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Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.
Ma non è facile starci tranquillo.
Non chiedete cosa possa fare il Paese per voi: chiedete cosa potete fare voi per il Paese.

(Cesare Pavese e John Fitzgerald Kennedy)

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mar 2 mar alle ore 17:18 Donato D'Orazio Mi ero promesso che mai sarei ritornato ad occuparmi di un patetico personaggio, ormai rilegato ad un passato, che per il bene del paese dovremmo subito dimenticare. Di un personaggio che in soli quattro anni e' stato capace di distruggere completamente gli ideali di questo paese. Di un personaggio che sin da bambino, aiutato anche dal padre, ha saputo sposare quella demagogia che gli ha permesso di creare, con falsita' e bugie, un culto di ingenui, di prepotenti, di terroristi, che gli hanno permesso di fare tutto quello che voleva, alla faccia della verita', della giustizia, della dignita' umana. Di un despota che sa' imporre le sue malsane idee a gente ubriache del suo potere che lo seguono e lo perdonano in tutte le malefatte  cose che ha sempre saputo e voluto fare. In qualsiasi parte del mondo in cui esiste ancora un bricciolo di sanita' mentale, un personaggio come questo sarebbe da molto tempo finito in galera. Non qui' , non in America. Perche' qui' il motto di " La legge e' uguale per tutti" incisa su ogni aula giudiziale del mondo non ha modo di esistere. C'e', specialmente negli ultimi tempi, una legge per i  potenti ed affluenti, ed una legge per i poveri e disagiati. Se un potente incoraggia un atto barbarico, una insurrezione contro la sua nazione, un colpo di Stato contro il suo governo, di conseguenza la morte di tre polizziotti ed altre quattro persone e centinaia di feriti, purtroppo molti gravi, la disacrazione dell'imponente simbolo della democrazia della nazione, il meraviglioso "CAPITOL" dove in quella specifica funesta data - 6 Gennaio 2021, le piu' alte cariche dello Stato si stavano preparando a certificare ufficialmente la volonta' della maggioranza del popolo di avere come Presidente Joe Biden. Fu una notte di terrore, una notte di violenze, una notte che lascio' il mondo intero sconvolto. Ebbene il responsabile di tutto questo non solo non viene immediatamente rimosso dal suo incarico, non solo non viene giudicato all'istante  e messo in galera, gli viene concesso ancora di essere libero di continuare a spargere disinforamzioni. e fomentare violenze, a dire bugie che immancabilmente portano sempre ad altre sommosse, ad altre situazioni vergognose che si concludono sempre con spargimento di sangue di innocenti. Se un povero uomo fermato per una semplice infrazione stradale e non si sottomette ad ordini, a volte esagerati, viene abusato verbalmente, a volte picchiato, e sicuramente portato in galera. La scorsa settimana c'e' stato in Florida un'assemblea di un piccolo ramo, ma determinante dell'estrema destra del partito repubblicano, ebbene, non solo hanno dato l'opportunita' a questo psicopatico bugiardo di partecipare, ma anche di  ripetere le stesse idiozie che furono la causa di quella maledetta insurrezione. Si sono dimenticati del danno morale, civico, federale ed umano che questo personaggio ha creato. Si sono dimenticati che per questo e', stato impeached, che al Senato ha avuto 57 voti per la rimozione totale del suo diritto costituzionale, e 43 voti per assolverlo. Qui' in America per una legge arcaica, in casi come questo, la minoranza vince. Sembra una barzelletta, ma nella grande America succede anche questo. Brooklyn,NY.
ven 22 gen alle ore 18:35 Donato D'Orazio
Vivo in questa nazione da ben sessantasei e piu' mesi. Arrivai con mio padre, lasciando il resto della famiglia in Italia. A Cansano, forse non avevamo soldi, ma avevamo una casa situata nel meglio del paese, ed il cibo non ci mancava. Andavamo a scuola e stavamo, nella situazione del paese di quel tempo, abbastanza bene. Fu questo che invoglio' il maestro Salvatore De Bartolomeis a chiedermi per quale motivo  avevamo preso la decisione  di emigrare. Continuo', dicendomi " Posso capire tanti paesani qui' a Cansano che emigrano, hanno poco e non hanno prospettive di miglioramento per il prossimo futuro, ma voi, che anche con sacrifici dei tuoi genitori, avete abbastanza, perche' ve ne andate?" Gli risposi che forse aveva ragione, ma a voler andare ero soltanto io, e la ragione che mio padre lasciava il resto della famiglia era proprio questa, pensava di ritornare al piu' presto, dopo che era sicuro di avermi in qualche modo sistemato in America. Purtroppo per imprevidibilita' della vita non e' andato proprio cosi'. Arrivati qui' a Brooklyn dovemmo ricominciare dal niente. Lo zio che ci accolse fu molto buono nel darci due stanze nella sua vecchia casa. Lui abitava abbastanza lontano, quindi impossibilitato a fare di piu' di quello che generosamente aveva fatto. Cominciammo questo nostro nuovo ciclo della vita soli, inesperti, e senza l'appoggio del resto della famiglia. Furono tempi difficili, ci trovammo in una situazione piu' grande di noi. Dovemmo praticamente ricominciare da zero. Mio padre ogni sera mi ricordava che avevamo lasciato una casa dove ognuno di noi aveva una stanza tutta sua per dormire, dove si manciava tre volte al giorno, dove dal balcone si poteva osservare un paese che viveva e progretiva.  Dove avevamo tanti amici e le nostre usanze. Qui', continuava, non abbiamo niente, siamo soli e manciamo male. Dentro di me sapevo che aveva ragione, ma non potevo ammetterlo, lo avrei reso ancora piu' triste, e questo non potevo permettermelo. Ho voluto raccontare tutto questo perche' da solo ho dovuto conoscere questa nazione che anche se ci vivevo mi era completamente sconosciuta. Ho iniziato dal primo scalino la mia scalata verso una vita piu' consona alle mie possibilita'. Ed in quel tortuoso percorso ho dovuto  subito tante angherie razziste, tante ingiustizie, tante incomprensioni. Ho dovuto capire da solo che questa nazione e' grande, ricca e generosa, ma anche abitata da gente, forse una minoranza, che avevano nel loro DNA una cattiveria, una nauseante convinzione che loro, bianchi e teutonici, erano superiori al resto del popolo e potevano permettersi di offendere senza ritegno ogni persona che a loro non somigliava. Ci sono voluti anni di sacrifici, di personalita' politiche e civiche che hanno dovuto lavorare duramente, anche perdendoci la vita ( Kennedy, Martin Luther King ed altri) per cercare di superare tutto questo veleno che albergava in tanti cittadini. Per alcuni anni sembrava che tutto questo malessere si fosse un po' assopito, che forse giorni migliori sarebbero arrivati. Purtroppo non e' stato cosi'. C'E' bastato che un uomo cattivo, un narcisista prendesse il potere della nazione che tutto e' andato a rotoli. I razzisti bianchi incoraggiati da questo individuo  e da suoi seguaci hanno ripreso a inculcare a gente ingenua il culto dell'odio, del rancore verrso chi per fortuna non la pensano come loro. Hanno riavvivato quel senso di superiorita' che gli ha permesso di disacrare il Capitol, di frantumare la democrazia, di stracciare la carta costituzionale, di uccidere un polizziotto di 42 anni che lascia una moglie e tre figli per la sola ragione di aver fatto il suo dovere. Il giorno venti Gennaio un nuovo uomo ha democraticamente preso le redini di questa nazione. Ha trovato un paese ferito nel suo intimo, demoralizzato nel morale, diviso nel pensare. Molto probabilmente ci vorranni anni per risanare questa ferita, per ridare alla maggioranza del popolo un po' di fiducia nelle istituzioni, un po' di ottimismo nel futuro, un po' di speranza di un ritorno alla normalita'. Soltanto cosi' il sole di questa nazione ritornera' ad illuminare un mondo incredulo che spera di riallacciare con questo paese quel legame di fiducia e rispetto reciproco che li ha sempre contradistinti.
Brooklyn, NY.
sab 9 gen alle ore 02:42
Donato D'Orazio Il devastante incubo che ha attanagliato per un intero giorno questa grande nazione sta' per finire. Purtroppo sta' finendo con la morte di un innocente polizziotto di 42 anni che l'unico torto che aveva era quello di fare il suo dovere. Sta' finendo con un assalto violento verso la costituzione di questo paese. Sta finendo con un colpo di stato per fortuna non riuscito. Sta' finendo con la distruzione di un simbolo della democrazia di questo paese, il CAPITOL, centro delle attivita' governative della nazione. Il maestoso palazzo con l'imponente cupola che si erge quasi a proteggere la citta' di Washington. Il palazzo che e' anche l'orgoglio del talento italiano in questa nazione. Fu disegnato e dipinto dall'architetto e pittore italiano Brumidi. Come fu costruito con grande maestria dai fratelli architetti, ben sei, Piccirilli. Vedere questo capolavoro italiano venire disacrato da un branco di lupi, di razzisti, di vigliacchi fatti venire a Washington dal narcisista per eccellenza Donald Trump per sovvertire la volonta' del popolo. Tutto questo fa' ribrezzo, tutto questo e' un affronto alla democrazia piu' seguita e copiata dal mondo intero. Uno spettacolo deprimente, e sapere che questo luttuoso evento e' stato orghestrato e portato avanti dalla persona che aveva giurato di proteggere questa nazione fa veramente schifo. Quello che personalmente mi da' un enorme fastidio e' il fatto che un povero e vecchio emigrante come me tutto questo l'avevo pronosticato, e gente piu' intelligenti e preparati di me non l'hanno voluto capire. Ho cercato di scrivere tanti post su questo argomento, ho scritto di non fidarsi di questo vile autocratico perche di sicuro avrebbe fatto del male. Scrissi nel mese di Settembre che se lui avesse perduto le elezioni ci sarebbe stato Caos in questa nazione, non lo scrissi giusto per scrivere, lo scrissi perche ne ero pienamente convinto che questo psicopatico l'avrebbe sicuramente fatto. E l'ha fatto nel peggiore dei modi. Speriamo che la giustizia faccia il suo dovere. Che chi ha sbagliato, chi ha creato dolore ed apprensione, chi ha disonorato questa nazione ne paghi le conseguenze. La giornata tra le piu' buie della storia di questa nazione non puo' passare inosservata. L'infamia  creata deve essere pagata. Soltanto cosi' questa nazione puo' riavere quella dignita' perduta ed il rispetto, non soltanto dai suoi alleati, ma dal mondo,intero. Che Dio aiuta questo grande paese. Brooklyn,NY.
gio 31 dic alle ore 17:07 Donato D'Orazio Un anno che se ne va ha sempre portato un senso di malenconia, un senso di qualcosa cara che ci lascia per non ritornare mai piu'. Il giorno del 31 Dicembre e' sempre stato il momento del resoconto finale. Si cercava nella nostra memoria i tanti momenti felici come i pochi momenti malinconici dell'anno che ci salutava. Tante persone ritornavano nella nostra mente. Tante nostalgie attanagliavano i nostri sentimenti. Era il giorno in cui ci dava la certezza che un'altro passo avanti nella nostra esistenza si era compiuto. Era il millenario  rituale che ci permetteva di dire addio ad un passato per lo piu' dignitoso per salutare un avvenire sperando migliore. Tutto questo fino al 31 Dicembre del 2019. Arrivo' il 2020. Gli auguri di Buon Anno riverberarono nell,intimo di tutti gli esseri umani. La speranza di un'anno migliore era una certezza che albergava in tutto i nostri cuori. Purtroppo non e' stato cosi'. Una malefica pandemia ha messo il mondo in una situazione di dolore, di morte, di distruzione economica e sociale. Una pandemia che ha quasi bloccato per intero la vita umana. Milioni di persone ci hanno lasciato. Non c'e' nessuno che possa dire che non e' stato tragicamente toccato da questo Virus. E' stata, e, purtroppo ancora e', una tragedia che continua. Per noi anziani c'e' quel martellamento continuo che ci ricorda di stare attento perche siamo i piu' vulnerabili a questa malefica malattia. Ed e' vero e lo stiamo facendo. Ma tutto questo non e' una garanzia che ce la potremmo fare. I nostri milioni di coetanei che hanno e continuano a  perdere la vita sono stati attenti anche loro, ma,  purtroppo, non hanno avuto la fortuna che molti di noi, fino ad ora, abbiamo avuto. L'unica speranza per noi sono i vaccini. Ma l'attesa per essere vaccinati e' ancora lunga ed ogni giorno che passa qualcuno della nostra generazione ci salutera' per sempre. Intutto il 2020 e' l'unico anno che io possa ricordare che allo scoccare della mezzanotte di questo 31 Dicembre ci lascera' senza un solo rimpianto. L'alba di domani sara' l'inizio di un nuovo giorno, di un giorno che portera' con se' la speranza che questo funesto periodo della storia dell'umanita' finira' e che la normalita' ritorna ad essere parte integrante della vita di tutti, specialmente dei giovani. A tutti voi, amici vicini e lontani, l'augurio che tutto questo si avverera' e che felicita', salute, e certezza di una vita migliore possano albergare nei vostri cuori per darvi la consapevolezza di un avvenire sereno. Buon 2021 a tutti. Brooklyn, NY.