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Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.
Ma non è facile starci tranquillo.
Non chiedete cosa possa fare il Paese per voi: chiedete cosa potete fare voi per il Paese.

(Cesare Pavese e John Fitzgerald Kennedy)

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6 feb alle ore 21:21
Donato D'Orazio I padri costituzionali di questa nazione avevano una convinzione ben precisa di come governare questa nazione. Introducevano la Carta Costituzionale con queste parole: NOI DEL POPOLO, in ordine di formare una più' perfetta Unione, stabilire giustizia, assicurare tranquillità` domestica, provvedere per la nostra comune difesa, PROMUOVERE IL BENESSERE DI TUTTI, ed assicurare la benedizione della libertà`, per noi e per i posteri, ordiniamo e stabiliamo questa costituzione per gli Stati Uniti D`America. Sulla porta dorata della baia di New York, un'immensa Statua Della Libertà chiede al mondo: Datemi i vostri stanchi, i vostri poveri, le vostre disordinate folle, desiderando di respirare la libertà`, gli sciagurati rifiuti delle vostre abbandonate sponde, i senza tetto che la tempesta ha gettato a me. Io alzo il mio lampo di fianco alla porta dorata. Sono queste parola che hanno segnato il destino di questa nazione. Parole di accoglienza, di generosità' di comprensione verso gente che anelano una vita migliore. Parole di inclusione e non di esclusione. Parole chiare che inducono chi e' al comando di trattare tutti in modo uguale, senza lodare una razza o etnia e discriminare altre razze ed etnie. Purtroppo nel corso degli anni tutto questo si e' verificato. Al principio delle grandi emigrazioni ad essere preferiti ed accolti furono le nazioni anglosassone. Le nazioni latine, in particolare L'Italia, furono trattate come nazioni indesiderate. I nostri avi subirono le stesse discriminazioni che oggi sono riservate ad altre etnie. C'e` voluto tanto tempo, tanti sacrifici, anche morte, per raggiungere un certo stato di parità con altre nazionalità'. Anche se c'e' sempre in alcuni razzisti che ancora oggi non sanno apprezzare il grande contributo che tutti noi, dal principio ad i giorni d'oggi, abbiamo dato a questa nazione. E questo stato di cose oggi lo stanno sperimentando i popoli del centro sud americano. E quello che più' fa male e` che ci sono nelle nostre comunità' gente che dimenticando la nostra storia si sono schierati, ed osannano quelle persone che oggi discriminano e denigrano questa povera gente. Persone che applaudono un personaggio che sta' portando questa nazione nel labirinto dell'odio, dell'incomprensione, del confronto degli uno contro altri. Ieri nel comizio sullo stato dell'Unione ha, tra le tante esagerazioni, bugie, falsità' ed offese verso la dignità' di chi lo stava ascoltando, attaccato i nuovi immigranti, li ha apostrofato come delinquenti, criminali, gente che viene in questa nazione per commettere delitti e distruzione. Niente di tutto questo, sono persone che cercano di portare i loro figli lontano dalle guerre, dalla miseria, dal pericolo che ogni giorno dovrebbero affrontare nei loro paesi governati da dittatori spietati. Cercano asilo politico, e, per la maggior parte, lo cercano legalmente nei punti protetti da guardie di confine. Si sottopongono a tutte le regole che si richiede per un ingresso legale. Conoscono molto bene la prassi, Accettano le decisioni di chi li ascolta. Non sono una carovana di delinquenti. Sono quelle folle che la statua della libertà' ha chiesto al mondo intero. Non sono di certo  un`emergenza nazionale. Io, e molti lo sanno, sono per una emigrazione legale, l'ho scritto in questo sito ed in altre testate giornalistiche italiane ed americane. Quello che non sono e` quello di trattare queste persone come animali, come gente di poco conto che gli viene tolto tutta la loro dignità, che vengono separati dai loro figli. Queste povere persone sono le stesse persone che l'impostore che abbiamo nella Casa Bianca impiega e sfrutta nei suoi alberghi, nei suoi campi di golf, nei suoi palazzi in Manhattan. Per finire vorrei ricordare, e per far conoscere ai più' giovani ed a quelli che la pensano come il palazzinaio di Manhattan, che un giorno molto lontano, nel periodo della seconda guerra mondiale anche noi fummo costretti ad allontanarci dalle nostre case, anche noi soffrimmo la fame ed il freddo sulle colline del monte difesa. Anche noi, costretti dalla neve, dovemmo abbandonare quelle capanne di pietre e scendere nella piana peligne per chiedere asilo alle comunità' di Sulmona e dintorno. Anche noi eravamo sporchi di fango, affamati, bagnati, impresentabili e disperati. Eravamo il prototipo di quelle stesse persone che oggi voi chiamate criminali. Ebbene, mentre questi cosiddetti criminali sono stati tutti umiliati e separate dalle persone più' care che loro avevano: i loro figli, noi fummo più' fortunati. Dopo minuti di apprensione da parte di quella generosa gente delle campagne Sulmonese, ci accolsero nelle loro modeste case, ci permisero di lavarci, ci diedero da mangiare, qualche indumento usato ma asciutto da indossare, ospitandoci per ben quattro mesi. Cari amici questo si chiama generosità'. Quello che voi cercate di assecondare si chiama ignoranza, crudeltà ed insensibilità. Che Dio vi rinsavisca. Brooklyn,NY.
30 gen alle ore 22:29
Domenico Di Giacomo
Elena... Tantissimi Auguri del tuo Compleanno,con un abbraccio caro da noi tutti:  Domenico e Ottavia,Aurora e Mario  e tutti della nostra famiglia.Brindiamo alla tua salute e al tuo proseguimento di vita con buona salute  sempre piu` felice.ciao
Staten Island, NY
30 gen alle ore 03:48 Romeo Di Giallonardo
Tantissimi Auguri di Buon Compleanno alla Signora Elena Di Paolo in De Santis che ieri ha raggiunto la bellissima eta' di 90 anni ,a cent'enne Commare Elena
Flushing,NewYork
30 gen alle ore 03:38
Donato D'Orazio
L'America, simbolo di democrazia, di libertà', di generosità verso i meno fortunati, gli oppressi, i disagiati di tutto il mondo, oggi si trova ad essere governata da un personaggio che rappresenta tutto il contrario di quegli ideali che hanno fatto di questa nazione il faro di speranza per una vita migliore per tanti bisognosi di questo pianeta. Un personaggio che non conosce la verità, il buon senso e le più' basilare regole di convivenza tra i popoli. Un presidente che, giorno dopo giorno, sta' portando questa nazione nel labirinto di una indifferenza totale. Un personaggio che minuto dopo minuto sta' rovinando la reputazione di una nazione generosa ed altruista. La storia sicuramente lo ricorderà' come il peggiore presidente che questa potenza economica mondiale ha mai avuto. Sin dal primo giorno di presidenza ha lavorato per dividere e non unire questa nazione. Ha iniziato ad offendere la dignità' di persone afroamericane, se le` presa con atleti di colore per non alzarsi all'inno nazionale, un inno che lui non ha mai pronunciato e che non conosce affatto, dimenticandosi il vero motivo di questo loro comportamento. Per loro era l'unico modo per esternare tutto il loro disappunto per il trattamento razzista perpetrato contro le loro comunità. per di piu' dimenticandosi la generosità' di questi atleti che con i  loro soldi stanno costruendo scuole, cliniche ed istituti per vecchi nelle loro comunità. Sin dal primo giorno ha denigrado persone del sud america definendoli tutti dei delinquenti e criminali, mentre nello stesso tempo ha lodato etnie scandinave perché' di colore bianco tutte degne di essere accolte  in questa nazione. Per due anni, pur avendo la maggioranza totale sia alla camera che al senato, non ha saputo fare niente per i più' indigenti di questa nazione. Anzi gli ha tolto l'assicurazione medica, la dignità' di un lavoro, la certezza di far parte di questo popolo. Con le sue marionette repubblicane hanno approvato una riduzione delle tasse che beneficiano, lui e la sua famiglia ed i suoi amici miliardari, lasciando al resto della popolazione, ed i suoi fedeli elettori in particolare, a prenderlo per il sedere. Questa una lista parziale di tutto i guai che questo impostore ha combinato. Come detto prima la più' grande riduzione delle tasse ai più' ricchi del paese, aumentando cosi' il debito nazionale di ben 780 miliardi di dollari. Ha aumentato  di ben 18%  il deficit commerciale. La borsa finanziaria ha perso ben tremila punti. Ha imposto tariffe su vari prodotti che stanno costando a tante aziende nazionali milioni di dollari. Ha perso ben undici ministri del suo governo. Ha perso 75 membri esecutivi. Si e' fatto abbindolare da nemici incalliti della nazione come Putin ed il tiranno della corea del sud. Critico` aspramente Barak Obama per aver preso in otto anni 16 vacanze, lui se ne preso in soli due anni almeno il triplo del suo predecessore. Senza contare 44 rallies politici. 67 visite nei suoi golf club.
Politicamente ha perso nell'ultima campagna elettorale ben 40 deputati alla camera. Ed in questi giorni ha preso una batosta politica dalla presidentessa della camera, L'Italo/Americana Mrs Pelosi che gli ha impedito i fondi per la costruzione di un fantomatico muro lungo 2500 kilometri al confine col Messico. Un muro che lui durante la campagna elettorale diceva che il Messico lo avrebbe pagato, e che oggi, dopo che il Messico gli ha fatto sapere di andare a quel paese, ha deciso che i  contribuenti americani dovrebbero pagarlo. Io mi permetterei di dargli un consiglio: se questo muro ti piace tanto perché lei ed i suoi amici miliardari, con tutti i suoi elettori, specialmente quelli che hanno pregato fino alle due di notte per la sua elezione, non vi mettete le mani nelle tasche e contribuite felicemente alla realizzazione di questa opera  meravigliosa che farebbe sicuramente compedizione al muro cinese. E, soprattutto, manderebbe fuori tutti quei fantomatici delinquenti Sud Americani che tanto vi fanno paura.

Brooklyn,NY.
18 gen alle ore 20:38
Donato D`Orazio Cansano imbiancato di neve. Uno spettacolo che si ripete nel tempo. Un evento atmosferico che immancabilmente ci riporta ad epoche ormai lontane in cui anche noi, allora bambini o adolescenti, eravamo parte integrante di quel piccolo borgo annidato tra colline verdi dell'alto Peligna e dalla maestosa ed imponente Maiella che dall'alto delle sue bianche alture ci annunciava il susseguirsi delle stagioni. Le grandi nevicate di allora davano al paese un bianco manto che durava settimane, alcune volte anche mesi. Piazza xx Settembre era un'oasi di incontaminata purezza, Dal balcone della nostra casa si presentava una visione spettacolare in cui la neve ne era l`unica protagonista. Oggi, purtroppo, con l'avvento del benessere economico che il paese per fortuna sta' sperimentando, quell'oasi di bianca purezza ha dato luogo ad uno spazio riservato al parcheggio di macchine. I monti solitari e tristi ricordano quel tempo lontano in cui ad ogni nevicata accoglievano nelle loro pendenze decine di giovani sciatori che da mattina a sera  si davano con tanto talento ad uno sport meraviglioso e salutare. Nel fine settimana gente di ogni eta' si radunavano in piazza per discutere non soltanto dei fatti del giorno, ma anche per darsi alla pazza gioia di ritornare adolescenti per darsi in battaglie con palle di neve che iniziavano sempre bene ma che non finivano mai alla stessa maniera. Ai primi raggi del sole in ogni vicolo del paese donne di ogni eta' si riunivano per ricamare creando capolavori di unica bellezza. All'imbrunire del giorno i giovani, ragazzi e ragazze, si facevano belli per recarsi in chiesa per i vespri serali, ma anche per avere l'occasione di ricevere uno sguardo da un loro innamorato. Poi cena in famiglia ed ore insieme intorno al camino dove il saggio patriarca intratteneva i suoi cari con storie di ogni genere. L'inverno era vissuto cosi'. C'era tanto freddo fuori le mura domestiche, come c'era tanto calore nell'interno di esse. Altri tempi,altro modo di gestire la vita. La neve e' la stessa, il paese e' lo stesso, le tradizioni sono le stesse, quello che non e' lo stesso e' il modo di gestire le proprie giornate. E' meglio adesso o era meglio nel passato? Ad ognuno la propria sentenza.  Brooklyn, NY.
9 gen alle ore 22:10 Donato D`Orazio Sono passati molto più' di sessant'anni dal mio primo giorno in questa meravigliosa nazione. Sessanta`anni non certo facili, non certo privi di tanti sacrifici, non certo immuni da velati atti di razzismo, ma anche sessanta`anni di continuo evolversi, di continui accumularsi di esperienze che hanno fatto di un diciottenne venuto da un piccolo borgo annidato tra le meravigliose colline dell'alto Peligno una persona onesta, un persona che ha saputo sperimentare sulla propria pelle tutto quello che di buono e meno buono che c'e' in questa grande democrazia. Gli ideali di questo popolo, di questo mosaico di gente venuta da tutto il mondo e' quello di essere esempi di generosità', di libertà', di democrazia. E' stato per lunghi anni il faro che ha saputo illuminare le speranze degli oppressi, dei disagiati, di quelle masse di gente che anelavano ad una vita migliore. Una nazione che ha saputo sacrificare tanti suoi giovani figli per dare a tante nazioni oppresse da regimi totalitari un barlume di libertà' e giustizia. Una nazione che ha costruito la sua ricchezza, il suo prestigio, la sua potenza industriale contando sulla volontà, sul talento, sull'impegno di ogni cittadino di dare il meglio di loro stessi per il bene di tutti. Una nazione che ha dato tanto al mondo e che tanto ha ricevuto dal mondo stesso. Una nazione inclusiva e non esclusiva. Una nazione che sa' costruire legami di amicizia e rispetto reciproco col resto del mondo. Certamente  non una nazione che sa` costruisce muri di cemento armato nei sui confini per isolarsi dal mondo intero. Nei miei lunghi anni di permanenza in questa nazione ho sperimentato Presidenti democratici e repubblicani. Tutti, nelle loro convinzioni, nelle loro politiche hanno cercato di servire il popolo intero  con dignità' e competenza. Alcuni ci sono riusciti, altri un po' meno. Ma tutti hanno dato il meglio di loro stessi per il bene di tutti. Oggi abbiamo al comando un egocentrico, un egoista, un incompetente che con la sua ignoranza, le sue bugie, sta` minanto tutto ciò' che questa nazione ha saputo rappresentare nella sua storia. Ha una veduta distorta del compito che gli compete. Non concepisce che il suo ramo Esecutivo e' soltanto una parte dei tre rami del governo. Ci sono anche il Legislativo ed il Giudiziario che hanno poteri ben distinti ma uguali ed indipendenti tra di loro. Con la sua pignoleria sta dividendo questa nazione. Sta portando questo paese sull'orlo di una crisi costituzionale. Ha promesso nella sua campagna elettorale una baggianata senza senso. Quella di costruire un muro lungo quasi tremila chilometri nel confine col Messico e che a pagarlo sarebbe stato il Messico stesso. Qualcosa di mostruoso che non aveva nessun senso, Che non avrebbe giovato a nessuno. Naturalmente, come da prevedersi, il Messico lo ha mandato a quel paese. Questo Presidente che fa? Chiede al parlamento americano di accollarsi gli oneri. Ricevuto un rifiuto  chiude una parte del governo. Non importa se quasi un milione di impiegati federali non ricevono uno stipendio. Non importa se la nazione e' in subbuglio. Quello che gli importa e' che lui vuole, costi quel che costi, il famigerato muro. Un muro che avrà' ben inciso sulle sue pietre il nome di Trump. E' questo che interessa a questo personaggio. Un personaggio che rimarrà' negli annali storici come il peggior presidente americano.  Brooklyn, NY.
4 gen alle ore 18:13
Donato D`Orazio
Foto che danno un'immagine fiabesca al piccolo borgo dove siamo nati. Un manto di bianco ha coperto le sue vie, le sue case, la sua piazza i suoi alberi. Se non fosse per l'enorme disagio che questi eventi atmosferici comportano alla popolazione, si potrebbe affermare che un piccolo angolo di paradiso si e' installato sul nostro Cansano. Le luci offuscate dalla neve danno un chiarore opaco ma nostalgico ad una piazza addormentata. Gli alberi con i loro rami coperti di neve disegnano quadri artistici di una bellezza unica e spettacolare. Case annevate, con balconi chiusi, quasi ad implorare i loro cari a ritornare. Le vie deserte ed imbiancate ci ricordano tempi ormai lontani dove noi, allora bambini, ci divertivamo a rincorrerci su quelle strade ghiacciate. Piazza xx Settembre nell'immediato dopo tempesta si riempiva di tanti uomini che incuranti del freddo si riunivano per discutere i fatti del giorno ed approfittando della neve si riscoprivano adolescenti per darsi a lanci di palle di neve che a volte erano bene accolti ed altre volte molto meno. Per noi giovani la mattina dopo una grande nevicata ci si presentava il gravoso compito di dover raggiungere la stazione ferroviaria per prendere il treno che ci avrebbe portato a Sulmona per attendere alle nostre scuole. Grazie a quegli uomini che di buona mattina si alzavano per recarsi alla stazione per guadagnarsi un giorno di paga e che di conseguenza ci facevano un piccolo passaggio che ci permetteva di poter adiempere al compito di essere presente alle nostre lezioni scolastiche. La fine settimana si passava a sciare sui vari monti che circondano il nostro paesello. Eravamo in tanti su quelle piste, C'era un sincero cameratismo fra di noi, ci si divertiva insieme, ci si scherzava insieme. La sera, dopo cena, che immancabilmente era di una focaccia di farina di granturco, riempita di piccoli pezzetti di ventresca, cotta sotto la brace ardente del camino, che era di una bonta' indescrivibile, per non dire nutriente e saziabile, ci recavamo nelle varie cantine del paese per farci qualche partita a carte o qualche passatella in compagnia degli amici. Per essere soddisfatti ci accontentavamo di questo, non ci serviva nient'altro. Eravamo contenti di quello che avevamo, anche se eravamo coscienti che a molte famiglie mancava un po' di tutto, anche cose di prima necessita'. Il paese in complesso era sereno, ma nei mesi invernali si sentiva di più' quel senso di disagio, di  convinzione che le cose non andavano per il verso giusto. Fu proprio nei mesi invernali che molti decisero di emigrare. Fu una decisione dolorosa, una decisione che cambio' per sempre le loro vite ed il destino del loro paese. Oggi, per noi che fortunatamente ancora ci siamo, grazie alla tecnologia, grazie all'impegno di gente che hanno a cuore il desiderio di paesani sparsi per il mondo, possiamo, ogni giorno rivedere la nostra piazza, il nostro paese, sperimentare i giorni di sole, come i giorni di neve. Possiamo rivivere quel tempo ormai remoto in cui anche noi facevamo parte di quel piccolo borgo, oggi coperto di neve, che si chiama Cansano.
Brooklyn.NY.