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Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.
Ma non è facile starci tranquillo.
Non chiedete cosa possa fare il Paese per voi: chiedete cosa potete fare voi per il Paese.

(Cesare Pavese e John Fitzgerald Kennedy)

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lun 21 giu alle ore 17:29 Donato D'Orazio
L'America, paese di sogni, di speranze, ma anche di sacrifici, a volte, di sofferenze. Un paese che sa' darti tante opportunita', che sa' aprirti tanti orizzonti, ma e' anche un paese che non ti regala niente. Ti apre le porte, ti indica le strade, poi sta' all'indivduo cercare quella giusta. Quella che puo' percorrere, da solo senza l'aiuto di nessuno,soltanto con il suo impegno, il suo coraggio, il suo intelletto. Insomma e' una nazione che forse piu' di altre ti da' la possibilita' di percorrere la tua strada, forse tortuosa, forse impervia, sicuramente difficile per farti raggiungere lo stato sociale consono alle tue reali possibilita'. Ma, purtroppo, questa nazione non e' sopltanto questo, o altro ancora, e' anche una nazione dalle mille sfaccettature, dalle diversita' delle sue etnie che la fanno di un mosaico bello ma intrigato, dove la volonta' di molti ha sempre la meglio sui pochi. E' una nazione che anche se scoperta da un navigatore del sud Europa, e' stata in principio governata da gente del nord Europa. Una nazione che nei suoi duecentocinquantanni di storia ha dovuto
al suo nascere subire le angherie anglossassone. I loro terrificanti soprusi verso i nativi, verso gente di colore, che con forza li andarono a prendere nei loro paesi africani, per portarli, contro la loro volonta' in America per usarli come schiavi nelle loro piantaggioni. C'e' voluta una guerra civile per liberarsi del dominio inglese ed un atto del congresso che nel 1865 decreto' che la schiavitu' era incostituzionale e doveva essere completamente abolita. Questi atti legislativi furono molto importanti ma non conclusivi. La schiavitu' fu vinta ma il seme del razzismo rimase intatto. Negli anni a farne le spese non furono soltanto le persone di colore ma anche gli emigranti del sud europa, in particolare gli italiani. Chi conosce la storia dell'emigrazione italiana in questa nazione, e sono pochi, sa' i soprusi, le disciminazioni che i nostri avi dovettero subire. Sanno, ma soprattutto dovrebbero saperlo i molti, delle strage di innocenti che nostri antenati subirono in Stati come la Luisiana, la Pennsylvania ed altri ancora. C'e' voluto tanto tempo, tanti sacrifici per superare questi soprusi nei confronti della nostra gente. Nel 1965 il governo del presidente Johnson riusci a portare avanti con successo la legge per l'abolizione del razzismo in America. Almeno cosi' sperarono. Purtroppo non e' stato cosi'. Il gene del razzismo e' cosi radicato nel loro indole che almeno il 35% della popolazione, compreso tanti discendenti italiani che offuscati della loro ignoranza, continuano a perorare, ad appoggiare incalliti razzisti che con insurrezioni, falsita', bugie, stanno portando questa nazione ad una anarchia totale. Uno Stato di cose, se di successo sarebbe per questa nazione la fine dei suoi ideali. La fine di quella democrazia che quasi un milioni di giovani americani hanno dato la loro vita per difenderla e preservarla non soltanto in questa loro nazione ma anche nel mondo intero.
Brooklyn,Ny.
lun 24 mag alle ore 17:49
Donato D'Orazio Ogni giorno che passa si ha la dolorosa conferma che le varie comunita' italiane in questa nazione  si stanno avviando verso l'oblio. I vecchi emigranti che tanti sacrifici hanno fatto per costruire un legame duraturo tra le varie generazioni, in gran parte non ci sono piu'. Chi li ha seguiti hanno completamente fallito il loro compito di continuare gli sforzi di questi antenati. E di conseguenza oggi siamo arrivati ad essere un gruppo etnico quasi irriconoscibile e senza una forza coesa per perorare le nostre cause. Mentre le altre etnie si sono impegnati ad insegnare ai loro figli il volore, l'orgoglio, la storia delle loro emigrazzioni, l'onore di appartenenza alle loro radici, noi italiani, forse per ignoranza, forse per convenienza, forse per egoismo, abbiamo completamente oscurato la storia, i sacrifici, le dolorose peripezie che i nostri antenati hanno dovuto subire nei primi anni della loro avventura americana. Il maggiore sbaglio che i nostri rappresentanti, politici, economici, sociali,  e' stato quello di  non impegnarsi per far si' che la lingua italiana fosse stata inclusa nel sistema della pubblica istruzione di questo paese. Questa mancanza di conoscenza, questa mancanza di opportunita' di studiare la lingua italiana, unita all'assenza totale del governo italiano che mai ha voluto impegnarsi per questa causa (io ne so' qualcosa perche' nei primi anni del sessanta con la lega italo/americana calcio che noi ne facevamo parte abbiamo al riguardo chiesto aiuto al console generale italiano qui' a New York senza averne una risposta positiva) hanno creato in loro la convinzione che essere o non essere di origine italiane non faceva nessuna differenza. Questa convinzione si nota specialmente nel campo politico di questo paese. Mentre gli esponenti politici di altre etnie si impegnano per far si' che le loro etnie abbiano tutto cio' che gli spetta, Gli esponenti politici di origine italiane pensano di piu' alle loro carriere, al loro partito, a sgambentarsi tra di loro invece di aiutare gli italiani bisognosi. Sono capaci di perdere la loro dignita' pur di difendere la loro ideologia, ma mai cercare all'unisono di fare qualcosa per la loro comunita'. Basta pensare che se un vecchio italiano che non conosce la lingua inglese (e ce ne sono tanti) si reca ad un qualsiasi ufficio, sia esso cittadino, statale o federale, per la maggior parte non trovera' nessuno ad aiutarlo, di certo non trovera' una signaletica in lingua italiana. Ci sono in tutte le lingua comprese cinese, spagnole, russe ed arabe, ma non italiane. Per le sedi elettorali la stessa cosa. Anzi per farlo ancora piu' difficile, negli ultimi tempi, governatori di fede repubblicana, stanno firmando leggi che rendono quasi impossibile a vecchi, malati, ed impossibilitati di andare in una sede elettorale di poter votare. Tutto questo per seguire le baggianate di un demagogico bugiardo che non sa' accettare la volonta' del popolo che lo ha sconfitto. E quello che fa' piu' male e' che parlamentari e governatori repubblicani di origini italiane (ed anche cansanese) sono i primi fautori di questo attacco sconsiderato verso la democrazia e la costituzione di questo paese. Come ci sono parlamentari e governatori democratici di origine italiane che escluso qualche eccezione, come quella del governatore Cuomo di New york, non  stanno facendo un bel niente per cercare di salvaguardare la festa del Columbus Day, simbolo del grande ed indispensabile contributo degli italiani a questa nazione, per cambiarlo col nome di Indiceno Day, che non ha niente a che fare col Columbus Day. Se realmente vogliono onorare i nativi americani ci sono altri 364 giorni per poterlo fare. Non debbono appoggiarsi alla nostra debolezza politica, alla nostra poca coesione di intenti per umiliarci in questa maniera. Per negarci il diritto di far conoscere la nostra storia, la nostra cultura, la nostra prominenza nel campo architettonico mondiale. Brooklyn,NY.
mer 12 mag alle ore 20:40
Donato D'Orazio La costituzione, la democrazia, il sistema di due maggiori partiti, oggi messi a dura prova dal branco parlamentare repubblicano che accecati dal potere, impauriti dall'eventualita' di perdere la loro poltrona, ubbidienti alla maniacale mentalita' di un patetico bugiardo hanno buttato fuori dalla leadership del loro partito la deputata  Liz Cheney del Wyoming, figlia dell'ex. vice presidente Dick Cheney, per la sola ragione di aver avuto il coraggio di essere onesta nel difendere quello che e' piu' sacro in questo paese: la democrazia, l'emblema che la rappresenta, il Capitol Building e l'imparzialita' del voto popolare. Liz Cheney, non e' una democratica , non e' liberale, e' una parlamentare repubblicana dell'ala conservativa del suo partito, una accanita sostenitrice degli ideali di conservatori come Goldwater e Reagan. Crede fermamente in un governo che lotta per una parita' di bilancio, favorevole a proteggere le grandi imprese, sostenitrice dell'opinione che se il "business" prospera c'e' anche un bricciolo di pane per il resto della popolazione. Quindi una veduta diametralmente opposta alla politica dei democratici che vedono nel governo una fonte di sostegno per i piu' bisognosi, per chi per sfortuna si ammala, per gente che malgrado la loro buona volonta, il loro impegno non riescono a raggiungere il sogno Americano. Liz Cheney rappresenta la vera prototipa del partito repubblicano. Allora perche' e' stata fatta fuori dalla leadership dai suoi colleghi? Ebbene perche' e' una persona onesta, una donna di grande dignita' che non ha voluto soccombere alla volonta' malefica e bugiarda di Donald Trump. Ha detto la verita'. Ha messo in evidenza la regolarita' delle elezione presidenziali, ha dato, come giustamente e' stato, la colpa dell'insurrezione al Capitol dove sette persone sono morte e centinaie ferite ed emozionalmente distrutte a chi la colpa l' ha avuta. Ha esposto per quello che realmente e' il personaggio che in tutta la sua vita non ha mai accettato una sconfitta. Che spudoratamente continua a dichiarare che in questa nazione, in questa democrazia dove liberta', giustizia e volonta' insindacabile del popolo non viene mai messa in discussione, ci siano state delle frode. Ha perso le elezioni con piu' di sette milioni di voti di svantaggio, con un riconto del voto di almeno due volte, con denuncie infondate  che sono state giudicate per ben 65 volte da giudici imparziali, per lo piu' di fede repubblicana, tutte perdute per fatto che non suissiste il reato. Come e' stato giudicato per due volte dalla corte suprema con lo stesso risultato. Lui patetico bugiardo continua ad avvelenare le menti dei suoi seguaci con dichiarazioni che dovrebbero essere sancite con la prigione. E' un saccente che sa' benissimo che ha perso, ma da egoista che e' non ha il coraggio di ammetterlo, anzi continua con le sue bugie ed obblica i suoi "molluschi" ad assecondare le sue diabloliche sciarade. Di questo Liz Cheney non ne ha voluto far parte, e per dire la verita', per essere onesta col popolo e' stata rimossa dal suo incarico. I suoi vili colleghi parlamentari per  vantaggi politici personali, per ubbedire ad un narcisista hanno perso la loro dignita, la loro onesta' e tradito il loro giuramento di difendere la costituzione. Ed in questo tranello, in questa vergognosa messa in scena ne hanno fatto parte anche parlamentari Italo/Americani. Come stanno facendo parte a biasimevole leggi elettorali in Stati come la Florida in cui si sta facendo in modo che una parte importante della popolazione di colore non ha accesso a sede elettorale. Questa e' l'America post Trump. Speriamo che il nuovo presidente possa avere la forza necessaria per sradicare tutto questo astio, tutto questo rancore che il suo predecessore gli ha disgustosamente lasciato Brooklyn,NY.
mar 2 mar alle ore 17:18 Donato D'Orazio Mi ero promesso che mai sarei ritornato ad occuparmi di un patetico personaggio, ormai rilegato ad un passato, che per il bene del paese dovremmo subito dimenticare. Di un personaggio che in soli quattro anni e' stato capace di distruggere completamente gli ideali di questo paese. Di un personaggio che sin da bambino, aiutato anche dal padre, ha saputo sposare quella demagogia che gli ha permesso di creare, con falsita' e bugie, un culto di ingenui, di prepotenti, di terroristi, che gli hanno permesso di fare tutto quello che voleva, alla faccia della verita', della giustizia, della dignita' umana. Di un despota che sa' imporre le sue malsane idee a gente ubriache del suo potere che lo seguono e lo perdonano in tutte le malefatte  cose che ha sempre saputo e voluto fare. In qualsiasi parte del mondo in cui esiste ancora un bricciolo di sanita' mentale, un personaggio come questo sarebbe da molto tempo finito in galera. Non qui' , non in America. Perche' qui' il motto di " La legge e' uguale per tutti" incisa su ogni aula giudiziale del mondo non ha modo di esistere. C'e', specialmente negli ultimi tempi, una legge per i  potenti ed affluenti, ed una legge per i poveri e disagiati. Se un potente incoraggia un atto barbarico, una insurrezione contro la sua nazione, un colpo di Stato contro il suo governo, di conseguenza la morte di tre polizziotti ed altre quattro persone e centinaia di feriti, purtroppo molti gravi, la disacrazione dell'imponente simbolo della democrazia della nazione, il meraviglioso "CAPITOL" dove in quella specifica funesta data - 6 Gennaio 2021, le piu' alte cariche dello Stato si stavano preparando a certificare ufficialmente la volonta' della maggioranza del popolo di avere come Presidente Joe Biden. Fu una notte di terrore, una notte di violenze, una notte che lascio' il mondo intero sconvolto. Ebbene il responsabile di tutto questo non solo non viene immediatamente rimosso dal suo incarico, non solo non viene giudicato all'istante  e messo in galera, gli viene concesso ancora di essere libero di continuare a spargere disinforamzioni. e fomentare violenze, a dire bugie che immancabilmente portano sempre ad altre sommosse, ad altre situazioni vergognose che si concludono sempre con spargimento di sangue di innocenti. Se un povero uomo fermato per una semplice infrazione stradale e non si sottomette ad ordini, a volte esagerati, viene abusato verbalmente, a volte picchiato, e sicuramente portato in galera. La scorsa settimana c'e' stato in Florida un'assemblea di un piccolo ramo, ma determinante dell'estrema destra del partito repubblicano, ebbene, non solo hanno dato l'opportunita' a questo psicopatico bugiardo di partecipare, ma anche di  ripetere le stesse idiozie che furono la causa di quella maledetta insurrezione. Si sono dimenticati del danno morale, civico, federale ed umano che questo personaggio ha creato. Si sono dimenticati che per questo e', stato impeached, che al Senato ha avuto 57 voti per la rimozione totale del suo diritto costituzionale, e 43 voti per assolverlo. Qui' in America per una legge arcaica, in casi come questo, la minoranza vince. Sembra una barzelletta, ma nella grande America succede anche questo. Brooklyn,NY.
ven 22 gen alle ore 18:35 Donato D'Orazio
Vivo in questa nazione da ben sessantasei e piu' mesi. Arrivai con mio padre, lasciando il resto della famiglia in Italia. A Cansano, forse non avevamo soldi, ma avevamo una casa situata nel meglio del paese, ed il cibo non ci mancava. Andavamo a scuola e stavamo, nella situazione del paese di quel tempo, abbastanza bene. Fu questo che invoglio' il maestro Salvatore De Bartolomeis a chiedermi per quale motivo  avevamo preso la decisione  di emigrare. Continuo', dicendomi " Posso capire tanti paesani qui' a Cansano che emigrano, hanno poco e non hanno prospettive di miglioramento per il prossimo futuro, ma voi, che anche con sacrifici dei tuoi genitori, avete abbastanza, perche' ve ne andate?" Gli risposi che forse aveva ragione, ma a voler andare ero soltanto io, e la ragione che mio padre lasciava il resto della famiglia era proprio questa, pensava di ritornare al piu' presto, dopo che era sicuro di avermi in qualche modo sistemato in America. Purtroppo per imprevidibilita' della vita non e' andato proprio cosi'. Arrivati qui' a Brooklyn dovemmo ricominciare dal niente. Lo zio che ci accolse fu molto buono nel darci due stanze nella sua vecchia casa. Lui abitava abbastanza lontano, quindi impossibilitato a fare di piu' di quello che generosamente aveva fatto. Cominciammo questo nostro nuovo ciclo della vita soli, inesperti, e senza l'appoggio del resto della famiglia. Furono tempi difficili, ci trovammo in una situazione piu' grande di noi. Dovemmo praticamente ricominciare da zero. Mio padre ogni sera mi ricordava che avevamo lasciato una casa dove ognuno di noi aveva una stanza tutta sua per dormire, dove si manciava tre volte al giorno, dove dal balcone si poteva osservare un paese che viveva e progretiva.  Dove avevamo tanti amici e le nostre usanze. Qui', continuava, non abbiamo niente, siamo soli e manciamo male. Dentro di me sapevo che aveva ragione, ma non potevo ammetterlo, lo avrei reso ancora piu' triste, e questo non potevo permettermelo. Ho voluto raccontare tutto questo perche' da solo ho dovuto conoscere questa nazione che anche se ci vivevo mi era completamente sconosciuta. Ho iniziato dal primo scalino la mia scalata verso una vita piu' consona alle mie possibilita'. Ed in quel tortuoso percorso ho dovuto  subito tante angherie razziste, tante ingiustizie, tante incomprensioni. Ho dovuto capire da solo che questa nazione e' grande, ricca e generosa, ma anche abitata da gente, forse una minoranza, che avevano nel loro DNA una cattiveria, una nauseante convinzione che loro, bianchi e teutonici, erano superiori al resto del popolo e potevano permettersi di offendere senza ritegno ogni persona che a loro non somigliava. Ci sono voluti anni di sacrifici, di personalita' politiche e civiche che hanno dovuto lavorare duramente, anche perdendoci la vita ( Kennedy, Martin Luther King ed altri) per cercare di superare tutto questo veleno che albergava in tanti cittadini. Per alcuni anni sembrava che tutto questo malessere si fosse un po' assopito, che forse giorni migliori sarebbero arrivati. Purtroppo non e' stato cosi'. C'E' bastato che un uomo cattivo, un narcisista prendesse il potere della nazione che tutto e' andato a rotoli. I razzisti bianchi incoraggiati da questo individuo  e da suoi seguaci hanno ripreso a inculcare a gente ingenua il culto dell'odio, del rancore verrso chi per fortuna non la pensano come loro. Hanno riavvivato quel senso di superiorita' che gli ha permesso di disacrare il Capitol, di frantumare la democrazia, di stracciare la carta costituzionale, di uccidere un polizziotto di 42 anni che lascia una moglie e tre figli per la sola ragione di aver fatto il suo dovere. Il giorno venti Gennaio un nuovo uomo ha democraticamente preso le redini di questa nazione. Ha trovato un paese ferito nel suo intimo, demoralizzato nel morale, diviso nel pensare. Molto probabilmente ci vorranni anni per risanare questa ferita, per ridare alla maggioranza del popolo un po' di fiducia nelle istituzioni, un po' di ottimismo nel futuro, un po' di speranza di un ritorno alla normalita'. Soltanto cosi' il sole di questa nazione ritornera' ad illuminare un mondo incredulo che spera di riallacciare con questo paese quel legame di fiducia e rispetto reciproco che li ha sempre contradistinti.
Brooklyn, NY.
sab 9 gen alle ore 02:42
Donato D'Orazio Il devastante incubo che ha attanagliato per un intero giorno questa grande nazione sta' per finire. Purtroppo sta' finendo con la morte di un innocente polizziotto di 42 anni che l'unico torto che aveva era quello di fare il suo dovere. Sta' finendo con un assalto violento verso la costituzione di questo paese. Sta finendo con un colpo di stato per fortuna non riuscito. Sta' finendo con la distruzione di un simbolo della democrazia di questo paese, il CAPITOL, centro delle attivita' governative della nazione. Il maestoso palazzo con l'imponente cupola che si erge quasi a proteggere la citta' di Washington. Il palazzo che e' anche l'orgoglio del talento italiano in questa nazione. Fu disegnato e dipinto dall'architetto e pittore italiano Brumidi. Come fu costruito con grande maestria dai fratelli architetti, ben sei, Piccirilli. Vedere questo capolavoro italiano venire disacrato da un branco di lupi, di razzisti, di vigliacchi fatti venire a Washington dal narcisista per eccellenza Donald Trump per sovvertire la volonta' del popolo. Tutto questo fa' ribrezzo, tutto questo e' un affronto alla democrazia piu' seguita e copiata dal mondo intero. Uno spettacolo deprimente, e sapere che questo luttuoso evento e' stato orghestrato e portato avanti dalla persona che aveva giurato di proteggere questa nazione fa veramente schifo. Quello che personalmente mi da' un enorme fastidio e' il fatto che un povero e vecchio emigrante come me tutto questo l'avevo pronosticato, e gente piu' intelligenti e preparati di me non l'hanno voluto capire. Ho cercato di scrivere tanti post su questo argomento, ho scritto di non fidarsi di questo vile autocratico perche di sicuro avrebbe fatto del male. Scrissi nel mese di Settembre che se lui avesse perduto le elezioni ci sarebbe stato Caos in questa nazione, non lo scrissi giusto per scrivere, lo scrissi perche ne ero pienamente convinto che questo psicopatico l'avrebbe sicuramente fatto. E l'ha fatto nel peggiore dei modi. Speriamo che la giustizia faccia il suo dovere. Che chi ha sbagliato, chi ha creato dolore ed apprensione, chi ha disonorato questa nazione ne paghi le conseguenze. La giornata tra le piu' buie della storia di questa nazione non puo' passare inosservata. L'infamia  creata deve essere pagata. Soltanto cosi' questa nazione puo' riavere quella dignita' perduta ed il rispetto, non soltanto dai suoi alleati, ma dal mondo,intero. Che Dio aiuta questo grande paese. Brooklyn,NY.
gio 31 dic alle ore 17:07 Donato D'Orazio Un anno che se ne va ha sempre portato un senso di malenconia, un senso di qualcosa cara che ci lascia per non ritornare mai piu'. Il giorno del 31 Dicembre e' sempre stato il momento del resoconto finale. Si cercava nella nostra memoria i tanti momenti felici come i pochi momenti malinconici dell'anno che ci salutava. Tante persone ritornavano nella nostra mente. Tante nostalgie attanagliavano i nostri sentimenti. Era il giorno in cui ci dava la certezza che un'altro passo avanti nella nostra esistenza si era compiuto. Era il millenario  rituale che ci permetteva di dire addio ad un passato per lo piu' dignitoso per salutare un avvenire sperando migliore. Tutto questo fino al 31 Dicembre del 2019. Arrivo' il 2020. Gli auguri di Buon Anno riverberarono nell,intimo di tutti gli esseri umani. La speranza di un'anno migliore era una certezza che albergava in tutto i nostri cuori. Purtroppo non e' stato cosi'. Una malefica pandemia ha messo il mondo in una situazione di dolore, di morte, di distruzione economica e sociale. Una pandemia che ha quasi bloccato per intero la vita umana. Milioni di persone ci hanno lasciato. Non c'e' nessuno che possa dire che non e' stato tragicamente toccato da questo Virus. E' stata, e, purtroppo ancora e', una tragedia che continua. Per noi anziani c'e' quel martellamento continuo che ci ricorda di stare attento perche siamo i piu' vulnerabili a questa malefica malattia. Ed e' vero e lo stiamo facendo. Ma tutto questo non e' una garanzia che ce la potremmo fare. I nostri milioni di coetanei che hanno e continuano a  perdere la vita sono stati attenti anche loro, ma,  purtroppo, non hanno avuto la fortuna che molti di noi, fino ad ora, abbiamo avuto. L'unica speranza per noi sono i vaccini. Ma l'attesa per essere vaccinati e' ancora lunga ed ogni giorno che passa qualcuno della nostra generazione ci salutera' per sempre. Intutto il 2020 e' l'unico anno che io possa ricordare che allo scoccare della mezzanotte di questo 31 Dicembre ci lascera' senza un solo rimpianto. L'alba di domani sara' l'inizio di un nuovo giorno, di un giorno che portera' con se' la speranza che questo funesto periodo della storia dell'umanita' finira' e che la normalita' ritorna ad essere parte integrante della vita di tutti, specialmente dei giovani. A tutti voi, amici vicini e lontani, l'augurio che tutto questo si avverera' e che felicita', salute, e certezza di una vita migliore possano albergare nei vostri cuori per darvi la consapevolezza di un avvenire sereno. Buon 2021 a tutti. Brooklyn, NY.