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Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.
Ma non è facile starci tranquillo.
Non chiedete cosa possa fare il Paese per voi: chiedete cosa potete fare voi per il Paese.

(Cesare Pavese e John Fitzgerald Kennedy)

Arrivo Nome Commenti Città
20 apr alle ore 03:50
Donato D'Orazio Steve Harvey e' un artista americano di colore. E'un presentatore televisivo di successo, un comico ed un buon satirico. Ha lavorato nell'edizione di Miss America (universo?) che Trump alcuni anni fa' produsse. Ha scritto recentemente un articolo in cui definisce Trump ( qui' traduco le sue parole) come un po asino, un egomaniaco, un bugiardo e  un insensibile. Io aggiungerei narcisista e sociopatico. Pero', secondo Harvey',anche con tutti questi epiteti Trump e' "l'idraulico" giusto per ripulire il sottosuolo di una sua ipotetica casa invasa da piccoli roditori infettivi. Quello che realmente voleva dire e' che Trump era l'unica persona capace di fermare quella immigrazione di gente come Tom (africani come lui) Riccardo (riferendosi a italiani ed ispanici) ed Hasid (riferendosi a musulmani),Tutta gente che Trump ha sempre odiato e che era suo desiderio mantenerli fuori da questo paese.. Questo articolo, ingiustificato ed offensivo anche nei nostri confronti, e' stato copiato e postato da un nostro caro paesano nell'altro Sito Cansanese. Naturalmente dimenticandosi di riprodurre le ultime dichiarazioni di Harvey in cui chiede scusa alla sua gente per averle indirettamente offese, si pente di aver incontrato dopo le elezioni lo stesso Trump definendolo un uomo piatto e senza idee. Io ho avuto la sciocca idea di partecipare ai vari commenti su questo articolo, scrivendo la verità' su un uomo  che per vantaggi personali sa', non soltanto mentire, ma anche corrompere i suoi collaboratori a trasgredire la legge del paese. Di un uomo immaturo che non ha quella dignità' di astenersi nel confondere le idee a gente onesta ed ingenua. Questo mio intervento e' stato cancellato in pochi minuti. Come e' stato cancellato un mio messaggio di cordoglio lo scorso mese. Per un sito sociale, per lo più' tutto Cansanese, non mi aspettavo tutto questo. Tanto più' che in questo sito, forse perché' mi ritengo non all'altezza di competere con certi personaggi, forse perché' sono convinto del fatto che c'era di gia' un Sito che faceva i veri interessi dei cansanesi all'estero, non mi sono mai iscritto. Qualcuno lo ha fatto per me. Ed io ho semplicemente fatto passare. Col senno del poi ho sbagliato. Perché' penso che se a qualcuno gli si da' l'opportunità' di dire la sua, la stessa cosa dovrebbe essere fatta per altri. Purtroppo l'editore di questo sito non la pensa come me, ed io accetto la sua decisione. A conseguenza di questo chiedo gentilmente a chi di potere di cancellare  il mio nome anche dalla lista dei membri. Naturalmente augurando a tutti tanto successo.  Brooklyn,NY.
18 apr alle ore 14:00 Romeo Buona Pasqua Newyork
14 apr alle ore 22:25 Donato D'Orazio
Come ho scritto nel Post precedente, se abbiamo il desiderio di indulgere la nostra mente a valicare percorsi di vita ormai remoti, di riportare la nostra memoria a momenti nostalgici e meno nostalgici, della nostra fanciullezza, persone che hanno forgiato il nostro carattere, luoghi natii lasciati per seguire un chimerico sogno di una vita migliore, il periodo adatto e quello della Santa Pasqua. Oggi mi sento di ricordare, anche se l'ho fatto in questo Sito altre volte in passato, delle persone che furono basilare per l'educazione civica, religiosa e sociale in un epoca tra le più' difficile della storia del nostro paese. Avevo poco più' di otto anni quando con la mia famiglia rientrammo nella nostra casa. Era la fine di Aprile del 1945. Avevamo da sfollati passato ben sei settimane all'aperto sugli altopiani del monte Difesa, sotto intemperie di ogni genere che immancabilmente si generano nelle nostre montagne nei mesi di Novembre e Dicembre. Due giorni prima di Natale una debilitante nevicata ci costrinse a cercare rifugio nella valle Peligna. Fu grazie alla generosità' di abitanti del borgo Casette Di Panette se per cinque mesi riuscimmo a superare indenni gli orrori di quella maledetta seconda guerra mondiale. Nei primi mesi dal rientro in paese ci si trovo' a gestire una situazione a dir poco drammatica. Il paese era in una situazione di completo caos, non avevamo niente, ci era stato rubato tutto. Gli adulti, malgrado la loro buona volontà' di uscire da quel marasma generale, non avevano ne mezzi, ne aiuti per poterlo fare. Nel mezzo di questo disastro umano si vece avanti un giovane Cansanese di nome Sante Di Giannantonio. Col suo coraggio e la sua volontà' prese in  mano le sorti del paese ed in pochi mesi riesci a ridare alla cittadinanza Cansanese una parvenza di normalità'. Con impegno e tanti sacrifici riesci a far si' che noi bambini di quel tempo avessimo almeno un pasto al giorno. Che i pacchi spediti dai nostri parenti all'estero, arrivassero in tempo ai loro destinatari. Per ripulire il paese da montagne di sporcizia lasciata dai tedeschi chiese ed ottenne da tutti i paesani un contributo di tre giornate lavorative gratis. Si prodigo' a far si' che nella scuola del paese ci fosse il minimo necessario per poter ricominciare a studiare. Forse il popolo Cansanese di oggi dovrebbe riconoscere pubblicamente i meriti di questo generoso paesano. Ricordo il giovane parroco Don Alfredo, buono, generoso, prese a cuore l'esigenze dei giovani, gli fu vicino, li aiuto' ad essere ottimisti, a saper sperare in un avvenire migliore. Purtroppo il buon Dio lo chiamo' nel suo regno ad una eta' molto giovane. Ricordo Don Virgilio e Don Ciccio. Noi ragazzi di quel tempo li frequentammo per tutta la nostra adolescenza. Erano due personaggi completamente diversi che si complimentavano perfettamente l'uno con l'altro. Don Virgilio era un'intellettuale, un'autorevole firma del  giornale L'Osservatore Romano. Attivo in politica, cerco' di convincere i nostri paesani che in quel tempo e nella condizione disastrosa della nazione essere estremisti di destra o sinistra non era positivo per il paese. Nella grande emigrazione degli anni cinquanta fu determinante il suo parere nelle varie investigazioni che gli arrivavano. Molti paesani con convinzioni estreme ebbero l'opportunità' di emigrare soltanto per merito suo. Don Ciccio era il buon pastore del paese, la sua fede in Dio la esplicava donando tutto agli altri. Personaggio introverso ma col cuore grande ha cercato nel suo sacerdozio di aiutare i meno fortunati. Se poteva dava tutto a loro. Ha aiutato tanti giovani a trovare il loro Credo ed ad impegnarsi per la causa di Dio. Ogni settimana si recava a Sulmona, precisamente nel vescovado, per chiedere al vescovo di dargli il minimo necessario per comprare una ventina di giornali che lui regalava ai giovani e meno giovani del paese per poter leggere ed imparare. Lui ripeteva sempre che col leggere si matura ad essere persone preparate e responsabili. Ed infine i nostri maestri di quel tempo. Tutti Cansanesi, tutti bravi, Tutti degni di essere ricordati. Io ricordo con piacere il mio maestro. Il suo nome Rocco Colecchia. Uomo preparato, generoso, gioviale. Cerco' sempre di aiutarci ad essere orgoglioso di noi stessi, di mirare sempre in alto, di non accontentarci di quello che avevamo, ma di sognare quello che potevamo essere. Era una persona moderna per il suo tempo. Mentre alcuni maestri cercavano una ferrea disciplina per educare  i loro alunni, lui era diverso, credeva che dare fiducia ai suoi ragazzi, farli sentire a loro agio era la medicina che serviva per farli eccellere nei loro studi. Ed aveva ragione. Si aspettava rispetto ma non lo ha mai imposto. Era sempre pronto, anzi contento quando gli si chiedeva dei consigli. Nell'ultimo anno delle elementari fece suo il dovere di accostarci individualmente per darci una sua opinione di quello che dovevamo fare per il nostro futuro. Ricordo il consiglio che personalmente volle darmi. Era un pomeriggio di fine Giugno, Lui abitava con la sua gentilissima signora e la piccola Francesca in una casa in piazza di fronte alla nostra casa. Mi vide uscire e mi segnalo' che voleva parlarmi. Mi avvicinai, lui mi guardo' e mi chiese cosa avevo deciso per il proseguo dei miei studi. Gli risposi che mio padre aveva deciso di mandarmi alla scuola di avviamento a Sulmona. Beh, rispose, e' una buona scuola ma non fa' per te. Continuo': come tu sai quella scuola e' limitata a tre anni di frequentazione e poi nient'altro. Tu sei portato a scrivere, io vedo in te un ragazzo che potrebbe farcela nel campo del giornalismo. Gli risposi che apprezzavo immensamente il suo giudizio ma con i tanti terreni che avevamo mio padre forse aveva bisogno del mio aiuto. Mi rispose: Donato, anch'io sono stato ragazzo come te, anch'io avevo terreni da coltivare come te, ma mia madre, sola senza l'aiuto di nessuno ha capito di quello che volevo e fece di tutto pur di vedere i miei sogni essere realizzati. Convinci tuo padre a mandarti alle scuole medie e vedrai che in futuro non se ne pentirà'. Purtroppo mio padre mi fece capire che non era possibile, c'era tanto lavoro da fare ed dopo i miei tre anni di avviamento aveva bisogno del mio aiuto. Intutto son sempre stato grato al mio maestro per il consiglio che mi aveva dato. Aveva in pieno capito le mie aspirazioni. Questo era il Cansano di allora, Tanti altri personaggi nel corso del tempo hanno dato tanto al nostro paese. Tutti dovrebbero essere ricordati. E' la storia del nostro paese. Una storia che non deve essere dimenticata. Buona Pasqua a tutti i paesani vicini e lontani.

Brooklyn,NY.
5 apr alle ore 21:19 Donato D'Orazio Siam entrati nel mistico clima Pasquale. Nel periodo dell'anno in cui ci si induce ad essere più' buoni, più solidali verso il prossimo, più' clementi verso quella classe politica che purtroppo non riesce a capire che in una nazione ricca e potente come questa ci debbono essere gente che malgrado il loro impegno, malgrado le loro buone intenzioni, malgrado i loro sacrifici non riescono a condurre una vita dignitosa. Ad uscire da questo vicolo cieco non dovrebbe essere un peso, bensì un dovere che una nazione democratica come questa si dovrebbe assumere. Il periodo Pasquale e' anche il periodo in cui la nostra mente cerca di scavalcare il muro del tempo per cercare di idealmente rivivere quello che e' stato la nostra storia di vita. Rincontrare idealmente persone e cose che sono state determinante per la nostra formazione morale e civica, caratteriale e sociale. Ripercorriamo la nostra difficile fanciullezza, la terrificante guerra mondiale che abbiamo dovuto sperimentare sulla nostra pelle, i pochi anni di scuola, i nostri eroici maestri, i nostri sacerdoti, i nostri genitori, tutta la nostra gente  che malgrado la situazione difficile in cui eravamo cercavano con tutte le loro forze di procurarci una vita serena. E posso garantire a tutti loro, ovunque essi siano, che ci riuscirono. Il periodo Pasquale dei primi anni di questa lunga e faticosa avventura americana. L'aiuto morale dei nostri paesani stabiliti qui' a Brooklyn prima della guerra. La giovane comunità' che in poco tempo si formo` tra di noi. La complicità' di intenti, la genuina voglia di aiutarci tra di noi, le riunioni settimanali di tanti paesani all'angolo della trentaquattresima strada, le partita a bocce del venerdì' sera nel retro bar della trentatreesima strada, la santa messa nella piccola ma bellissima chiesa di San Rocco sulla ventinovesima strada, gli auguri festivi che ci scambiavamo personalmente, le scappatelle a Manhattan per vedere un Film Italiano, ritornano tutte nella nostra mente. Poi gli indimenticabili anni del Club Maiella, la squadra di calcio, gli unisoni forzi per cercare di dare una continuità` agli usi e costumi del nostro paesello lontano. La partecipazione non totale dei nostri paesani, il rammarico di non essere riusciti a coinvolgere i nostri figli a quel progetto che avrebbe potuto portare quella conoscenza reciproca che avrebbe di sicura assicurato continuità a quel senso di appartenenza delle tradizioni del nostro paesello lontano. Poi la  costatazione di una vibrante comunità' che stava lentamente scomparendo.  Per molti di noi che ci avevamo creduti, che ci avevamo tanto lavorato fu una cocente delusione. Ci consola il fatto che malgrado il nostro sogno di una comunità' unita e duratura non si sia avverata, resta la certezza che tutti individualmente abbiamo fatto dei sacrifici enormi per dare ai nostri figli un'educazione esemplare. Ed esempi di eccellenza nella seconda generazione di Cansanesi ce ne sono tanti. Tutti hanno raggiunto posti di prominenza in ogni campo delle attività' umane. Caso in punto il grande successo della gioviale Iolanda Guadagnoli, figlia di Leonida e Dina Guadagnoli, Laureata con onore a ventuno anni in giurisprudenza ha saputo con merito scalare tutta la gerarchia della magistratura NewYorkese fino ad arrivare a rappresentare questa metropoli  presso la Corte Suprema degli Stati Uniti. Reso ufficiale in questi giorni dal suo giuramento di fronte a tutti i giudici della corte stessa. Alla cara Iolanda continui successi, coronato da un grande grazie per l'onore che ha dato ai suoi genitori, alla sua famiglia, a tutta la comunità' Cansanese di New York, a Cansano ed a tutti i paesani sparsi per il mondo. Brooklyn, NY.
25 mar alle ore 19:27
Donato D'Orazio

 

Scusate il ritardo ma questo post mi è sfuggito. Buona lettura

 

Dove e' andato a finire quell'America, esempio nel mondo di democrazia e potere del popolo? Come puo' un solo uomo, per di più' un vile subdolo di Trump emettere un giudizio sul risultato di un'indagine condotta per quasi due anni da un procuratore speciale?. Come può' un uomo  che per essere preso in considerazione per la carica di ministro della giustizia americana, scrisse un falso articolo in cui metteva in dubbio il principio che  in questa nazione la legge e' uguale per tutti? Quindi anche del Presidente. Per di più di un Presidente  che sin dal primo momento della sua presidenza ha concepito una falsa presunzione che lui più' che un presidente era un nuovo dittatore e che chi lavorava per lui doveva essere fedele a lui e non alla costituzione che da' il potere indiscusso al popolo. Il ministro in questione, Mr. William Barr, che ha avuto l'incarico da Trump dopo il famigerato articolo su' menzionato, lo ha ripagato con interessi.  Invece di rilasciare l'intero fascicolo di due anni di investigazioni del procuratore speciale Mr. Mueller per far luce ad interventi Russi sull'elezione americana del 2016 e della dubbia  condotta di Trump riguardante il licenziamento ingiustificato del capo del FBI Mr. Comey,  si auto incarica di rediggere questa montagna di più' di duemila pagine di indagine in sole quattro pagine di sua interpretazione in cui cerca di scolpare il presidente di qualsiasi incriminazione sul caso Comey e concussione del presidente nel caso Russia. Tutto questo e' un vile attentato alla costituzione americana. Il ministro della giustizia ha il diritto di ricevere  il plico completo dell'indagine, ma ha anche il sacro dovere di renderlo di pubblico dominio per lasciare ai rappresentanti del popolo trarne le conclusioni. Non può' e non deve fare il contrario. Non può' far valere il suo giudizio sul giudizio del popolo. Se il presidente con tutto i suoi famigliari ed il suo governo non ha commesso nessun reato, ebbene si lascia governare in pace, se invece qualche reato c'e' stato, allora e' giusto che ne paghi le conseguenze. Trump non può' dichiararsi, come pomposamente ha fatto all'aeroporto di Washington, completamente esonerato solo sul giudizio di un suo crone. Non può con sciocche bugie confondere le idee del popolo, Non ne vale la pena perché la verità', in lungo andare, viene sempre a galla. Che Dio aiuta questa nazione ed il suo popolo.

Brooklyn,NY.
18 mar alle ore 17:41
Donato D'Orazio Mentre a Cansano la primavera ha di gia' fatto sentire il suo calore ed i suoi profumi, qui' a New York l'inverno ci tiene ancora soggiogato al suo freddo ed alla sua innata antipatia. E' di questo contrasto, che divide il nostro paesello natio alla cosmica New York che ci ha ospitato per tanto tempo, che molte volte mi soffermo a pensare, a paragonare la mia vita giovanile trascorsa nel verde delle nostre montagne al resto di questa vita trascorsa tra il cemento dei grattacieli di questa metropoli. Tutto questo mi indulge a ricordare, a paragonare, a darmi una risposta se ho fatto bene o male a lasciare il mio paese natale. Arrivare a New York ad appena diciotto anni, solo con mio padre, ricominciare dal niente, impreparati per affrontare una vita completamente nuova ed imprevista, fu un'esperienza difficile, un'esperienza complicata dal non conoscere la lingua, dal non sapersi gestire da soli, dalla mancanza della mamma e fratelli lasciati in Italia, dal vivere in una casa grande nel centro della piazza principale del paese, a sperimentare un piccolo semiinterrato di due stanze in una anonima strada di Brooklyn. Ricordo mio padre che mai prima di allora si era allontanato dalla sua famiglia, rinfacciarmi in ogni occasione che ero stato io a prendere questa errata decisione. Fu un inizio quasi devastante, medicato in parte dalla presenza occasionale dello zio che ci veniva a trovare qualche fine settimana, e dall'amicizia sincera dei fratelli Salvatore e Lorenzo  Del Giudice che ci furono molto vicini in quei difficili giorni. Poi il tentativo di arruolarmi al servizio militare di questo paese che mi fu rifiutato perché' a quel tempo era appena finita la guerra in Corea e c'era una sovrabbondanza di soldati in servizio militare. La scuola serale per imparare la lingua inglese, e la soddisfazione di prendere un diploma dell'High School (scuola superiore) per sperare in un posto lavorativo più' consono all mie aspettative. Insomma fu un inizio difficile, pieno di sacrifici, a volte umiliazioni, che duro' diversi anni, Un inizio che soltanto chi era arrivato in questa nazione con una famiglia divisa lo puo' comprendere, tutti gli altri sicuramente no'. Poi le cose si sono messe nel verso giusto. Con tanta pacata persuazione riuscii a persuadere mio padre a riunire la famiglia qui' a Brooklyn. Ho avuto la fortuna di avere una moglie che mi ha aiutato a formare una famiglia meravigliosa, con due bravi figli e tre splendidi nipotini. Ho avuto il piacere di incontrare tanta gente di alto livello culturale che mi hanno aiutato a formarmi caratterialmente. Ho avuto una vita certamente non facile, ma almeno serena, consapevole di aver fatto il mio dovere di cittadino, di figlio, di padre, di parte della nostra comunità'. L'unico rammarico e' quello di non aver potuto fare tutto questo nel paese dove sono nato. Un paese forse diverso dal periodo della mia fanciullezza, ma pur sempre in mio paese, la mia gente il mio retaggio. I suoi monti, le sue valli, i suoi ruscelli, la sua scuola, le sue chiese, sono e rimarranno per sempre nel mio cuore e nel mio rammarico di non averle potuto vivere per sempre. Brooklyn, NY.
1 mar alle ore 04:31
Donato D'Orazio Un`America sotto assedio. Un`America che non sa` più' trovare la forza e la determinazione di difendere la sua democrazia. Un America apatica ed indifferente che giorno dopo giorno sta perdendo tutto l'orgoglio di nazione civile, umana, generosa ed accogliente. Un'America che assiste indolente alle continue picconate che la sua carta costituzionale sta' subendo da un Presidente incapace, da un partito, quello repubblicano, che un giorno non troppo lontano era difensore dei diritti costituzionali, oggi al servizio di un "capo" che sta calpestando le fondamente di una democrazia fondata sul popolo e dalla equa separazione dei tre rami del governo. Un`America, delusa ed amareggiata, che assiste quasi rassegnata  al declino di quella civiltà ideologica e morale che era di esempio al mondo intero. Lo scacchiere multicolore della sua popolazione che ha fatto questo paese ricco e potente viene oggi combattuto da gente senza scrupoli che posseduti da quel marcio razzismo stanno cercando disperatamente di distruggerlo. Il loro motto " Rifacciamo l'America grande" non e' altro che un'espediente per arrivare al vero motto " Rifacciamo l'America Bianca". Il sei Novembre del 2016 segna per questa nazione l'inizio di un incubo. Donald Trump, con una minoranza di voti popolari, viene eletto presidente degli Stati Uniti. Senza una minima esperienza governativa, senza una preparazione diplomatica, con idee razziste, e completamente incapace di razionalizzarsi con altre persone, prende possesso della Casa Bianca. Da quel giorno tutto va' di male in peggio. Il paese si divide, i Parlamentari repubblicani fino ad allora coscienti delle loro responsabilità e dei loro compiti subiscono una metamorfosi totale. Da persone indipentendi a succubi  servile di un presidente che loro fino a poco settimane prima detestavano. Inizia cosi' il disfacimento del concetto democratico, si lavora per abolire leggi che proteggevano i poveri, i disagiati, le donne, i "diversi", le razze nere o scure. i lavoratori. Si cancellano patti con nazioni che per secoli sono state con noi per portare democrazia al mondo intero. Si impongono dazi a paesi esportatori, ma soprattutto importatori da questa nazione, creando problemi per aziende, specialmente agricole, del nostro paese. Si separano povere mamme del Sud America dai loro bambini. Si e' fatto una legge sulla riduzione delle tasse che beneficia solo i ricchi a discapito della povera gente e delle casse dello stato che ha aggiunto in due anni un deficit di ben duemila miliardi di dollari. Come se tutto questo non bastasse sono riusciti a smantellare una legge sulla salute che ha messo sul lastrico milioni di persone. La Russia nostra nemica di sempre miracolosamente diventata una nazione da rispettare ed ammirare. I crudeli reali dell'Arabia Saudita degli Dei terresti. I razzisti bianchi, dichiarati dal presidente, brave persone come quelle che mettevano in pericolo la loro vita per dare una parvenza di parità' e giustizia a tante discriminati cittadini. Poi i grandi raggiri, le tante  bugie, le tante invettive contro le nostre forze dell'ordine, Una falsa battaglia contro la stampa, L'illegalità' di tante cose successe in questa amministrazione ha fatto si' che e' stato necessario creare un procuratore speciale per investigare. Ne sta' venendo fuori un marasma generale che sta' portando in galera decine di collaboratori di questo presidente. C'e' nell'aria una certa convinzione che le cose migliori, o peggiori secondo il punto di vista, debbono ancora arrivare. Per concludere il nostro Presidente e' nel Vietnam, o meglio sta' ritornando dal Vietnam, sta ritornando da una nazione che lui doveva andare più' di cinquanta anni fa'. C'era allora in quel lontano paese una guerra che i figli della povera gente combattevano e morivano per gli ideali di questa nazione. Lui, la persona che incoraggia gli sciocchi a gridare di rifare questa nazione grande, in quel tempo, in quella occasione penso' bene di disertare il suo dovere, di umiliare la sua nazione, di lasciare ad altri il compito di combattere e morire Brooklyn, NY.
19 feb alle ore 06:17 Domenico Di Giacomo
Carissimo compare,  grazie degli auguri.  Il  16 Febbraio mattina,  mi sono svegliato e me ne sono accorto che avevo un peso sulle spalle,( le 80 primavere  ). Mi hai dato gli auguri a telefono, a fb . e pure  qui. I appreciate you, God Bless and you are the best. Thank You.
Staten Island, NY
16 feb alle ore 19:02 Romeo Di Giallonardo
Tantissimi auguri di Buon Compleanno al Sig. Domenico di Giacomo che ,oggi,16 Febbraio,compie 80 anni .
Flushing,NY
16 feb alle ore 18:13
Donato D'Orazio
L`America, terra di opportunità, di giustizia, di democrazia verrebbe a trovarsi in un stato di emergenze, in uno stato in cui carovane di criminali Sud Americani starebbero inondando i confini di questa nazione. Questo e` soltanto un`esagerazione, una falsa promessa elettorale di un petulante demagogo personaggio che purtroppo occupa la Casa Bianca. Non c'e' emergenza ai confini col Messico, ed ad`attestarlo sono i responsabili della sicurezza di città' come El Paso Texas che hanno piu' chilometri di confini col Messico che dichiarano continuamente di non sperimentano per niente questo stato di emergenza che il Presidente vuol farci credere. Certamente ci sono persone che illegalmente cercano di entrare in questa nazione, ma sono persone che per il novanta e più' per cento vengono nei nostri confini per cercare di dare ai loro figli un avvenire migliore. Ci sono  tra loro una minuta parte di delinquenti che commettono atti atroci verso innocenti. Per questo ci sono agenti doganali che stanno facendo, giorno dopo giorno, un lavoro estenuante ed efficace per debellare questo increscioso  e doloroso problema. Non ci servono muri o ferriate, non ci servono miliardi di dollari che a sborsarli sarebbero dovuto essere i Messicani, oggi  tolti a programmi militari e per combattere l'oppio e la droga per far desistere questi criminali dall'entrare nel paese, ci servono più' uomini, più' giudici, più' tecnologia e non una falsa promessa di un bugiardo in campagna elettorale. La vera e dolorosa emergenza che sta' destabilizzante questa nazione sono le varie strage di innocenti che vengono perpretate da gente nate e cresciute in questa nazione. Fin troppo spesso dobbiamo assistere a dolorose situazioni in cui bambini innocenti perdono la vita in aule scolastiche, gente di religione, ultime ebraiche, perdono la vita nelle loro sinagoghe, operai che perdono la vita nelle loro fabbriche, agenti di polizia che perdono la vita per salvare altri. Troppi delitti, troppi dolori, troppe perdite umane che in una nazione civile non dovrebbero succedere. Troppi atti razzisti che fomentano odio e rancore, troppe armi da fuoco che facilmente finiscono nelle mani di delinquenti o malati mentali. E' questo il problema, e' questo il virus che deve essere debellato. E' questo l'emergenza che sta' portando questa nazione nel labirinto melmoso dell'odio ed incomprensione. Il Presidente lo deve capire, la sua base di elettori per lo più' incalliti razzisti lo debbono comprendere, i politici di ambo i partiti  si debbono rimboccare le maniche e confrontare il criminoso problema delle armi da fuoco, che  soltanto in questa nazione sono di facile circolazione.  Soltanto cosi' la perdita di decine di migliaia di innocenti potrebbe essere evitata. Non sono gli illegali il vero problema di questa emergenza, e' la mentalità` distorta che tanti cittadini, compreso chi ci governa, ha di questa incresciosa situazione.       
Brooklyn, NY.
6 feb alle ore 21:21
Donato D'Orazio I padri costituzionali di questa nazione avevano una convinzione ben precisa di come governare questa nazione. Introducevano la Carta Costituzionale con queste parole: NOI DEL POPOLO, in ordine di formare una più' perfetta Unione, stabilire giustizia, assicurare tranquillità` domestica, provvedere per la nostra comune difesa, PROMUOVERE IL BENESSERE DI TUTTI, ed assicurare la benedizione della libertà`, per noi e per i posteri, ordiniamo e stabiliamo questa costituzione per gli Stati Uniti D`America. Sulla porta dorata della baia di New York, un'immensa Statua Della Libertà chiede al mondo: Datemi i vostri stanchi, i vostri poveri, le vostre disordinate folle, desiderando di respirare la libertà`, gli sciagurati rifiuti delle vostre abbandonate sponde, i senza tetto che la tempesta ha gettato a me. Io alzo il mio lampo di fianco alla porta dorata. Sono queste parola che hanno segnato il destino di questa nazione. Parole di accoglienza, di generosità' di comprensione verso gente che anelano una vita migliore. Parole di inclusione e non di esclusione. Parole chiare che inducono chi e' al comando di trattare tutti in modo uguale, senza lodare una razza o etnia e discriminare altre razze ed etnie. Purtroppo nel corso degli anni tutto questo si e' verificato. Al principio delle grandi emigrazioni ad essere preferiti ed accolti furono le nazioni anglosassone. Le nazioni latine, in particolare L'Italia, furono trattate come nazioni indesiderate. I nostri avi subirono le stesse discriminazioni che oggi sono riservate ad altre etnie. C'e` voluto tanto tempo, tanti sacrifici, anche morte, per raggiungere un certo stato di parità con altre nazionalità'. Anche se c'e' sempre in alcuni razzisti che ancora oggi non sanno apprezzare il grande contributo che tutti noi, dal principio ad i giorni d'oggi, abbiamo dato a questa nazione. E questo stato di cose oggi lo stanno sperimentando i popoli del centro sud americano. E quello che più' fa male e` che ci sono nelle nostre comunità' gente che dimenticando la nostra storia si sono schierati, ed osannano quelle persone che oggi discriminano e denigrano questa povera gente. Persone che applaudono un personaggio che sta' portando questa nazione nel labirinto dell'odio, dell'incomprensione, del confronto degli uno contro altri. Ieri nel comizio sullo stato dell'Unione ha, tra le tante esagerazioni, bugie, falsità' ed offese verso la dignità' di chi lo stava ascoltando, attaccato i nuovi immigranti, li ha apostrofato come delinquenti, criminali, gente che viene in questa nazione per commettere delitti e distruzione. Niente di tutto questo, sono persone che cercano di portare i loro figli lontano dalle guerre, dalla miseria, dal pericolo che ogni giorno dovrebbero affrontare nei loro paesi governati da dittatori spietati. Cercano asilo politico, e, per la maggior parte, lo cercano legalmente nei punti protetti da guardie di confine. Si sottopongono a tutte le regole che si richiede per un ingresso legale. Conoscono molto bene la prassi, Accettano le decisioni di chi li ascolta. Non sono una carovana di delinquenti. Sono quelle folle che la statua della libertà' ha chiesto al mondo intero. Non sono di certo  un`emergenza nazionale. Io, e molti lo sanno, sono per una emigrazione legale, l'ho scritto in questo sito ed in altre testate giornalistiche italiane ed americane. Quello che non sono e` quello di trattare queste persone come animali, come gente di poco conto che gli viene tolto tutta la loro dignità, che vengono separati dai loro figli. Queste povere persone sono le stesse persone che l'impostore che abbiamo nella Casa Bianca impiega e sfrutta nei suoi alberghi, nei suoi campi di golf, nei suoi palazzi in Manhattan. Per finire vorrei ricordare, e per far conoscere ai più' giovani ed a quelli che la pensano come il palazzinaio di Manhattan, che un giorno molto lontano, nel periodo della seconda guerra mondiale anche noi fummo costretti ad allontanarci dalle nostre case, anche noi soffrimmo la fame ed il freddo sulle colline del monte difesa. Anche noi, costretti dalla neve, dovemmo abbandonare quelle capanne di pietre e scendere nella piana peligne per chiedere asilo alle comunità' di Sulmona e dintorno. Anche noi eravamo sporchi di fango, affamati, bagnati, impresentabili e disperati. Eravamo il prototipo di quelle stesse persone che oggi voi chiamate criminali. Ebbene, mentre questi cosiddetti criminali sono stati tutti umiliati e separate dalle persone più' care che loro avevano: i loro figli, noi fummo più' fortunati. Dopo minuti di apprensione da parte di quella generosa gente delle campagne Sulmonese, ci accolsero nelle loro modeste case, ci permisero di lavarci, ci diedero da mangiare, qualche indumento usato ma asciutto da indossare, ospitandoci per ben quattro mesi. Cari amici questo si chiama generosità'. Quello che voi cercate di assecondare si chiama ignoranza, crudeltà ed insensibilità. Che Dio vi rinsavisca. Brooklyn,NY.
30 gen alle ore 22:29
Domenico Di Giacomo
Elena... Tantissimi Auguri del tuo Compleanno,con un abbraccio caro da noi tutti:  Domenico e Ottavia,Aurora e Mario  e tutti della nostra famiglia.Brindiamo alla tua salute e al tuo proseguimento di vita con buona salute  sempre piu` felice.ciao
Staten Island, NY
30 gen alle ore 03:48 Romeo Di Giallonardo
Tantissimi Auguri di Buon Compleanno alla Signora Elena Di Paolo in De Santis che ieri ha raggiunto la bellissima eta' di 90 anni ,a cent'enne Commare Elena
Flushing,NewYork
30 gen alle ore 03:38
Donato D'Orazio
L'America, simbolo di democrazia, di libertà', di generosità verso i meno fortunati, gli oppressi, i disagiati di tutto il mondo, oggi si trova ad essere governata da un personaggio che rappresenta tutto il contrario di quegli ideali che hanno fatto di questa nazione il faro di speranza per una vita migliore per tanti bisognosi di questo pianeta. Un personaggio che non conosce la verità, il buon senso e le più' basilare regole di convivenza tra i popoli. Un presidente che, giorno dopo giorno, sta' portando questa nazione nel labirinto di una indifferenza totale. Un personaggio che minuto dopo minuto sta' rovinando la reputazione di una nazione generosa ed altruista. La storia sicuramente lo ricorderà' come il peggiore presidente che questa potenza economica mondiale ha mai avuto. Sin dal primo giorno di presidenza ha lavorato per dividere e non unire questa nazione. Ha iniziato ad offendere la dignità' di persone afroamericane, se le` presa con atleti di colore per non alzarsi all'inno nazionale, un inno che lui non ha mai pronunciato e che non conosce affatto, dimenticandosi il vero motivo di questo loro comportamento. Per loro era l'unico modo per esternare tutto il loro disappunto per il trattamento razzista perpetrato contro le loro comunità. per di piu' dimenticandosi la generosità' di questi atleti che con i  loro soldi stanno costruendo scuole, cliniche ed istituti per vecchi nelle loro comunità. Sin dal primo giorno ha denigrado persone del sud america definendoli tutti dei delinquenti e criminali, mentre nello stesso tempo ha lodato etnie scandinave perché' di colore bianco tutte degne di essere accolte  in questa nazione. Per due anni, pur avendo la maggioranza totale sia alla camera che al senato, non ha saputo fare niente per i più' indigenti di questa nazione. Anzi gli ha tolto l'assicurazione medica, la dignità' di un lavoro, la certezza di far parte di questo popolo. Con le sue marionette repubblicane hanno approvato una riduzione delle tasse che beneficiano, lui e la sua famiglia ed i suoi amici miliardari, lasciando al resto della popolazione, ed i suoi fedeli elettori in particolare, a prenderlo per il sedere. Questa una lista parziale di tutto i guai che questo impostore ha combinato. Come detto prima la più' grande riduzione delle tasse ai più' ricchi del paese, aumentando cosi' il debito nazionale di ben 780 miliardi di dollari. Ha aumentato  di ben 18%  il deficit commerciale. La borsa finanziaria ha perso ben tremila punti. Ha imposto tariffe su vari prodotti che stanno costando a tante aziende nazionali milioni di dollari. Ha perso ben undici ministri del suo governo. Ha perso 75 membri esecutivi. Si e' fatto abbindolare da nemici incalliti della nazione come Putin ed il tiranno della corea del sud. Critico` aspramente Barak Obama per aver preso in otto anni 16 vacanze, lui se ne preso in soli due anni almeno il triplo del suo predecessore. Senza contare 44 rallies politici. 67 visite nei suoi golf club.
Politicamente ha perso nell'ultima campagna elettorale ben 40 deputati alla camera. Ed in questi giorni ha preso una batosta politica dalla presidentessa della camera, L'Italo/Americana Mrs Pelosi che gli ha impedito i fondi per la costruzione di un fantomatico muro lungo 2500 kilometri al confine col Messico. Un muro che lui durante la campagna elettorale diceva che il Messico lo avrebbe pagato, e che oggi, dopo che il Messico gli ha fatto sapere di andare a quel paese, ha deciso che i  contribuenti americani dovrebbero pagarlo. Io mi permetterei di dargli un consiglio: se questo muro ti piace tanto perché lei ed i suoi amici miliardari, con tutti i suoi elettori, specialmente quelli che hanno pregato fino alle due di notte per la sua elezione, non vi mettete le mani nelle tasche e contribuite felicemente alla realizzazione di questa opera  meravigliosa che farebbe sicuramente compedizione al muro cinese. E, soprattutto, manderebbe fuori tutti quei fantomatici delinquenti Sud Americani che tanto vi fanno paura.

Brooklyn,NY.
18 gen alle ore 20:38
Donato D`Orazio Cansano imbiancato di neve. Uno spettacolo che si ripete nel tempo. Un evento atmosferico che immancabilmente ci riporta ad epoche ormai lontane in cui anche noi, allora bambini o adolescenti, eravamo parte integrante di quel piccolo borgo annidato tra colline verdi dell'alto Peligna e dalla maestosa ed imponente Maiella che dall'alto delle sue bianche alture ci annunciava il susseguirsi delle stagioni. Le grandi nevicate di allora davano al paese un bianco manto che durava settimane, alcune volte anche mesi. Piazza xx Settembre era un'oasi di incontaminata purezza, Dal balcone della nostra casa si presentava una visione spettacolare in cui la neve ne era l`unica protagonista. Oggi, purtroppo, con l'avvento del benessere economico che il paese per fortuna sta' sperimentando, quell'oasi di bianca purezza ha dato luogo ad uno spazio riservato al parcheggio di macchine. I monti solitari e tristi ricordano quel tempo lontano in cui ad ogni nevicata accoglievano nelle loro pendenze decine di giovani sciatori che da mattina a sera  si davano con tanto talento ad uno sport meraviglioso e salutare. Nel fine settimana gente di ogni eta' si radunavano in piazza per discutere non soltanto dei fatti del giorno, ma anche per darsi alla pazza gioia di ritornare adolescenti per darsi in battaglie con palle di neve che iniziavano sempre bene ma che non finivano mai alla stessa maniera. Ai primi raggi del sole in ogni vicolo del paese donne di ogni eta' si riunivano per ricamare creando capolavori di unica bellezza. All'imbrunire del giorno i giovani, ragazzi e ragazze, si facevano belli per recarsi in chiesa per i vespri serali, ma anche per avere l'occasione di ricevere uno sguardo da un loro innamorato. Poi cena in famiglia ed ore insieme intorno al camino dove il saggio patriarca intratteneva i suoi cari con storie di ogni genere. L'inverno era vissuto cosi'. C'era tanto freddo fuori le mura domestiche, come c'era tanto calore nell'interno di esse. Altri tempi,altro modo di gestire la vita. La neve e' la stessa, il paese e' lo stesso, le tradizioni sono le stesse, quello che non e' lo stesso e' il modo di gestire le proprie giornate. E' meglio adesso o era meglio nel passato? Ad ognuno la propria sentenza.  Brooklyn, NY.
9 gen alle ore 22:10 Donato D`Orazio Sono passati molto più' di sessant'anni dal mio primo giorno in questa meravigliosa nazione. Sessanta`anni non certo facili, non certo privi di tanti sacrifici, non certo immuni da velati atti di razzismo, ma anche sessanta`anni di continuo evolversi, di continui accumularsi di esperienze che hanno fatto di un diciottenne venuto da un piccolo borgo annidato tra le meravigliose colline dell'alto Peligno una persona onesta, un persona che ha saputo sperimentare sulla propria pelle tutto quello che di buono e meno buono che c'e' in questa grande democrazia. Gli ideali di questo popolo, di questo mosaico di gente venuta da tutto il mondo e' quello di essere esempi di generosità', di libertà', di democrazia. E' stato per lunghi anni il faro che ha saputo illuminare le speranze degli oppressi, dei disagiati, di quelle masse di gente che anelavano ad una vita migliore. Una nazione che ha saputo sacrificare tanti suoi giovani figli per dare a tante nazioni oppresse da regimi totalitari un barlume di libertà' e giustizia. Una nazione che ha costruito la sua ricchezza, il suo prestigio, la sua potenza industriale contando sulla volontà, sul talento, sull'impegno di ogni cittadino di dare il meglio di loro stessi per il bene di tutti. Una nazione che ha dato tanto al mondo e che tanto ha ricevuto dal mondo stesso. Una nazione inclusiva e non esclusiva. Una nazione che sa' costruire legami di amicizia e rispetto reciproco col resto del mondo. Certamente  non una nazione che sa` costruisce muri di cemento armato nei sui confini per isolarsi dal mondo intero. Nei miei lunghi anni di permanenza in questa nazione ho sperimentato Presidenti democratici e repubblicani. Tutti, nelle loro convinzioni, nelle loro politiche hanno cercato di servire il popolo intero  con dignità' e competenza. Alcuni ci sono riusciti, altri un po' meno. Ma tutti hanno dato il meglio di loro stessi per il bene di tutti. Oggi abbiamo al comando un egocentrico, un egoista, un incompetente che con la sua ignoranza, le sue bugie, sta` minanto tutto ciò' che questa nazione ha saputo rappresentare nella sua storia. Ha una veduta distorta del compito che gli compete. Non concepisce che il suo ramo Esecutivo e' soltanto una parte dei tre rami del governo. Ci sono anche il Legislativo ed il Giudiziario che hanno poteri ben distinti ma uguali ed indipendenti tra di loro. Con la sua pignoleria sta dividendo questa nazione. Sta portando questo paese sull'orlo di una crisi costituzionale. Ha promesso nella sua campagna elettorale una baggianata senza senso. Quella di costruire un muro lungo quasi tremila chilometri nel confine col Messico e che a pagarlo sarebbe stato il Messico stesso. Qualcosa di mostruoso che non aveva nessun senso, Che non avrebbe giovato a nessuno. Naturalmente, come da prevedersi, il Messico lo ha mandato a quel paese. Questo Presidente che fa? Chiede al parlamento americano di accollarsi gli oneri. Ricevuto un rifiuto  chiude una parte del governo. Non importa se quasi un milione di impiegati federali non ricevono uno stipendio. Non importa se la nazione e' in subbuglio. Quello che gli importa e' che lui vuole, costi quel che costi, il famigerato muro. Un muro che avrà' ben inciso sulle sue pietre il nome di Trump. E' questo che interessa a questo personaggio. Un personaggio che rimarrà' negli annali storici come il peggior presidente americano.  Brooklyn, NY.
4 gen alle ore 18:13
Donato D`Orazio
Foto che danno un'immagine fiabesca al piccolo borgo dove siamo nati. Un manto di bianco ha coperto le sue vie, le sue case, la sua piazza i suoi alberi. Se non fosse per l'enorme disagio che questi eventi atmosferici comportano alla popolazione, si potrebbe affermare che un piccolo angolo di paradiso si e' installato sul nostro Cansano. Le luci offuscate dalla neve danno un chiarore opaco ma nostalgico ad una piazza addormentata. Gli alberi con i loro rami coperti di neve disegnano quadri artistici di una bellezza unica e spettacolare. Case annevate, con balconi chiusi, quasi ad implorare i loro cari a ritornare. Le vie deserte ed imbiancate ci ricordano tempi ormai lontani dove noi, allora bambini, ci divertivamo a rincorrerci su quelle strade ghiacciate. Piazza xx Settembre nell'immediato dopo tempesta si riempiva di tanti uomini che incuranti del freddo si riunivano per discutere i fatti del giorno ed approfittando della neve si riscoprivano adolescenti per darsi a lanci di palle di neve che a volte erano bene accolti ed altre volte molto meno. Per noi giovani la mattina dopo una grande nevicata ci si presentava il gravoso compito di dover raggiungere la stazione ferroviaria per prendere il treno che ci avrebbe portato a Sulmona per attendere alle nostre scuole. Grazie a quegli uomini che di buona mattina si alzavano per recarsi alla stazione per guadagnarsi un giorno di paga e che di conseguenza ci facevano un piccolo passaggio che ci permetteva di poter adiempere al compito di essere presente alle nostre lezioni scolastiche. La fine settimana si passava a sciare sui vari monti che circondano il nostro paesello. Eravamo in tanti su quelle piste, C'era un sincero cameratismo fra di noi, ci si divertiva insieme, ci si scherzava insieme. La sera, dopo cena, che immancabilmente era di una focaccia di farina di granturco, riempita di piccoli pezzetti di ventresca, cotta sotto la brace ardente del camino, che era di una bonta' indescrivibile, per non dire nutriente e saziabile, ci recavamo nelle varie cantine del paese per farci qualche partita a carte o qualche passatella in compagnia degli amici. Per essere soddisfatti ci accontentavamo di questo, non ci serviva nient'altro. Eravamo contenti di quello che avevamo, anche se eravamo coscienti che a molte famiglie mancava un po' di tutto, anche cose di prima necessita'. Il paese in complesso era sereno, ma nei mesi invernali si sentiva di più' quel senso di disagio, di  convinzione che le cose non andavano per il verso giusto. Fu proprio nei mesi invernali che molti decisero di emigrare. Fu una decisione dolorosa, una decisione che cambio' per sempre le loro vite ed il destino del loro paese. Oggi, per noi che fortunatamente ancora ci siamo, grazie alla tecnologia, grazie all'impegno di gente che hanno a cuore il desiderio di paesani sparsi per il mondo, possiamo, ogni giorno rivedere la nostra piazza, il nostro paese, sperimentare i giorni di sole, come i giorni di neve. Possiamo rivivere quel tempo ormai remoto in cui anche noi facevamo parte di quel piccolo borgo, oggi coperto di neve, che si chiama Cansano.
Brooklyn.NY.