE" . Il socialismo, che fa tanto paura a certe persone non e' altro che un Sistema politico che crede che anche I poveri, I malati, gli sfortunati di una societa' hanno il sacrosanto diritto di avere VANTAGGI E DIRITTI come I piu' affuenti di un paese. Soltanto gli ignoranti, I falsi, gli egoisti possono pensare diversamente. Gli ignoranti non conoscendo la storia del socialismo vero confondono il comunismo, il fascismo, il nazismo, il totaliarismo col socialismo. No! non e' per niente cosi'. Il socialismo e' un Sistema democratico che cerca di aiutare tutti I cittadini, Siano essi dei genei o delle persone normali. I partiti  come il comunismo, il nazismo, il fascismo sono partiti dittatoriali che non hanno niente da vedere col socialismo. Hanno avuto ed hanno tuttora dei criminali al potere che fanno e disfanno tutto cio' che non piace a loro. Ed ironia della sorte abbiamo oggi come presidente di questa nostra puritana America un fautore, un simpatizzante di questi criminali. Un governo socialista viene eletto democraticamente dal voto del popolo. I Dittatori vengono eletti da autocrati, da persone che non hanno il minimo interesse per il popolo. Poi c'e'  il capitalismo tutto americano che elegge il suo presidente, non con il voto popolare ma con I voti di politicanti che si definiscono grandi elettori. Il capitalismo ha  certamente  creato ricchezza e Potenza a questa nazione,  ha creato magnati nel campo finanziario ed industriale del paese, ma ha lasciato indietro tanta gente commune che  malgrado il loro impengo non hanno potuto sperimentare il sogno americano. L'unica cosa che hanno avuto dal loro lavoro, dal loro sudore, dal loro servizio militare al paese sono state quelle leggi " SOCIALISTE" volute e portate Avanti dal partito democratico. Chi, anche nella nostra comunita' puo dire di non aver beneficiato dal SOCIAL SECURITY. Chi puo affermare che se non avessero avuto il MEDICARE non sarebbero finite in una bancarotta senza ritorno. Chi puo affermare che il MEDICAID non ha salvato la vita di un loro congiunto o parente. Questo, cari amici e soprattutto amiche, e' il vero SOCIALISMO, non quello professato da gente, che vuole la loro intelligenza, vuole la loro fortuna, cercano di farvi capire quello che loro non credono. Programmi sociali che questo impostore che abbiamo a Washington vuole tagliare ed in alcuni casi; vedi la legge sulla salute, addirittura eliminare. La legge sulla salute che molti nostri paesani possono dipendere e' stata salvata dall'eliminazione da un solo voto. Un voto di un repubblicano, di un eroe, di un prototipo di vero americano: Il defunto Senatore dell'Arizona John MCcain. Oggi vergognosamente schernito da un personaggio che ha rifiutato di servire la sua nazione in tempo di Guerra, che ha tradito la fiducia di ben tre mogli, che sta stracciando la carta costituzionale e che con I suoi rifiuti dal collaborare con il congresso per le ingerenze sulle elezioni del suo amico Putin sta distruggento questa democrazia per sempre, che sa solo cercare aiuto a gente ipocrita, ignorante, razziste per profanare la verita' e divulgare le bugie. Non bisogna avere paura del socialismo, bisogna avere paura di chi sta' minando irreparabilmente la dignita', l'onesta', la generosita' del popolo americano. E per finire vorrei chiarire un concetto espresso in altri siti. Cioe' che l'america ha vinto da sola la seconda Guerra mondiale. Si', ne e' stata la principale forza che sconfisse il nazismo ed il fascism, ma non fu l'unica forza. Ci furono gli inglesi, in minor parte I francesi, ed anche I partigiani italiani che furono anche loro determinte per la vittoria finale. E' vero che col Piano Marshall l'america ricostrui' tutto cio' che aveva distrutto in europa, che con quello aiuto l'europa si rialzo. Ma questo non fu' tutta generosita' Americana. Fu' anche convenienza politica per questo paese. Il loro vero scopo fu quello di far si' che l'Europa non finisse nelle mani di Stalin. Cioe' del COMUNISMO. E ci riusci'. In retrospetto quell'investimento di piu' di settantanni fa che l'america fece e' stato forse l'investimento piu' azzeccato della storia di questa nazione. Brooklyn,ny.
29 mag alle ore 12:49 Domenico Di Giacomo
Da lontano guardiamo il nostro bel Cansano malinconico,  ma le bellissime tradizioni dovrebbero continuare,  il borgo,  vediamolo sorridere almeno nei giorni di San Giovanni,  con banda musicale e cielo vibrante da sparo.
  Noi tutti fuori:  Americani, Canadesi ed altri, inviare un cheque al nome: Signora Franceschina Colecchia,Oppure  chiamare Battista Di Giallonardo al 718) 351-5440 O  Germano Di Paolo al 718) 232-2692
Staten Island, NY
22 mag alle ore 19:39
Donato D'Orazio Ho avuto la fortuna, insieme a tanti giovani paesani degli anni fine cinquanta, di essere stato al centro di un progetto che avrebbe dovuto unire per decenni a venire la nostra comunita' di Brooklyn e dintorni.  Aiutato in tutto questo da paesani di lunga permanenza in questa nazione. Ricordarli tutti sarebbe un compito troppo difficile. Ne ricordero, alcuni che piu' di tutti ci dietero una mano a far si' che un sogno di pochi giovani diventasse realta'. Giuseppe Di Paolo, detto, per la sua stazza fisica, Peppone. Fu lui a prendersi l'impegno non certo facile, di organizzarci, di gettare le basi per una societa', sportivapr I giovani, sociale per I meno giovani. Il suo impegno per molti decenni, fino alla sua immature scomparsa, fu per noi motivo di sprono ed orgoglio. Giuseppe Fontana porto' con se' tanta esperienza, tanta volonta' di unirci, tanto impegno, tanta onesta' di buon senso che era accattivante e nello stesso tempo motivod'incentivo per tutti noi ad mpegnarsi.Antonio D'Orazio, primo presidente ed uomo umile ma determinante per il successo dei primi anni di questo meraviglioso sodalizio. In postumo voglio ancora una volta ringraziarli. Naturalmente questo sogno di avere una comunita' unita, di dare ai nostril figli l'opportunita' di conoscersi e frequentarsi, dopo quasi quarantanni di storia dovette chiudere battenti. Tutto questo non per demerito di quei formidabile pionieri, ma per l'abulia, il disinteresse, il menefrechismo di alcuni nostri paesani che forse ritendosi superiori, forse dimenticandosi delle loro radici preferirono di non partecipare, di non credere ad un progetto di unione di intenti che avrebbe di sicuro dato ai nostri eredi l'opportunita' di continuare le nostre tradizioni e la nostra storia. Ironia della sorte, molti di questi personaggi oggi si fanno vivi in un Sito " cansanesi in italia e nel mondo" professando attaccamento alle loro radici che in realta' nel momento del bisogno non hanno mai avuto. Per di piu' rinnegando la storia del nostro paese che e' sempre stata per la maggior parte indirizzata verso il convivere sereno, rispetto, e bando alla violenza, Oggi si permettono di scrivere cose insensate, a dir poco fuorviante, pericolose ed inesatte. Cresciuti in un paese dove la violenza era tra due contentendi per un confine di terra che non veniva rispettatato. Escluso in un paio di occasioni in cui un'arma da fuoco fu scelleratamente usata, di cui in una occasione nessuno ne pago' le conseguenze, non ci sono altri casi nella nostra storia di paese e di comunita'.  Ed in questa nazione in cui ogni giorno ci sono strage di persone per lo piu' bambini in classe di scuola, parafrasare un filosofo del 1500 che scioccamente scrisse che una nazione non merita rspetto se nega ai suoi cittadini di possedere un'arma da fuoco e' semplicemente inconcepibile. Se poi un figlio di una brava persona si permette di scrivere che per fermare un autista ubriaco dall'uccidere un'autista sobrio si dovrebbe prevenire all'autista sobrio di guidare. Cosi', scrive l'autore, funziona il controllo delle armi. No! caro paesano, le cose non funzionano cosi'. La violenza porta violenza. Nessuno dei due autisti dovrebbe possedere un'arma. Soltanto cosi' si sconciurano strage di morte, dolore e distruzione di essere umani. Per favore, siate Trumpiani se questo vi fa' piacere. Siate repubblicani se questo soddisfa la votra mentalita'. Ma state lontano dal professare le armi da fuoco. Troppo sangue innocente si sparge su questa nazione. Troppi bambini perdono la vita da queste continue strage. troppi malati di mente riescono ad avere un'arma che usano per uccidere. Non siate parte indirette di questi atti dilettuosi. Pensateaivostri bimbi, ai vostri nipoti, date a loro l'opportunita' di vivere, di sognare, di raggiungere I loro ideali. Soltanto cosi potete avere la coscienza serena. Brooklyn,NY.
13 mag alle ore 21:05 Donato D'Orazio Siamo entrati in un periodo della storia di questo paese in cui, come non mai, la carta costituzionale e' stata messa sotto assedio. "WE THE PEOPLE" non conta piu'. Quello che conta e' la visione demente di un solo personaggio che giorno dopo giorno,  sta picconando tutto quello che I padre di questa nazione hanno faticosamente costruito per il loro popolo. La liberta' di stampa sotto assedio. Il, potere legislativo " parte uguale dei tre rami del parlamento" ignorata. Rappresentanti repubblicani al congresso che pur di difendere un paranoico picsopatico stanno mettendo la loro dignita' sotto I piedi. Gli interessi personali di un perdente vengono messi prima degli interessi del paese. C'e' caos, c'e' indifferenza da parte di cittadini che forse forti dei loro malati sentimenti di rangore ed ingiustficato odio verso persone che cercano rifugio in questa nazione appoggiano sputoratamento questo personaggio infido che non paga le tasse, che si e' macchiato di ostruzionismo verso il congresso, che ha rinnagato tutte le nazioni amiche per proteggere I tiranni Russi, Sauditi,e Nord Koreani. Il suo patetico slogan era " Let's Make America Great Again". Quello che e' riuscito a fare e' "Lest's Make America Isoleted Again". Nazioni come il Canada', Massico, Australia e paesi della Nato  che hanno sempre appoggiato questa nazione nel suo sforzo di portare democrazia al mondo intero, oggi considerate come un impetimento dalla storta fantasia di questo personaggio. Il Canada, addirittura, un pericolo per la sicurezza degli stati uniti. Da quanto e' al commando non ha fatto altro che denigrare, offendere tutti coloro che non la pensano come lui. In meno di due anni ha detto piu' di diecimila bugie. Ripugnanti per la maggioranza della popolazione. accettate da razzisti che con atti di violenza stanno portando questa nazione nell'era del far west. Dichiara amore per questa nazione mentre si bada bene dal non pagare le tasse, di non rispondre per ben cinque volte alla chiamata al servizio militare. Offende la dignita' di persone che giorno dopo giorno mettono la loro vita a repentaglio pur di dare sicurezza a  tutti noi. Ultimo ha imposto un dazio a prodotti manifatturati in Cina del 25% creando cosi' una Guerra di mercato che a perdere saremo noi cittadini che ci costera' di piu' nel comprarci anche una sola camicia. Sara' devastante per le aziende Agricole del paese che non avranno un vasto mercato come quello cinese per vendere I loro prodotti. Anzi e' di questo momento la notizia che per non mandare questi agricoltori in fallimento, questo presidente ha chiesto al congresso di appropriare 15 miliardi di dollari per sopperirre alla macanza di mercato per queste aziende. Ancora una volta la povera gente si accollera' anche questa costosa debacle. Per il muro al confine col Messico sarebbe stato il Messico a pagarne le spese, per il dazio alla Cina sarebbe' la stessa Cina a pagerne le conseguenze. Per gli illusi tutta verita', per la gente di buon senso non gli resta altro che aprire il portafoglio, ed accollarsi le spese. Cari amici questa e' l'America  di oggi. Un paese allo sbaraglio in cui l'elmo e' diretto da un  personaggio a dir poco perfido ed incompetente. Brooklyn, NY
11 mag alle ore 19:31
Stella DiCamillo Bardsley

Mr. D'Orazio, thank you for your  kind words. I wish you endless tranquility during the days to come, and presence of mind to continue to be heard.  May divine intervention be on the horizon for all of us.

Tradotto con google traslate

Signor D'Orazio, grazie per le tue gentili parole. Vi auguro una tranquillità senza fine durante i giorni a venire e la presenza della mente per continuare a essere ascoltata. Possa l'intervento divino essere all'orizzonte per tutti noi.

Westborough, MA
5 mag alle ore 15:49
Donato D'Orazio Grazie Stella per il tuo apprezzamento. Mi permetto di darti del tu perche' ti ricordo quando eri una bambina. Eri una ragazzina graziosa. Ituoi Fratelli: Agostino ed Ottavio erano miei coetanei, Anche amici d'infanzia. Sono contento del loro successo accademico e lavorativo. Sono veri esemplari di Cansanesi che  con la loro intelligenza e la loro perseveranza hanno Saputo raggiungere posti di prominenza nel campo educativo e tecnico di questa nazione. Ricordo bene I tuoi genitori. Persone di grande spessore umano, di onesta' e senso del rispetto. Come posso constatare voi figli avete seguito il loro insegnamento. Per quanto riguarda il momento politico di questa nazione non posso che condividere le tue osservazioni. Siamo  in una situazione anomala, non abbiamo un governo del popolo e per il popolo. Abbiamo, forse per la prima volta, in questo paese, un presidente che  non capisce, o non vuol capire, che lui e' a Washington per governare il paese intero e non per soddisfare I suoi istinti di folle grandezza. Mi dissocio gentilmente dal fatto che io con I miei interventi su questo meraviglioso Sito possa educare I nostri compaesani. Loro sanno quello che vogliono, ed e' giusto che seguano I loro istinti. Quello che mi dispiace e' che qualcuno di loro , forse senza volerlo, con interventi ambigui stanno mettendo su falsa luce la loro stessa identita'. Gazie ancora per il tuo intervento. Ti saluto, augurandoti un lungo avvenire sereno. Brooklyn,NY.
5 mag alle ore 05:34
Stella DiCamillo Bardsley
Mr. D'Orazio, I have been following your comments on this website for many years.  I’ve always enjoyed your narrative style, and believed that your efforts to inform and educate Cansanesi  was both noble of you and valuable.  It is my hope that you continue to do so, and ignore those who need to be ignored.
I am always dumbfounded by some of the most moronic statements posted by certain Cansanesi regarding Trump. The magnitude of their ignorance and misguided  support and love for this criminal and mentally-challenged President defies all logic.  Apparently, history has taught them nothing.  I am embarrassed that they are from Cansano.
One can only  conclude that they must be suffering from both a lack of education, and/or a profound impairment regarding their  reading and comprehension skills.  We all have a right to express our opinions, and respect the other’s, but at the end of the day, “You can’t fix stupid!”

 

Tradotto con google traslate

Signor D'Orazio, ho seguito i vostri commenti su questo sito per molti anni. Ho sempre apprezzato il tuo stile narrativo e ho creduto che i tuoi sforzi per informare ed educare Cansanesi fossero entrambi nobile e prezioso. Spero che continui a farlo, ignorando quelli che devono essere ignorati.
Sono sempre sbalordito da alcune delle dichiarazioni più idiote pubblicate da alcuni Cansanesi riguardo Trump. La grandezza della loro ignoranza e supporto fuorviante e amore per questo presidente criminale e sfidato sfida ogni logica. Apparentemente, la storia non ha insegnato loro nulla. Sono imbarazzato dal fatto che siano di Cansano.
Si può solo concludere che devono soffrire sia di una mancanza di istruzione, e / o di una profonda compromissione per quanto riguarda le loro capacità di lettura e comprensione. Abbiamo tutti il diritto di esprimere le nostre opinioni e rispettare le altre, ma alla fine della giornata, "Non puoi sistemare stupido!"

Westborough, MA
3 mag alle ore 20:36
Donato D'Orazio Stati Uniti D'America: Repubblica Federale che ha saputo costruire, mattoni dopo mattoni, la sua storia, la sua ricchezza, la sua Potenza mondiale col lavoro, con l'impegno unanime del suo popolo,  con l'onesta', la dedizione, l'impegno di grandi personaggi della politica, dell'industria e del mondo della sanita'. Tutti rispettando la Carta Costituzionale che da' al popolo il sacrosanto diritto di esserne i beneficiari.  La nostra democrazia e' stata sempre esempio nel mondo proprio per questo. Chi ci rappresenta deve unicamente lavorare e servire l'esigenze del popolo. Uomini di grande valore umano si sono susseguidi negli anni per rafforzare questo principio. Per dare a questa nazione quella democrazia che da' ad ogni Cittadino l'opportunita' di raggiungere il meglio delle loro possibilita'. Per raggiungere questo quasi impossibile traguardo hanno  creato un Sistema governativo che si basa principalmente al check and balance, cioe' al controllo ed al bilanciare. Per questo furono create tre rami del governo. L'Esecutivo, che fa' riferimento al Presidente, il legislativo che ha riscontro col congresso, ed il giudiziario che rappresenta una protezione giuridica del popolo. Ogni ramo del governo ha gli stessi diritti e gli stessi doveri. Per piu' di duecento anni di storia di questo paese,  gli uomini e donne che ci hanno rappresentati ha sempre fatto il loro dovere. Oggi, purtroppo, e' diverso. Abbiamo a Washington un uomo che non conosce I principi piu' elementari di come il governo dovrebbe funzionare. Ha un concetto distorto del  compito di Presidente di una grande democrazia. Pensa di essere capo di una nazione dittatoriale in cui lui e' il sommo pontefice che puo fare e disfare tutto cio' che la sua mente malata gli suggerisce. Coprendosi le spalle dal trenta per cento di suoi seguaci, per lo piu' poco incline ad imparare la storia ed il Sistema politico di questo paese, si permette di calpestare tutto cio' che gente di alto valore morale hanno Saputo costruire in piu' di due secoli di continui impegni. Una legge degli anni venti del secolo passato obblica il presidente di rilasciare al congresso, se richiesto, le sue dichiarazioni delle tasse. Lui le nega. Pretente, che il suo ministro della giustizia lavora per lui e non per il popolo su cui ha giurato di difendere. E su questo e' riuscito ad avere un burrattino che lo segue nei suoi diabolici schemi. Ha licenziato il suo segretario di stato perche' lo confrontava nelle sue continue baggianate. Lo ha sostituito con un uomo discentente italico che per essergli Fedele sta' perdendo tutta la sua dignita'. Ha cercato ed ottenuto un appoggio dal governo russo ed ha il coraggio di dire che non ha mai colluso. Obblica un suo subalterno di licenziare  il procuratore speciale Mueller che indagava sull'ingerenze russe nella campagna elettorale del 2016 e dice che non ha intralciato il percorso giudiziario (obstruction of justice).  E' un bugiardo incallito che pensa che il rimanente 70% del popolo possa essere facilmente ingannato dalle sue stupide, ridicule e malate esternazioni. Gli Stati Uniti D'America negli ultimi due anni hanno perso una buona fetta di tutto il lavoro fatto in duecento anni di storia. Hanno perso I loro storici alleati per sostituirli con personaggi come Putin, Un, Madera e tanti altri dittatori sparsi per il mondo.  Io penso che in questo ultimi due anni  quasta nazione e' stata colpita da un vortice che ha fatto tanto danno, ma penso anche che questa nazione ha la capacita' di reagire a questa tempesta e di conseguenza mettere fine ad un incubo che non avrebbe mai meritato. Brooklyn, NY.
20 apr alle ore 03:50
Donato D'Orazio

Steve Harvey e' un artista americano di colore. E'un presentatore televisivo di successo, un comico ed un buon satirico. Ha lavorato nell'edizione di Miss America (universo?) che Trump alcuni anni fa' produsse. Ha scritto recentemente un articolo in cui definisce Trump ( qui' traduco le sue parole) come un po asino, un egomaniaco, un bugiardo e  un insensibile. Io aggiungerei narcisista e sociopatico. Pero', secondo Harvey',anche con tutti questi epiteti Trump e' "l'idraulico" giusto per ripulire il sottosuolo di una sua ipotetica casa invasa da piccoli roditori infettivi. Quello che realmente voleva dire e' che Trump era l'unica persona capace di fermare quella immigrazione di gente come Tom (africani come lui) Riccardo (riferendosi a italiani ed ispanici) ed Hasid (riferendosi a musulmani),Tutta gente che Trump ha sempre odiato e che era suo desiderio mantenerli fuori da questo paese.. Questo articolo, ingiustificato ed offensivo anche nei nostri confronti, e' stato copiato e postato da un nostro caro paesano nell'altro Sito Cansanese. Naturalmente dimenticandosi di riprodurre le ultime dichiarazioni di Harvey in cui chiede scusa alla sua gente per averle indirettamente offese, si pente di aver incontrato dopo le elezioni lo stesso Trump definendolo un uomo piatto e senza idee. Io ho avuto la sciocca idea di partecipare ai vari commenti su questo articolo, scrivendo la verità' su un uomo  che per vantaggi personali sa', non soltanto mentire, ma anche corrompere i suoi collaboratori a trasgredire la legge del paese. Di un uomo immaturo che non ha quella dignità' di astenersi nel confondere le idee a gente onesta ed ingenua. Questo mio intervento e' stato cancellato in pochi minuti. Come e' stato cancellato un mio messaggio di cordoglio lo scorso mese. Per un sito sociale, per lo più' tutto Cansanese, non mi aspettavo tutto questo. Tanto più' che in questo sito, forse perché' mi ritengo non all'altezza di competere con certi personaggi, forse perché' sono convinto del fatto che c'era di gia' un Sito che faceva i veri interessi dei cansanesi all'estero, non mi sono mai iscritto. Qualcuno lo ha fatto per me. Ed io ho semplicemente fatto passare. Col senno del poi ho sbagliato. Perché' penso che se a qualcuno gli si da' l'opportunità' di dire la sua, la stessa cosa dovrebbe essere fatta per altri. Purtroppo l'editore di questo sito non la pensa come me, ed io accetto la sua decisione. A conseguenza di questo chiedo gentilmente a chi di potere di cancellare  il mio nome anche dalla lista dei membri. Naturalmente augurando a tutti tanto successo. 

 

Brooklyn,NY.
18 apr alle ore 14:00 Romeo Buona Pasqua Newyork
14 apr alle ore 22:25 Donato D'Orazio
Come ho scritto nel Post precedente, se abbiamo il desiderio di indulgere la nostra mente a valicare percorsi di vita ormai remoti, di riportare la nostra memoria a momenti nostalgici e meno nostalgici, della nostra fanciullezza, persone che hanno forgiato il nostro carattere, luoghi natii lasciati per seguire un chimerico sogno di una vita migliore, il periodo adatto e quello della Santa Pasqua. Oggi mi sento di ricordare, anche se l'ho fatto in questo Sito altre volte in passato, delle persone che furono basilare per l'educazione civica, religiosa e sociale in un epoca tra le più' difficile della storia del nostro paese. Avevo poco più' di otto anni quando con la mia famiglia rientrammo nella nostra casa. Era la fine di Aprile del 1945. Avevamo da sfollati passato ben sei settimane all'aperto sugli altopiani del monte Difesa, sotto intemperie di ogni genere che immancabilmente si generano nelle nostre montagne nei mesi di Novembre e Dicembre. Due giorni prima di Natale una debilitante nevicata ci costrinse a cercare rifugio nella valle Peligna. Fu grazie alla generosità' di abitanti del borgo Casette Di Panette se per cinque mesi riuscimmo a superare indenni gli orrori di quella maledetta seconda guerra mondiale. Nei primi mesi dal rientro in paese ci si trovo' a gestire una situazione a dir poco drammatica. Il paese era in una situazione di completo caos, non avevamo niente, ci era stato rubato tutto. Gli adulti, malgrado la loro buona volontà' di uscire da quel marasma generale, non avevano ne mezzi, ne aiuti per poterlo fare. Nel mezzo di questo disastro umano si vece avanti un giovane Cansanese di nome Sante Di Giannantonio. Col suo coraggio e la sua volontà' prese in  mano le sorti del paese ed in pochi mesi riesci a ridare alla cittadinanza Cansanese una parvenza di normalità'. Con impegno e tanti sacrifici riesci a far si' che noi bambini di quel tempo avessimo almeno un pasto al giorno. Che i pacchi spediti dai nostri parenti all'estero, arrivassero in tempo ai loro destinatari. Per ripulire il paese da montagne di sporcizia lasciata dai tedeschi chiese ed ottenne da tutti i paesani un contributo di tre giornate lavorative gratis. Si prodigo' a far si' che nella scuola del paese ci fosse il minimo necessario per poter ricominciare a studiare. Forse il popolo Cansanese di oggi dovrebbe riconoscere pubblicamente i meriti di questo generoso paesano. Ricordo il giovane parroco Don Alfredo, buono, generoso, prese a cuore l'esigenze dei giovani, gli fu vicino, li aiuto' ad essere ottimisti, a saper sperare in un avvenire migliore. Purtroppo il buon Dio lo chiamo' nel suo regno ad una eta' molto giovane. Ricordo Don Virgilio e Don Ciccio. Noi ragazzi di quel tempo li frequentammo per tutta la nostra adolescenza. Erano due personaggi completamente diversi che si complimentavano perfettamente l'uno con l'altro. Don Virgilio era un'intellettuale, un'autorevole firma del  giornale L'Osservatore Romano. Attivo in politica, cerco' di convincere i nostri paesani che in quel tempo e nella condizione disastrosa della nazione essere estremisti di destra o sinistra non era positivo per il paese. Nella grande emigrazione degli anni cinquanta fu determinante il suo parere nelle varie investigazioni che gli arrivavano. Molti paesani con convinzioni estreme ebbero l'opportunità' di emigrare soltanto per merito suo. Don Ciccio era il buon pastore del paese, la sua fede in Dio la esplicava donando tutto agli altri. Personaggio introverso ma col cuore grande ha cercato nel suo sacerdozio di aiutare i meno fortunati. Se poteva dava tutto a loro. Ha aiutato tanti giovani a trovare il loro Credo ed ad impegnarsi per la causa di Dio. Ogni settimana si recava a Sulmona, precisamente nel vescovado, per chiedere al vescovo di dargli il minimo necessario per comprare una ventina di giornali che lui regalava ai giovani e meno giovani del paese per poter leggere ed imparare. Lui ripeteva sempre che col leggere si matura ad essere persone preparate e responsabili. Ed infine i nostri maestri di quel tempo. Tutti Cansanesi, tutti bravi, Tutti degni di essere ricordati. Io ricordo con piacere il mio maestro. Il suo nome Rocco Colecchia. Uomo preparato, generoso, gioviale. Cerco' sempre di aiutarci ad essere orgoglioso di noi stessi, di mirare sempre in alto, di non accontentarci di quello che avevamo, ma di sognare quello che potevamo essere. Era una persona moderna per il suo tempo. Mentre alcuni maestri cercavano una ferrea disciplina per educare  i loro alunni, lui era diverso, credeva che dare fiducia ai suoi ragazzi, farli sentire a loro agio era la medicina che serviva per farli eccellere nei loro studi. Ed aveva ragione. Si aspettava rispetto ma non lo ha mai imposto. Era sempre pronto, anzi contento quando gli si chiedeva dei consigli. Nell'ultimo anno delle elementari fece suo il dovere di accostarci individualmente per darci una sua opinione di quello che dovevamo fare per il nostro futuro. Ricordo il consiglio che personalmente volle darmi. Era un pomeriggio di fine Giugno, Lui abitava con la sua gentilissima signora e la piccola Francesca in una casa in piazza di fronte alla nostra casa. Mi vide uscire e mi segnalo' che voleva parlarmi. Mi avvicinai, lui mi guardo' e mi chiese cosa avevo deciso per il proseguo dei miei studi. Gli risposi che mio padre aveva deciso di mandarmi alla scuola di avviamento a Sulmona. Beh, rispose, e' una buona scuola ma non fa' per te. Continuo': come tu sai quella scuola e' limitata a tre anni di frequentazione e poi nient'altro. Tu sei portato a scrivere, io vedo in te un ragazzo che potrebbe farcela nel campo del giornalismo. Gli risposi che apprezzavo immensamente il suo giudizio ma con i tanti terreni che avevamo mio padre forse aveva bisogno del mio aiuto. Mi rispose: Donato, anch'io sono stato ragazzo come te, anch'io avevo terreni da coltivare come te, ma mia madre, sola senza l'aiuto di nessuno ha capito di quello che volevo e fece di tutto pur di vedere i miei sogni essere realizzati. Convinci tuo padre a mandarti alle scuole medie e vedrai che in futuro non se ne pentirà'. Purtroppo mio padre mi fece capire che non era possibile, c'era tanto lavoro da fare ed dopo i miei tre anni di avviamento aveva bisogno del mio aiuto. Intutto son sempre stato grato al mio maestro per il consiglio che mi aveva dato. Aveva in pieno capito le mie aspirazioni. Questo era il Cansano di allora, Tanti altri personaggi nel corso del tempo hanno dato tanto al nostro paese. Tutti dovrebbero essere ricordati. E' la storia del nostro paese. Una storia che non deve essere dimenticata. Buona Pasqua a tutti i paesani vicini e lontani.

Brooklyn,NY.
5 apr alle ore 21:19 Donato D'Orazio Siam entrati nel mistico clima Pasquale. Nel periodo dell'anno in cui ci si induce ad essere più' buoni, più solidali verso il prossimo, più' clementi verso quella classe politica che purtroppo non riesce a capire che in una nazione ricca e potente come questa ci debbono essere gente che malgrado il loro impegno, malgrado le loro buone intenzioni, malgrado i loro sacrifici non riescono a condurre una vita dignitosa. Ad uscire da questo vicolo cieco non dovrebbe essere un peso, bensì un dovere che una nazione democratica come questa si dovrebbe assumere. Il periodo Pasquale e' anche il periodo in cui la nostra mente cerca di scavalcare il muro del tempo per cercare di idealmente rivivere quello che e' stato la nostra storia di vita. Rincontrare idealmente persone e cose che sono state determinante per la nostra formazione morale e civica, caratteriale e sociale. Ripercorriamo la nostra difficile fanciullezza, la terrificante guerra mondiale che abbiamo dovuto sperimentare sulla nostra pelle, i pochi anni di scuola, i nostri eroici maestri, i nostri sacerdoti, i nostri genitori, tutta la nostra gente  che malgrado la situazione difficile in cui eravamo cercavano con tutte le loro forze di procurarci una vita serena. E posso garantire a tutti loro, ovunque essi siano, che ci riuscirono. Il periodo Pasquale dei primi anni di questa lunga e faticosa avventura americana. L'aiuto morale dei nostri paesani stabiliti qui' a Brooklyn prima della guerra. La giovane comunità' che in poco tempo si formo` tra di noi. La complicità' di intenti, la genuina voglia di aiutarci tra di noi, le riunioni settimanali di tanti paesani all'angolo della trentaquattresima strada, le partita a bocce del venerdì' sera nel retro bar della trentatreesima strada, la santa messa nella piccola ma bellissima chiesa di San Rocco sulla ventinovesima strada, gli auguri festivi che ci scambiavamo personalmente, le scappatelle a Manhattan per vedere un Film Italiano, ritornano tutte nella nostra mente. Poi gli indimenticabili anni del Club Maiella, la squadra di calcio, gli unisoni forzi per cercare di dare una continuità` agli usi e costumi del nostro paesello lontano. La partecipazione non totale dei nostri paesani, il rammarico di non essere riusciti a coinvolgere i nostri figli a quel progetto che avrebbe potuto portare quella conoscenza reciproca che avrebbe di sicura assicurato continuità a quel senso di appartenenza delle tradizioni del nostro paesello lontano. Poi la  costatazione di una vibrante comunità' che stava lentamente scomparendo.  Per molti di noi che ci avevamo creduti, che ci avevamo tanto lavorato fu una cocente delusione. Ci consola il fatto che malgrado il nostro sogno di una comunità' unita e duratura non si sia avverata, resta la certezza che tutti individualmente abbiamo fatto dei sacrifici enormi per dare ai nostri figli un'educazione esemplare. Ed esempi di eccellenza nella seconda generazione di Cansanesi ce ne sono tanti. Tutti hanno raggiunto posti di prominenza in ogni campo delle attività' umane. Caso in punto il grande successo della gioviale Iolanda Guadagnoli, figlia di Leonida e Dina Guadagnoli, Laureata con onore a ventuno anni in giurisprudenza ha saputo con merito scalare tutta la gerarchia della magistratura NewYorkese fino ad arrivare a rappresentare questa metropoli  presso la Corte Suprema degli Stati Uniti. Reso ufficiale in questi giorni dal suo giuramento di fronte a tutti i giudici della corte stessa. Alla cara Iolanda continui successi, coronato da un grande grazie per l'onore che ha dato ai suoi genitori, alla sua famiglia, a tutta la comunità' Cansanese di New York, a Cansano ed a tutti i paesani sparsi per il mondo. Brooklyn, NY.
25 mar alle ore 19:27
Donato D'Orazio

 

Scusate il ritardo ma questo post mi è sfuggito. Buona lettura

 

Dove e' andato a finire quell'America, esempio nel mondo di democrazia e potere del popolo? Come puo' un solo uomo, per di più' un vile subdolo di Trump emettere un giudizio sul risultato di un'indagine condotta per quasi due anni da un procuratore speciale?. Come può' un uomo  che per essere preso in considerazione per la carica di ministro della giustizia americana, scrisse un falso articolo in cui metteva in dubbio il principio che  in questa nazione la legge e' uguale per tutti? Quindi anche del Presidente. Per di più di un Presidente  che sin dal primo momento della sua presidenza ha concepito una falsa presunzione che lui più' che un presidente era un nuovo dittatore e che chi lavorava per lui doveva essere fedele a lui e non alla costituzione che da' il potere indiscusso al popolo. Il ministro in questione, Mr. William Barr, che ha avuto l'incarico da Trump dopo il famigerato articolo su' menzionato, lo ha ripagato con interessi.  Invece di rilasciare l'intero fascicolo di due anni di investigazioni del procuratore speciale Mr. Mueller per far luce ad interventi Russi sull'elezione americana del 2016 e della dubbia  condotta di Trump riguardante il licenziamento ingiustificato del capo del FBI Mr. Comey,  si auto incarica di rediggere questa montagna di più' di duemila pagine di indagine in sole quattro pagine di sua interpretazione in cui cerca di scolpare il presidente di qualsiasi incriminazione sul caso Comey e concussione del presidente nel caso Russia. Tutto questo e' un vile attentato alla costituzione americana. Il ministro della giustizia ha il diritto di ricevere  il plico completo dell'indagine, ma ha anche il sacro dovere di renderlo di pubblico dominio per lasciare ai rappresentanti del popolo trarne le conclusioni. Non può' e non deve fare il contrario. Non può' far valere il suo giudizio sul giudizio del popolo. Se il presidente con tutto i suoi famigliari ed il suo governo non ha commesso nessun reato, ebbene si lascia governare in pace, se invece qualche reato c'e' stato, allora e' giusto che ne paghi le conseguenze. Trump non può' dichiararsi, come pomposamente ha fatto all'aeroporto di Washington, completamente esonerato solo sul giudizio di un suo crone. Non può con sciocche bugie confondere le idee del popolo, Non ne vale la pena perché la verità', in lungo andare, viene sempre a galla. Che Dio aiuta questa nazione ed il suo popolo.

Brooklyn,NY.
18 mar alle ore 17:41
Donato D'Orazio Mentre a Cansano la primavera ha di gia' fatto sentire il suo calore ed i suoi profumi, qui' a New York l'inverno ci tiene ancora soggiogato al suo freddo ed alla sua innata antipatia. E' di questo contrasto, che divide il nostro paesello natio alla cosmica New York che ci ha ospitato per tanto tempo, che molte volte mi soffermo a pensare, a paragonare la mia vita giovanile trascorsa nel verde delle nostre montagne al resto di questa vita trascorsa tra il cemento dei grattacieli di questa metropoli. Tutto questo mi indulge a ricordare, a paragonare, a darmi una risposta se ho fatto bene o male a lasciare il mio paese natale. Arrivare a New York ad appena diciotto anni, solo con mio padre, ricominciare dal niente, impreparati per affrontare una vita completamente nuova ed imprevista, fu un'esperienza difficile, un'esperienza complicata dal non conoscere la lingua, dal non sapersi gestire da soli, dalla mancanza della mamma e fratelli lasciati in Italia, dal vivere in una casa grande nel centro della piazza principale del paese, a sperimentare un piccolo semiinterrato di due stanze in una anonima strada di Brooklyn. Ricordo mio padre che mai prima di allora si era allontanato dalla sua famiglia, rinfacciarmi in ogni occasione che ero stato io a prendere questa errata decisione. Fu un inizio quasi devastante, medicato in parte dalla presenza occasionale dello zio che ci veniva a trovare qualche fine settimana, e dall'amicizia sincera dei fratelli Salvatore e Lorenzo  Del Giudice che ci furono molto vicini in quei difficili giorni. Poi il tentativo di arruolarmi al servizio militare di questo paese che mi fu rifiutato perché' a quel tempo era appena finita la guerra in Corea e c'era una sovrabbondanza di soldati in servizio militare. La scuola serale per imparare la lingua inglese, e la soddisfazione di prendere un diploma dell'High School (scuola superiore) per sperare in un posto lavorativo più' consono all mie aspettative. Insomma fu un inizio difficile, pieno di sacrifici, a volte umiliazioni, che duro' diversi anni, Un inizio che soltanto chi era arrivato in questa nazione con una famiglia divisa lo puo' comprendere, tutti gli altri sicuramente no'. Poi le cose si sono messe nel verso giusto. Con tanta pacata persuazione riuscii a persuadere mio padre a riunire la famiglia qui' a Brooklyn. Ho avuto la fortuna di avere una moglie che mi ha aiutato a formare una famiglia meravigliosa, con due bravi figli e tre splendidi nipotini. Ho avuto il piacere di incontrare tanta gente di alto livello culturale che mi hanno aiutato a formarmi caratterialmente. Ho avuto una vita certamente non facile, ma almeno serena, consapevole di aver fatto il mio dovere di cittadino, di figlio, di padre, di parte della nostra comunità'. L'unico rammarico e' quello di non aver potuto fare tutto questo nel paese dove sono nato. Un paese forse diverso dal periodo della mia fanciullezza, ma pur sempre in mio paese, la mia gente il mio retaggio. I suoi monti, le sue valli, i suoi ruscelli, la sua scuola, le sue chiese, sono e rimarranno per sempre nel mio cuore e nel mio rammarico di non averle potuto vivere per sempre. Brooklyn, NY.
1 mar alle ore 04:31
Donato D'Orazio Un`America sotto assedio. Un`America che non sa` più' trovare la forza e la determinazione di difendere la sua democrazia. Un America apatica ed indifferente che giorno dopo giorno sta perdendo tutto l'orgoglio di nazione civile, umana, generosa ed accogliente. Un'America che assiste indolente alle continue picconate che la sua carta costituzionale sta' subendo da un Presidente incapace, da un partito, quello repubblicano, che un giorno non troppo lontano era difensore dei diritti costituzionali, oggi al servizio di un "capo" che sta calpestando le fondamente di una democrazia fondata sul popolo e dalla equa separazione dei tre rami del governo. Un`America, delusa ed amareggiata, che assiste quasi rassegnata  al declino di quella civiltà ideologica e morale che era di esempio al mondo intero. Lo scacchiere multicolore della sua popolazione che ha fatto questo paese ricco e potente viene oggi combattuto da gente senza scrupoli che posseduti da quel marcio razzismo stanno cercando disperatamente di distruggerlo. Il loro motto " Rifacciamo l'America grande" non e' altro che un'espediente per arrivare al vero motto " Rifacciamo l'America Bianca". Il sei Novembre del 2016 segna per questa nazione l'inizio di un incubo. Donald Trump, con una minoranza di voti popolari, viene eletto presidente degli Stati Uniti. Senza una minima esperienza governativa, senza una preparazione diplomatica, con idee razziste, e completamente incapace di razionalizzarsi con altre persone, prende possesso della Casa Bianca. Da quel giorno tutto va' di male in peggio. Il paese si divide, i Parlamentari repubblicani fino ad allora coscienti delle loro responsabilità e dei loro compiti subiscono una metamorfosi totale. Da persone indipentendi a succubi  servile di un presidente che loro fino a poco settimane prima detestavano. Inizia cosi' il disfacimento del concetto democratico, si lavora per abolire leggi che proteggevano i poveri, i disagiati, le donne, i "diversi", le razze nere o scure. i lavoratori. Si cancellano patti con nazioni che per secoli sono state con noi per portare democrazia al mondo intero. Si impongono dazi a paesi esportatori, ma soprattutto importatori da questa nazione, creando problemi per aziende, specialmente agricole, del nostro paese. Si separano povere mamme del Sud America dai loro bambini. Si e' fatto una legge sulla riduzione delle tasse che beneficia solo i ricchi a discapito della povera gente e delle casse dello stato che ha aggiunto in due anni un deficit di ben duemila miliardi di dollari. Come se tutto questo non bastasse sono riusciti a smantellare una legge sulla salute che ha messo sul lastrico milioni di persone. La Russia nostra nemica di sempre miracolosamente diventata una nazione da rispettare ed ammirare. I crudeli reali dell'Arabia Saudita degli Dei terresti. I razzisti bianchi, dichiarati dal presidente, brave persone come quelle che mettevano in pericolo la loro vita per dare una parvenza di parità' e giustizia a tante discriminati cittadini. Poi i grandi raggiri, le tante  bugie, le tante invettive contro le nostre forze dell'ordine, Una falsa battaglia contro la stampa, L'illegalità' di tante cose successe in questa amministrazione ha fatto si' che e' stato necessario creare un procuratore speciale per investigare. Ne sta' venendo fuori un marasma generale che sta' portando in galera decine di collaboratori di questo presidente. C'e' nell'aria una certa convinzione che le cose migliori, o peggiori secondo il punto di vista, debbono ancora arrivare. Per concludere il nostro Presidente e' nel Vietnam, o meglio sta' ritornando dal Vietnam, sta ritornando da una nazione che lui doveva andare più' di cinquanta anni fa'. C'era allora in quel lontano paese una guerra che i figli della povera gente combattevano e morivano per gli ideali di questa nazione. Lui, la persona che incoraggia gli sciocchi a gridare di rifare questa nazione grande, in quel tempo, in quella occasione penso' bene di disertare il suo dovere, di umiliare la sua nazione, di lasciare ad altri il compito di combattere e morire Brooklyn, NY.
19 feb alle ore 06:17 Domenico Di Giacomo
Carissimo compare,  grazie degli auguri.  Il  16 Febbraio mattina,  mi sono svegliato e me ne sono accorto che avevo un peso sulle spalle,( le 80 primavere  ). Mi hai dato gli auguri a telefono, a fb . e pure  qui. I appreciate you, God Bless and you are the best. Thank You.
Staten Island, NY
16 feb alle ore 19:02 Romeo Di Giallonardo
Tantissimi auguri di Buon Compleanno al Sig. Domenico di Giacomo che ,oggi,16 Febbraio,compie 80 anni .
Flushing,NY
16 feb alle ore 18:13
Donato D'Orazio
L`America, terra di opportunità, di giustizia, di democrazia verrebbe a trovarsi in un stato di emergenze, in uno stato in cui carovane di criminali Sud Americani starebbero inondando i confini di questa nazione. Questo e` soltanto un`esagerazione, una falsa promessa elettorale di un petulante demagogo personaggio che purtroppo occupa la Casa Bianca. Non c'e' emergenza ai confini col Messico, ed ad`attestarlo sono i responsabili della sicurezza di città' come El Paso Texas che hanno piu' chilometri di confini col Messico che dichiarano continuamente di non sperimentano per niente questo stato di emergenza che il Presidente vuol farci credere. Certamente ci sono persone che illegalmente cercano di entrare in questa nazione, ma sono persone che per il novanta e più' per cento vengono nei nostri confini per cercare di dare ai loro figli un avvenire migliore. Ci sono  tra loro una minuta parte di delinquenti che commettono atti atroci verso innocenti. Per questo ci sono agenti doganali che stanno facendo, giorno dopo giorno, un lavoro estenuante ed efficace per debellare questo increscioso  e doloroso problema. Non ci servono muri o ferriate, non ci servono miliardi di dollari che a sborsarli sarebbero dovuto essere i Messicani, oggi  tolti a programmi militari e per combattere l'oppio e la droga per far desistere questi criminali dall'entrare nel paese, ci servono più' uomini, più' giudici, più' tecnologia e non una falsa promessa di un bugiardo in campagna elettorale. La vera e dolorosa emergenza che sta' destabilizzante questa nazione sono le varie strage di innocenti che vengono perpretate da gente nate e cresciute in questa nazione. Fin troppo spesso dobbiamo assistere a dolorose situazioni in cui bambini innocenti perdono la vita in aule scolastiche, gente di religione, ultime ebraiche, perdono la vita nelle loro sinagoghe, operai che perdono la vita nelle loro fabbriche, agenti di polizia che perdono la vita per salvare altri. Troppi delitti, troppi dolori, troppe perdite umane che in una nazione civile non dovrebbero succedere. Troppi atti razzisti che fomentano odio e rancore, troppe armi da fuoco che facilmente finiscono nelle mani di delinquenti o malati mentali. E' questo il problema, e' questo il virus che deve essere debellato. E' questo l'emergenza che sta' portando questa nazione nel labirinto melmoso dell'odio ed incomprensione. Il Presidente lo deve capire, la sua base di elettori per lo più' incalliti razzisti lo debbono comprendere, i politici di ambo i partiti  si debbono rimboccare le maniche e confrontare il criminoso problema delle armi da fuoco, che  soltanto in questa nazione sono di facile circolazione.  Soltanto cosi' la perdita di decine di migliaia di innocenti potrebbe essere evitata. Non sono gli illegali il vero problema di questa emergenza, e' la mentalità` distorta che tanti cittadini, compreso chi ci governa, ha di questa incresciosa situazione.       
Brooklyn, NY.
6 feb alle ore 21:21
Donato D'Orazio I padri costituzionali di questa nazione avevano una convinzione ben precisa di come governare questa nazione. Introducevano la Carta Costituzionale con queste parole: NOI DEL POPOLO, in ordine di formare una più' perfetta Unione, stabilire giustizia, assicurare tranquillità` domestica, provvedere per la nostra comune difesa, PROMUOVERE IL BENESSERE DI TUTTI, ed assicurare la benedizione della libertà`, per noi e per i posteri, ordiniamo e stabiliamo questa costituzione per gli Stati Uniti D`America. Sulla porta dorata della baia di New York, un'immensa Statua Della Libertà chiede al mondo: Datemi i vostri stanchi, i vostri poveri, le vostre disordinate folle, desiderando di respirare la libertà`, gli sciagurati rifiuti delle vostre abbandonate sponde, i senza tetto che la tempesta ha gettato a me. Io alzo il mio lampo di fianco alla porta dorata. Sono queste parola che hanno segnato il destino di questa nazione. Parole di accoglienza, di generosità' di comprensione verso gente che anelano una vita migliore. Parole di inclusione e non di esclusione. Parole chiare che inducono chi e' al comando di trattare tutti in modo uguale, senza lodare una razza o etnia e discriminare altre razze ed etnie. Purtroppo nel corso degli anni tutto questo si e' verificato. Al principio delle grandi emigrazioni ad essere preferiti ed accolti furono le nazioni anglosassone. Le nazioni latine, in particolare L'Italia, furono trattate come nazioni indesiderate. I nostri avi subirono le stesse discriminazioni che oggi sono riservate ad altre etnie. C'e` voluto tanto tempo, tanti sacrifici, anche morte, per raggiungere un certo stato di parità con altre nazionalità'. Anche se c'e' sempre in alcuni razzisti che ancora oggi non sanno apprezzare il grande contributo che tutti noi, dal principio ad i giorni d'oggi, abbiamo dato a questa nazione. E questo stato di cose oggi lo stanno sperimentando i popoli del centro sud americano. E quello che più' fa male e` che ci sono nelle nostre comunità' gente che dimenticando la nostra storia si sono schierati, ed osannano quelle persone che oggi discriminano e denigrano questa povera gente. Persone che applaudono un personaggio che sta' portando questa nazione nel labirinto dell'odio, dell'incomprensione, del confronto degli uno contro altri. Ieri nel comizio sullo stato dell'Unione ha, tra le tante esagerazioni, bugie, falsità' ed offese verso la dignità' di chi lo stava ascoltando, attaccato i nuovi immigranti, li ha apostrofato come delinquenti, criminali, gente che viene in questa nazione per commettere delitti e distruzione. Niente di tutto questo, sono persone che cercano di portare i loro figli lontano dalle guerre, dalla miseria, dal pericolo che ogni giorno dovrebbero affrontare nei loro paesi governati da dittatori spietati. Cercano asilo politico, e, per la maggior parte, lo cercano legalmente nei punti protetti da guardie di confine. Si sottopongono a tutte le regole che si richiede per un ingresso legale. Conoscono molto bene la prassi, Accettano le decisioni di chi li ascolta. Non sono una carovana di delinquenti. Sono quelle folle che la statua della libertà' ha chiesto al mondo intero. Non sono di certo  un`emergenza nazionale. Io, e molti lo sanno, sono per una emigrazione legale, l'ho scritto in questo sito ed in altre testate giornalistiche italiane ed americane. Quello che non sono e` quello di trattare queste persone come animali, come gente di poco conto che gli viene tolto tutta la loro dignità, che vengono separati dai loro figli. Queste povere persone sono le stesse persone che l'impostore che abbiamo nella Casa Bianca impiega e sfrutta nei suoi alberghi, nei suoi campi di golf, nei suoi palazzi in Manhattan. Per finire vorrei ricordare, e per far conoscere ai più' giovani ed a quelli che la pensano come il palazzinaio di Manhattan, che un giorno molto lontano, nel periodo della seconda guerra mondiale anche noi fummo costretti ad allontanarci dalle nostre case, anche noi soffrimmo la fame ed il freddo sulle colline del monte difesa. Anche noi, costretti dalla neve, dovemmo abbandonare quelle capanne di pietre e scendere nella piana peligne per chiedere asilo alle comunità' di Sulmona e dintorno. Anche noi eravamo sporchi di fango, affamati, bagnati, impresentabili e disperati. Eravamo il prototipo di quelle stesse persone che oggi voi chiamate criminali. Ebbene, mentre questi cosiddetti criminali sono stati tutti umiliati e separate dalle persone più' care che loro avevano: i loro figli, noi fummo più' fortunati. Dopo minuti di apprensione da parte di quella generosa gente delle campagne Sulmonese, ci accolsero nelle loro modeste case, ci permisero di lavarci, ci diedero da mangiare, qualche indumento usato ma asciutto da indossare, ospitandoci per ben quattro mesi. Cari amici questo si chiama generosità'. Quello che voi cercate di assecondare si chiama ignoranza, crudeltà ed insensibilità. Che Dio vi rinsavisca. Brooklyn,NY.
30 gen alle ore 22:29
Domenico Di Giacomo
Elena... Tantissimi Auguri del tuo Compleanno,con un abbraccio caro da noi tutti:  Domenico e Ottavia,Aurora e Mario  e tutti della nostra famiglia.Brindiamo alla tua salute e al tuo proseguimento di vita con buona salute  sempre piu` felice.ciao
Staten Island, NY
30 gen alle ore 03:48 Romeo Di Giallonardo
Tantissimi Auguri di Buon Compleanno alla Signora Elena Di Paolo in De Santis che ieri ha raggiunto la bellissima eta' di 90 anni ,a cent'enne Commare Elena
Flushing,NewYork
30 gen alle ore 03:38
Donato D'Orazio
L'America, simbolo di democrazia, di libertà', di generosità verso i meno fortunati, gli oppressi, i disagiati di tutto il mondo, oggi si trova ad essere governata da un personaggio che rappresenta tutto il contrario di quegli ideali che hanno fatto di questa nazione il faro di speranza per una vita migliore per tanti bisognosi di questo pianeta. Un personaggio che non conosce la verità, il buon senso e le più' basilare regole di convivenza tra i popoli. Un presidente che, giorno dopo giorno, sta' portando questa nazione nel labirinto di una indifferenza totale. Un personaggio che minuto dopo minuto sta' rovinando la reputazione di una nazione generosa ed altruista. La storia sicuramente lo ricorderà' come il peggiore presidente che questa potenza economica mondiale ha mai avuto. Sin dal primo giorno di presidenza ha lavorato per dividere e non unire questa nazione. Ha iniziato ad offendere la dignità' di persone afroamericane, se le` presa con atleti di colore per non alzarsi all'inno nazionale, un inno che lui non ha mai pronunciato e che non conosce affatto, dimenticandosi il vero motivo di questo loro comportamento. Per loro era l'unico modo per esternare tutto il loro disappunto per il trattamento razzista perpetrato contro le loro comunità. per di piu' dimenticandosi la generosità' di questi atleti che con i  loro soldi stanno costruendo scuole, cliniche ed istituti per vecchi nelle loro comunità. Sin dal primo giorno ha denigrado persone del sud america definendoli tutti dei delinquenti e criminali, mentre nello stesso tempo ha lodato etnie scandinave perché' di colore bianco tutte degne di essere accolte  in questa nazione. Per due anni, pur avendo la maggioranza totale sia alla camera che al senato, non ha saputo fare niente per i più' indigenti di questa nazione. Anzi gli ha tolto l'assicurazione medica, la dignità' di un lavoro, la certezza di far parte di questo popolo. Con le sue marionette repubblicane hanno approvato una riduzione delle tasse che beneficiano, lui e la sua famiglia ed i suoi amici miliardari, lasciando al resto della popolazione, ed i suoi fedeli elettori in particolare, a prenderlo per il sedere. Questa una lista parziale di tutto i guai che questo impostore ha combinato. Come detto prima la più' grande riduzione delle tasse ai più' ricchi del paese, aumentando cosi' il debito nazionale di ben 780 miliardi di dollari. Ha aumentato  di ben 18%  il deficit commerciale. La borsa finanziaria ha perso ben tremila punti. Ha imposto tariffe su vari prodotti che stanno costando a tante aziende nazionali milioni di dollari. Ha perso ben undici ministri del suo governo. Ha perso 75 membri esecutivi. Si e' fatto abbindolare da nemici incalliti della nazione come Putin ed il tiranno della corea del sud. Critico` aspramente Barak Obama per aver preso in otto anni 16 vacanze, lui se ne preso in soli due anni almeno il triplo del suo predecessore. Senza contare 44 rallies politici. 67 visite nei suoi golf club.
Politicamente ha perso nell'ultima campagna elettorale ben 40 deputati alla camera. Ed in questi giorni ha preso una batosta politica dalla presidentessa della camera, L'Italo/Americana Mrs Pelosi che gli ha impedito i fondi per la costruzione di un fantomatico muro lungo 2500 kilometri al confine col Messico. Un muro che lui durante la campagna elettorale diceva che il Messico lo avrebbe pagato, e che oggi, dopo che il Messico gli ha fatto sapere di andare a quel paese, ha deciso che i  contribuenti americani dovrebbero pagarlo. Io mi permetterei di dargli un consiglio: se questo muro ti piace tanto perché lei ed i suoi amici miliardari, con tutti i suoi elettori, specialmente quelli che hanno pregato fino alle due di notte per la sua elezione, non vi mettete le mani nelle tasche e contribuite felicemente alla realizzazione di questa opera  meravigliosa che farebbe sicuramente compedizione al muro cinese. E, soprattutto, manderebbe fuori tutti quei fantomatici delinquenti Sud Americani che tanto vi fanno paura.

Brooklyn,NY.
18 gen alle ore 20:38
Donato D`Orazio Cansano imbiancato di neve. Uno spettacolo che si ripete nel tempo. Un evento atmosferico che immancabilmente ci riporta ad epoche ormai lontane in cui anche noi, allora bambini o adolescenti, eravamo parte integrante di quel piccolo borgo annidato tra colline verdi dell'alto Peligna e dalla maestosa ed imponente Maiella che dall'alto delle sue bianche alture ci annunciava il susseguirsi delle stagioni. Le grandi nevicate di allora davano al paese un bianco manto che durava settimane, alcune volte anche mesi. Piazza xx Settembre era un'oasi di incontaminata purezza, Dal balcone della nostra casa si presentava una visione spettacolare in cui la neve ne era l`unica protagonista. Oggi, purtroppo, con l'avvento del benessere economico che il paese per fortuna sta' sperimentando, quell'oasi di bianca purezza ha dato luogo ad uno spazio riservato al parcheggio di macchine. I monti solitari e tristi ricordano quel tempo lontano in cui ad ogni nevicata accoglievano nelle loro pendenze decine di giovani sciatori che da mattina a sera  si davano con tanto talento ad uno sport meraviglioso e salutare. Nel fine settimana gente di ogni eta' si radunavano in piazza per discutere non soltanto dei fatti del giorno, ma anche per darsi alla pazza gioia di ritornare adolescenti per darsi in battaglie con palle di neve che iniziavano sempre bene ma che non finivano mai alla stessa maniera. Ai primi raggi del sole in ogni vicolo del paese donne di ogni eta' si riunivano per ricamare creando capolavori di unica bellezza. All'imbrunire del giorno i giovani, ragazzi e ragazze, si facevano belli per recarsi in chiesa per i vespri serali, ma anche per avere l'occasione di ricevere uno sguardo da un loro innamorato. Poi cena in famiglia ed ore insieme intorno al camino dove il saggio patriarca intratteneva i suoi cari con storie di ogni genere. L'inverno era vissuto cosi'. C'era tanto freddo fuori le mura domestiche, come c'era tanto calore nell'interno di esse. Altri tempi,altro modo di gestire la vita. La neve e' la stessa, il paese e' lo stesso, le tradizioni sono le stesse, quello che non e' lo stesso e' il modo di gestire le proprie giornate. E' meglio adesso o era meglio nel passato? Ad ognuno la propria sentenza.  Brooklyn, NY.
9 gen alle ore 22:10 Donato D`Orazio Sono passati molto più' di sessant'anni dal mio primo giorno in questa meravigliosa nazione. Sessanta`anni non certo facili, non certo privi di tanti sacrifici, non certo immuni da velati atti di razzismo, ma anche sessanta`anni di continuo evolversi, di continui accumularsi di esperienze che hanno fatto di un diciottenne venuto da un piccolo borgo annidato tra le meravigliose colline dell'alto Peligno una persona onesta, un persona che ha saputo sperimentare sulla propria pelle tutto quello che di buono e meno buono che c'e' in questa grande democrazia. Gli ideali di questo popolo, di questo mosaico di gente venuta da tutto il mondo e' quello di essere esempi di generosità', di libertà', di democrazia. E' stato per lunghi anni il faro che ha saputo illuminare le speranze degli oppressi, dei disagiati, di quelle masse di gente che anelavano ad una vita migliore. Una nazione che ha saputo sacrificare tanti suoi giovani figli per dare a tante nazioni oppresse da regimi totalitari un barlume di libertà' e giustizia. Una nazione che ha costruito la sua ricchezza, il suo prestigio, la sua potenza industriale contando sulla volontà, sul talento, sull'impegno di ogni cittadino di dare il meglio di loro stessi per il bene di tutti. Una nazione che ha dato tanto al mondo e che tanto ha ricevuto dal mondo stesso. Una nazione inclusiva e non esclusiva. Una nazione che sa' costruire legami di amicizia e rispetto reciproco col resto del mondo. Certamente  non una nazione che sa` costruisce muri di cemento armato nei sui confini per isolarsi dal mondo intero. Nei miei lunghi anni di permanenza in questa nazione ho sperimentato Presidenti democratici e repubblicani. Tutti, nelle loro convinzioni, nelle loro politiche hanno cercato di servire il popolo intero  con dignità' e competenza. Alcuni ci sono riusciti, altri un po' meno. Ma tutti hanno dato il meglio di loro stessi per il bene di tutti. Oggi abbiamo al comando un egocentrico, un egoista, un incompetente che con la sua ignoranza, le sue bugie, sta` minanto tutto ciò' che questa nazione ha saputo rappresentare nella sua storia. Ha una veduta distorta del compito che gli compete. Non concepisce che il suo ramo Esecutivo e' soltanto una parte dei tre rami del governo. Ci sono anche il Legislativo ed il Giudiziario che hanno poteri ben distinti ma uguali ed indipendenti tra di loro. Con la sua pignoleria sta dividendo questa nazione. Sta portando questo paese sull'orlo di una crisi costituzionale. Ha promesso nella sua campagna elettorale una baggianata senza senso. Quella di costruire un muro lungo quasi tremila chilometri nel confine col Messico e che a pagarlo sarebbe stato il Messico stesso. Qualcosa di mostruoso che non aveva nessun senso, Che non avrebbe giovato a nessuno. Naturalmente, come da prevedersi, il Messico lo ha mandato a quel paese. Questo Presidente che fa? Chiede al parlamento americano di accollarsi gli oneri. Ricevuto un rifiuto  chiude una parte del governo. Non importa se quasi un milione di impiegati federali non ricevono uno stipendio. Non importa se la nazione e' in subbuglio. Quello che gli importa e' che lui vuole, costi quel che costi, il famigerato muro. Un muro che avrà' ben inciso sulle sue pietre il nome di Trump. E' questo che interessa a questo personaggio. Un personaggio che rimarrà' negli annali storici come il peggior presidente americano.  Brooklyn, NY.
4 gen alle ore 18:13
Donato D`Orazio
Foto che danno un'immagine fiabesca al piccolo borgo dove siamo nati. Un manto di bianco ha coperto le sue vie, le sue case, la sua piazza i suoi alberi. Se non fosse per l'enorme disagio che questi eventi atmosferici comportano alla popolazione, si potrebbe affermare che un piccolo angolo di paradiso si e' installato sul nostro Cansano. Le luci offuscate dalla neve danno un chiarore opaco ma nostalgico ad una piazza addormentata. Gli alberi con i loro rami coperti di neve disegnano quadri artistici di una bellezza unica e spettacolare. Case annevate, con balconi chiusi, quasi ad implorare i loro cari a ritornare. Le vie deserte ed imbiancate ci ricordano tempi ormai lontani dove noi, allora bambini, ci divertivamo a rincorrerci su quelle strade ghiacciate. Piazza xx Settembre nell'immediato dopo tempesta si riempiva di tanti uomini che incuranti del freddo si riunivano per discutere i fatti del giorno ed approfittando della neve si riscoprivano adolescenti per darsi a lanci di palle di neve che a volte erano bene accolti ed altre volte molto meno. Per noi giovani la mattina dopo una grande nevicata ci si presentava il gravoso compito di dover raggiungere la stazione ferroviaria per prendere il treno che ci avrebbe portato a Sulmona per attendere alle nostre scuole. Grazie a quegli uomini che di buona mattina si alzavano per recarsi alla stazione per guadagnarsi un giorno di paga e che di conseguenza ci facevano un piccolo passaggio che ci permetteva di poter adiempere al compito di essere presente alle nostre lezioni scolastiche. La fine settimana si passava a sciare sui vari monti che circondano il nostro paesello. Eravamo in tanti su quelle piste, C'era un sincero cameratismo fra di noi, ci si divertiva insieme, ci si scherzava insieme. La sera, dopo cena, che immancabilmente era di una focaccia di farina di granturco, riempita di piccoli pezzetti di ventresca, cotta sotto la brace ardente del camino, che era di una bonta' indescrivibile, per non dire nutriente e saziabile, ci recavamo nelle varie cantine del paese per farci qualche partita a carte o qualche passatella in compagnia degli amici. Per essere soddisfatti ci accontentavamo di questo, non ci serviva nient'altro. Eravamo contenti di quello che avevamo, anche se eravamo coscienti che a molte famiglie mancava un po' di tutto, anche cose di prima necessita'. Il paese in complesso era sereno, ma nei mesi invernali si sentiva di più' quel senso di disagio, di  convinzione che le cose non andavano per il verso giusto. Fu proprio nei mesi invernali che molti decisero di emigrare. Fu una decisione dolorosa, una decisione che cambio' per sempre le loro vite ed il destino del loro paese. Oggi, per noi che fortunatamente ancora ci siamo, grazie alla tecnologia, grazie all'impegno di gente che hanno a cuore il desiderio di paesani sparsi per il mondo, possiamo, ogni giorno rivedere la nostra piazza, il nostro paese, sperimentare i giorni di sole, come i giorni di neve. Possiamo rivivere quel tempo ormai remoto in cui anche noi facevamo parte di quel piccolo borgo, oggi coperto di neve, che si chiama Cansano.
Brooklyn.NY.